10 curiosità sulla Scozia nel 1800 – Lord, castelli, Kilt e tartan

10 curiosità sulla Scozia nel 1800 – Lord, castelli, Kilt e tartan

10 curiosità sulla scozia nel 1800

10 curiosità sulla Scozia nel 1800 – Lord, castelli, Kilt e tartan

La Scozia nel 1800: ecco 10 curiosità per scoprire insieme com’era nel secolo diciannovesimo una delle terre più affascinanti e amate del mondo.

10 – Il parlamento: scozzese o Inglese?

Nel 1800 i lord scozzesi partecipano al Parlamento Inglese. Nonostante non corra mai buon sangue fra Scozzesi e Inglesi, con l’Atto di Unione del 1707, la storia della Scozia lega a quella della Gran Bretagna. In questo periodo nasce la bandiera britannica (Union Jack) dalla fusione della croce di San Giorgio (Inghilterra) e della croce di Sant’Andrea (Scozia). La decisione fu presa dal parlamento scozzese, insieme a quello inglese, e portò alla fusione tra Inghilterra e Scozia. il 1º maggio 1707 il Parlamento di Scozia e il Parlamento d’Inghilterra si unirono per formare il Parlamento di Gran Bretagna, con sede al Palazzo di Westminster a Londra, già sede del Parlamento inglese. Per tutto l’800 le delibere avvennero perciò nella sede congiunta.

Solo nel XX secolo il movimento devoluzionista cominciò una campagna per il ritorno del Parlamento scozzese a Edimburgo, e dopo vari referendum, le prime elezioni si tennero il 6 maggio 1999: il 1º luglio di quell’anno il potere fu trasferito da Westminster al nuovo Parlamento.

10 curiosità sulla scozia nel 1800

9 – I clan nel 1800

I clan sono la più tipica e antica organizzazione socio-politica scozzese. La parola deriva dal gaelico “bambino, discendenza”, e rappresenta un gruppo di famiglie con legami di parentela e affiliazione che si uniscono per un obiettivo comune. A capo della famiglia/clan si trovava il laird, corrispondente al Lord, ossia il capo famiglia che guidava l’intero gruppo del clan. Un clan è una comunità distinta da un’araldica e riconosciuta dal sovrano, e di solito ogni clan ha, oltre a un proprio stemma, anche un particolare tartan, un disegno ottenuto con fili di colori diversi che si ripetono con uno schema definito, uguale sia nell’ordito che nella trama, denominato sett: l’alternanza dei fili è unica e tipica di ogni clan, come i colori della livrea in voga nelle case nobiliari del passato.

Nel 1800 la struttura clan perde progressivamente importanza a vantaggio di quella del capo clan, spesso anglicizzato e lontano dalle tradizioni locali. Il laird si trasforma in un vero e proprio lord, che assume  il controllo di tutta la terra della famiglia e ne diviene, come il lord inglese, unico responsabile.

8 – la terra e il capo clan

fra il 1700 e il 1800 si attuano grandi cambiamenti nell’economia scozzese. Nelle Lowlands diventa vantaggioso sostituire la tipica coltivazione con animali da allevamento, in particolare l’allevamento ovino delle Cheviot e Blackface, che generavano molto più reddito della semplice coltivazione terriera. Il grande “successo” dei proprietari terrieri attraverso tutta la Scozia a partire dal 1785 è conosciuto come The Highland Clearances, ossia “gli sgombramenti”: i capi clan, esercitando il loro diritto di possesso, hanno progressivamente scacciato gli agricoltori dalle loro terre, per sostituire i campi coi pascoli. Questa manovra ha generato una massa di spostamenti verso le città e ha favorito la fase successiva di ammodernamento, dovuta alla rivoluzione industriale, ma ha anche creato gravi problemi sociali.

Con le Clearances i contadini vennero trapiantati inoltre dai loro padroni verso le aree costiere, dove cominciarono a dedicarsi alla pesca e alla coltivazione di alcuni tipi di alghe da utilizzare per  la tintura tessile. Questi prodotti per la colorazione, alternativi rispetto ai prodotti tradizionalmente utilizzati, furono particolarmente in voga durante le guerre napoleoniche, in quanto l’importazione delle tinture era più difficile.

