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Santa Lucia – una santa fra storia, leggende e tradizioni

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Santa Lucia – una santa fra storia, leggende e tradizioni.

Santa Lucia è una delle sante più amate in Europa. Vissuta a Siracusa, dove è venerata con grande affetto, è protagonista dimolte leggende e tradizioni che attraversano l’Itala e l’Europa. Scopriamo la sua storia e i motivi per cui è così amata.

La storia vera di Santa Lucia.

Santa Lucia visse a Siracusa nel 283. Le notizie sulla sua vita e sul suo martirio ci giungono da due diverse fonti, una Passio del codice greco Papadoupolos e dagli Atti dei Martiri, entrambi risalenti alla fine del V secolo, ma ancora precedenti sono testimonianze della venerazione della Santa in città. Il suo martirio viene anche narrato in due importanti testi: la duecentesca Legenda Aurea, scritta dal domenicano Jacopo da Varazze, un’agiografia riportante le storie dei 150 maggiori santi e martiri dell’epoca, e le Cronache di Norimberga, un’opera compilatoria di Hartmann Schedel del 1493.

Lucia apparteneva alla nobiltà siracusana ed era orfana di padre fin dall’infanzia. Era anche promessa sposa, ma la conversione al cristianesimo la spinse a fare voto segreto di castità.

Erano gli anni della persecuzione più famosa contro i cristiani: a partire dal 303 d.C., gli imperatori Diocleziano, Massimiano, Galerio e Costanzo Cloro emisero una serie di editti volti a revocare i diritti legali dei cristiani rendendo obbligatorie le pratiche religiose tradizionali romane. Editti successivi presero di mira il clero e richiesero il “sacrificio universale”: ordinarono a tutti gli abitanti di offrire un sacrificio agli dèi pagani.

La storia di Santa Lucia si lega a quella si un’altra santa molto amata e venerata, Sant’Agata di Catania, che all’epoca della conversione di Lucia era già salita agli onori degli altari. Agata era stata martirizzata nel 251, dopo maltrattamenti, torture e supplizi indicibili.

A lei Lucia e sua madre Eutichia si rivolsero invocando la guarigione di EUtichia, da tempo gravemente malata e incapace di trovare una cura, partendo in pellegrinaggio per Catania.  A Catania, il 5 febbraio dell’anno 301, dies natalis di sant’Agata, Lucia si assopì durante la preghiera e vide in sogno la santa, che le diceva: “Lucia sorella mia, vergine consacrata a Dio, perché chiedi a me ciò che tu stessa puoi concedere? Infatti la tua fede ha giovato a tua madre ed ecco che è divenuta sana. E come per me è beneficata la città di Catania, così per te sarà onorata la città di Siracusa”.

La guarigione di Eutichia confermò la fede di Lucia e la portò a rompere la promessa di fidanzamento.

Il rifiuto e il comportamento di Lucia, che diede i suoi beni ai poveri e si dedicò a opere di carità, condusse il fidanzato respinto a denunciarla come cristiana.

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Il martirio di Santa Lucia

Condotta in tribunale, di fronte al prefetto Pascazio, Lucia diede una forte testimonianza di fede e non cedette nemmeno di fronte alla minaccia di essere condotta in un lupanaro. Il prefetto, messo in difficoltà dalla fermezza della giovane, ordinò di condurla con la forza, ma secondo il martirologio nessuno riuscì a spostarla, come se fosse diventata pesantissima.

Fu allora accusata di stregoneria: provarono a bruciarla viva, ma le fiamme non la toccarono: al fine, arrivarono a passarla a fil di spada.

Secondo alcune fonti, la sua morte avvenne per jugulatio, secondo altre per decapitazione: non è invece accertato affatto l’episodio famoso dell’enucleazione, che ha portato Lucia a essere ritratta con gli occhi su un piatto, in analogia a sant’Agata a cui furono strappati i seni, ed è raffigurata con le mammelle sul vassoio.

Santa Lucia

Santa Lucia – tempo di luce

Santa Lucia, fin dal momento in cui fu deposta nelle catacombe, che oggi portano il suo nome, fu oggetto di venerazione. Il suo nome legato alla luce la rese patrona della vista: forse per evidenziare il suo legame, forse per associarla alla menomazione di sant’Agata, si è aggiunto il particolare degli occhi.

