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Gli sport maschili in epoca Regency e vittoriana

Gli sport maschili in epoca Regency e vittoriana

Gli sport maschili in epoca Regency e vittoriana

Gli sport maschili in epoca vittoriana

Gli sport maschili in epoca vittoriana

Gli sport maschili in epoca Regency e vittoriana erano spesso diversi da quelli che potevano svolgere anche le signore. Una questione di stile, obiettivi e di abbigliamento. Fino alla fine del secolo Diciannovesimo, per le donne fare attività sportiva significava indossare abiti scomodissimi, perché non esisteva un abbigliamento adeguato.

Gli uomini avevano a disposizione abiti molto più pratici e nei club, o comunque lontano dagli occhi delle signore, potevano mettersi in déshabillé.

Quasi tutti i giochi che coinvolgono una palla nascono nel medioevo, ma molti trovano regolamentazione proprio nel 1800.

Cricket

Uno sport antichissimo, nato in Inghilterra intorno al 1300, che diventerà popolarissimo nelle colonie inglesi nelle Indie Orientali.

La prima citazione sul cricket in Inghilterra è datata 1597: durante un processo il medico legale John Derrick testimoniò che praticava il gioco del «creckett» quando era intento ai propri studi alla Royal Grammar School di Guildford, nel Surrey, verso il 1550. Nel 1600 numerose fonti testimoniano nel sud est dell’Inghilterra ne cresce notevolmente la diffusione e al termine del secolo già vengono registrate le prime partite con squadre organizzate. Nel 1700 il gioco si sviluppò fino a diventare lo sport nazionale inglese e come tale si diffuse in tutto l’impero coloniale britannico.

Le regole del cricket furono ratificate nel 1744, ma fu nel 1861 che una squadra inglese viaggiò per la prima volta per un tour di gare. Sette anni dopo una squadra di aborigeni fece un tour in Inghilterra, anche se il primo test match ufficiale avvenne nel 1877, quando l’Australia batté l’Inghilterra a Melbourne. Il cricket era molto più di un semplice gioco per i vittoriani.

Anche negli USA il cricket rappresentò lo sport dominante fino alla guerra di secessione. Nel 1900 il cricket entrò a far parte dei Giochi olimpici.

http://victorian-era.org/victorian-era-cricket.html

Gli sport maschili in epoca vittoriana

Croquet

Sport adatto anche alle signore, in quanto non richiede grandi attività: erede della pallamaglio medievale: lo scopo del gioco è quello di segnare dei punti facendo passare una palla colpita da una mazza sotto ad archetti, che formano un percorso. Finito il percorso, il giocatore deve colpire un picchetto al centro del campo. La partita viene vinta da chi per primo conclude il percorso con entrambe le palle a disposizione, oppure da chi segna il maggior numero di punti in un tempo concordato.

Nel 1800 in Inghilterra questo sport è diffusissimo, ce lo testimonia anche Lewis Carrol in Alice nel Paese delle Meraviglie.

Gli sport maschili in epoca vittoriana

Golf

Altra mazza, altra palla, altro gioco antichissimo, forse risalente al 1200.

Il lato negativo per i maschietti era, in epoca vittoriana, che questo sport poteva essere praticato con le donne e proprio nel corso del 1800 diventa una specie di attività domenicale di coppia, per mariti e mogli: da qui, una vittorianissima regolamentazione che implica calma, eleganza, signorilità da ambo le parti.

Sport maschili in epoca vittoriana -Calcio, rugby, football

I giochi di squadra entrano a far parte della vita dei gentiluomini durante gli studi. Nei college maschili, infatti, sono molti gli sport praticati e proprio nel 1800 vengono create le regole di alcuni dei più famosi e importanti giochi di squadra.

Calcio, rugby, football: tutti trovano la loro forma moderna proprio in Inghilterra nelle scuole per ragazzi.

