La vera storia di Babbo Natale

La vera storia di Babbo Natale - Santa Claus fra leggenda e realtà

La vera storia di Babbo Natale

La vera storia di Babbo Natale è uno dei temi più frequenti nel periodo delle feste: esiste? Non esiste? Ma è esistito? Chi era? Perché porta i doni? Scopriamolo insieme!

San Nicola – la vera storia di babbo Natale

È ormai universalmente riconosciuto che Babbo Natale prenda origine da San Nicola, un vescovo (dunque realmente esistito) molto venerato in diversi Paesi europei e in Asia Minore, poiché era originario di Myra (oggi Demre), che si trovava in Licia (Turchia).

Molte delle notizie che si hanno di lui sono al confine fra realtà e leggenda. Probabilmente nacque a Patara, in Licia intorno al 270 d.C. e da lì si trasferì a Myra, dove si recò per diventare sacerdote. Lì rimase e fu acclamato vescovo della città alla morte del suo predecessore; durante la persecuzione di Diocleziano fu incarcerato ma nel 313, grazie all’editto di Costantino, fu liberato e poté riprendere l’apostolato. Molto probabilmente prese parte al Concilio di Nicea del 325, ma non è certo: fra le preghiere della Chiesa Ortodossa, tuttavia, Nicola viene ricordato per il suo ruolo nel Concilio. Altre leggende lo vedono protagonista come zelante oppositore di Ario, fino a schiaffeggiarlo pubblicamente a causa delle sue eresie.

Si sa invece che la sua vita terrena si concluse a Myra, probabilmente nel 343, il 6 dicembre, data in cui oggi si festeggia il Santo.

La vera storia di Babbo Natale - Santa Claus fra leggenda e realtà

Le leggende su San Nicola

Il resto che riguarda San Nicola fa parte dell’agiografia, spesso profuma più di leggenda che di fatto fatto storico. Per esempio, si racconta che fin dalla culla osservasse il digiuno di mercoledì e venerdì, accettando il latte materno solo una volta al giorno.

Si narra che durante il Concilio di Nicea, per dimostrare la coesistenza di tre enti in uno di Dio utilizzò un mattone, composto di acqua, terra e fuoco: il mattone fra le sue mani miracolosamente tornò a essere terra, mentre una fiamma si levava dalle sue mani e alcune gocce d’acqua cadevano a terra.

Altre leggende vedono lui come salvatore dell’onore di tre fanciulle che, senza dote, stavano per essere destinate dal padre alla strada. San Nicola, di nascosto da tutti, portò all’uomo del denaro che egli utilizzò per far sposare le ragazze. Il padre beneficato, una volta scoperta l’identità del donatore, rese noto a tutti il gesto di carità.

Per tutta la vita, Nicola si pose al servizio di poveri e bisognosi, ebbe un ruolo fondamentale durante un’importante carestia, salvò dalla morte tre innocenti condannati ingiustamente… insomma, sono tanti gli episodi che ci descrivono questo Santo come paladino dei piccoli e degli oppressi.

Il legame speciale fra San Nicola e i bambini si deve a un’altra leggenda, la meno realistica di tutte, quasi una fiaba popolare, secondo la quale il Santo avrebbe fatto resuscitare tre bimbi che un perfido macellaio aveva ucciso per sopperire alla mancanza di carne.

Questa storia ricorda molto altre leggende popolari (spesso nelle fiabe tradizionali troviamo fra i protagonisti proprio dei Santi, se non lo stesso Gesù o Maria), ma non trova nessun tipo di conferma nelle fonti ufficiali. D’altra parte, per diversi secoli su San Nicola è stata solo la tradizione orale a mantenere vivo il ricordo.

Anche sulla barba di Nicola troviamo una leggenda: si racconta che i carcerieri per torturarlo l’avessero bruciata, ma quando il giorno dopo ebbe celebrato la messa, la barba ricomparve lunga e folta.

E per quanto riguarda l’abito rosso? Anche nelle icone antiche, San Nicola è spesso rappresentato con i paramenti vescovili, che sono, appunto, rossi.

Twas the Night Before Christmas - la notte prima di Natale

La vera storia di Babbo Natale e di San Nicola.

In San Nicola dunque troviamo diversi elementi che corrispondono a Babbo Natale: la lunga barba, i doni distribuiti ai bisognosi, il legame speciale coi bambini. In suo onore, in alcune città lo cambio dei doni avveniva proprio il 6 dicembre; in Germania, in Svizzera, Austria, Alto Adige, Trentino e Slovenia la figura di San Nicola è ancora venerata e ricordata. Nel suo giro per le città, durante il quale distribuisce doni, è accompagnato da Krampus (Knecht Ruprecht nelle località più settentrionali),  dall’aspetto demoniaco. Questo sarebbe un demonio esorcizzato da San Nicola, che però avrebbe mantenuto un ruolo di punitore nei confronti dei bambini cattivi, che egli imprigiona nella sua gerla.

Nei Paesi Bassi, in Belgio e in Lussemburgo, dove è chiamato Sinterklaas (Kleeschen in lussemburghese) viene festeggiato nella notte tra il 5 e il 6 dicembre, data in cui distribuisce i doni. Il culto di san Nicola fu portato a Nuova Amsterdam (New York) dai coloni olandesi. Il nome Santa Claus, dunque, deriva proprio dalla versione olandese, modificata poi col tempo in America.