Ma Santa Lucia è portatrice di luce in molti altri modi, non solo per la vista. La sua festa è infatti stata fissata in un momento particolare del calendario, il 13 dicembre. Prima che venisse diffuso il calendario gregoriano, tale data cadeva in prossimità del solstizio d’inverno, per cui è rimasto, come modo di dire, “Santa Lucia la giornata più corta che ci sia”.

Il legame fra Lucia e la luce si accresce di suggestioni antiche, osservando come il culto della Santa abbia sostituito quello di Artemide, che veniva onorata nelle stesse zone dove inizialmente si è diffusa la devozione a Lucia. Le assonanze fra Artemide e Lucia sono diverse, fra cui alcune raffigurazioni di Artemide con in mano delle fiaccole, oltre al suo animale sacro, la quaglia. Secondo una testimonianza dell’epoca, domenica 13 dicembre 1646, una quaglia fu vista volteggiare dentro il Duomo di Siracusa durante la Messa. Quando la quaglia si posò sul soglio episcopale, una voce annunciò l’arrivo al porto di un bastimento carico di frumento. Siracusa era piegata da una grave carestia, e quell’annuncio fu per la città vitale, tanto che si dice che il grano fu consumato bollito, senza arrivare alla panificazione. Quello fu considerato un miracolo di Santa Lucia.

A legare Artemide e Lucia anche la verginità.

Santa Lucia

Le reliquie e il culto

Ai Santi, dopo la  morte, non è dato riposare. A parte il loro ruolo di intercessori presso Dio, anche le loro spoglie mortali sono spesso oggetto di desiderio da parte dei fedeli.

Il primo allontanamento di Lucia dalla sua Siracusa fu nel 1040, quando la città era preda delle razzie dei Saraceni e la reliquia fu traslata a Costantinopoli.

Poi, trafugata dai veneziani, giunse a Venezia dove rimase, sebbene in diverse sedi nel corso del tempo. In diverse occasioni Lucia fu riportata a Siracusa.

Una tradizione parallela, tuttavia, vorrebbe il corpo in Francia, a Metz, dove in una chiesa tuttora il suo presunto sepolcro è venerato.

Il culto, per  questo motivo, si trova in luoghi molto distanti fra loro e distanti dalla Sicilia: in centro e nord Europa, in Veneto e in varie città italiane: chissà che non sia proprio il passaggio delle sue reliquie ad aver alimentato le diverse leggende locali.

Santa Lucia in Sicilia

In tutta la Sicilia, in varie città e paesi, si festeggia in grande il 13 dicembre, con processioni, messe, benedizioni, eventi.

A Siracusa le  celebrazioni iniziano il 9 dicembre, con l’esposizione di una preziosissima statua raffigurante la santa, e culminano in una processione solenne che attraversa il centro della città.

A Belpasso, in provincia di Catania, Lucia è patrona e la festa in onore suo onore si celebra dal primo dicembre e nei dodici giorni seguenti con la “Tredicina” (una tradizione che vede i Fedeli alzarsi alle 5 del mattino per andare in chiesa a recitare una particolare preghiera e sentire la Messa dell’Aurora).  Nei giorni 8, 12, 13 e 14 dicembre, la festa raggiunge il suo culmine con le Cantate dei Giovani Cantanti dei vari quartieri del paese e poi con la tradizionale “Spaccata dei Carri” la notte del 12 dicembre, seguita dalla notte di Veglia e dall’uscita Trionfale del Simulacro e delle Reliquie della Santa, intorno alle 11 del mattino del 13 dicembre. I Carri di Santa Lucia sono delle strabilianti costruzioni meccaniche che giungono chiuse, in piazza Duomo, dove si aprono lentamente (la “spaccata”), svelando il contenuto in un tripudio di luci, dipinti e personaggi viventi, in un crescendo spettacolare in attesa dell’ultima scena del carro, l’Apoteosi di Santa Lucia, che può raggiungere l’altezza di quindici metri. La “spaccata” di ciascun carro è accompagnata dall’esibizione dei “cantanti” che lodano Lucia.

Ma in tante città, in questi giorni che precedono il Natale, vengono aperti “mercatini di Santa Lucia” e organizzati eventi religiosi e non.

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Santa Lucia in centro e nord Italia

Forse un po’ meno sentita, la festa di Santa Lucia passa per Napoli, con una tradizionale fiaccolata che coinvolge l’intero quartiere di Santa Lucia, per arrivare a L’aquila e a Siena, dove il culto è associato  ad alcuni ordini religiosi particolarmente devoti.

