Le scuole per ragazze regency – girl school in regency era

Le scuole per ragazze Regency – Regency era school for girls.

Le scuole per ragazze Regency sono una realtà storica molto interessante, ma meno nota dei corrispettivi maschili. Scopriamo insieme questo mondo che troviamo citato persino in Orgoglio e Pregiudizio.

Come abbiamo accennato riguardo l’educazione in epoca Regency e Vittoriana, i bambini di buona famiglia ricevevano una prima istruzione fra le mura domestiche, passando in tenera età dalle braccia della balia a quelle  della governante/istitutrice, la quale si occupava di istruirli nei rudimenti della lettura, scrittura, aritmetica e scienze naturali, nonché nelle regole del galateo necessarie per relazionarsi con gli adulti.

Questa prima istruzione era uguale per tutti, ma ben presto maschi e femmine venivano separati per ricevere un’educazione adeguata alle esigenze dei rispettivi sessi.

Spesso le ragazze venivano istruite in casa, da governante o da tutor, per essere preparate alla vita domestica come perfette padrone di casa.

Reading Abbey Gateway, 1809, Paul Sandby

Non si trattava solo di saper gestire l’economia domestica, ma anche di avere una  base culturale che permettesse loro di trovare un buon marito e di portare lustro alla famiglia di origine e poi del marito.

Delle sorelle Bingley veniamo subito a sapere in Orgoglio e Pregiudizio che

Erano piuttosto belle, erano state educate in uno dei migliori istituti femminili di Londra, (Volume primo, capitolo 4)

E la stessa Miss Bingley definisce la vera istruzione femminile con la famosa affermazione:

Una donna deve avere una profonda conoscenza della musica, del canto, del disegno, della danza e delle lingue moderne, per meritare questa parola; e oltre a tutto questo, deve possedere un certo non so che nell’atteggiamento e nel modo di camminare, nel tono della voce, nel modo di rivolgersi agli altri e di esprimersi, altrimenti la parola non sarà meritata che a metà. (Volume primo, capitolo 8)

La maggior parte delle ragazze, tuttavia, si fermava alla sola istruzione che poteva fornire loro un’istitutrice, o persino meno.

Sempre in Orgoglio e Pregiudizio, Elizabeth ammette candidamente di non aver ricevuto alcuna istruzione mirata al miglioramento personale.

“(…)Le vostre sorelle sanno suonare e cantare?”
“Una di loro sì.”
“Perché non avete imparato tutte? Dovevate imparare tutte. Le signorine Webb suonano tutte, e il padre non ha una rendita buona come il vostro.  Sapete disegnare?”
“No, per niente.”
“Cosa, nessuna di voi?”
“Nessuna.”
“È davvero strano. Ma immagino che non ne abbiate avuto l’opportunità. Vostra madre avrebbe dovuto portarvi a Londra ogni primavera per potervi procurare degli insegnanti.”
“Mia madre non avrebbe avuto nulla in contrario, ma mio padre detesta Londra.”
“La vostra istitutrice vi ha lasciate?”
“Non abbiamo mai avuto un’istitutrice.”
“Nessuna istitutrice! Com’è possibile? Cinque figlie cresciute in casa senza un’istitutrice! Non ho mai sentito una cosa del genere. Vostra madre dev’essere stata veramente schiava della vostra educazione.”
Elizabeth riuscì a malapena e evitare di sorridere, mentre la assicurava che non era stato così.
“Ma allora, chi vi ha istruite? chi si è preso cura di voi? Senza un’istitutrice dovete essere state trascurate.
“In confronto a certe famiglie, può essere; ma a quelle di noi che desideravano imparare non sono mancati i mezzi. Siamo state sempre incoraggiate a leggere, e abbiamo avuto tutti gli insegnanti necessari. Quelle che hanno preferito essere pigre, l’hanno potuto fare.”
“Certo, senza dubbio; ma è proprio per evitare questo che serve un’istitutrice, e se avessi conosciuto vostra madre l’avrei fortemente consigliata di prenderne una. Dico sempre che non può esserci educazione senza un insegnamento fisso e regolare, e nessuno se non un’istitutrice può garantirlo.” (Volume secondo, capitolo 6)

Dunque le sorelle Bennet hanno avuto insegnanti, ma mai un’istitutrice fissa. Il fatto che non sia stata fornita loro un’istruzione di qualità scandalizza lady Catherine in quanto per le donne l’istruzione, soprattutto artistica, era considerata proporzionale al patrimonio di famiglia.