Sinterklaas appare come personaggio in numerose storie a fumetti Disney di produzione olandese.

In Italia sono tante le città in cui il Santo è venerato, prima fra tutte Bari di cui è patrono. Il 6 dicembre sono diffuse sagre e tradizioni di vario genere, un piccolo anticipo delle festività natalizie.

Nikolaus e Krampus in Austria. Illustrazione di giornale del 1896

Babbo Natale o angelo?

Nel periodo della Riforma, nei Paesi centro europei il culto dei santi entrò in crisi e la figura di San Nicola rischiò di perdere il suo ruolo nelle festività natalizie.

È proprio a questo periodo che dobbiamo la tradizione tedesca dell’Angelo di Natale, proprio quello che spicca e risplende su tanti abeti. L’angelo, inviato direttamente da Dio, doveva sostituire San Nicola nella distribuzione dei doni e nel culto popolare. Originariamente, si trattava di Gesù bambino in persona, Kristkind, ma col tempo è diventato un angelo dalle sembianze femminili, che entra dalla finestra per portare i doni ai piccoli.

A Norimberga è un angelo, impersonato da un attore o un’attrice, ad aprire ufficialmente il mercatino natalizio più famoso e spettacolare del mondo, con un prologo recitato dal loggiato della Chiesa di Nostra Signora. La tradizione è un po’ più recente, ma ormai molto radicata e amata.

Visto che San Nicola era difficile da eradicare, nei paesi protestanti compare anche una seconda figura, un portatore di doni definito Weihnachtsmann (uomo di Natale) che corrisponde proprio al più noto e pronunciabile per noi Santa Claus.

La tradizione dei doni

Oltre alle famose elargizioni di San Nicola, in tutto il mondo latino nel periodo che va dal 17 al 23 dicembre si festeggiavano i saturnali.

I saturnali per molti aspetti ricordano molto le nostre feste natalizie, soprattutto per i lauti banchetti (sappiamo che i romani in questi erano imbattibili) e per lo scambio di doni che avveniva in questo periodo.

Durante i saturnali avveniva anche un simbolico scambio di ruoli fra padroni e servitori, lo stesso che ritroviamo nella tradizione anglosassone della dodicesima notte.

La vera storia di Babbo Natale dall’800 a oggi

La vera svolta di Babbo Natale avviene nell’800: Santa Claus, come lo conosciamo oggi, come viaggiatore su una slitta trainata dalle renne, che si cala dal camino e mette i doni nelle calze nasce nel 1822, grazie alla poesia di Clarke Moore di cui vi ho già parlato in questo ARTICOLO.

In questi anni e soprattutto in epoca vittoriana, le feste di natale diventano sempre più importanti e attese. con la diffusione delle cartoline natalizie, poi, le immagini di Babbo Natale cominceranno a diffondersi e a divenire note, rendendo popolare la leggenda nel vecchio e nuovo Continente.

La vera storia di Babbo Natale - Santa Claus fra leggenda e realtà

Il primo a dipingere Babbo Natale

Nonostante la Coca Cola Company continui a millantare d’aver creato l’immagine di Babbo Natale, il primo vero ideatore del Look di Santa Claus oggi diffuso è stato Thomas Nast. Nast, definito oggi come il padre del fumetto americano, nacque il 27 settembre 1840 a Landau, in Germania. Nel 1946, quando Thomas aveva 6 anni, sua madre, Appolonia, portò lui e sua sorella negli Stati Uniti, stabilendosi a New York City. Suo padre, Joseph Thomas Nast, si unì a loro nel 1849 alla fine del suo arruolamento.

Molto portato per il disegno, già a quindici anni lavorava come illustratore per una rivista, ma la fama arrivò negli anni ’60 dell’800, grazie ad alcune vignette che illustravano la sofferenza della guerra. Una in particolare, che raffigura due coniugi separati dalla guerra a Natale, commosse l’America.

Nel 1863 Nast ideò la prima immagine di Santa Claus in panni rossi e pelliccia. In America, fino a quel momento, la più frequente raffigurazione era in abiti verdi, una sorta di tela cerata da marinaio… come i marinai olandesi.

La vera storia di Babbo Natale - Santa Claus fra leggenda e realtà

Da qui, per il resto della sua vita, Nast divenne il disegnatore ufficiale di Santa Claus, continuando a produrre vignette e immagini di Babbo Natale.

Solo negli anni ’30 la Coca-cola riprese l’iconografia natalizie, mise in mano a Santa Claus una bottiglietta e sfruttò i colori natalizi come se li avesse inventati lei: di sicuro ha contribuito a diffondere Santa Claus rubicondo e barbuto, vestito di rosso ed ermellino, ma non ideò nulla di nuovo. Il disegnatore che si occupò della campagna era Michigan Haddon Sundblom.

 

 

https://www.focus.it/cultura/storia/come-nata-la-leggenda-di-babbo-natale

http://www.santiebeati.it/dettaglio/30300

https://it.wikipedia.org/wiki/Natale_in_Germania

https://www.coca-colaitalia.it/storie/la-vera-storia-di-babbo-natale-quello-che-tutti-conosciamo

https://www.thevintagenews.com/2016/12/09/thomas-nast-the-man-who-invented-santa-claus/ (da cui le immagini di Nast)

 

 

 

 

 

 

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