Nel nord Italia il culto di Santa Lucia è molto sentito in alcune citta, a partire da quelle venete, in Trentino, in Friuli, in Lombardia e in Emilia Romagna.

In alcune città,  Santa Lucia anticipa le feste natalizie, portando doni ai bambini.

Si tratta di una tradizione antica, che sembra essere iniziata intorno al XIV secolo, quando i nobili veneziani, nel giorno dedicato alla santa, facevano doni ai bambini. È però attestato che a Brescia è festeggiata da una data ancora antecedente, con precisione dal 1438, quando si portarono doni sul sagrato di San Pietro de Dom per celebrare la resistenza all’assedio del Piccinino.

Una leggenda di Verona vuole invece che intorno al XIII secolo, in città, in particolare tra i bimbi, si fosse diffusa una grave epidemia che colpiva gli occhi. La popolazione decise allora di chiedere la grazia a santa Lucia, con un pellegrinaggio a piedi scalzi e senza mantello, fino alla chiesa di Sant’Agnese, dedicata anche alla martire siracusana, posta dove oggi c’è la sede del Comune, Palazzo Barbieri.

I bambini, però, si rifiutavano di partecipare per via del freddo e l’unico modo per convincerli fu promettere loro che la Santa avrebbe fatto trovare al loro ritorno dei doni nelle case. I bambini accettarono ed iniziarono il pellegrinaggio; poco tempo dopo l’epidemia si esaurì.

La prima tomba di Santa Lucia

I doni di Santa Lucia

In queste città, come per Babbo Natale, i piccoli scrivono lettere a Santa Lucia, chiedendo doni e promettendo di comportarsi bene. I suoi doni arrivavano quando ancora Babbo Natale non faceva parte del patrimonio culturale italiano, ed era probabilmente un’eredità del culto degli avi di epoca romana.

Santa Lucia passa nella notte ed è attesa, secondo alcune tradizioni, accompagnata da un asinello e dal suo aiutante Castaldo: per loro i bimbi preparano piccoli spuntini, se disponibile persino la paglia per l’asinello, ma nelle case di città si provvede a mettere frutta e verdura, qualche biscotto, latte e per i più veraci… un bicchiere di vino.

Alla mattina, la prima preoccupazione è forse più scoprire che cosa è stato accettato del piccolo banchetto, in particolare… “che cosa ha mangiato l’asinello”… vero protagonista della festa!

Nelle vie cittadine da qualche anno compare Santa Lucia in persona, sempre col fido Castaldo e il simpatico asinello, distribuendo doni o dolciumi ai piccoli passanti.

Santa Lucia un tempo portava doni utili, soprattutto nelle case più povere: era l’occasione di rifornire i bambini di calze, berretti, guanti per i rigori della stagione, e insieme regalare loro un po’ di magia.

L’altare di Santa Lucia a Venezia

Santa Lucia in Svezia

Ma il luogo in cui Santa Lucia è un vero evento è la Svezia.

Qui, in tutte le case, il 12 dicembre, vengono preparati dolci tipici e la mattina del 13 la figlia più grande, indossando un abito bianco, con una cintura rossa che richiama il martirio, sii sveglia per prima e porta la colazione ai genitori. La giovinetta porta sul capo una particolare corona di foglie sempreverdi ornata da sette candele (oggi elettriche!), mentre le sorelle più piccole partecipano con abiti simili, corona ma senza candele. I maschi indossano cappelli di paglia e portano lunghi bastoni decorati con stelline.

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Scene simili si replicano nelle strade e nelle piazze, al tramonto del sole: nei mesi precedenti sono state scelte le fanciulle destinate a interpretare Santa Lucia e le sue accompagnatrici: le loro processioni illuminano le via di candele e le riempiono di canti.

I canti vengono preparati con grande cura e sono il cuore dell’evento.

Ogni anno viene eletta la Lucia di Svezia che raggiungerà la città siciliana di Siracusa per partecipare alla processione dell’ottava, in cui il simulacro di santa Lucia viene ricondotto in Duomo.

 

Curiosità

A Santa Lucia in Sicilia sono associate delle campanelle che vengono vendute nel periodo della sua festa e che vengono donate ai bambini, Ma campanelli sono anche quelli che i ragazzi più grandi suonavano nelle strade, per far credere ai più piccoli che Santa Lucia passasse a controllare se erano buoni.

Storia di Santa Lucia e Tradizioni in Italia