Gustavo Adolfo Bécquer e il romanticismo spagnolo

Gustavo Adolfo Bécquer e il romanticismo spagnolo

Gustavo Adolfo Bécquer è forse il maggiore poeta e scrittore dell’epoca romantica spagnola.

Nacque a  Siviglia il 17 febbraio 1836,figlio di José Domínguez Insausti, noto pittore di costumi andalusi, che adottò il cognome Bécquer dai propri antenati, commercianti fiamminghi stabiliti a Siviglia fin dal XVI secolo.

Perde il padre nel 1841 e nel 1846 entra nel collegio sivigliano di Sant’Elmo, come cadetto in marina, ma la sua carriera militare dura poco: l’anno successivo, infatti, il collegio viene soppresso e un nuovo lutto, la morte della madre, cambia di nuovo la sua vita.

Gustavo Adolfo Bécquer si trasferisce a casa della sua madrina Manuela Monahay, ricca, colta e amante delle arti. Qui il poeta avrà a disposizione una biblioteca fornitissima, che contribuirà a formarlo.

Nel 1850 Manuela lo iscrive alla scuola del pittore Antonio Cabral, dove già studia il fratello Valeriano: questi, al contrario suo, ha spiccate doti pittoriche e si affermerà, seguendo le orme del padre, come pittore costumbrista.

Nel 1853  Bécquer pubblica le proprie poesie in varei riviste ed entra a far parte di circoli letterari.

Nel 1854 si trasferisce a Madrid, deciso a coltivare la propria ars poetica.

Sono per lui anni di di difficoltà e passione, in cui vive da Bohémien e si guadagna da vivere con la penna, molto prolifici dal punto di vista artistico. Nel 1858 i primi sintomi di tubercolosi lo costringono a curarsi, ma è anche l’anno in cui incontra l’amore: dapprima corteggia Josefina Espin, poi si innamora della sorella Julia, cantante lirica  determinata a fare carriera: la relazione travagliata gli sarà di grandi ispirazione, ma terminerà con un abbandono da parte di lei.

Nel 1860, Gustavo Adolfo Bécquer viene chiamato a collaborare col  giornale conservatore El Contemporanéo, dove firmerà articoli di cronaca, politica e di letteratura, ma dove avrà anche la possibilità di pubblicare molte sue opere poetiche.

Influenzato dalle correnti romantiche, in questi anni accarezza un ambizioso progetto, la Historia de los Templos de España, visitando chiese, conventi, luoghi solitari e vecchi palazzi, poi descritti nelle sue Leyendas.

Conosce nel 1960 la figlia di un medio, Casta Esteban Navarro, che sposa l’anno successivo, ma il matrimonio non è felice: anche se la coppia ha tre figli, ben presto il tradimento si insinua fra loro e nel 1868 si separano.

La carriera letteraria prosegue, con la pubblicazione di varie raccolte, e nel 1870  Gustavo Adolfo Bécquer torna a Madrid, per dirigere la rivista La Ilustración de Madrid, appena fondata da Eduardo Gasset y Artime, avendo il fratello come collaboratore disegnatore; ma Valeriano muore improvvisamente il 23 settembre.

Da anni Bécquer soffre di sifilide e il 22 dicembre la sua situazione peggiora, anche a causa del dolore per la perdita del fratello.

Poco prima di morire chiede all’amico poeta Ferrán di bruciare le sue lettere e di curare la pubblicazione delle sue opere:  si es posible, publicad mis versos. Tengo el presentimiento de que muerto seré más y mejor conocido que vivo (“se è possibile, pubblicate i miei versi. Ho il presentimento che da morto sarò conosciuto più e meglio che da vivo”).

Le opere e la poetica di Gustavo Adolfo Bécquer

Gustavo Adolfo Bécquer è il maggior poeta spagnolo di epoca romantica. Cresciuto in un ambiente conservatore e influenzato da studi classici, nei quali ha potuto approfondire il Siglo de Oro della letteratura spagnola (fra il 1500 e il 1600), inizia a comporre inizialmente sotto questo influsso, ma ben presto il romanticismo europeo entra nel suo immaginario e ne diventa parte integrante. Temi come l’amore, la caducità della vita, la natura e il suo legame con le emozioni umane sono fra i suoi prediletti: si intravede nelle opere l’ispirazione di Heine, Byron e del romanticismo europeo.

