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La stampa nell'800 inglese – tipografi e tecniche di stampa

La stampa nell’800 inglese – tipografi e tecniche di stampa

Antonia Romagnoli

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La stampa nell’800 inglese – tipografi e tecniche di stampa

9 min di lettura

La stampa nell’800 inglese – tipografi e tecniche di stampa

La stampa nell’800 subisce gli effetti della rivoluzione industriale e sociale. Da elitaria diviene popolare: scopriamo il percorso dei libri nella Storia ottocentesca.

La stampa nell’800 inglese – piccola premessa.

Tra la fine del diciottesimo e l’inizio del diciannovesimo secolo, la lettura era un’abilità privilegiata a disposizione dell’élite della classe superiore.

La capacità di leggere era maggiormente diffusa rispetto alla scrittura, anche se questo dato potrebbe essere falsato dal fatto che scrivere era comunque più costoso e non sempre necessario per le persone comuni. Ma la lettura era utile a tutti, anche solo per accedere ai libri di preghiere.

I libri erano oggetti molto costosi e la maggior parte della popolazione non poteva permetterseli.

La stampa nell'800

Un breve percorso nella storia della stampa

La stampa ha origini molto antiche: in Cina si stampava con tecniche più o meno rudimentali fin dal 220 a. C: esistono reperti di stoffe stampate risalenti a quel periodo.

In Europa, però, le tecniche di stampa sono molto più recenti e fino al 1300 non vediamo svilupparsi alcuna tecnica di stampa.

In Cina, invece, si trova il primo libro stampato già nel l’848 d.C. e la stampa di banconote poco dopo il 1000 d.C.

In Europa, bisogna attendere il 1300 per trovare le prime xilografie, una tecnica d’incisione in rilievo in cui si asportano dalla parte superiore di una tavoletta di legno le parti non costituenti il disegno. La tavoletta poi viene inchiostrata e pressata sulla carta o sulle stoffe: i primi utilizzi, infatti, furono legati al settore tessile.

La stampa nell'800

La Madonna del fuoco, una delle più antiche xilografie esistenti.

Solo a partire dal 1400, però, si comincia a pensare alla stampa su carta.

Anche la carta, a sua volta, percorre strade tortuose per diventare libro: le prime cartiere risalgono in Europa al 1100 (Fabriano è la prima in Italia, intorno al 1150), ma per una diffusione capillare del supporto bisogna aspettare qualche secolo. Fino alla diffusione della carta, i libri venivano scritti su pergamena, costosa e difficile da preparare: l’arrivo della carta abbatte uno dei più grandi ostacoli alla diffusione dei libri; le tecniche di stampa il secondo.

Ancora nel 1400, però, la stampa è un processo lungo e costoso, artigianale. La xilografia viene utilizzata per cerare carte da gioco, ma anche soggetti artistici, immagini religiose e opere grafiche, opuscoli.

I libri arrivano con l’invenzione della stampa a caratteri mobili, inventata da Johannes Gutenberg, intorno al 1448, quando l’orafo si trasferisce a Magonza e si mette in società con Johann Fust, con il quale mette in opera la prima macchina da stampa a pressa, con caratteri mobili, stampando 180 copie della Bibbia.

In Cina i caratteri mobili si usavano dall’anno Mille, ma nessuna delle tecniche cinesi era mai arrivata in Occidente. Oggi ci si chiede se quella di Gutenberg fosse davvero un’invenzione originale o se fossero arrivate notizie della stampa grazie alle nuove vie commerciali, ma sta di fatto che quella prima edizione da lui prodotta ha rivoluzionato la vita europea: i libri sono usciti dalle biblioteche, dagli scriptoria, dalle lunghe tecniche amanuensi, e sono entrati alla portata della cultura laica. Elitaria, ancora, ma sulla via di una diffusione ben diversa da quella fino ad allora conosciuta.

Nascono grazie a Gutenberg le botteghe di tipografia, nelle quali vengono prodotti libri. Utilizzando xilografia e caratteri mobili le edizioni possono essere illustrate.