Con la fine delle guerre napoleoniche, tuttavia, anche queste attività persero valore e molti abitanti della costa si videro costretti a lasciare ancora una volta le loro terre per cercare lavoro nelle nascenti industrie scozzesi (particolarmente Glasgow e Paisley in Scozia) o al di là del mare, in Irlanda (particolarmente a Belfast, che stava divenendo un centro industriale importante), o nel Nordamerica.

7 – la Scozia nel 1800 e l’industria

La Scozia è fra le protagoniste della prima e della seconda rivoluzione industriale. Certamente favorita dall’unione con l’Inghilterra nel 1707, la Scozia grazie ai suoi porti si distinse nel commercio con le colonie e Glassglow divenne capitale del tabacco, così come di altri prodotti d’importazione.

Il settore tessile fu quello in cui la Scozia si distinse maggiormente. In particolare, gli imprenditori seppero sfruttare molto bene la crisi del cotone durante la guerra civile americana (negli anni ’60 dell’800) e costruire una tradizione tutta nuova nel settore. Un’eco di questa nuova imprenditoria cotoniera la troviamo nel romanzo della Gaskell, Nord e Sud.

Ma la Scozia non si è distinta solo nell’industria dei tessuti: a partire dal 1700, con pionieristiche macchine a vapore, qui ha cominciato a svilupparsi e crescere l’industria del carbone, fondamentale per l’economia scozzese e inglese di tutto il secolo diciannovesimo.

10 curiosità sulla scozia nel 1800

6 – La tecnica  e le invenzioni scozzesi

La Scozia fu patria di molte invenzioni destinate a cambiare il mondo e il futuro.

Abbiamo visto come l’estro artistico della famiglia di Alexander Nasmyth  abbia dato origine non solo a pittori, ma anche a un inventore e ingegnere, James Hall Nasmyth, che inventò il martello a vapore. Ma in Scozia ebbero origine anche altre grandi innovazioni tecnologiche, legate alla gomma e al carbone. Qui nacque il primo mantello impermeabile (luoghi piovosi, nuove tecniche per l’utilizzo di gomma e solventi, ed ecco il  Mackintosh, l’impermeabile che prende il nome dal suo inventore nel 1823.

Sempre in questo settore, si distingue l’invenzione delle gomme pneumatiche dopo il 1860 e del linoleum, sempre in epoca vittoriana.

5 – Una camera Obscura di 166 anni

Una camera Obscura è una stanza o una scatola buia dove un raggio di luce filtra grazie ad un foro detto stenopeico, praticato in una delle pareti.
Sulla parete opposta al foro si trova un foglio, dove si forma l’immagine capovolta, sia orizzontalmente che verticalmente, di ciò che sta accadendo all’esterno. In epoca vittoriana, con lo sviluppo della fotografia e dell’ottica, era molto in voga organizzare spettacoli sul tema e molte erano le attrazioni, come le lanterne magiche, che attiravano i visitatori: il clou si avrà con la nascita del cinema. Ma a Edimburgo, attiva da nel 166 anni, si trova una camera obscura, situata  in cima allo storico Royal Mile di Edimburgo, la prima attrazione turistica appositamente costruita a Edimburgo. La Camera Obscura fu originariamente sviluppata nel 1776 e fu rilanciata come “osservatorio popolare” nel 1835, due anni prima dell’inizio del regno della Regina Vittoria. Nel 1892, l’urbanista Patrick Geddes acquistò l’attrazione e fu ribattezzata Outlook Tower, con l’obiettivo di cambiare la percezione delle persone sulla città.

Scozia nel 1800

4 – Castelli scozzesi

I castelli sono l’attrazione più famosa della Scozia, e per un buon motivo: ce ne sono più o meno tremila, sparsi un po’ ovunque, sulle rive dei laghi e sulle impervi e scoscesi rilievi, nel cuore delle città o in isolate brughiere. La Storia della Scozia è quella di un territorio frammentato e diviso fra famiglie in lotta fra loro, ma anche quella di una terra che ha dovuto difendersi da invasioni e nemici pronti a devastare e conquistare. I castelli sono stati protagonisti di questa lunga Storia, come difesa e come luogo di raccolta delle popolazioni nel momenti più drammatici.