Bécquer fu anche grande narratore: scrisse venticinque Leggende, appartenenti al filone gotico, abbozzi di prosa poetica o avventurose. Si sono individuati, come temi fondamentali, l’esotismo, la morte e il trascendente, la magia, la religione, l’animismo e l’amore che, senza ombra di dubbio, predomina nelle opere becqueriane.

Insieme a Rosalía de Castro, Bécquer conduce la Spagna verso la moderna lirica, pur mantenendo le proprie radici nella poesia tradizonale spagnola

Oltre ai numerosi articoli scritti per El contemporáneo, il giornale di cui divenne direttore, Bécquer fu autore di:

  • Epistolari fittizi e romanzati, come le Epistole letterarie a una donna e le Lettere dalla mia cella;
  • le Leggende, fra cui  La croce del diavolo e l monte delle anime,
  • Un’incompiuta Storia dei templi di Spagna.
  • La sua maggiore produzione, tuttavia, rimane quella poetica, che viene raccolta nelle Rime.

I temi preponderanti nelle Rime sono due: l’amore (felice e poi deluso)  e la poesia, tematiche che spesso si intrecciano.

Caspar-David Friedrich Moon rising over Sea

Bacia l’aura, che geme dolcemente

Bacia l’aura, che geme dolcemente,
le lievi onde che giocando increspa;
il sole bacia la nube in Occidente,
e di porpora e oro la colora;
la fiamma che circonda il tronco ardente
per baciare un’ altra fiamma scivola.
E persino il salice, chinandosi dal peso,
al fiume che lo bacia, ridona un bacio.

Oggi come ieri, domani come oggi
Poesia di Gustavo Adolfo Bécquer

Oggi come ieri, domani come oggi,
e sempre uguale!
Un cielo grigio, un orizzonte eterno,
e camminare… camminare!

Movendosi a tempo, come una stupida
macchina, il cuore;
la goffa intelligenza del. cervello
addormentata in un cantone.

L’anima, che ambisce un paradiso,
senza fede cercandolo;
fatica senza senso, onda che gira
il motivo ignorando.

Voce che incessante, con lo stesso tono,
canta una canzone stessa,
goccia d’acqua monotona che cade
e cade e non cessa.

Così vanno scorrendo i giorni
gli uni degli altri dietro,
oggi come ieri…, e tutti loro
senza dolore né godimento.

Ahi! a volte mi ricordo sospirando
dell’antico soffrire…
Amaro è il dolore; ma almeno
è vita il patire!

Caspar-David Friedrich abbazia nel querceto

Come la brezza che il sangue arieggia
Poesia di Gustavo Adolfo Bécquer

Come la brezza che il sangue arieggia
sullo scuro campo di battaglia,
carica di profumi e armonie
nel silenzio della notte vaga:
simbolo del dolore e della tenerezza,
del bardo inglese nel tremendo dramma,
la dolce Ofelia, la ragione persa,
cogliendo fiori e cantando passa.

(https://www.poesie.reportonline.it/poesie-di-gustavo-adolfo-becquer/index.html)

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Come in un libro aperto
leggo nel fondo delle tue pupille.
perché col labbro fingere
risa che si smentiscono con gli occhi?

Piangi. Non vergognarti
di confessare che mi amasti un poco.
Piangi. Nessuno ci guarda.
Lo vedi, piango anch’io, e sono un uomo.

Traduzione dalla lingua spagnola
a cura di Luigi Fiorentino

Antonia Romagnoli: @antoniaromagnol Antonia Romagnoli è autrice di romanzi rosa storici, fantasy e opere per l'infanzia. Fra le sue opere: "La dama in grigio", regency romance, la "Saga delle Terre", trilogia fantasy.