Celtic revival – il ritorno dei celti in età vittoriana

Celtic revival – il ritorno dei celti in età vittoriana

Il revival celtico, più noto come celtic revival, è un movimento letterario e artistico che si sviluppa in tarda età vittoriana e che porterà un ritorno di interesse verso la civiltà e la cultura celtica.

I celti nella storia

I Celti in realtà non si possono considerare un’unica popolazione dal punto di vista politico: erano un insieme di popoli indoeuropei che, nel periodo di massimo splendore (IV-III secolo a.C.), si stanziarono in un’ampia area dell’Europa, dalle Isole britanniche fino al bacino del Danubio, oltre ad alcuni insediamenti isolati più a sud, frutto dell’espansione verso le penisole iberica, italica e anatolica.

La vera unità dei celti era l’origina etnica e culturale: parlavano la stessa lingua e professavano la medesima religione, ma a seconda della località in cui risiedevano avevano caratteristiche diverse. Fra i gruppi più famosi e importanti troviamo i Britanni, nelle isole britanniche, i Galli, nelle Gallie, i Pannoni in Pannonia e Celtiberi e i Galati in Iberia e Anatolia.

Nelle isole britanniche, dopo l’arrivo di varie popolazioni, nell’alto medioevo emergono gli eredi storici dei Celti: le popolazioni dell’Irlanda e delle frange occidentali e settentrionali della Gran Bretagna, zone nelle quali si parlano lingue brittoniche o goideliche, le due varietà di lingue celtiche insulari.

Oggi restano nel Regno Unito il Gallese, il gaelico irlandese e scozzese, la lingua cornica e mallese, queste ultime due quasi scomparse. In Bretagna è rimasta invece la lingua bretone, anch’essa di origine celtica ma non derivata dai bretoni autoctoni, quanto dal trasferimento delle popolazioni britanniche.

I Celti, in Inghilterra, lasciarono tracce molto evidenti della loro cultura, che non fu mai del tutto assorbita da quelle dei popoli che di volta in volta si avvicendarono nella conquista dei territori, i romani prima e le popolazioni germaniche dopo.

La civiltà celtica

La civiltà celtica era organizzata in gruppi famigliari allargati (Tuatha), come i clan scozzesi, nei quali si condivideva il lavoro e la terra. Il capo riconosciuto posto sopra i vari gruppi era un re, il cui potere era tuttavia sottoposto all’autorità religiosa dei druidi, ai quali spettava anche il compito di designare, di volta in volta tale compito a chi se ne fosse mostrato meritevole.

La vita dei celti era legata strettamente al mondo della natura e dei suoi ritmi, su cui basavano anche la loro visione religiosa.

I simboli religiosi celtici erano il cuore delle loro decorazioni e della loro arte, e in ciascuno si può leggere un profondo simbolismo.

gioiello dei primi del 900, d’ispirazione celtica.

L’irlanda celtica

In Irlanda si trovavano quattro grandi alberi considerati sacri, posti ciascuno in una delle quattro province. Nella provincia del Leinster si trovava la Quercia di Mugna, associata al solstizio d’inverno. Nel Munster cresceva il Frassino di Dathe. Un altro Frassino, quello di Tortu, si trovava nella provincia del Connacht, mentre il Tasso di Ross era nell’Ulster, associato al solstizio d’estate.

Anche le croci celtiche, che troviamo così tanto rappresentate nelle zone un tempo abitate da questo popolo, simboleggiano i quattro punti cardinali, che si intersecano all’interno di un cerchio… simbolo che in origine sembra non avere alcun legame con al religione cristiana, in breve tempo viene assorbito nel cristianesimo che si sviluppa in queste regioni dal IV secolo, subito dopo l’editto di Costantino. Emerge la figura di san Patrizio, ma l’Irlanda è terra di santi e di fate: la religione che viene professata qui si radica a fondo nella cultura celtica.

Questa fusione porta le croci celtiche adottate come simbolo religioso cristiano, nelle chiese e nei cimiteri, così come la simbologia celtica, divenuta ora decoro e fregio.

ricamo di fine 800

L’Irlanda e il celtic revival

L’Irlanda ha una storia complessa e difficile, è una terra di contrasti dalle antiche tradizioni: è un popolo fiero, forte, che lotta per la sopravvivenza e per l’indipendenza.

Messo a dura prova da periodi di carestia e povertà inimmaginabili, dopo aver resistito a una massiccia emigrazione, il popolo irlandese non cede e ripropone fieramente le sue radici culturali, generano artisti, scrittori, poeti, che altrettanto fieramente cercano di ridare lustro alla loro nazione. Partendo dal passato.