Calcio

Il football si gioca in undici perché le classi dei college erano sempre composte da dieci alunni, a cui si aggiungeva l’insegnante. Il “capitano” di una squadra di calcio originariamente era proprio il docente, che guidava la propria squadra. Ogni scuola britannica giocava ognuna secondo diverse regole, ma nel 1848, all’Università di Cambridge, H. de Winton e J.C. Thring fecero riunire altri undici rappresentanti delle varie scuole e club inglesi (tra i quali Eton, Harrow, Rugby, Winchester e Shrewsbury) per unificare il regolamento e permettere incontro fra scuole: furono stilate le  Regole di Cambridge, prima vera base del gioco moderno.

Rugby

Per vedere i primi giovani signori correre con una palla in mano dobbiamo arrivare al 1830 e andare nei pressi di qualche college prestigioso.

Nel 1845 vengono create le regole base, nel 1895 si creano due correnti di pensiero come in tutte le filosofie che si rispettino: oggi perciò esistono due tipi di rugby diversi – rugby league e rugby union.

L’origine di questo sport è analoga al calcio: era praticato dai maschietti nelle scuole, in cui veniva allenato il corpo insieme alla mente secondo il principio mens sana in corpore sano. Per le signore lo sport praticato nelle scuole era invece portamento (camminata con libro in testa).

Fin dall’inizio il rubgy si presenta come uno sport elitario, ossia adatto ai gentiluomini (quelli che potevano, in effetti accedere alle scuole dove veniva praticato), e quindi assai nobile.

Lo sport in breve diventa molto popolare, soprattutto nei paesi dell’Impero e in quelli anglofoni.

Gli sport maschili in epoca vittoriana

25th November 1871: A scene from an early rugby union game at Kensington Oval. Original Publication: The Graphic – A Match At Football: The Last Scrimmage – pub. 1871 Original Artwork: Engraved by E Buckman (Photo by Rischgitz/Getty Images)

Tennis

Il tennis è un gioco di origine medievale (una volta inventata la palla, ci hanno giocato in tutti i modo possibili fin da subito).

Gli Inglesi, però arrivano nell’800 a migliorare regolamento e attrezzature.

Nel 1874 il maggiore inglese Walter Clopton Wingfield brevettò alla Camera dei Mestieri di Londra un gioco nuovo: si svolgeva in un campo a forma di clessidra, diviso al centro da una rete sospesa. L’attrezzatura necessaria era fornita in una scatola: palle, quattro racchette, rete e istruzioni. La “data di nascita” ufficiale del tennis è dunque quella del brevetto: 23 febbraio 1874. Nel 1877 fu istituito il torneo di Wimbledon.

In Inghilterra, tennis in realtà è il gioco della pallacorda: il nome corretto per loro è lawn tennis, che è quello dato al brevetto di Winghfield. E la parola deriva dal francese “tenez”, che veniva pronunciato durante il lancio della palla.

Gli sport maschili in epoca vittoriana

Sport sport maschili in epoca vittoriana – da veri uomini

Il vero gentiluomo inglese, nei club o presso palestre esclusive, col suo personal trainer – che ancora non ha questo nome – impara le arti nobili della boxe, della scherma, della lotta. I signori con questi sport si tengono in forma, ma amano anche assistere a gare come spettatori.

I combattimenti di boxe erano molto diffusi, in ogni strato sociale, all’inizio del XIX secolo. Non c’erano molte regole e imperava la violenza: senza guantoni, lo spargimento di sangue era assicurato

Molti incontri venivano disputati nelle piazze dei villaggi, e venivano organizzati con dilettanti non addestrati o con professionisti del ring. Ad assitere spesso erano proprio i gentiluomini, che si affollavano dove avvenivano gli incontri.

Solo nel 1867 entrarono in vigore le Regole di Queensbury che determinarono la caduta in disuso della boxe a mani nude.

Sport maschili in epoca vittoriana – nobilissimi e costosissimi

Caccia

La caccia era uno degli sport più costosi, perché richiedevano il mantenimento di cavalli, cani, attrezzature. Chi organizzava doveva avere una tenuta coi boschi, spazio per ospitare gli amici, battitori e guardiacaccia.

Sport antichissimo, nato con la necessità di mangiare, nell’800 è uno status symbol a cui i nuovi ricchi ambiscono e i nobili tentano di mantenere esclusivo.

