Il clero in epoca Regency – la chiesa anglicana nel primo 800

di Antonia Romagnoli

Il clero in epoca Regency – la chiesa anglicana nel primo 800

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Il clero in epoca Regency – la chiesa anglicana nel primo 800

Il clero in epoca Regency – la chiesa anglicana nel primo 800 sci vengono raccontati con molti particolari da Jane Austen nei suoi romanzi, ma non solo: la sua stessa biografia ci offre molti spunti di informazione. Così, oltre a vari articoli e brani tratti da libri, saranno proprio gli autori contemporanei a raccontarci  la  storia del clero anglicano ottocentesco.

Il clero in epoca regency – Premessa

L’anglicanesimo è una delle varie forme di protestantesimo nate all’epoca dello scisma luterano, ma al contrario di quelle che hanno preso forma nel continente, si può dire che la religione inglese abbia preso una via più pacata, più vicina come forma al cattolicesimo (per questo più accettabile dai primi inglesi a dover fare i conti col cambiamento), meno impegnativa dal punto di vista “morale” del luteranesimo o del calvinismo. Non entro nei particolari della Storia della Chiesa anglicana, ma come è noto il passaggio è stato vantaggioso per il  sovrano Enrico VIII che ha potuto espropriare i beni della Chiesa cattolica (vedere Dowton Abbey, Northangher Abbbey…) mettendo a  disposizione edifici e terreni per i suoi scopi. Divenendo a sua volta capo  della Chiesa, poneva di  fatto un taglio netto con il potere temporale del Papa in un tempo in cui una scomunica era causa di guerre e autorizzava altri regnanti alla conquista di territori. Le alterne vicende del ritorno del cattolicesimo (con la figlia Maria d’Aragona, figlia di primo letto), e con  i conflitti fra Elisabetta I e Mary Stuart (regina di Scozia, convertita al  cattolicesimo per il breve matrimonio con il  Re di Francia), porteranno gli inglesi a fare una scelta definitiva verso l’anglicanesimo: ben presto i cattolici diventeranno comunemente “i papisti”, ed entro il regno di Giacomo I, nei primi anni del 600, saranno gli anglicani a cercare di assicurarsi privilegi da parte del re, sentendosi “veri inglesi”.

Anglicanesimo, una chiesa strutturata

Al contrario delle altre chiese protestanti, proprio per permettere al re di mantenere un controllo, per quanto blando e non certo legato alla religiosità del popolo, sul clero, l’anglicanesimo ha mantenuto una struttura che potremmo definire piramidale, molto simile a quella cattolica. La figura più importante, sia dal punto di vista morale  che politico, è l’Arcivescovo di Canterbury, la chiesa che ha il primato dell’anglicanesimo,  ma  è l’Arcivescovo di  Westminster a Londra colui (oggi, anche colei) che ha l’onere e l’onore di incoronare i re.

Per chi segue il gossip inglese, sa che i membri più importanti della famiglia reale hanno uno strano, quasi inquietante destino: battesimo, matrimonio, incoronazione, funerale: Westminster li accoglie, abbracciandoli nella sua navata, nei momenti più importanti della vita.

La Chiesa Anglicana, non è solo cattedrali, ma  in queste vediamo muoversi molte figure, importanti e meno:

  • Arcivescovi
  • vescovi
  • decani
  • Arcidiaconi
  • Diaconi
  • Sacerdoti che a loro volta potranno poi andare nelle parrocchie come rettori o come vicari.
  • Curati

ma di questo parleremo dopo…

clero in epoca regency

Jane Austen e la chiesa anglicana

Jane Austen nei suoi romanzi inserisce spesso personaggi appartenenti al clero o candidati a diventarne parte. E sembra conoscere molto bene sia quali sono le incombenze di un sacerdote sia delle persone che fanno parte della sua famiglia. Pensate a Mrs Norris… No, meglio di no o vi viene acidità di stomaco.

Da dove vengono le sue conoscenze? In primis, dal fatto di essere figlia di un pastore anglicano,  George Austen, rettore della parrocchia di Steventon e padre di otto figli. La famiglia non navigava proprio nell’oro (e anche di questo parleremo fra poco) ma era amata e ben vista da tutto il circondario.

Il padre, per arrotondare, aprì anche una scuola per ragazzi, segno che portare avanti la numerosa famiglia non era facile, anche se i figli maschi, appena raggiunta l’età, si incanalarono tutti in buone professioni e buoni matrimoni. La famiglia,  trasferitasi a Bath nel 1800, ebbe però la sfortuna di perdere il padre solo cinque anni dopo, vivendo un momento di vere ristrettezze economiche. Anche uno dei fratelli di Jane divenne pastore, ma dopo una vita da banchiere.

Le parrocchie permettevano regimi di vita molto diversi, a seconda del pregio del luogo in cui erano situate. Di solito facevano parte di una tenuta e venivano “stipendiati” da un patrono o da una patronessa, che si occupava di dare loro una dimora adeguata, e magari di integrare il guadagno della parrocchia. I pastori percepivano infatti dai parrocchiani le decime dunque più ricca era la parrocchia più elevato era il guadagno del parroco.

A lui spettava anche,  però distribuire ai meno abbienti il necessario per  vivere, sia in denaro che in forma di altri beni.

Se un parroco rettore di una parrocchia guadagnava abbastanza da permetterselo, poteva stipendiare un vicario, ossia un sostituto.  al rettore sarebbero spettate le decime, al vicario uno stipendio.  Se tale stipendio fosse stato sufficiente, avrebbe a sua volta assunto un curato, un giovane ordinato da poco come aiuto in parrocchia. Quest’ultimo non avrebbe vissuto in parrocchia, ma nei pressi, e non avrebbe avuto fondi a sufficienza per sposarsi. Insomma, avrebbe dovuto aspettare il suo turno, come vedremo quando parleremo della Chiesa  nei romanzi di Jane Austen.

Una considerazione

Come sono i pastori nelle opere di Jane Austen?

Di solito, non ne escono molto bene.

 

…continua

https://www.churchofengland.org/prayer-and-worship/worship-texts-and-resources/book-common-prayer