L’arsenico o la morte verde. Misteri vittoriani

La morte verde – l’arsenico. Misteri vittoriani

L’arsenico in epoca vittoriana veniva usato moltissimo, e non solo per uccidere i topi. Il mistero di Ann Amelia Turner e la lotta contro il veleno che uccise in silenzio.

V0042226 Two skeletons dressed as lady and gentleman. Etching, 1862.
Credit: Wellcome Library, London. Wellcome Images
images@wellcome.ac.uk
http://wellcomeimages.org
Two skeletons dressed as lady and gentleman. Etching, 1862.
Lettering: “Punch, or the London Charivari”
“The Arsenic Waltz”
1862 Published: February 8, 1862
Copyrighted work available under Creative Commons Attribution only licence CC BY 4.0 http://creativecommons.org/licenses/by/4.0/

Ann Amelia Turner e l’arsenico nascosto

Nel 1862, un medico molto famoso che esercitava la sua professione a Londra, Thomas Orton, fu chiamato a casa di una famiglia per curare la quarta figlia della coppia, Ann Amelia Turner.

I genitori erano molto preoccupati poiché avevano perso da poco gli altri tre figli a causa di un’epidemia di morbillo e di difterite.

La piccola, che aveva tre anni, era molto sofferente e presentava difficoltà a deglutire e dolori diffusi. Già i suoi fratelli erano stati trattati per la difterite senza alcun risultato e i Turner avevano deciso di rivolgersi a lui per tentare di salvare almeno la bambina.

Orton fin dall’inizio non si trovò d’accordo con la diagnosi dei suoi colleghi, ritenendo i sintomi non compatibili con la difterite che era stata diagnosticata, e fece un’attenta indagine nella casa, esaminando i servizi igienici, il rifornimento idrico e le condizioni di vita della famiglia, senza tuttavia trovare nulla che potesse causare i gravi sintomi manifestati da Ann Amelia Turner. La situazione era già molto grave e con le medicine dell’epoca c’era poco da fare, perciò il medico fece il possibile per alleviare le sofferenze della bambina ormai in fin di vita.

Poco tempo dopo, la bambina morì e il dottor Orton richiese un’autopsia per confermare i sospetti che nell’ultimo mese gli erano sorti riguardo alla possibile causa della malattia: il dott. Letheby, che prese in carico gli esami, confermò i dubbi del collega.

Si era trattato di un avvelenamento da arsenico la fonte non poteva che essere la carta da parati che si trovava nella biblioteca del signor Turner.

Già da qualche tempo, infatti, nell’ambiente medico aveva cominciato a circolare una teoria sulla tecnica che veniva utilizzata all’epoca per dare alla carta da parati una particolare tonalità di verde brillante.

Il verde che uccide

L’arsenico veniva usato comunemente per ottenere un pigmento molto brillante di verde acceso.

Era stato nel 1775 il chimico svedese Carl Wilhelm Scheele a mettere a punto una tecnica per produrre il pigmento a base di arseniato di rame che permetteva di ottenere a costi molto contenuti tinte belle e durature, particolarmente adatte a essere utilizzate nella carta da parati e nella stampa. In breve tempo l’invenzione di Scheele utilizzata su larga scala in diversi settori. Non solo: le ricerche portarono alla creazione di altre tinte verdi sempre derivanti dall’arsenico che entrarono anche nel mondo della moda come tinture per tessuti.

La morte ha gli occhi Verdi

a dare un ulteriore diffusione e notorietà al brillante verde velenoso furono i preraffaelliti, che, incantati dalla brillantezza della tinta, ne fecero largo uso sia nella pittura sia nell’arredamento di cui alcuni di loro si occuparono.

Il grande utilizzo che si faceva dell’arsenico era dovuto alla convinzione che fosse pericoloso solo se ingerito e che, perciò, non avesse alcun effetto tossico se utilizzato in altro modo.

Non a caso, proprio con l’arsenico si avvelena madame Bovary, ed è lo stesso veleno utilizzato da Romeo e Giulietta nella celebre tragedia; era relativamente facile reperirlo, essendo inodore e insapore poteva essere mescolato a cibi e bevande, inoltre dava sintomi così generici da non essere facilmente identificabile.

