Donne a righe nella moda vittoriana – Victorian stripes fashion

Donne a righe nella moda vittoriana – Victorian stripes fashion

Donne a righe nella moda vittoriana: una delle fantasie più diffuse nella moda vittoriana è certamente la riga, declinata in varie versioni e colori.

Quali possono essere stati i motivi che hanno reso gli abiti a righe così popolari in età vittoriana?

Uno potrebbe essere legato al fatto che le righe, al contrario delle stampe a fiori, potevano essere tinte  in filo, ossia la tintura viene fatta sui fili prima della tessitura. Si tratta del metodo di tintura più stabile e resistente, mentre le tinture in pezza o le stampe sono più suscettibili al lavaggio e all’usura.

Questo determina, per le stoffe a righe, una maggiore qualità e resistenza, cosa che rende le stoffe adatte ad abiti da passeggiata, da giorno e da viaggio, senza rinunciare all’eleganza.

La riga, inoltre, se tagliata con sapienza dal sarto, riesce a slanciare la figura e a camuffare piccole imperfezioni del corpo, oltre che a dare movimento all’abito stesso.

Nella moda vittoriana, ma anche precedente, troviamo abiti a righe in cui si alternano molti colori, anche se la base preferita è il bianco del tessuto greggio.

In particolare verso la Belle Epoque, l’alternanza di bianco e nero diventa molto in voga, -come testimoniano foto e ritratti dell’epoca.

La riga si fa ampia, evidente, quasi sfacciata: è la fantasia tessile della donna elegante che non teme di essere guardata, della dama impeccabile che ama essere al centro dell’attenzione.

Bianco e nero – simbolo del primo Novecento

Oggi l’abito a righe per antonomasia lo consideriamo legato al primo Novecento: l’immagine iconica è quella di Audrey Hepburn che interpreta My Fair Lady. Nell’occasione delle corse, la bella Eliza indossa un abito bianco con particolari a righe, fantasia che viene ripresa nell’ampio cappello.

Il bianco ottico abbinato al nero è molto in voga all’inizio del secolo, e in questo film viene evidenziato anche nelle scene corali, in cui le signore interpretano questo abbinamento in varie declinazioni.

Leggi anche: L’evoluzione della moda in epoca vittoriana

Righe nella moda vittoriana: non solo bianco e nero

La riga, però, attraversa tutto l’800 e non solo in bianco e nero: nei toni caldi del rosso o in quelli freddi del blu e dell’azzurro, la riga si adatta a tutte le carnagioni e stili, sia per abiti più eleganti, sia per abiti da lavoro.

Non è molto presente, invece, negli abiti da sera: per le occasioni più chic, infatti, si preferiscono stoffe importanti, ricami, perline, pizzi, mentre la riga è più adatta a situazioni informali, appunto ai “morning dress” e “walking dress”. Questo non impedisce alla riga ci comparire nei figurini di abiti da sera, abbinate a tessuti in seta.

L’abito non necessariamente è cucito interamente con stoffe a righe, ma spesso la riga viene alternata ad altri tessuti, anche per creare contrasto o per alternare stoffe più leggere e più pesanti, per una struttura più movimentata.

Le righe nella moda vittoriana, fino a fine secolo, sono più discrete: tono su tono, più piccole; nella tarda età vittoriana la fantasia si fa più sfacciata, evidente. Non è più per donne che vogliono passare inosservate, ma riflettono la nuova cultura femminile, quella che vuole uscire dal ruolo di angelo del focolare per trovare posto in società. Una donna che vuole essere “vista”.

Leggi anche:I colori di moda in epoca Regency

Le donne di Tissot

Nei dipinti del pittore francese Jacques-Joseph Tissot, troviamo spesso rappresentate donne e ai loro abiti viene dato particolare rilievo sulle tele: le dame, che guardano quasi sfrontate l’osservatore, sono avvolte in magnifici vestiti, i cui particolari incantano e stupiscono. Sono quasi sempre signore ritratte in attività all’aperto e non di rado, ecco le righe, che a quanto pare sono un must nella moda francese di fine secolo.

Le righe nella moda vittoriana e nell’abito storico

Oggi la riga, declinata tinta su tinta o nel più vistoso colore su campo bianco, è molto presente negli abiti che ricostruiscono la moda storica. Il motivo è principalmente che si tratta di una fantasia facile da reperire e filologicamente accurata. Mentre le fantasie floreali moderne sono al massimo “simili” a quelle del passato, scegliendo la  riga si ottiene un buon risultato, al  pari di una sempreverde tinta unita.

 

Immagini da https://www.pinterest.it/

Antonia Romagnoli

Antonia Romagnoli è autrice di romanzi rosa storici, fantasy e opere per l'infanzia. Fra le sue opere: "La dama in grigio", regency romance, la "Saga delle Terre", trilogia fantasy.

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Antonia Romagnoli

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