Moda 1800 – l’estate vittoriana

Moda 1800 – l’estate vittoriana

Moda 1800 – l’estate vittoriana

Anche la moda 1800 doveva tenere conto del caldo estivo. Come ci si abbigliava durante l’estate in epoca vittoriana?

La domanda sorge spontanea, pensando alla quantità di strati di stoffa che indossavano il signore nel 1800, specie se appartenenti alle classi più elevate.

moda 1800 estate regency e vittoriana

Nel corso del secolo, in effetti, è stata notevole l’evoluzione della moda, sia estiva che invernale. Non lasciamoci ingannare dall’idea che faccesse meno caldo in Inghilterra rispetto all’Italia, o che in passato le temperature fossero più basse di oggi: in realtà, leggendo i romanzi ambientati nell’800, e scritti da autori contemporanei, troviamo spesso riferimenti a estati caldi e afose, soprattutto fra le mura cittadine; non per nulla, appena terminata la Season, chi poteva fuggiva dalla città e si rifugiava nelle campagne.

Ma delle vacanze estive vittoriane avremo modo di parlare.

1800-1810

Il caldo era un problema molto sentito: pensiamo alla totale mancanza di refrigerazione, che era riservata alle derrate alimentari deperibili ed era comunque delicata. A parte qualche gelato per le signore più ricche, erano poche le occasioni di trovare refrigerio in cibi o bevande: il ghiaccio nell’acqua non si usava, così come il tè si consumava caldo, in tutte le stagioni. La birra si consumava a temperatura ambiente, o a quella di cantina.

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La moda 1800 – l’estate regency

L’estate in epoca reggenza era più facile da gestire, dal punto di vista dell’abbigliamento: semmai, era l’inverno il problema, perché la moda voleva mussola, mussola, mussola ove e quando possibile. Pertanto, gli impalpabili abiti del primo ottocento erano molto freschi, adatti per l’estate, se non fosse stato che per uscire erano comunque richiesti cappellino e guanti, in tutte le stagioni (e le sottovesti!).

L’estate era anche il periodo del parasole: le signore non uscivano mai senza per evitare di rovinare la carnagione. La pelle bianca era sinonimo di bellezza, purché accompagnata da guance rosee e sane: non un candore cadaverico, ma un pallore delicato da porcellana, in ogni stagione. Ecco perché era fondamentale sempre ripararsi dalla luce solare, che dava alla  pelle una tinta troppo “campagnola”.

Le dame poi portavano calze. I tessuti estivi erano seta o di cotone, in inverno la lana. Le calze erano sempre sorrette da una giarrettiera. 

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1810-1820

Anche in estate, l’abbigliamento da giorno delle signore prevede vesti più accollate, mentre negli abiti da sera, via libera a scollature più eleganti.

Le sottovesti erano d’obbligo in ogni stagione, perché gli abitini in mussola erano molto trasparenti, ma non solo, erano così leggeri che bastava un colpo di vento per diventare così aderenti da mostrare proprio tutto… il contenuto. Per evitare aderenze indesiderate, o comunque trasparenze eccessive, le camiciole erano insispensabili.

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1820: notate le finiture color pulce.

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L’estate degli anni ’30 nella moda 1800

Gli anni ’30 dell’800 devono essere stati i più critici per le signore del tempo. Se nel 1816 molte sono state costrette a coprirsi di più durante l’anno senza estate, all’inizio del regno di Vittoria le temperature sono tornate nella norma, ma non l’abbigliamento, che, dopo la libertà quasi eccessiva del periodo georgiano, aveva ripreso a essere severa e castigata. La vita alta stile impero è sparita, mentre gli abiti riprendono una simmetria attorno alla vita: le ampie gonne formano una sorta di clessidra, con dimensioni speculari a corpetti dalle maniche ampie e rigonfie.

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1830

In tutto questo, per dare volume alle gonne, l’idea che viene è quella di aggiungere tante sottogonne, più o meno rigide e pesanti.

Una goduria per l’estate che non vogliamo immaginarci!

Per fortuna delle donne dell’epoca, vengono in soccorso almeno le stoffe: la mussola e la garza di cotone salvano la vita alle damigelle, almeno permettendo una maggiore aerazione degli abiti.

D’altra parte, bisogna tenere conto che le camiciole e le sottovesti assumono, in questo periodo, un’importanza sempre crescente, proprio perché gli abiti preziosi, le sete, i ricami, i pizzi e le trine sono difficili da lavare; aumentando il volume degli abiti e la loro complessità, si rende necessario preservare le stoffe dal sudore e dallo sporco. Non si lavano in acqua, ma più spesso sono abiti possono essere solo smacchiati. Insomma: si aggiunge stoffa negli strati di biancheria per impedire a traspirazione e sporco umano di raggiungere le delicate stoffe dei vestiti..

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1840-1850

L’epoca vittoriana e la moda estiva.

In piena età vittoriana le gonne raggiungono il loro apice nella dimensione. La grande innovazione sono le crinoline, che servono ad eliminare le varie sottogonne rigide e a indossare “solo” quelle che servono a salvare il vestito da viene adattato a più stagioni e più occasioni, togliendo e aggiungendo accessori e decori.

1860-1870

Sotto la crinolina arrivano i mutandoni, ma per lo meno sono solo gambali di tessuto leggero, che non aumenta la sofferenza nelle calde estati cittadine. In campagna e in casa, tuttavia, si riduce l’uso del corsetto, o per lo meno si può indossare un po’ più morbido: è il momento in cui entrano in voga gli abiti da tè, tea gown, da indossare  nelle occasioni informali; questi abiti permettono una maggior facilità di movimento, possono essere più freschi grazie a fogge e tessuti anche stravaganti o etnici, permettono abbinamenti con biancheria più comoda e gestibile in tutte le stagioni, in particolare in estate.

Negli anni ’60 dell’800 arrivano i preraffaelliti e le loro muse lanciano una nuova moda, vista di buon occhio da quelli signore che non ne possono più di costrizioni: il revival medievale e in particolare gli abiti indossati nei dipinti mostrano nuovi stili, più fluidi e meno costrittivi. Lizzie Siddal, in particolare, delle ampie tuniche faràl suo personale stile quotidiano.

La “moda pittorica” comincia ad attrarre l’attenzione degli stilisti, che da qualche anno sono diventati i veri padroni della moda vittoriana. Sete cangianti, colori vivaci, panneggi più morbidi cominciano a entrare negli armadi, in contrasto con la rigida severità degli abiti stretti in vita ed esagerati nel volume inferiore.

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1880

La tarda età vittoriana

La vera moda estiva nasce in tarda età vittoriana: quella dei lingerie dresses.

Siamo arrivati ​​a un’epoca in cui campeggia il corsetto a “esse”, il volume delle gonne è spostato sul retro e si fa via via meno importante, con l’avvicinarsi del nuovo Secolo.

1890

Questo periodo, l’alba della Belle Epoque, vede gli abiti estivi farsi a misura di donna e di caldo, trasformandosi in qualcosa di lieve, prezioso e impalpabile: i lingerie dresses, rigorosamente bianchi, sono simili a camicie da notte e presentano spesso maniche lunghe, scollature quasi inesistenti, ma stoffe leggerissime e impreziosite dal ricami in tinta. si abbinano a grandi cappelli e si adattano a passeggiate, ma non ad altre occasioni più formali.

Il vestito lingerie è un tripudio di pizzi e di vedo non vedo, ma alla fine la vera signora lo indossa con così tanti sottostrati che… è un non vedo e basta.

abito di lingerie fine secolo

Immagini moda 1800: da Pinterest

 

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