Necropolis Railway – il treno dei morti della Londra vittoriana

Necropolis Railway – il treno dei morti della Londra vittoriana

London Necropolis Railway, il treno dei morti che portava le bare al cimitero nella Londra vittoriana.

Siamo negli anni ’50 del 1800 e Londra è una metropoli tentacolare, cresciuta esponenzialmente dall’inizio dell’era industriale con poco ordine e gravi problemi di ogni genere, soprattutto igienici.

A causa del malfunzionamento dei sistemi fognari, sottostrutturati per la quantità di abitanti e industrie presenti nel reticolo urbano, si diffondono malattie, epidemie, morte.

Ma d’altra parte, la gente il brutto vizio di morire ce l’ha, anche solo invecchiando, oppure vivendo in condizioni igieniche e alimentari precarie, per non parlare della mortalità materna e infantile tanto di moda in epoca vittoriana. Tanta gente, ammassata nei bassifondi, tanti i cadaveri da smaltire.

Nel 1842 si stima che la vita lavorativa media di un professionista fosse trent’anni, di un lavoratore diciassette: la sopravvivenza dei londinesi era segnata da molti fattori.

Per tradizione, il Inghilterra le sepolture avvenivano nei terreni adiacenti alle chiese e all’interno delle chiese stesse. Ancora oggi in molti edifici religiosi è possibile ammirare le lapidi antiche di personaggi importanti o meno, che a volte raccontano un pezzetto della storia loro e d’Inghilterra. Militari coraggiosi, dame, bambini perduti prematuramente, nobiluomini dall’antico casato…

Sulle pareti, sulle pavimentazioni, decine e centinai di lastre commemorano defunti si intersecano a marmi e mattoni.

Ma questo, che oggi ci pare solo suggestivo e interessante, in passato aveva ben più implicazioni della sola memoria per i posteri.

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I cimiteri in epoca vittoriana

Abbiamo già avuto modo di parlare dei cimiteri quando abbiamo trattato il tema delle bare di sicurezza in epoca vittoriana.

I cimiteri erano luoghi del tutto malsani e terribilmente maleodoranti.

Intanto, le bare che venivano calate nel terreno non erano certo a tenuta ermetica come quelle di oggi, e soprattutto le sepolture avvenivano nella terra, senza studi particolari sulle falde acquifere, sulla profondità delle acque e altri dati che potessero compromettere la salute di di chi viveva nelle vicinanze. Grandi città significava grandi numeri di morti, numeri che aumentavano esponenzialmente durante le epidemie, fino ad arrivare al punto di non aver abbastanza posto per i nuovi feretri.

Capitava in questi casi che le sepolture avvenissero in luoghi più simili a fosse comuni, in cui le bare venivano accatastate e coperte da strati di terra molto sottili.

Se nei paraggi si trovavano ospedali e università di medicina, i cimiteri erano a rischio di furto.

I resurrezionisti

Venivano chiamati ressurrezionisti ladri di corpi che nella notte si aggiravano nei cimiteri per dissotterrare cadaveri da vendere presso gli ospedali ai medici che li usavano per scopi di sperimentazione e istruzione. Il traffico era notevole e remunerativo: più i corpi erano “freschi” meglio venivano pagati.

Bastava poco per riesumare un corpo, anche perché le bare si aprivano con facilità. E magari, si poteva guadagnare un extra se i defunti portavano con sé sotto  terra qualche oggetto prezioso.

Per questo, ancora oggi nei cimiteri  inglesi si vedono tombe coperte da una gabbia metallica. Ci piace pensare che fossero ideate per trattenere terrificanti vampiri, ma è più probabile che fossero richieste dai parenti preoccupati di veder profanate le salme dei loro cari.

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I becchini

I becchini avevano il compito di tenere lontani i ressurrezionisti, di custodire in buono stato le tombe e di seppellire i nuovi arrivati.

Ma non solo.

Poiché i cadaveri in decomposizione possono emettere dei gas, i corpi in alcune condizioni sfavorevoli invece di lasciarli fluire all’esterno potevano gonfiarsi e arrivare all’esplosione. Per evitare che questi incidenti accadessero, i becchini erano muniti di bastoni lunghi che servivano a forare terreno e bare, corpo compreso, in modo che fosse prevenuta l’esplosione.

Questi gas dovuti alla decomposizione erano all’origine dei fuochi fatui, non invenzioni di menti troppo suscettibili, ma realtà delle zone cimiteriali.

Per liberare spazio, inoltre, il sistema più semplice era sfrattare gli inquilini più vecchi: le bare venivano così rimosse, ma non certo per la creazione di pii ossari, quanto per essere lasciate esposte alla meglio.

