Il tè del venerdì con Fabio Maffìa

Il tè del venerdì con Fabio Maffìa

Ospite di questa settimana è Fabio Maffìa, autore di Ethelion, un romanzo che, per ora definiamo fantasy, ma che l’Autore ci spiegherà essere qualcosa di molto di più… pronti per il nostro consueto tè? 😉

Ciao Fabio e benvenuto all’appuntamento settimanale del tè del venerdì.

Miss Darcy desidera sempre chiedere ai nostri ospiti di presentarsi ai lettori e di raccontarci qualcosa di sé, perciò…

Chi è Fabio Maffìa quando non scrive? E Fabio Maffìa scrittore? In cosa coincidono e in che cosa sono diversi la persona e lo scrittore?

Ciao, innanzitutto, e grazie per avermi ospitato per quest’intervista e per lo squisito tè virtuale. Quando non scrivo sono un architetto (o quasi), mi sono laureato in triennale al Politecnico di Torino e adesso sto completando gli studi con la magistrale.

Vivo a Torino e sono appassionato da sempre di architettura (il che spiega quanto detto prima) e di libri, fin da piccolo. Quest’ultima passione ovviamente unisce il me architetto con lo scrittore, che ha esordito nel mondo reale da pochissimo.

Il libro è stato per tanto tempo nel cassetto, prima di trovare la sua strada e adesso rimane ancora tutto una scoperta.

Come aneddoto posso raccontarti che davvero la mia è una passione cresciuta nel tempo, pensa che ho iniziato alla fine delle scuole elementari ad intasare il computer (il primo pc di famiglia, un reperto del pleistocene per intenderci) di incipit di storie fantastiche, mai portate a termine, ma curatissime nella grafica e nei font devo ammettere. Ho sempre voluto scrivere un libro e l’occasione che ha fatto scattare davvero la scintilla (ormai l’incendio divampa proprio) è stato un viaggio – studio a Dublino durante l’estate del 2012, già qualche anno fa ormai.

Mi sono innamorato delle tradizioni irlandesi e dello spirito dei suoi abitanti, tanto che tornato in Italia non ho potuto fare a meno di scrivere questa storia, che è cresciuta sempre di più negli anni.

Per rispondere all’ultima domanda, non saprei in realtà, credo che il me scrittore e il me persona si possano identificare in una cosa sola.

Dedico quel poco di tempo che l’università mi lascia alla scrittura, ma anche mentre faccio il mio lavoro da architetto la mia testa elabora intrecci e crea luoghi a mia insaputa, così le due cose non sono praticamente mai completamente distinte. Ecco, questo è un po’ quello che mi contraddistingue.

D. G. Rossetti

In questo periodo, in queste pagine stanno passando molti romanzi fantasy: si tratta di una rinascita del genere, di un ritorno, oppure non è mai stato veramente in crisi?

Bella domanda, non credo sia mai stato davvero in crisi. Il fantasy è un genere che esiste da tanto e in forme diverse, quella attuale è più contemporanea come definizione vera e propria, ma le storie di fantasie penso siano sempre esistite e lo saranno sempre, la nostra mente in un modo o nell’altro non può fare a meno di viaggiare verso mondi diversi dal nostro e il genere fantasy è solo un’espressione di questa attitudine della mente umana.

D’altro canto, non è un genere semplice, perché spesso è marchiato come superficiale e infantile, ma lasciarsi andare alla fantasia per me non è assolutamente un difetto, semmai consiglierei ai suoi detrattori di dare un’occhiata, forse scopriranno anch’essi un lato di sé che forse avevano da bambini e che poi hanno dimenticato.

Dal mio canto spero di mantenere il più a lungo possibile il Peter Pan che abita dentro di me, senza fantasia sai che noia altrimenti la vita?

Che cosa rende speciale il tuo romanzo, e perché i lettori dovrebbero leggerlo? In tre frasi, raccontaci il segreto che rende “magica” la tua opera.

Credo che i lettori dovrebbero leggerlo se hanno voglia di viaggiare, con la mente, ma non solo.

Quello che racconto in Ethèlion non è solo un viaggio fisico, ma anche di crescita, di scoperta e di emozioni.

Il protagonista della storia, Laio, è giovane, più o meno un mio coetaneo, e come me non penserebbe mai che la sua vita possa essere sconvolta da qualcosa, ma si troverà a fare i conti con un passato sconosciuto e un futuro incerto, scoprendo che forse qualcuno ha già tracciato una strada per lui. Scegliere se seguirla o meno sarà difficile, ma sarà proprio questo a portare i lettori ad affezionarsi a Laio, credo.

Essi si troveranno a seguire da vicino l’ansia, la paura e la curiosità che guiderà ogni scelta del protagonista e potranno immedesimarsi in lui perché è così che l’ho creato, come una persona qualunque, ma con qualcosa di speciale che lo renderà più forte.

Se volessi riassumere in tre parole il romanzo per spingere dei futuri lettori ad approcciarvisi, userei sicuramente queste: leggende, amicizia e scoperta.

