Traumi, relazioni tossiche e identità spezzate nei personaggi di Emily Brontë
Cime Tempestose – Wuthering Hights – è considerata una delle più romantiche storie d’amore scritte nell’800, anzi, forse di tutti i tempi. No, non sono d’accordo: è un concentrato di malattie mentali, di disturbi della personalità e di traumi non elaborati. Ma nell’800 queste cose avevano altri nomi…
Cime Tempestose – Riassunto essenziale: chi sono i protagonisti
Sulle brughiere del West Riding dello Yorkshire, Heathcliff, misterioso trovatello oscuro e selvaggio adottato dalla famiglia Earnshaw, cresce con Catherine, figlia del padrone di casa, in un legame viscerale che sfida convenzioni e natura. Lei, indomita e passionale, sceglie il matrimonio con l’affabile Edgar Linton di Thrushcross Grange, scatenando nel fratello adottivo una reazione che travolgerà i destini di tutti, a partire dalla giovane sorella di Edgar, Isabella, che egli sposa per vendetta.
Quando poi Catherine muore di parto, anche gli ultimi appigli a una possibile normalità si spezzano e la vendetta di Heatcliff arriverà a colpire anche le nuove generazioni. Figli e nipoti – la dolce Cathy Linton e il rozzo Hareton Earnshaw – chiuderanno il cerchio in una redenzione fragile.
Leggi anche: Bedlam – Storia del Bethlem Royal Hospital

L’amore in Cime tempestose – Non passione, ma sintomo
Per generazioni di lettori, Cime tempestose è l’epica di un amore trascendente, romantico e gotico: Heathcliff e Catherine come anime gemelle inseparabili anche nella morte. Eppure, rileggendo con gli occhi della psicologia contemporanea, quel che emerge non è solo passione, ma un intreccio di traumi profondi, dipendenze affettive e comportamenti che oggi chiameremmo patologici. Non è un caso clinico retrospettivo, ma un invito a decifrare le tempeste interiori che Brontë dipinge con maestria, anticipando Freud di mezzo secolo.
Heathcliff: il trauma che genera mostri
Heathcliff non è un eroe romantico, ma il prodotto di un abbandono primordiale: orfano zingaro, emarginato, umiliato per la sua oscurità sociale e fisica. Questo trauma si cristallizza in tratti ossessivi – la vendetta come unico scopo esistenziale – e una crudeltà che manipola relazioni, corpi e destini con freddezza calcolata. Oggi lo vedremmo come narcisismo patologico misto a disturbo antisociale: zero empatia, possesso totale di Catherine come estensione del sé ferito, e un ciclo di abuso che si autoalimenta.
Diversi studi critici leggono Heathcliff come un personaggio segnato da un trauma originario (abbandono, abuso, umiliazione di classe) che struttura un funzionamento quasi ossessivo: tutto è assorbito dal progetto di vendetta. In lui troviamo una strumentalizzazione sistematica degli altri, crudeltà verso animali e persone, e un controllo gelido mascherato da devozione assoluta per Catherine.
La sua fame d’amore si traduce in una dipendenza affettiva patologica: è un bambino ferito e un adolescente soggetto ad abusi, cui non viene mai riconosciuta alcuna capacità di miglioramento. Pur nella maturità, e nella riuscita economica, lo troviamo ancorato al sentire della gioventù inalterato, in un circolo di rabbia e desiderio di vendetta che lo imprigiona. QUando torna a Cime Tempestose si aspetta di ritrovare Catherine esattamente dove e come l’aveva lasciata, ritornando lui stesso il bambino fuggito da quel luoho molti anni prima. Il confronto con la realtà mutata genera in lui una reazione distruttiva e autodistruttiva.
Leggi anche: L’isteria e le donne nel 1800. Quando essere donna diventa un problema

Catherine Earnshaw: tra bipolarità, isteria e identità scissa
La critica contemporanea ha spesso ricondotto Catherine a un quadro di instabilità dell’umore: oscillazioni brusche tra euforia e disperazione, comportamenti impulsivi, decisioni autodistruttive. È stato persino proposto un paragone con il disturbo bipolare: “stagioni di cupo umore”, reazioni sproporzionate, episodi di quella che nel linguaggio dell’epoca viene definita “brain fever”, in cui il corpo somatizza un conflitto psichico non elaborato. Il famoso “Io sono Heathcliff” diventa così il grido di un’identità scissa, che non distingue più tra sé e l’altro, e che sceglie il matrimonio con Edgar come atto quasi dissociativo, per obbedire alle convenzioni sociali contro il proprio nucleo emotivo.
Catherine Earnshaw incarna l’instabilità emotiva estrema: altalene tra estasi selvaggia sulle brughiere e crolli che si presentano come una costante a partire dagli anni dello sviluppo e che si ripresentano a intervalli sempre più frequenti dopo il traumatico ritorno dell’amico. Con Heatcliff non si arriva mai a un’unione romantica, ma ogni loro incontro, ogni pensiero rivolto verso di lui manifestano una fusione patologica, un’identità scissa incapace di separare desiderio da dovere sociale. Con termini moderni, evoca bipolarità o tratti borderline: impulsività autodistruttiva, somatizzazioni violente, scelte matrimoniali dissociative che la conducono alla morte prematura.