I becchini avevano poi la possibilità di intrattenersi simpaticamente giocando con le ossa che riaffioravano dal terreno: il gioco era una specie di baseball e si chiamava skittles.

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WickerCoffin

Il sovraffollamento e l’odore

In questo terribile e macabro panorama, bisogna immaginarsi come coloro che avevano la sventura di abitare nei pressi dei cimiteri dovessero convivere con molti disagi, il primo di certo l’odore, ma non solo: i liquidi della putrefazione di così tanti corpi non potevano essere assorbiti dal terreno e smaltiti con facilità, per cui capitava che seminterrati e cantine trasudassero questi mefitici liquidi, diventando non solo inabitabili per l’odore, ma anche per il tipo di trasudato che vi penetrava.

Non meno, i pozzi venivano contaminati.

Le soluzioni: London Necropolis e altro

Intorno agli anni cinquanta, dunque, la situazione diventa del tutto impossibile da gestire.

Nel 1804, Napoleone aveva emanato l’editto di Saint Cloud, nel quale aveva regolamentato in modo razionale le sepolture, portando tutti i cimiteri fuori dai centri abitati. Per questo in molte città europee, all’arrivo dell’urbanizzazione ottocentesca, il problema è si è mostrato molto più marginale rispetto all’Inghilterra.  Ora, però anche gli inglesi arrivano alla stessa medesima soluzione, per lo meno, quella di decentrare le nuove sepulture, inviando i feretri lontano da Londra.

Una Commissione Reale istituita nel 1842 per indagare sul problema concluse che i cimiteri di Londra erano diventati così sovraffollati che era impossibile scavare una nuova tomba senza esumarne una esistente. Il commissario e attivista per le misure igieniche Edwin Chadwick stimò che ogni anno 20.000 adulti e 30.000 bambini venivano sepolti in meno di 218 acri (0,34 miglia quadrate, 0,88 km2 ) in cimiteri già pieni.

La Commissione venne a sapere che un cimitero, lo Spa Fields a Clerkenwell, progettato per contenere 1.000 corpi, conteneva 80.000 tombe e che i becchini di tutta Londra erano costretti a distruggere i corpi per stipare i resti nello spazio della tomba disponibile.

Su questa situazione di tracollo, si abbattè l’epidemia dicolera del 1848-1849 causando in breve tempo 14.601 morti solo nella città di  Londra.

I corpi furono lasciati accatastati in attesa di sepoltura e furono vuotate anche tombe relativamente recenti per far posto a nuove sepolture.

La London Necropolis Company

Per gestire questo enorme disastro, nel 1851 fu proposta una drastica modifica delle leggi sulla sepoltura e sorsero fuori Londra vari cimiteri, lontani dalle aree urbane.

La London Necropolis Company fu incaricata della gestione di tutto ciò che riguardava funerali e sepolture in città e continuò a funzionare fra alti e bassi fino al 1985.

In particolare, la Compagnia si occupò di decentrare le sepolture, in attesa che altri cimiteri più vicini potessero essere utilizzati, nel grande cimitero di Brookwood; il Brookwood  Cemetery prese il nome di London Necropolis, strutturato nel 1849.

London Necropolis

Il cimitero London Necropolis si trova nel Surrey, a circa 40 chilometri da Londra, ed oggi è il più grande cimitero del Regno Unito, uno dei più grandi in Europa. La sua importanza storica è tale da farlo inserire nel registro dei parchi e giardini storici come sito di I grado.

Nel 1854 l’affluenza di morti lo reste in assoluto il più affollato cimitero del mondo.

Il sistema per le sepolture nel grande cimitero implicava che le salme venissero portate per una lunga distanza e le nuove tecnologie fornirono il sistema più pratico: la costruzione di una ferrovia.

Per evitare che la Compagnia facesse troppo crescere il prezzo del trasporti e dei servizi funerari, fu fissato un tetto massimo per le spese.

Nel novembre del 1854 fu inaugurata la Necropolis Railway, la linea ferroviaria speciale creata per il trasporti di feretri e partecipanti ai funerali dalla città fino ala London Necropolis.

La ferrovia correva per lo più lungo i binari esistenti della London and South Western Railway e partiva da una stazione dedicata a Waterloo, fino a Brookwood.

All’arrivo, i treni si diramavano in due direzioni, una che portava al settore anglicano, dove avvenivano i funerali secondo i riti della Chiesa d’Inghilterra, l’altro per tutti coloro che necessitavano di altro rito, o nessuno.

Le due stazioni di arrivo erano attrezzate con chioschi per brevi rinfreschi dedicati ai partecipanti alle esequie.

