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Victorian sex etiquette – l’educazione sessuale in epoca vittoriana

Victorian sex etiquette – l’educazione sessuale in epoca vittoriana

Victorian sex etiquette – l’educazione sessuale in epoca vittoriana

Victorian sex etiquette – l’educazione sessuale in epoca vittoriana

L’educazione sessuale in epoca vittoriana, la Victorian sex Etiquette: si parla di educazione o di diseducazione? Scopriamolo insieme!

Victorian sex etiquette per donne nubili.

Il galateo del sesso per le donne nubili è molto semplice: non devono sapere, non devono fare, devono fuggire da ogni occasione di caduta.

Se in epoca regency qualche opuscoletto informativo girava, se nei collegi le grandi istruivano le più giovani col passaparola, l’epoca vittoriana vede un ritorno di pudore e un vero e proprio dominio del “non dire”.

righe in epoca vittoriana

La legge Comstock

Nel 1873 negli Stati Uniti viene varata la legge Comstock, molto indicativa della mentalità del periodo:

Ogni libro osceno, osceno o lascivo e ogni sporco libro, opuscolo, immagine, carta, lettera, scrittura, stampa o altra pubblicazione di carattere indecente e ogni articolo o cosa progettato, adattato o destinato a prevenire il concepimento o produrre aborto, o per qualsiasi uso indecente o immorale;

ogni articolo, strumento, sostanza, farmaco, medicinale o cosa che è pubblicizzato o descritto in un modo calcolato per indurre un altro a usarlo o applicarlo per prevenire il concepimento o produrre aborto, o per qualsiasi scopo indecente o immorale e ogni scritto o stampato cartoline, lettere, circolari, libri, opuscoli pubblicitari o avvisi di qualsiasi tipo che forniscono informazioni direttamente o indirettamente, dove, come, o di chi, o con quali mezzi si può ottenere uno qualsiasi degli argomenti, articoli o cose sopra menzionati o fatto, o dove o da chi verrà compiuto o eseguito qualsiasi atto o operazione di qualsiasi tipo per procurare o produrre aborto o come o con quali mezzi si può impedire il concepimento o si può produrre l’aborto, sigillato o non sigillato;

La religiosità in epoca vittoriana è parte integrante della vita quotidiana. Non solo nella vecchia Inghilterra, ma in generale l’Europa (e non da meno gli Stati Uniti) si scontrano con una nuova visuale del mondo, dell’Uomo, della realtà.

Il risveglio della coscienza di W. H. Hunt

ogni lettera, pacchetto o pacco o altro materiale postale contenente qualsiasi cosa, dispositivo o sostanza sporco, vile o indecente e ogni carta, scrittura, pubblicità o rappresentazione che qualsiasi articolo, strumento, sostanza, farmaco, medicinale o cosa possa, o può essere, usato o applicato, per prevenire il concepimento o produrre l’aborto, o per qualsiasi scopo indecente o immorale; (…)

Chiunque consapevolmente depositerà o farà depositare per la spedizione o la consegna qualsiasi cosa dichiarata da questa sezione come non spedibile, o dovrà consapevolmente prendere o far sottrarre la stessa dalla posta allo scopo di farla circolare o smaltirla, o per aver contribuito alla circolazione o alla disposizione della stessa, sarà multato non più di cinquemila dollari, o imprigionato non più di cinque anni, o entrambe le cose.

In sostanza, a fine secolo in America veniva bandito ogni tipo di informazione riguardante il concepimento o l’aborto.

Siamo oltre oceano, dove i puritani stanno facendo ampie campagne contro tutto e tutti, per bandire l’alcol e ogni cattivo comportamento, ma questa legge è indicativa del pesante tabù che gravava sull’educazione sessuale, in particolare femminile, e sul modo di guardare alla femminilità.

Possiamo solo immaginare, anzi, vedere l’effetto di campagne così pesanti contro l’informazione sessuale: un argomento che fino al 1700 era considerato scandaloso ma parte della vita, diventa “una cosa sporca” di cui non si deve parlare. Un effetti che è ricaduto su molte generazioni e in particolare sulle donne, oggetto della più pesante oppressione.

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Victorian sex etiquette – l’educazione sessuale in epoca vittoriana

(c) The Geffrye, Museum of the Home; Supplied by The Public Catalogue Foundation

L’educazione sessuale in Inghilterra

In Inghilterra le cose andavano meglio, ma non benissimo.

Spesso si arrivava all’altare con vaghe informazioni sui fatti della vita, date sbrigativamente da madri imbarazzate e non molto meglio informate.

Fino alla fine del secolo, sembrerà strano, ma non c’erano conoscenze molto precise su come funzionasse il corpo femminile: si sapeva come avveniva il concepimento, le donne sapevano di essere soggette a una ciclicità, ma questo era tutto.

I metodi anticoncezionali esistevano, per quanto aleatori, ma in un regime famigliare normale non erano contemplati: il matrimonio era legato alla procreazione, i figli erano una benedizione… erano solo gli uomini dissoluti che cercavano piacere fuori dalle mura domestiche e le donne di malaffare a non desiderare le gravidanze o la trasmissione delle malattie veneree.