Per pressare l’inchiostro si usa un particolare torchio, che sarà alla base di tutte le tecniche di stampa fino all’arrivo delle rotative.

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(Photo by Rischgitz/Getty Images)

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La stampa nell’800 – fra l’epoca georgiana e la modernità

I primi grandi cambiamenti nelle tecniche di stampa arrivano in epoca georgiana. La xilografia aveva infatti manifestato alcune pecche: il legno utilizzato si logorava facilmente e si erano dovute sostituire con quelle in metallo, di più complessa lavorazione.

La prima grande innovazione è dovuta a Charles Bewick, che introduce una nuova tecnica di xilografia su legno, usando legno di testa invece che di filo (perpendicolare alle venature, invece che parallelo, in modo che lo stampo si mostri più resistente al logoramento).

Una stampa di Bewick

Grazie a questa innovativa attività, Bewick inaugura a Newcastle upon Tyne un laboratorio assieme al fratello, al figlio e ad un numero elevato di aiutanti e allievi, tra i quali William Harvey, che viene considerato il suo degno “erede” professionale.

Da questo laboratorio uscirono pregiatissimi libri illustrati, prevalentemente dedicati alla natura. È del 1790 A General History of Quadrupeds e del 1800 il monumentale History of British Birds, scritti entrambi da lui stesso.

La stampa nell'800

Senefelder

La litografia e la stampa nel 1800

Nel 1796 Johann Alois Senefelder (Praga, 6 novembre 1771 – Monaco di Baviera, 26 febbraio 1834) inventa la tecnica di stampa della litografia, all’origine dell’odierna tecnologia offset. Si tratta di un sistema di stampa che sfrutta una matrice in pietra, opportunamente trattata, che viene incisa con una matita oleosa.

Dopo altri trattamenti di preparazione della matrice, la pietra viene inserita nel torchio litografico e può venire inchiostrata: il risultato è una stampa di alta qualità artistica, tanto che è stata usata da molti artisti, sia a colori che in tinta unita.

La stampa nell'800

Una cromolitografia di Cheret

Cromolitografia

I primi tempi la stampa a colori non dava grandi risultati.

Si tratta di un metodo che si sviluppa nel 1837 a partire dalla litografia.

Incidendo la pietra e creando una matrice per ogni diverso colore, si poteva ottenere una stampa policroma, ma i primi risultati non erano eccellenti.  ma verso il 1890, con alcune modifiche nella tecnica, la cromolitografia torna in auge, dando risultati eccellenti nelle mani di grandi artisti, tra cui il celebre Mucha.

Le prime cromolitografie erano senza scritte ed erano utilizzate come decorazione di oggetti (mobili, scatole, ventagli e contenitori di vari prodotti). Le immagini stampate venivano spesso ritagliate e usate per diversi passatempi (ad esempio, quello di ornare album e quaderni): sono i classici soggetti degli scap book vittoriani e del decoupage delle signore del periodo.

A partire dalla seconda metà dell’Ottocento iniziano a comparire immagini cromolitografiche stampate su fogli o cartoncini che pubblicizzano, con varie scritte, il prodotto da vendere. Famose restano ancora oggi in ambito collezionistico le prime serie di figurine Liebig emesse a partire dall’anno 1872. La realizzazione della vignetta era spesso affidata ad artisti del periodo, mentre la fase di stampa era realizzata con tecniche cromolitografiche fino a 12 colori.

macchina litografica

Donkin e i rulli per la stampa nel 1800

All’ingegnere Brian Donkin si devono ulteriori due invenzioni legate alla stampa: un miglioramento alla macchina che veniva utilizzata per creare la carta, la Fourdrinier Machine, e il rullo inchiostratore.

I grandi innovatori della stampa nel 1800… A partire da Stanhope.