Le scuole per ragazze frequentate da Jane Austen

Jane Austen ebbe un’esperienza diretta delle scuole per ragazze, anche se sembra non troppo positiva.

Fin da bambina, infatti, frequentò diversi istituti. Il primo, a partire dal 1782, fu quello di Mrs. Ann Cowley, a Oxford.

Oxford era una cittadina molto fiorente soprattutto grazie all’antica università, ma la scuola per signorine era tutta un’altra cosa.

Cassandra, più grande di Jane, era stata ammessa in questo istituto, gestito dalla vedova di un ex preside del Brasenose College.

L’esperienza scolastica a Oxford durò per le due sorelle circa un anno e fu interrotta da un’epidemia di tifo.

Leggi anche: Educazione delle donne: mondo regency #3

La scuola, fra l’altro, inizialmente collocata in una zona centrale, durante la permanenza delle Austen fu trasferita a Southampton, a causa di un’epidemia di morbillo che dilagava a Oxford, ma  questa cautela non fu sufficiente a salvare dalle malattie. Nel 1783 il tifo  colpì le allieve e Jane, Cassandra e la loro cuginetta Jane Cooper si ammalarono gravemente.

Gli Austen, sebbene non subito, furono informati delle condizioni delle figlie e le riportarono a casa, così come fecero i Cooper.  Le bambine si ripresero, ma la povera signora Cooper, contagiata, morì.

Jane non nutrirà mai grande stima per le scuole di giovinette, soprattutto per le loro proprietarie, che in una lettera definisce “incolte”.

Se pensiamo al romanzo “La piccola principessa” di Burnett, questa definizione calza a pennello al personaggio di miss Minchin, la direttrice che prende in antipatia Sarah perché le fa fare una figuraccia con il professore di francese.

Le donne che gestivano queste scuole spesso non erano, in effetti, preparate come insegnanti, ma si circondavano di personale esterno che si occupasse delle lezioni. A loro restava principalmente la cura della casa in cui le bambine venivano ospitate, anche se alcune svolgevano lezioni a vario titolo.

Nel 1785 Jane e Cassandra ebbero la loro seconda esperienza scolastica, questa volta presso l’Abbey School di Reading. Questa struttura era gestita da Mrs La Tournelles, il cui nome francese era in realtà… fasullo. Il suo vero nome era Sarah Hackit, non era non parlava francese.

Leggi anche: La scuola in epoca Regency

In compenso,  era appassionata di teatro e presso di lei i bambini potevano fare piccole esperienze come attori. Altri insegnanti si occupavano di formare gli allievi in materie più serie, come la musica e le lingue.

A questo punto, le sorelle Austen avevano già imparato a leggere e scrivere e sapevano accedere da sole a una biblioteca. Per fortuna.

Anche questo istituto ebbe per poco tempo l’onore di ospitare le due bambine, probabilmente appena papà Austen venne a sapere il livello di preparazione decise che si poteva fare di meglio… ovunque.

A casa, seguendo i fratelli e spronata dal padre, Jane si occupò della propria formazione attraverso studi e letture. E riuscì benissimo.

comfort by victorian artist Charles Burton Barber

Che cosa si studiava nelle scuole per ragazze regency

Principalmente, l’insegnamento verteva su scrittura e lettura, sull’aritmetica e sulle basi dell’inglese.

A questo si aggiungeva una bella lingua, di solito francese, a volte anche italiano, e tanto cucito e ricamo.

le ragazze potevano essere erudite nell’arte della cucina, ma essendo di solito destinare ad avere almeno una sguatterina che se ne occupasse, venivano erudite più nelle attività da signora, un po’ di disegno ed educazione artistica, musica.

Le donne non partecipavano alla vita politica, non lavoravano, perciò a loro non era richiesto di formarsi un pensiero attraverso letture e filosofia.

La “vera” letteratura era cosa da uomini, così come la cultura classica.

Le arti studiate erano il biglietto da visita per la caccia al marito: dopo il matrimonio non di rado venivano trascurate.

