Il cavaliere di Bardi: i fantasmi italiani

Il castello di Bardi


Il castello di Bardi è un’antica fortificazione che sorge su uno spuntone di diaspro rosso fra i declivi dell’Appenino parmense.

Nel Medioevo si trattava di un punto strategico particolarmente importante: il castello sovrastava la valle del Ceno nel punto in cui in esso confluisce il torrente Noveglia e controllava la via degli Abati, a breve distanza dalla via Francigena.

Il nome Bardi deriva dai Longobardi, che occupavano la zona nell’alto medioevo.

Le prime notizie della rocca risalgono all’800, quando fu ceduta al vescovo di Piacenza.

Fra le sue mura abitarono i Landi, in seguito passò ai Farnese ei infine ai Borboni.

Il fantasma di Bardi

È noto che la base del mastio è teatro di inquietante apparizioni: ad apparire si dice sia il fantasma di un antico cavaliere,  Moroello, a volte accompagnato da una sommessa e triste musica.

Fra le manifestazioni nel castello di Bardi anche lo scalpiccio di cavali e rumori che ricordano il movimento di drappelli di cavalieri.

Da anni l’area interessata dai fenomeni paranormali è soggetta a studi e ricerche notturne con sofisticate apparecchiature elettroniche da parte di ricercatori italiani e stranieri. Negli ultimi anni, però, gli avvistamenti nella rocca di Bardi si sono fatti più frequenti anche da parte dei visitatori e il fantasma è divenuto oggetto delle indagini dei ricercatori del Dipartimento di Ricerca del Centro Studi Parapsicologici di Bologna.

A questi ricercatori si deve anche la famosa immagine fotografata all’interno del castello, che ha catturato all’infrarosso, con una particolare tecnica di rilevamento di calore, la figura di un uomo in armatura nel punto in cui, anche a detta dei medium, le energie si concentrano maggiormente.

L’uomo immortalato, fra l’altro, si trova in un punto in cui nessun essere umano potrebbe ami essere fotografato. Lì, infatti, è stata costruita una scala, non presente in epoche antiche.

Dunque, il cavaliere spettrale sembra muoversi ancora secondo le antiche strutture del castello, incurante delle attuali forme architettoniche… ma ancora oggi manca una parola certa sull’affidabilità della prova costituita da questa famosa foto.

Ma chi è Moroello?

La leggenda di Bardi

La leggenda che accompagna questo fantasma è quella di una triste storia d’amore che coinvolge un prode cavaliere, Moroello, e una nobile dama di nome Soleste.

Soleste era la figlia del castellano ed era destinata dal padre al matrimonio con un nobile feudatario confinante: come era consuetudine, le nozze fra nobili avevano motivi politici, e quelle di Soleste non potevano essere da meno.

Ma la giovane e bella fanciulla aveva già donato il suo cuore a Moroello, comandante delle truppe che difendevano la rocca. L’amore era ricambiato: aiutati dalla balia di lei, i due giovani intesserono una storia d’amore segreta, ma la loro felicità era destinata a durare davvero poco.

In quei tempi incerti, era frequente che i feudi dovessero difendere i confini da attacchi e invasioni. Moroello si trovò a dover combattere con le truppe della rocca per difendere i confini di Bardi. Le sorti di queste battaglie non erano mai certe, e se in difensiori avessero perso, sarebbero state le truppe nemiche a raggiungere la rocca per prenderla d’assalto.

Perciò, Soleste si recava sugli spalti, per osservare dall’alto in attesa di vedere l’esercito in arrivo. La speranza era che fosse Moroello di ritorno voncitore, la paura che fossero i nemici pronti all’ìassedio.

Moroello, in realtà, era vincitore, ma per dileggiare il nemoco ebbe la malsana idea di indossare le insegne degli sconfitti.

Soleste, da lontano non poté riconoscere i cavalieri, ma solo i colori delle insegne e in preda al dolore per la perdita dell’amato si gettò dagli spalti, prima che la balia potesse portarle la buona notizia della vittoria.

Il dramma però non era ancora concluso. A moroello vincitore, rientrato in trionfo, andò incontro la balia in gramaglie, per dargli la ferale notizia della morte di Soleste.

Il cavaliere non sopportò il dolore e raggiunse Soleste, gettandosi a sua volta dagli spalti sulla piazza d’arme del castello, il luogo dove ancor oggi si vede la sua figura aggirarsi, alla ricerca dell’amata dama, e dove ancora riecheggiano gli zoccoli dei cavalli rientrati da quell’ultima battaglia.

Bardi e l’amor cortese.

Questa tristissima storia ci riporta ai canti dell’amor cortese, ci ricorda le vicende shakespeariane di Romeo e Giulietta.

A Bardi sarebbe bello trovare due fantasmi, sognare che almeno la morte abbia riunito gli infelici amanti. Invece, ancora oggi i due sono separati, lui solo ancora cerca il perduto amore girovagando attorno al mastio mentre di lei non vi è traccia, forse in pace, forse perduta per gli antichi affanni.

Poco ci consola pensare che qui non siano fantasmi ma spettri, impronte lasciate da fatti particolarmente dolorosi o truculenti, segni indelebili rimasti nei luoghi teatro di grandi tragedie.

Chissà. Oggi abbiamo l’immagine di un uomo, un cavaliere nella sua armatura e le domande sono tante, tutte senza risposta.

per approfondire:

https://it.wikipedia.org/wiki/Castello_di_Bardi

http://www.fantasmitalia.it/bardi.htm

Antonia Romagnoli

Antonia Romagnoli è autrice di romanzi rosa storici, fantasy e opere per l'infanzia. Fra le sue opere: "La dama in grigio", regency romance, la "Saga delle Terre", trilogia fantasy.

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Antonia Romagnoli

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