Ethelion non è esattamente un fantasy classico, ma non è nemmeno un urban fantasy. Ci spieghi perché? Secondo te, la distinzione dei sottogeneri ha ancora un senso, oppure i confini ormai sono del tutto sfumati?

Ho voluto creare una commistione di due generi che mi piacciono, l’epic fantasy e l’urban fantasy per fare qualcosa di nuovo.

Il fantasy è un genere molto diffuso per quanto particolare, come dicevo prima, e per emergere serve proporre qualcosa di nuovo.

Quel qualcosa per me era creare un mondo fantastico, ma non convenzionale, le Terre di Nevass, l’”Altra Parte” in cui si svolgono le vicende è infatti un territorio che era un tempo parte del nostro mondo, ma ne fu separato con un potente incantesimo durante una guerra sanguinosa, che fa parte del background della storia.

So che la dualità dei mondi è un elemento spesso ricorrente nel genere, ma nel mio caso ho cercato di alternare le due realtà in tutta la saga, tenendole sempre intrecciate e facendo muovere i miei personaggi in entrambe.

Non credo siano così definiti i confini in questo genere letterario, ma questa categorizzazione può ancora aiutare a capire dove si svolgono le vicende e quanto di inventato ci sia nella storia.

Ormai penso si tratti più che altro del tipo di ambientazione in cui far muovere i personaggi, il che non deve, però, limitare in alcun modo la fantasia dell’autore e ciò è abbastanza evidente nel mio caso, dove ho ampliamente varcato i confini di un sottogenere per invaderne un altro.

Ethelion – la saga. Ci spieghi come saranno, in linea generale, gli sviluppi futuri della tua opera?

Allora, Ethèlion sarà una trilogia, di cui ho da pochissimo ultimato la stesura del secondo volume, I Giochi del Sangue.

Adesso mi appresto ad iniziare la difficile fase di revisione ed editing, che spero di approfondire ancora di più questa volta per dare ai miei lettori un risultato impeccabile. La storia continuerà a muoversi fra le due realtà, ma con nuovi scenari e personaggi.

Non voglio svelare molto, ma i lettori non rimarranno delusi e avranno già molte risposte agli interrogativi del primo libro in questo secondo capitolo.

Devo ammettere che scriverlo è stato ancora più divertente, perché se nel primo volume di una saga devi necessariamente presentare personaggi e luoghi, nel seguito puoi muoverti in un mondo già ben delineato e hai molte più possibilità di sviluppare gli stessi protagonisti e i loro rapporti.

Per quanto riguarda il terzo libro, la trama è già definita in gran parte, ma adesso aspetterà un pochettino prima di essere scritta, ma comunque un tempo ragionevole, quello sicuramente.

Progetti futuri: oltre alla saga, ci sono idee in cantiere, magari legate a nuovi generi o a sperimentazioni letterarie?

Colgo al balzo la domanda e sono contento che tu me l’abbia posta. Ho fatto un sogno qualche tempo fa, ormai già un annetto credo, che mi ha lasciato senza fiato e mi ha dato lo spunto per una storia di un genere leggermente diverso, ma che amo leggere: il distopico.

Ho iniziato a scrivere questa storia, ma ho dovuto metterla da parte quando ho ricevuto la proposta di pubblicazione di Ethèlion. È una vicenda completamente diversa, molto più vicina al genere fantascientifico, e che freme per essere scritta, perciò mi sono ripromesso di finirla una volta conclusa la trilogia.

E poi chi lo sa, le idee frullano sempre in testa, devo solo riordinarle e ho ancora tanto tempo per proporle.

E ora, domanda molto personale: come prendi il tè? Eh, questa non può mancare!

Il mio preferito è il tè alla vaniglia, devo ammettere che è un po’ che non lo bevo, perché in casa al momento ne ho mille tipi, escluso quello.

Diciamo che anche in fatto di tè mi piace sperimentare, ma una regola devo averla sempre: niente tè senza biscotti, quello assolutamente!

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TRAMA

Abbandonare tutto per ricominciare una nuova vita altrove è sempre difficile e Laio lo sa bene. Ora che si è trasferito a Dublino per studiare al Trinity College, la vita del ragazzo sembra riprendere lentamente il suo corso, ma nulla potrà prepararlo alla verità nascosta nella pietra viola che porta sempre al collo da quando è nato.
Un’intera realtà dimenticata da secoli riemerge attraverso le pagine di un antico libro di leggende celtiche, l’Ethèlion, trascinando Laio in un viaggio inaspettato attraverso un mondo separato dal nostro dalle ferite di una guerra mai conclusa.
Laio sarà costretto a rivalutare ciò che lo circonda da quando ha memoria e scegliere se ritornare a casa o combattere per scoprire sé stesso e il destino che è stato scritto per lui. In un mondo che per molti non esiste, sarai in grado di distinguere tra verità e menzogna, sogno e realtà?
Antonia Romagnoli @antoniaromagnol

Antonia Romagnoli è autrice di romanzi rosa storici, fantasy e opere per l'infanzia. Fra le sue opere: "La dama in grigio", regency romance, la "Saga delle Terre", trilogia fantasy.

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