Quasi nessuna giovane donna, per quanto abile alla tastiera di un pianoforte, o per quanto avesse una voce da usignolo, tendeva a sognare una carriera artistica.

ricamo di fine 800

In Ragione e Sentimento leggiamo che la casa della signora Jenkins a Londra

era bella e ben arredata, e le signorine presero immediatamente possesso di una camera molto comoda. Era stata quella di Charlotte, e sulla mensola del caminetto era ancora appeso un paesaggio in seta colorata fatto da lei, come prova di aver trascorso sette anni in un’ottima scuola in città con un
qualche risultato. (Volume secondo, capitolo 4)

Cucito e ricamo erano forse le sole arti studiate che venivano portate avanti nella vita delle signore: il cucito era necessario, il ricamo aveva l’utilità di abbellire la casa, ma anche quella di preparare i corredi la famiglia.

La particolarità di Jane Austen  e della sua istruzione

Jane e Cassandra furono istruite parecchio, per essere giovani donne di epoca Regency.

L’illuminismo aveva messo l’obiettivo sul bisogno di un’istruzione più diffusa e capillare, ma ancora in Inghilterra non era obbligatoria. Sia il padre che la madre di Jane Austen appartenevano a un mondo di letterati, una élite culturale in cui si ritenva l’istruzione maschile e femminile fondamentale.

Lo stesso Reverendo Austen gestiva, nel 1780, una piccola scuola, come si usava allora, fra le mura domestiche. I suoi allievi dimoravano presso la famiglia durante gli anni della preparazione per Oxford.

1815 regency proposal woodcut

Poco tempo dopo il periodo di diciotto mesi trascorso a Reading, la dodicenne Jane era già in grado di scrivere la sua “storia d’Inghilterra”, un testo corredato di piccoli ritratti dei personaggi storici. La sua attitudine per la scrittura era già nota e apprezzata in famiglia.

Jane fu lasciata libera di seguire la sua passione per letteratura e scrittura avvalendosi della biblioteca paterna e di recarsi a teatro, passione alimentata dal fratello maggiore.

“The History of England” di Jane Austen, scritto poco dopo il periodo trascorso a Reading (British Library)

Le scuole per ragazze regency e le letture

Una volta appurato che una ragazzina di medio alta borghesia veniva istruita a scopo matrimoniale e perciò ne venivano curate solo alcune capacità, era chiaro che nelle scuole per ragazze regency fosse soprattutto importante imparare a restare nel proprio rango sociale, a migliorarsi nel tentativo di contrarre nozze favorevoli e a mantenere condotte irreprensibili.

La condotta, il decoro, la moralità erano un punto fondamentale dell’educazione delle ragazze.

Un passo falso in società poteva significare la rovina, perciò le ragazze venivano formate a suon di letture morali e di formazione.

I romanzi erano considerati pericolosi, perché mettevano nella testa delle ragazze idee romantiche del tutto inadeguate.

Le opere più adatte erano perciò quelle che insegnavano loro a stare al loro posto.

Famosi sono i sermoni di Fordyce, citati in Orgoglio e Pregiudizio: si tratta proprio di una serie di scritti rivolti alle giovani donne, per edificarle e dar loro direttive morali.

Ovviamente libri come “il monaco”, a base di religiosi corrotti, sesso e magia, non erano considerati letture adatte alle donne, mentre autrici come  Maria Edgeworth o Fanny Burney (che piacevano molto anche a Jane) passavano pulite la censura.

Dove trovare le scuole per ragazze regency

Le scuole erano sparse in tutte le città, in particolare dove orbitavano signorine in cerca di marito: Londra e Bath. Si trovavano nelle città dove si studiava, come Oxford e Cambridge, ma anche sparse nelle campagne inglesi, in luoghi tranquilli dove le ragazze non sarebbero state distratte dalla loro edificazione.

Qualche fonte

https://www.readingmuseum.org.uk/blog/why-did-jane-austen-go-school-reading

“The History of England” di Jane Austen, scritto poco dopo il periodo trascorso a Reading (British Library)

http://www.janeaustenproject.org/oxford.shtml (immagini di Oxford)

Antonia Romagnoli

Antonia Romagnoli è autrice di romanzi rosa storici, fantasy e opere per l'infanzia. Fra le sue opere: "La dama in grigio", regency romance, la "Saga delle Terre", trilogia fantasy.

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Antonia Romagnoli

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