Cime tempestose – le vittime nel gorgo
Isabella Linton, sedotta dal mito di Heathcliff, precipita in un incubo di gaslighting, isolamento e violenza: il prototipo della relazione abusiva, dove l’amore si fa prigione. Edgar, polo di “normalità”, fallisce nel decifrare il caos psichico di Catherine, contribuendo involontariamente al disastro. Queste dinamiche non sono mere macchinazioni gotiche, ma ritratti precisi di dipendenze tossiche, dove il trauma si propaga come contagio familiare.
Isabella è imprigionata in questa relazione, tuttavia la sua “salvezza” arriva nel momento in cui riconosce di essere vittima e abbandona la posizione di “colpevole”: si sente – e le viene ripetuto da tutti – responsabile e colpevole della propria situazione. La sua fuga viene interpretata come una sua decisione e a lei viene attribuita ogni responsabilità, senza che alcuno suggerisca che la giovinetta sia vittima di una seduzione studiata. Il momento in cui riconosce l’abuso è il momento della sua liberazione, in cui trova la forza per scappare, nonostante lo stato interessante.
Edgar, al contrario, sembra rappresentare l’aspetto “normativo”: affettivamente più stabile, risulta tuttavia incapace di comprendere la gravità del disagio di Catherine, contribuendo così, pur senza intenzione, al suo collasso.
Leggi anche Oppio nelle cure vittoriane e altri veleni.

Il testimone che non vede: Nelly Dean
Nelly Dean, narratrice e governante onnisciente, rappresenta lo sguardo “normale” vittoriano: diagnostica Heathcliff come “demonio” e Catherine come “isterica”, ma fallisce clamorosamente nel suo ruolo di custode. Testimone privilegiata, nasconde lettere decisive e ritarda soccorsi, perpetuando il caos con la sua moralità prudente. È il filtro imperfetto attraverso cui vediamo le patologie dei protagonisti: la sua “sana” rispettabilità borghese non coglie la profondità del trauma, rendendo il romanzo un labirinto di prospettive inaffidabili.
Cime tempestose – la seconda generazione
L’aspetto interessante è di queste dinamiche è l’analisi che Bronte espande anche alla generazione successiva. Nella seconda generazione, Cathy Linton e Hareton mostrano una lenta elaborazione del trauma: alcuni studi li leggono come un tentativo di reintegrazione psichica, dove la violenza ereditaria viene finalmente nominata e superata, quasi un processo terapeutico ante litteram.
Cathy e Hareton rompono il ciclo: lei, orfana manipolata, lui selvaggio ma redimibile, imparano la tenerezza attraverso letture condivise e accettazione reciproca. Non è lieto fine zuccheroso, ma elaborazione del trauma intergenerazionale: le ferite non guariscono del tutto, ma smettono di avvelenare. Brontë suggerisce così che la consapevolezza – anche imperfetta – possa domare le tempeste della mente.

Le malattie mentali nell’800
Nei romanzi vittoriani (come Cime tempestose) “brain fever” / “febbre cerebrale” è spesso usata come etichetta narrativa per una crisi estrema: un forte turbamento emotivo seguito da malattia prolungata, delirio e rischio di morte. Di solito mescola sintomi fisici e psichici e funziona come metafora delle “tempeste della mente” più che come diagnosi clinica precisa.
In alcuni casi, si può arrivare a identificare questa febbre come encefalite, o meningite, ma quasi sempre la troviamo accostata a personaggi che non riescono a elaborare le loro emozioni, portandoli a una sorta di somatizzazione fatale.
Le cure non si discostavano da quelle per altri mali: Salassi, purghe, laudano, digiuni o cibi “leggeri”, associati a riposo forzato.
L’isteria a sua volta non era una condizione mentale ma fisica, causata da uno “utero errante” – un organo capriccioso che, privo di maternità o rapporti coniugali, risaliva nel corpo soffocando il cervello. Nei sintomi si inflilava di tutto:
-
Crisi parossistiche: urla, contorsioni, stato semi-epilettico.
-
Paralisi improvvise degli arti o cecità isterica.
-
Deliri passionali con linguaggio altissimo e gesti drammatici.
-
Fase di trance seguita da prostrazione totale.
Era, in fondo, la diagnosi per ogni donna che osasse sentire troppo.
Come ogni antieroina ottocentesca, Catherine paga a caro prezzo la propria diversità, lo scostamento dalla moralità comune, ma non è questo il centro di Cime Tempestose: si tratta di un dramma corale, che mostra un’umanità ferita sofferente, in cui le colpe dei padri ricadono sui figli. Si tratta di un Trauma intergenerazionale (o transgenerazionale): le conseguenze di un trauma vissuto dai genitori/nonni si trasmettono ai figli/nipoti, anche senza che questi vivano l’evento direttamente. Non è solo la vendetta a lungo termine di Heatcliff, ma dobbiamo andare a monte, pensando al suo passato misterioso, ma anche alle dinamiche familiari scatenate dal suo arrivo in una famiglia già disfunzionale.

Fonti
-
Doppiozero: Analisi letteraria profonda su Heathcliff e vendetta [doppiozero.com/cime-tempestose]doppiozero
-
Alice Jane Raynor: Studio su struttura e psicologia dei personaggi [alicejaneraynor.wordpress.com/2020/06/09/analisi-su-cime-tempestose-di-emily-bronte]alicejaneraynor.wordpress
-
Bookblog Salone del Libro: Perché leggere, con focus su emozioni e psicologia [bookblog.salonelibro.it/perche-leggere-cime-tempestose]bookblog.salonelibro
-
Skuola.net: Analisi personaggi e temi sociali/psicologici [skuola.net/letteratura-inglese-1800-1900/bronte-analisi-cime-tempestose.html]skuola
-
Studocu: Appunti universitari su trama e nevrosi [studocu.com/it/document/universita-degli-studi-di-napoli-lorientale/letteratura-inglese-i/analisi-cime-tempestose]studocu