La caccia alla volpe è vietata in Inghilterra dal 2005, ma fino ad allora è stata molto amata dalla nobiltà inglese. In alcuni casi, erano ammesse signore coraggiose e abili cavallerizze: per cavalcare nei boschi occorreva essere capaci e sicuri in sella.

Falconeria

I nobili praticavano anche l’artica arte della falconeria, anche se l’epoca di maggior diffusione in Inghilterra è quella di Enrico VIII. In Gran Bretagna, lo Old Hawking Club of Great Britain venne fondato nel 1864: in questo periodo, il colonialismo porta in giro per il mondo questa nobile arte, e purtroppo anche il trasferimento di rapaci da un continente all’altro diventa di  gran moda.

Dressage

Gli sport equestri, come il dressage, si diffondono proprio in epoca vittoriana: ancora oggi l’abbigliamento equestre richiama quello ottocentesco.

Gli sport maschili in epoca vittoriana

Corse

Le gare di cavalli erano amatissime e diffuse in Inghilterra.  I più ricchi avevano spesso stalle importanti, in cui venivano allevati avalli da corsa. Il purosangue inglese nasce nel 1793, come razza ufficiale, con la nascita dello Stud Book (libro delle origini o libro genealogico dei cavalli da corsa) dalle famose 50 fattrici indigene, le Royal Mares, e da tre stalloni orientali: Byerly Turk, Darley Arabian e Godolphin Barb, dai quali discende in linea maschile la totalità dei moderni Purosangue da corsa.

Allo stesso tempo in cui il purosangue veniva stabilito come razza, anche le corse di cavalli stavano diventando uno sport regolamentato. Nel 1711, la regina Anna aveva istituito corse di cavalli a cadenza regolare nel suo parco ad Ascot. I gentiluomini organizzavano gare in cui correvano loro stessi, spesso “abbinando” particolari cavalli l’uno contro l’altro; nel 1727 iniziò a essere stampato un Almanacco delle corse.

Le corse, tuttavia, erano uno sport per ricchi. Prima che il principe reggente abbandonasse la scena delle corse nel 1807, il suo allevamento di cavalli da corsa gli era già costato un ammontare di circa 30.000 sterline all’anno.

Ancora oggi le corse di Ascot attirano tutto il ton inglese.

Leggi anche: Ruoli della servitù nell’800 – la gerarchia dei domestici in epoca Regency e Vittoriana

Spot acquatici

La prima gara di canottaggio fra Oxford e Cambridge ebbe luogo nel 1829. Con barche molto più corte di quelle in uso oggi. Anche qui, le regole erano diverse a seconda della scuola, le canoe tutte da standardizzare… ma nel corso del secolo il canottaggio diventa sempre più amato e seguito.

I gentiluomini e non imparavano anche a nuotare, e il nuoto era considerato molto salutare.

Per il nuoto, in particolare agonistico, la discriminazione femminile era altissima: bisogna aspettare il Novecento per vedere più diffuse gare di nuoto femminili, e non c’è da stupirsi, se pensiamo ai costumi da bagno dell’epoca e a come le signore dovessero nascondersi alla vista anche solo per fare bagni in mare.

Gli uomini amavano anche la pesca, sia in acqua dolce che salata.

Gli sport maschili in epoca vittoriana

Sport su ghiaccio

Curling

Su ghiaccio si pattinava, ma si giocava anche. Il curling si giocava in origine d’inverno, su laghi ghiacciati.

I primi club di curling riconosciuti nacquero in Scozia (tanti laghi e tanto freddo) nel 19 ° secolo, quando il gioco si diffuse in varie zone con inverni freddi, ovunque arrivassero scozzesi: Canada, Stati Uniti, Svezia, Svizzera, Norvegia e Nuova Zelanda.

Le prime regole furono redatte in Scozia dal Grand Caledonian Curling Club, che fu formato a Edimburgo nel 1838. La regina Vittoria, dopo averne vista una dimostrazione, così affascinata dal gioco che nel 1843 diede il permesso al nome del club di essere cambiato al Royal Caledonian Curling Club.

https://worldcurling.org/about/history/

http://www.avictorian.com/

 

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