Le strutture più antiche sorgevano sui laghi: il crannóg era un’isola artificiale su cui veniva edificato l’insediamento. I crannogh furono poi progressivamente abbandonati per essere sostituiti da edifici sulla terraferma.

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balmoral regina vittoria

3 – La regina Vittoria, cuore scozzese

La regina Vittoria, insieme al marito Albert, ha trascorso in Scozia molti momenti della vita, durante i quali ha potuto godersi la numerosa famiglia e un poco di libertà in più rispetto alla vita della corte londinese.

La dimora che essi scelsero come residenza era il castello di Balmoral, che non apparteneva alla famiglia reale, ma che fu acquistato da Albert, nel 1852, dopo aver trascorso lì alcune vacanze: Balmoral per la reale coppia era una specie di nido d’amore. Il principe si fece carico di notevoli migliorie del castello e negli anni successivi qui trascorsero vari periodi di soggiorno.

Dopo la perdita del Marito, per Vittorian Balmoral divenne un rifugio: vi trascorreva fino a quattro mesi all’anno. O>ggi Balmoral è residenza estiva della famiglia reale, ma non è la residenza ufficiale: questa è  Palazzo di Holyroodhouse a Edimburgo, mentre Balmoral è considerata a tutti gli effetti una dimora privata.

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tartan nel 1600

2 – Tartan… antichi ma non troppo

I clan tartan, ovvero i tartan legati ad un particolare clan, risalgono soltanto agli inizi del XIX secolo. Prima della battaglia di Culloden nel 1746, il particolare tessuto in lana usato dagli scozzesi era diverso a seconda delle regioni, era più un simbolo nazionale e non era associato alle famiglie.

I tartan che conosciamo oggi hanno avuto origine in gran parte dopo il 1815: il tartan nella concezione attuale è un tessuto molto colorato, ma probabilmente non era così i tessuti più antichi: nel 1830 il tartan è stato a volte descritto come “in tinta unita… senza motivo”. Dopo la battaglia di Culloden nel 1746 il governo britannico vietò l’uso del tartan (con l’Act of Proscription) per cercare di avversare la rivolta dei clan gaelici giacobiti. Nel 1782, finita la guerra, la legge dell’Act of Proscription venne abolita e i tartan venne introdotto nelle divise degli Highland Regiments. Nel 1815 la Highland Society of London chiese ai capoclan quale fosse il loro tartan e in tal modo venne stabilito il collegamento ufficiale tra un clan e il suo tartan. Nel libro Wilson’ key pattern book del 1819 erano già stati raccolti 250 tartan differenti, oggi ne sono registrati 4.000 anche se i tipi in commercio si aggirano tra i 600 e i 700.

1 – un amore scozzese

La regina Vittoria rimase vedova nel 1861. L’amore che l’aveva unita al marito la rese inconsolabile e da allora decise di portare il lutto per tutta la sua vita. Il dolore per la vedovanza non impedì a Vittoria di intessere, più o meno discretamente, altre amicizie maschili, per quanto a causa del suo rango e ruolo nessuna di esse potesse mai sfociare in nulla di più. Il primo ad affiancarla fu un servitore scozzese, John Brown, che compare accanto alla regina in molte foto, rigorosamente in kilt, mentre l’accompagna in passeggiate a cavallo. Molto è stato detto sul loro rapporto, fra realtà e pettegolezzo non si è mai arrivati a vedere il confine: si sa che per un periodo il valletto scozzese ebbe accesso alle stanze sullo stesso piano in cui dormiva la regina e che ella ne richiedesse la presenza ovunque andasse.

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Scozia nel 1800

Amicizia o amore, non è stato stabilito, ma qualcuno dice che fra loro si fosse anche svolto un matrimonio segret, ma questo forse dipende dal fatto che avessero soprannominato la povera sovrana “mrs Brown” per sminuirla. Quello che è certo, è che quando la Regina perse anche lui, nel 1883, Vittoria si chiuse ancor di più in se stessa. John Brown fu sepolto nella piccola chiesa scozzese Crathie Kirk e la regina fece erigere una statua con l’effigie del valletto nella residenza di Balmoral.

Glasgow 1800

http://www.tartansauthority.com/tartan/the-growth-of-tartan/victoria-and-albert/

 

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