I morti non sono tutti uguali nemmeno per la London Necropolis railway.

I morti non erano tutti uguali, e non lo erano nemmeno i trattamenti.

Già nella stazione di partenza, le varie sale d’attesa, per morti e per vivi, erano divise in base alla classe.

I parenti dei morti potevano scegliere infatti fra tre tipi di funerali, proprio come accadeva coi normali biglietti del treno.

Prima classe: i parenti sceglievano dove collocare il defunto, pagando un extra per alcuni settori più vip. A parte, ci si aspettava che la famiglia erigesse un adeguato monumento funebre.

Il costo era £ 2 10 s (circa £ 236 in termini del 2020) ma non comprendeva altro che il trasporto e il servizio. Mara, mausoleo, fiori ecc erano extra.

Seconda classe:  per la modica spesa di £ 1 (circa £ 95 in termini 2020) i parenti potevano avere una certa scelta, ma non troppo, sul luogo di sepoltura.  Il diritto di erigere un monumento funebre permanente costava altri 10 scellini (circa £ 47 in termini del 2020), se non veniva costruito la LNC si riservava il diritto di riutilizzare la tomba in futuro.

Terza classe: erano i funerali dei poveri; chi veniva sepolto a spese della chiesa finiva nella sezione del cimitero designata per la sua parrocchia. Sebbene alla LNC fosse vietato l’uso di fosse comuni (oltre alla sepoltura di parenti prossimi nella stessa tomba),  chi pagava per la terza classe non aveva il diritto di erigere alcun monumento, ma al massimo poteva fare un upgrade successivamente, spostando altrove il defunto.

Inconsolable grief

Le riesumazioni in città e la Necropolis Railway

I massicci cambiamenti che avvenuvano all’interno di Londra portarono altro lavoro alla Necropolis railway, in quanto la costruzione di metropolitane, la ristrutturazione di alcune aree urbane resero necessaria la demolizione di chiese e il trasferimento di cimiteri.

Il trasferimento dei corpi fu assegnato alla linea ferroviaria. La prima grande delocalizzazione ebbe luogo nel 1862, quando la costruzione della stazione ferroviaria di Charing Cross e relative tratte ferroviarie rese necessaria la demolizione del cimitero del Cure’s College di Southwark, che portò alla luce almeno 7.950 corpi. Le salme furono imballate in 220 grandi contenitori, ciascuno contenente 26 adulti più numeri imprecisati di bambini, e spediti sulla ferrovia della Necropoli di Londra a Brookwood per la nuova sepoltura, insieme ad almeno alcune delle lapidi esistenti dal cimitero.

Wiertz burial

Waterloo first station

La stazione ferroviaria di partenza delle London Necropolis Railway era un edificio a tre piani, nei quali si svolgevano tutte le attività inerenti i funerali. Al piano terra si trovavano varie sale d’attesa, separate per classi, mentre le salme avevano un ingresso specifico che non dava sulla strada principale.

L’edificio ospitava anche gli uffici della compagnia e un magazzino per bare e materiale cario, nel caso venisse richiesto un servizio “completo”.

I funerali, di norma, venivano celebrati nelle varie chiese e la stazione era solo un luogo di sosta, ma capitava anche che servizi funebri venissero celebrati direttamente lì.

La seconda stazione e la fine del  servizio

Nel 1901 fu inaugurata una seconda e più grande stazione, strutturata per accogliere un numero ancora maggiore di passeggeri.

RImase attiva fino al 1941, quando il servizio delle ferrovie cimiteriali fu sospeso.

Nel frattempo erano stati edificati altri cimiteri più vicini e si era diffuso l’utilizzo di automobili e carri funebri a motore.

La ferrovia rimase fino al bombardamento che la distrusse, durante la seconda guerra mondiale, e non fu più ricostruita.

L’ultimo trasporto funerario sulla Necropolis Railway di Londra fu quella di un pensionato di Chelsea, Edward Irish (1868-1941), sepolto l’11 aprile 1941.

Nel settembre del ’45, dopo la guerra, fu valutato se riparare i danni ai binari, ma i tempi dei treni dei morti erano finiti: solo alcuni tratti restano a ricordo di questo mondo di macabri trasporti.

Ringrazio Federica Soprani che in Victorian Solstice ricostruisce vividamente questi luoghi, ispirandomi la stesura dell’articolo.

Altre fonti:

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Antonia Romagnoli

Antonia Romagnoli è autrice di romanzi rosa storici, fantasy e opere per l'infanzia. Fra le sue opere: "La dama in grigio", regency romance, la "Saga delle Terre", trilogia fantasy.

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Antonia Romagnoli

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