Nell’800 inoltre, l’arsenico veniva utilizzato come medicinale per curare alcune malattie tra cui la sifilide e, in particolare in epoca vittoriana finisce con l’entrare nella composizione di numerosi cosmetici, tra cui creme e saponi.

Oggi si pensa che sia l’arsenico il responsabile di tante morti, più o meno inspiegabili, che hanno funestato l’800. Qualcuno sospetta perfino che sia l’arsenico il responsabile della morte di Napoleone e di Jane Austen.

689px Rossetti Dante Gabriel La Ghirlandata 1871 1874

Lo scandalo Verde

Con un uso così abbondante di quest’elemento, non c’è da stupirsi che le affermazioni del medico riguardo alla carta da parati tossica sollevassero un gran polverone e che il caso in breve tempo diventasse protagonista della cronaca. William Morris, preraffaellita e fondatore dell’Art &Craft, parlò, riguardo all’allarmismo suscitato dei medici, “di caccia alle streghe”.

Qualche produttore, però, cominciò ad adeguarsi: la prima carta da parati senza arsenico era stata già prodotta nel 1859 in Gran Bretagna da William Woollams & Co, ma la Morris & Co proseguì la produzione co i pigmenti all’arsenico, fino al 1875. Forse anche perché Mr. Morris era il figlio di uno dei maggiori produttori d’arsenico d’Inghilterra.

Edward Burne Jones Green Summer 1864

L’inchiesta su Ann Amelia Turner

tornando al caso del 1863, le ricerche del dottor Orton arrivarono a far aprire un processo in cui Letheby ebbe un ruolo fondamentale nel tentar di condannare l’uso di arsenico nella carta da parati, sottolineando come il veleno abbia potuto nuocere ai bambini che sostavano solo per poche ore nella biblioteca paterna.

Nonostante le prove portate dei due medici, la giuria optò per un verdetto di morte naturale.

L’opinione pubblica non riusciva ad accettare che l’onnipresente arsenico potesse veramente nuocere alle persone. Quello che non permetteva di comprendere la pericolosità dell’arsenico era il fatto che i sintomi non colpissero tutti nello stesso modo, ma che solo alcuni, particolarmente deboli fossero vittime effettive dell’avvelenamento: era più facile attribuire a 1000 altre cause i malanni e i decessi che pensare alla letalità dell’onnipresente arsenico.

La lotta contro l’arsenico

Dagli anni 60 alla fine del secolo dell’ottocento la lotta contro l’arsenico continuò ad alterne sorti: il terrore colpì la nazione quando nel 1879 si scoprì che anche i francobolli postali venivano colorati con finte a base di arsenico.

Ormai, dopo tanti dibattiti e tanti casi in cui era palesemente l’arsenico la causa di decessi e malattie, ci si stava avviando verso una maggiore del rischio che comportava questo elemento. Alla fine del secolo quando fu reso noto che l’arsenico si trovava anche nella birra, fu creata una commissione reale per determinare un livello di sicurezza di contaminazione da arsenico in cibi e bevande, mentre per quanto riguarda i coloranti a base arsenicale… Non è mai stato fatto nulla a livello legislativo: sono stati dismessi col tempo e con l’avvento di più moderni pigmenti che gli hanno sostituiti.

I verde Parigi, colorante e ratticida.
Fonte: The Pragmatic Costumer – WordPress.com

Il libro all’arsenico

Shadows from the walls of death è un libro che fu stampato nel 1874 in un centinaio di copie. Oggi ne restano solo quattro e sono considerate letali per chiunque ne venga in contatto. Se pensate al nome della rosa non siete molto lontani dalla verità, infatti l’autore Robert M. Kedzie raccolse al suo interno numerosi campioni di tappezzeria da lui considerata particolarmente tossica. Nel suo libro troviamo un centinaio di pagine ad alto contenuto di arsenico: un vero e proprio campionario di decorazioni murarie capaci di uccidere al solo contatto.

Lo stesso dottore, nell’inviare il libro alle biblioteche del Michigan, accompagnò il volume con una lettera di avvertimento riguardo al pericolo in cui si incorreva nel manipolarlo.

https://www.ilpost.it/2018/02/04/libro-arsenico-carta-parati/

https://thechromologist.com/

 

 

 

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