Il teatro vittoriano

Il teatro vittoriano

Il teatro vittoriano – un breve capitolo di un viaggio attraverso parole, luci e magia.

La storia del  teatro in Inghilterra è piuttosto  travagliata: le sale furono aperte, chiuse e censurate poi riaperte con una grande attenzione ai testi e al fatto che nessuna donna calcasse le scene…. il dato principale fu che alla fine del 1600, il re Carlo II emanò il decreto permetteva  alle donne di recitare in ruoli femminili nelle rappresentazioni teatrali.

Fino ad allora le parti femminili nelle commedie erano state recitate da uomini, spesso giovinetti che dovevano mimare voci e atteggiamenti femminili.

teatro vittoriano - greco

Un cenno alla Grecia

La scelta di non voler le donne sulle scene non era certo una novità: in Grecia, culla del teatro, gli attori erano tutti uomini, ma poco  importava chi vi fosse dietro la maschera: era la maschera stessa a caratterizzare il personaggio e a fungere da microfono, così come le calzature, i coturni, alzavano l’attore quel tanto che bastava a facilitare la diffusione della voce. Il resto era pura architettura: il genio dei costruttori di tutte le ere portò alla costruzione di teatri e anfiteatri, all’aperto e al chiuso, sempre più belli e stupefacenti  nei decori.

Ancor oggi gli archeologi portano alla luce nella Capitale molti resti di teatri citati in documenti e poi scomparsi. Nei secoli, Londra fu rasa al suolo da vari incendi e non tutti i teatri – strutture interamente in legno – furono ricostruiti, o furono dislocati. mentre a Londra il numero dei teatri cresceva, cresceva così anche il numero delle donne che osava rivendicare il luogo sul palco.

Il teatro secondo gli inglesi

Il primo teatro, il Leone Rosso, fu costruito nel 1567 da John Brayne. sembra che le costruzione fu fatta convertendo il Red Lion Inn, a Stepney, fuori le mura della città. Ci sono poche prove del successo che ebbe, ma la domanda doveva esserci, perché molti altri teatri furono aperti tra il 1570 e il 1620. Negli scavi che probabilmente hanno riportato alla luce la struttura, i vari strati hanno evidenziato i diversi cambiamenti di destinazione, persino, più in profondità, contenitori di birra: dovevano essere già allora una cantina, dove la bevanda avrebbe evitato di esplodere nei periodi di caldo estivo. spesso quindi si può pensare che questi teatri  offrissero spettacoli, cibo e bevande.

L’immagine è dunque quella di teatri fuori dalla città, ma anche quella di locande che approfittavano del cortile per ospitare le compagnie teatrali mettere in scena le opere. Anche Shakespeare probabilmente seguiva la sua compagnia in questi brevi trasferimenti.

teatro vittoriano the globe

Un Globo magico

Fra tutti i teatri inglesi, però, quello che non si può non menzionare è il Globe. Qui possiamo ancora immaginarci Shakespeare che commenta le scene, che dirige i suoi attori, una sfilza di fanciulle che si presenta per Giulietta… ma la storia di questo teatro non è una favola.

Nel 2009 nell’East London un’archeologa durante degli scavi trovò quello che per descrizione e misure poteva essere il primo Golden Globe, ossia il primo teatro a portare quel nome. Distrutto da un incendio, le coincidenze con un teatro dell’epoca sono molte: in quel periodo era vietato portare opere teatrali in città e la struttura si trovava proprio al limite. alcuni dei materiali erano probabilmente stati presi dal Leone Rosso, struttura e forma sono simili a quelle che potremmo immaginarci in maniera suggestiva, tanto che si discute di ricostruire la struttura e affiancarla all’altra, che attualmente viene presentata ai turisti. Alla fine, di Globe ne è rimasto uno solo, però da questi scavi è emerso un quadro che si è voluto attribuire come ritratto del  Bardo. Rimane aperta la questione dell’attribuzione dell’intero corpus delle sue opere, ma a noi piace pensare che quello sia il suo bel viso, dagli arguti che già celano nell’ombra un  sonetto o una scena. Ma chi sarà Giulietta? E chi saranno le streghe in attesa di Macbeth per rovinarlo?