I veri grandi innovatori a portare la stampa verso la modernità sono stati alcuni inventori ottocenteschi, il primo dei quali è stato

Intorno al 1800 lo statista e scienziato britannico Charles Stanhope, 3 ° Conte Stanhope, costruì la prima pressa manuale interamente in ferro. Il nuovo macchinario univa la compattezza e il peso del metallo a una combinazione innovativa di leve che ruotano la vite facendo migliorando l’efficienza della pressa manuale. La resa, tuttavia, non cambiava di molto: la pressa manuale produceva 200 fogli l’ora, quella di Stanhope arrivava a 250. Un ulteriore vantaggio fornito dalla pressa derivava dalla più ampia piastra, che permetteva di eseguire l’impronta in un unico passaggio rispetto a due tirate sulle presse tradizionali.

Stanhope non brevettò la macchina, ma il primo esemplare sopravvissuto è datato 1804.

La stampa nell'800

Macchina tipografica Radaelli del 1877

Koenig

Nel 1803, in Germania, Friedrich Koenig ideò una pressa in cui il sollevamento e l’abbassamento del piano, il movimento avanti e indietro del bancale e l’inchiostrazione della forma da parte di una serie di rulli fossero controllati contemporaneamente da un sistema di ruote dentate. Il sistema Koenig arrivò in Inghilterra nel 1811 ma ebbe scarso successo.

Il sistema arrivò negli Stati Uniti, dove generò il più efficiente meccanismo adottato dalla pressa Liberty, negli anni ’50 nell’800.

Koenig, insieme al socio Bauer, continuò ad applicarsi alle tecnologie da stampa, arrivando a ideare i primi sistemi a rotativa.

Arriviamo al 1814 per vedere una macchina per stampa tipografica piano-cilindrica a vapore. La prima macchina di Koenig venne installata nella tipografia dell’editore Tom Bensley di Londra, proprietario del Times: si trattava di una vera rivoluzione, perché la tiratura arrivava fino a 800 copie l’ora, quantità raddoppiata col modello a due rulli richiesto da Walter per aumentare la tiratura. Le due macchine entrarono in funzione nella notte tra il 28 e il 29 Novembre 1814.

Nel 1818 grazie ad altre migliorie, la macchina da  stampa Koenig arrivava a 2400 copie l’ora.

La stampa nel 1800 – La rotativa

Per avere la prima rotativa propriamente detta bisogna aspettare l’epoca vittoriana e Richard March Hoe, che nel 1843 deposita il brevetto per la prima rotativa, anche se in passato, già nel 1700, c’erano stati tentativi per arrivarci.

La stampa nell'800

Rotativa Marinoni 1883

Un brevetto del 1844 sostituì le piattaforme alternate utilizzate nei progetti precedenti con una piattaforma fissa servita da tamburi rotanti, e attraverso una serie di miglioramenti si arrivò a una macchina da stampa rotativa completa a partire dal 1846, con brevetto nel 1847. Questa macchina da stampa apparve a Edimburgo nel 1851, poi nel 1853 fu adottata dal Times. In Francia entrò in uso nel 1866 e in Germania nel 1873. Quando raggiunse la Spagna, nel 1885, era ormai il sistema più in uso. Hoe e Auguste Marinoni (francese) si contesero il brevetto, ma alla fine rimase di proprietà di Hoe. Il  Sun è stato il primo giornale americano ad avvalersi della rotativa.

La stampa nell’800 – curiosità

1817 – Viene prodotto il primo packaging in scatola di cartone . L’azienda Kellogg è la prima a utilizzarlo per il confezionamento di cereali alla fine del XIX secolo.

1832: viene ideata la prima rilegatura automatica

1840: nasce il primo francobollo adesivo, il penny post

1843: nasce The Illustrated London News 

 

La stampa nell’800 – alcune fonti

http://www.lombardiabeniculturali.it/scienza-tecnologia/schede/ST110-00612/

https://www.britannica.com/topic/printing-publishing/Koenigs-mechanical-press-early-19th-century

https://it.wikipedia.org/wiki/Cromolitografia

 


 

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