La brughiera in Cime Tempestose e nella letteratura romantica

La brughiera protagonista

Sulle alture desolate dello Yorkshire, la brughiera si estende come un mare d’erica mosso dal vento incessante: non è solo paesaggio, ma presenza viva che Emily Brontë rende protagonista di Cime tempestose. Questo spazio selvaggio, simbolo di libertà e pericolo, rispecchia l’animo tormentato dei personaggi e incarna la sensibilità romantica verso una natura sublime e indomita.

Non solo in Cime Tempestose ritroviamo questi paesaggi desolati e magici, ma in molta letteratura del periodo e anche moderna. Il fascino di di questi panorami non smette nemmeno oggi di affascinare scrittori e lettori.

La brughiera dello Yorkshire reale

Le sorelle Brontë camminavano per ore tra Haworth e le sue lande, tra Top Withens – la fattoria in rovina che ispirò Wuthering Heights – e Ponden Hall, modello di Thrushcross Grange. Qui l’erica viola tinge il terreno paludoso, il vento ulula e la pioggia non concede tregua, creando un isolamento che nutre l’immaginazione gotico-romantica. Emily, la sorella più selvaggia, trasformò queste brughiere in un mondo dove la natura sfida l’uomo, prefigurando le tempeste emotive del romanzo.

Lei, in particolare, fra tutti i Brontë amava la brughiera: nelle biografie della famiglia viene sottolineato spesso il rapporto unico fra Emily e la brughiera, tanto da arrivare a soffrire ogni allontanamento dalla casa paterna più di tutte le sue sorelle.

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Simboli e funzioni narrative

In Cime tempestose, la brughiera è rifugio per Catherine e Heathcliff: lontano dalle mura opprimenti delle case, qui danzano sotto la pioggia, liberi dalle gerarchie sociali. “Il paradiso è laggiù”, dice lei, indicando le alture, simbolo di passione primordiale e fusione con la natura selvaggia. Ma è anche luogo ostile: paludi traditrici inghiottono Heathcliff bambino e Cathy jr., metafora del pericolo di perdersi nelle emozioni distruttive. Il contrasto con il parco ordinato di Thrushcross Grange oppone caos vitale a civiltà repressiva, brughiera tempestosa a giardino domestico.

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Natura sublime nel Romanticismo

I romantici inglesi elevano la natura a specchio dell’interiorità: Wordsworth nei Preludi trova elevazione tra monti e laghi, Byron in Childe Harold descrive paesaggi desolati che echeggiano la malinconia dell’eroe. Shelley, in Mont Blanc, celebra il sublime – grandezza terrificante che annichilisce e rigenera l’io. Le brughiere di Brontë ne sono eco: non paesaggi idilliaci, ma spazi di solitudine e furia elementale, dove l’uomo affronta la propria oscurità, come nei versi tempestosi di Coleridge.

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Dal paesaggio brontëano al mito romantico

Emily porta il sublime romantico nel romanzo: la brughiera diventa estensione psicologica dei protagonisti, prefigurando il destino tragico di due generazioni. Questo mito persiste: nelle trasposizioni cinematografiche, i set esagerano venti e nebbie per evocare l’atmosfera; oggi, i pellegrini letterari risalgono il Brontë Way in cerca di quel “fuori dal tempo”. Dalla poesia di Shelley alle prose di Brontë, la natura cessa di essere sfondo per diventare forza narrativa che plasma caratteri e trame.

Cime Tempestose e Jane Eyre

La brughiera assume connotazioni diverse nei due capolavori delle sorelle Brontë: in Cime tempestose di Emily è forza primordiale e distruttiva, rifugio selvaggio per Catherine e Heathcliff, dove la passione si fonde con la natura caotica, ma anche trappola mortale di paludi e tempeste che amplificano il tormento interiore. In Jane Eyre di Charlotte, invece, diventa spazio di transizione e rigenerazione: Jane vi trova solitudine feconda dopo la fuga da Thornfield, arrivando a Moor House per riscoprire famiglia e indipendenza, in un’atmosfera misteriosa ma razionale che risolve il soprannaturale in crescita personale. Questo contrasto – natura ostile e passionale contro natura empatica e redentrice – riflette le sensibilità delle autrici: Emily celebra il sublime distruttivo, Charlotte il miglioramento personale attraverso il paesaggio.

La brughiera luogo dell’anima letterario

La brughiera non si ferma alle Brontë: ispira generazioni di scrittori inglesi, trasformandosi in paesaggio archetipico di mistero e passione. In La brughiera (The Return of the Native, 1878) di Thomas Hardy, Egdon Heath domina i destini dei personaggi come forza immutabile e malinconica. Arthur Conan Doyle la rende scenario gotico nel Mastino dei Baskerville (1902), con le nebbie di Dartmoor che celano orrori soprannaturali. Daphne du Maurier sceglie Bodmin Moor per Jamaica Inn (1936), rifugio di contrabbandieri tra venti ululanti, mentre Agatha Christie evoca spiriti nella brughiera di Dartmoor in Un messaggio dagli spiriti (1931). Questo eterno fascino – desolazione, tempeste, isolamento – lega gotico romantico a mistery moderni, rendendo le moors protagoniste immortali della letteratura inglese.

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La brughiera nella letteratura vittoriana e nel primo Novecento

In La brughiera (The Return of the Native, 1878) di Thomas Hardy, Egdon Heath domina i destini dei personaggi come forza immutabile e malinconica. Arthur Conan Doyle la rende scenario gotico nel Mastino dei Baskerville (1902), con le nebbie di Dartmoor che celano orrori soprannaturali. Daphne du Maurier sceglie Bodmin Moor per Jamaica Inn (1936), rifugio di contrabbandieri tra venti ululanti, mentre Agatha Christie evoca spiriti nella brughiera di Dartmoor in Un messaggio dagli spiriti (1931). Questo eterno fascino – desolazione, tempeste, isolamento – lega gotico romantico a mistery moderni, rendendo le moors protagoniste immortali della letteratura inglese.

Dallo Yorkshire al Darmoor

A scatenare lafantasia degli autori moderni, però, sembra essere un’altra brughiera, quella che troviamo nel Devonshire e che diventa spesso teatro per oscuri delitti, episodi misteriori e noir con pennellate di soprannaturale.

Nei romanzi moderni (dal XX secolo in poi), la brughiera resta un topos gotico-horror: nebbiosa, isolata, popolata da antiche paure o presenze sovrannaturali.

Esempi recenti

  • The Moor (2023) di Sam Haysom: Folk horror su Dartmoor, dove campeggiatori affrontano orrori ancestrali tra nebbie e antiche tradizioni.

  • Mrs England (2021) di Stacey Halls: Yorkshire moors nel 1901, domestica mistery con segreti familiari e atmosfere brontëane.

  • The Moorstone Sickness (1982, ried. moderna) di Bernard Taylor: Casa isolata vicino a Dartmoor, possessioni e malattia sovrannaturale.

  • Serie Knights Templar Mysteries di Michael Jecks (anni 2000): Gialli medievali su Dartmoor, con paesaggi aspri come sfondo per omicidi.

  • 59 Minutes di Gordon Ramsay (2025): Thriller nucleare su Dartmoor, elementi selvaggi contro isolamento estremo.

  • Nelle profondità del lago di S. Tremayne: thiller ambientato nel Dartmoor, fra memorie perdute e misteri.

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