Le donne diventano attrici

Dopo l’emanazione di questo decreto di Carlo II, le donne poterono pensare alla carriera teatrale. Maun certo numero di attrici sorsero in tutta Londra in compagnie teatrali. Donne come Margaret Hughes e Ann Marshall furono le prime attrici inglesi professioniste.

l’essere attrice era nello stesso tempo un onore e un disonore, soprattutto quando arriviamo al teatro vittoriano. Nell’epoca più falsamente morale di tutte, le attrici sono trattate dall’alta società alla  stregua di prostitute.

Di solito, il paradigma della vita di una donna era la preparazione al matrimonio e in seguito un’esistenza votata a marito, figli e casa. Un’attrice prendeva tutt’altra direzione: viveva in promiscuità con uomini, si mostrava al pubblico anche in panni discinti, dalle sue labbra talora uscivano parole scandalose, benché non sue ma del personaggio interpretato. Insomma, Non si poteva definire prostituta, ma nemmeno era la donna angelo tanto decantata nell’epoca vittoriana. Difficilmente un attrice si poteva sposare: le sue speranze erano riposte nel successo o  nella generosità di qualche mecenate. Lo stesso accadeva a ballerine, cantanti, modelle. Le donne artiste pagavano l’arte con l’incognita nel loro futuro.

Come accadeva per le  pittrici, era più frequente che un’attrice scegliesse questa professione se apparteneva a una famiglia di attori: i costi dei suoi esordi si ammortizzavano “in famiglia” . Elen Ternan, nota come amante di un maturo Dickens a soli diciannove anni, apparteneva a una famiglia di atttrici: sia la madre che la sorella maggiore erano artiste ricercate, al contrario di lei, un po’ meno abile nel mestiere.

teatro vittoriano
elen ternan

Il teatro vittoriano al femminile

Una volta  entrate in palcoscenico, le donne hanno dovuto dimostrare di essere braquanto e più degli uomini nei ruoli a loro assegnati:  la dolce fanciulla, la crudele nemica, colei che trama, l’amica che risolve… fra le più amate e note  abbiamo le già citate Margaret Hughes e Ann Marshal che furono le prime attrici inglesi professioniste. Ma i nomi che veramente hanno fatto storia sono  Sarah Siddons ed Ellen Terry, che possiamo  conoscere sia grazie alle magnifiche foto della pittorialista  Julia Margaret Cameron. sia attraverso i quadri dei preraffaeliti.

Il teatro aveva per i vittoriani un duplice valore: di educazione e di scandalo. All’epoca  era un intrattenimento economico, aperto alle masse e ai ricchi: per questo i palchi venivano assegnati solo a chi poteva permetterselo ed era un segno di distinzione sociale.

L’autore, se in vita, girovagava nervoso fra le quinte, specie se al palco reale faceva capolino il sovrano di turno. Non era raro né per il  Bardo, né per Marlowe, né per tanto altri dopo, fino a Wilde,  trovarsi davanti al pubblico alla prima in un’opera. Una deliziosa, terrificante tortura.

Dramma o commedia? Opera buffa o operetta? balletto o lettura? Sui palchi le forme d’arte si moltiplicavano.  Le letture di Dickens erano affollatissime, ma di questo e tanto  altro… parleremo ancora!

 

 

alcune fonti sul teatro vittoriano

https://edition.cnn.com/travel/article/london-red-lion-theater-scli-intl-gbr-scn/index.html

https://www.dailymail.co.uk/news/article-1160701/Remains-Shakespeares-Globe-Theatre-unearthed-East-London.html

Victorian Era Actresses

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