Nell’ambito di una famiglia di sani costumi al massimo si passava all’astinenza, o si accettavano le conseguenze dei momenti di intimità.

Un buon numero di superstizioni o di idee nate dal nulla completava il quadro.

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5 curiosità sulla sessualità vittoriana

Strane idee sul sesso in epoca vittoriana

Il sesso veniva intessuto di strane idee, soprattutto riguardanti la “delicatezza” delle donne: rapporti troppo vigorosi o frequenti potevano, secondo i medici, nuocere al delicatissimo corpo femminile. Una volta a settimana andava bene, purché fatto con delicatezza.

Un uomo focoso poteva approcciarsi, ma non più di una volta al mese.

La posizione giusta era solo quella del missionario, perché favoriva, secondo i luminari della scienza medica, favorire il concepimento. Altre posizioni erano sconvenienti, non certo adatte a una brava moglie e angelo del focolare.

D’altra parte, si pensava che la donna non potesse provare vero piacere, almeno non come un uomo. Il  piacere femminile era considerato necessario al concepimento e poteva avvenire solo in caso di rapporto completo: il famoso “parossismo isterico” che veniva procurato manualmente alle isteriche non era considerato appagamento sessuale, ma solo un riassestamento dell’utero.

Leggi anche: Le mestruazioni nel 1800

Victorian sex etiquette – l’educazione sessuale in epoca vittoriana

The Hireling Shepherd (1851)

L’utero, fonte di tutti i mali

L’utero era la fonte di tutti i mali. Era un suo malfunzionamento a causare le più varie stranezze nelle donne. Responsabile delle mattane e dei capricci, della volubilità, dell’emotività, delle reazioni accentuate delle signore, veniva riequilibrato dai medici con cure di sicura efficacia, quali bagni freddi e impacchi. Talvolta con massaggi perineali e alla fine con l’isterectomia se non c’era altro rimedio.

Una donna, perciò, sapeva di dover regolare il suo comportamento in base a ciò che le veniva chiesto: sottomissione, dolcezza, accettazione.

I manuali per ragazze e donne

Per essere meglio preparare al ruolo di donna angelo del focolare, le ragazze in età da marito e le giovani spose erano coadiuvate da manuali.

D’altra parte, anche per i maschietti indugiare sulle proprie parti intime era pericolosissimo. Poteva portare a debolezza, sofferenza, astenia, cecità. Per questo i vittoriani pensarono a speciali protezioni del fallo, in modo che non potesse causare troppi problemi: vere e proprie gabbie anti erezione e anti… tutto. Il quacchero Dr. Kellog, nella sua fattoria/comunità all’avanguardia, manteneva i giovani sani e lontani dai peccaminosi e perniciosi atti contro se stessi facendo fare loro molta attività fisica all’aperto e sfamandoli con… gallette di mais. Sì, proprio quelle col galletto sulla scatola, che anche oggi consumiamo col latte: furono inventate per raffreddare i bollenti spiriti giovanili.

Victorian sex etiquette – l’educazione sessuale in epoca vittoriana

Altre info sulla sanità

Essere una donna sana significava non avere eccessivo desiderio sessuale.

Soprattutto, uomini e donne dovevano tenersi lontano dall’abominevole autoerotismo: masturbazione deriva dal latino “manu stuprare”: niente di buono, insomma. Se poi aggiungiamo che fa venire le verruche alle mani, ti priva di fluidi corporei importantissimi, provoca malattie all’utero fra cui tumore… fino a impedire la crescita del seno femminile.

Insomma: l’educazione sessuale passava attraverso velate – ma non troppo – minacce.

La donna sposata e l’educazione sessuale in epoca vittoriana

Una donna aveva confidenza solo con due uomini: il marito e il dottore. Il medico era l’unico a poter vedere sotto alle ampie sottane, e spesso non vedeva, ma gli era concesso solo di vistare a tastoni.

L’igiene coniugale portata avanti da opuscoli, medici, e beninformati prevedeva che le coppie vivessero un’intimità… il meno piacevole possibile. Era un dovere, non un piacere. Non era favorita la conoscenza reciproca, né l’esplorazione del corpo. Guai ad avvicinarsi al talamo sotto l’influsso di alcol o cibi: ci si andava sobri e intenzionati a fare un buon lavoro.

E attenzione proprio alla concentrazione: se ti distrai potresti avere figli di intelletto compromesso.

L’alcol era un vero e proprio nemico del buon lavoro di coppia: era, in realtà demonizzato – e a ragione – in quanto l’800 è stato un’epoca di abuso, ma ai futuri genitori veniva sconsigliato per evitare prole di cattiva qualità.

Durante la gravidanza era meglio astenersi da ogni sforzo. Ogni sforzo.

Secondo alcuni era sconsigliato anche in allattamento, ma in un modo o nell’altro, le donne usavano quest’ultimo come metodo per ritardare le gravidanze: più a lungo allattavano, più tardi tornavano riproduttive, anche se non era del tutto infallibile.

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