Il Celtic Revival (noto anche come Celtic Twilight o Celtomania ) vede un rinnovato interesse per gli aspetti della cultura celtica. Artisti e scrittori, in particolare irlandesi,  attingono alle tradizioni della letteratura gaelica (i Gaeli erano una popolazione celtica cristianizzata, presente in Irlanda e Scozia), della letteratura in lingua gallese e della cosiddetta “arte celtica “, nota agli storici e agli archeologi come “arte insulare” (lo stile del primo medioevo dell’Irlanda e della Gran Bretagna ). Sebbene il celtic revival sia stato complesso e sfaccettato, si è verificato in molti campi e in vari paesi dell’Europa nord-occidentale, ma il movimento più noto e importante è proprio quello che si diffonde nell’isola: il Revival letterario irlandese.

Celtic revival in Letteratura – Celtic Twilight

Come già è avvenuto durante il periodo romantico il Europa, col recupero della narrativa popolare come ricerca di radici nazionali, così verso la fine dell’800 scrittori irlandesi come William Butler Yeats, Lady Gregory ,”AE” Russell, Edward Martyn ed Edward Plunkett (Lord Dunsany) ripercorrojno a ritroso la via della letteratura tradizionale irlandese e della poesia irlandese, ritrovando un ricchissimo patrimonio favolistico, mitologico e leggendario a cui attingere.

Il movimento non nasce dal nulla: la ricerca sulle culture e sul patrimonio narrativo gaelici e bretoni della Gran Bretagna e dell’Irlanda ha preso piede a partire dalla fine del 17 ° secolo, grazie ad antiquari e storici come Owen Jones in Galles e Charles O’Conor in Irlanda. Le principali fonti di manoscritti sopravvissute furono, in quel periodo, gradualmente localizzate, editate e tradotte, i monumenti identificati e recuperati. Un recupero simile avvenne nei campi della musica e delle stesse lingue.

È però alla fine dell’800 che la letteratura irlandese arriva a una piena e complessa fioritura. Finalmente anche l’Irlanda, dopo un secolo di durissime prove, riscopre la sua identità nazionale grazie al movimento nazionalista irlandese, attivo dalla metà del’800.

William Butler Yeats è forse il massimo esponente di questo movimento letterario:  nel 1888 pubblica Fairy and Folk Tales of the Irish Peasantry , una raccolta di brani di vari autori del XVIII e XIX secolo.  A Londra nel 1892, insieme a TW Rolleston e Charles Gavan Duffy , fonda l’ Irish Literary Society e in seguito, tornato a Dublino,  la National Literary Society, con Douglas Hyde come primo presidente. Nel frattempo, il più radicale Arthur Griffith e William Rooney creano l’Irish Fireside Club e la Leinster Literary Society.

Nel 1893 Yeats pubblica The Celtic Twilight, una raccolta di tradizioni e leggende dell’Irlanda occidentale. Il libro si chiude con la poesia “Into the Twilight”: libro e poesia hanno determinato il nome a tutto il movimento letterario.

Sono molti altri i club letterari e le società  che fioriscono in questo periodo, così come le società culturali.

porcellane Wedgwood

Art & Craft e celtic revival

Nel settore artistico è l’art & craft che sostiene il recupero dello stile celtico. Ne troveremo i decori nell’art nouveau, ma soprattutto nell’artigianato irlandese ottocentesco.

Tra le figure di di spicco nel movimento troviamo Anna Traquair (1852–1936), nota soprattutto per l’affresco della Cappella mortuaria dell’Ospedale per bambini di Edimburgo. Fu un’abile orafa e si dedicò a varie forme di artigianato, compreso il ricamo e la rilegatura di libri.

L’esponente più significativo del risveglio artistico in Scozia fu invece  John Duncan, nato a Dundee(1866-1945). Tra le sue opere più influenti ci sono i suoi dipinti di soggetti celtici Tristan e Iseult (1912) e St .Bride (1913).

Leggi anche: William Morris e Art & Craft: arti e mestieri vittoriani

E. A. Hornel – Druidi che portano il vischio

 

 

https://storianet.blogspot.com/2014/12/celti-storia-e-cultura.html

Antonia Romagnoli

Antonia Romagnoli è autrice di romanzi rosa storici, fantasy e opere per l'infanzia. Fra le sue opere: "La dama in grigio", regency romance, la "Saga delle Terre", trilogia fantasy.

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Antonia Romagnoli

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