Il pettirosso nella tradizione – storia e leggende sul piccolo cock robin

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Il pettirosso nella tradizione – storia e leggende sul piccolo cock robin

Il pettirosso – che ufficialmente si chiama Erithacus rubecula, è un piccolo passeriforme della famiglia dei Muscicapidae. La sua particolarità sta nel piumaggio del petto, d’un acceso arancione, che lo rende unico e molto riconoscibile. Il pettirosso nella tradizione: storia e leggende.

Non solo per questo il piccolo pettirosso è un animaletto intorno a cui ruotano moltissime leggende, storie antiche e che da sempre è amatissimo dal popolo inglese, tanto che nel 2015 con regolare referendum è stato eletto “National bird”.

Il pettirosso e dove trovarlo

Il pettirosso è un uccellino molto comune nel Sud e nel Centro Europa, dove è stanziale, mentre in Nord Africa e in Nord Europa e Balcani è migratorio stagionale.

Nonostante sia un insettivoro di piccole dimensioni, si fa conoscere per il carattere spavaldo, privo di timidezza e in alcuni casi persino un po’ aggressivo. Questo lo rende facile da avvistare nei luoghi in cui vive, soprattutto in inverno, quando con lo scarseggiare del nutrimento si avvicina ai centri abitati.

Proprio per questo, il pettirosso in molte zone è diventato messaggero dell’arrivo del freddo e festeggiato come uccellino araldo del Natale.

Ed è proprio al Natale che sono legate molte leggende che lo coinvolgono…

Il pettirosso nella tradizione più antica

Ancor prima che associato a leggende cristiane, il pettirosso era protagonista di storie popolari antiche.

Nella mitologia norrena, il pettirosso, grazie alla sua resistenza al freddo, è considerato simbolo di Thor, divinità del tuono delle nuvole e della tempesta: l’uccellino era sacro al dio e chiunque gli facesse del male ne attirava le ire.

Per i Celti, invece, il suo ricomparire col freddo simboleggiava il nuovo anno che arrivava a prendere il posto del precedente: nelle antiche ballate, veniva simboleggiato dal suo rivaleggiare con lo Scricciolo. Lo Scricciolo, al quale è dedicato il Wren Day in Irlanda (Giorno dello Scricciolo), era, insieme al Re Quercia, il re dell’Estate. Il Pettirosso, al contrario, in compagnia del Re Agrifoglio, simboleggiava l’Inverno.

Questo legame non ha portato molta fortuna allo Scricciolo, a cui nelle antiche tradizioni si dava la caccia nei boschi per una sorta di rituale di inizio inverno: in alcune zone abitate da popolazioni di origine cletica la battaglia fra scricciolo e pettirosso si mette ancora in scena.

Se non altro, nella tradizione inglese a pettirosso e scricciolo si offrono pane e granaglie nei giorni invernali, perché la loro presenza è beneaugurale.

Chi ha ucciso Cock Robin?

Il pettirosso però non si ferma a queste tradizioni. Una antica filastrocca, la cui versione definitiva risale al VIII secolo, ci racconta la triste morte di un pettirosso.

Who Killed Cock Robin? (“Chi ha ucciso il pettirosso?”) è una filastrocca inglese, usata nei paesi anglosassoni come archetipo per antonomasia dell’assassinio.

Il simbolismo in questa poesia è particolarmente complesso, nonostante sembri sia solo una storiella per bambini.

Il pettirosso Cock Robin si innamora di Jenny Wren (scricciolo) e viene celebrato il loro matrimonio. La festa è gioiosa ma arriva il cuculo, che vuole rapire Jenny Wren. Il passero allora, con arco e frecce, prende la mira per toglierlo di torno, ma sbaglia il colpo e uccide Cock Robin. In altre versioni al nucleo principale si aggiunge una lite scricciolo e pettirosso prima delle nozze.

La poesia è una lunga descrizione dei riti di sepoltura, a cui partecipa tutto il bosco.

Tante sono state le interpretazioni a questa filastrocca, soprattutto cercando di collegarla a personaggi storici, come per esempio la caduta del governo di Robert Walpole del 1742, per l’assonanza fra il nome del pettirosso, in inglese Robin, e il diminutivo di Robert.

Che sia una metafora per un fatto storico o solo della fine dell’inverno, rimane una delle opere più strane e affascinanti della cultura popolare inglese.

L’arte ha accettato la sfida di rappresentare questa filastrocca in molti modi, non solo con illustrazioni per i libri, ma anche su vere e proprie tele, fra cui le famose opere di John Anster Fitzgerald.

Leggi: John Anster Fitzgerald, il pittore delle fate

Il pettirosso nella tradizione cristiana

Ma il pettirosso non si è fermato ad affascinare i popoli dei tempi più remoti e lo troviamo in tante storie e leggende legare al mondo cristiano.

Il colore del suo piumaggio lo associa alla Passione di Gesù: lo vediamo accostarsi, grazie al suo famoso coraggio, a Cristo in croce e a macchiarsi le piume col Suo sangue cercando di togliere la corona di spine.

Ma non solo: Un pettirosso, secondo una tradizione, era presente a Betlemme, alla nascita di Gesù. Durante la notte, l’uccellino si accorge che il fuoco sta per spegnersi e mentre tutti dormono si accosta alle braci, ventilandole per tutta la notte battendo le ali.

In premio per la sua generosità, il pettirosso, prima grigio, ottiene il suo vivace piumaggio.

Secondo un’altra versione, invece, le piume diventano rosse perché nel rintuzzare le fiamme si accosta troppo al fuoco e il suo piumaggio si arrossa: da lì il colore è sempre rimasto.

Il pettirosso e la morte

Il pettirosso ha anche collegamenti col mondo dell’oltretomba, e questa volta la fama gli deriva proprio a causa del su eccessivo coraggio nell’avvicinarsi agli esseri umani.

Non era raro, in passato, che i pettirossi girovagassero per i cimiteri, dove la terra veniva smossa e permetteva loro di trovare piccole prede.

Gli uccellini senza timore si appoggiavano alle vanghe dei becchini e aspettavano il loro turno di cena… così è nata l’idea che i pettirossi fossero in attesa delle anime dei defunti per accompagnarle nell’aldilà.

I pettirossi sono stati anche imputati di portare sepoltura a chi muore nel bosco senza una tomba.

Insomma, piccoli becchini!

Se pensate che la storia del pettirosso finisca qui, vi sbagliate!

the kindly robin victorian christmas card the kindly robin

Il pettirosso nella tradizione vittoriana

Il pettirosso, così tanto amato dagli inglesi, è stato fin dall’inizio uno dei soggetti più ritratti nelle cartoline di Natale.

Questo per il suo legame con la neve e l’inverno, sia per le tradizioni cristiane.

Ma i vittoriani, sempre molto spiritosi, hanno usato il piccolo Robin anche per soggetti umoristici, per cartoline dai soggetti antropomorfi, per motti spiritosi e per ricordare agli amici che l’anno volge al termine.

Era così frequente nelle cartoline, che dalla loro comparsa nel periodo invernale spopolavano, che dal pettirosso ritratto presero il soprannome i postini, che furono chiamati “robin”.

Il pettirosso canterino

Ma non abbiamo ancora finito: grazie al suo canto melodioso e vivace, il pettirosso ha ispirato anche i musicisti: a lui si ispirò Chopin per il tema principale della “Grande polonaise brillante”, onore che gli è valso pure il titolo di Chopin dell’aria.

 

https://spondediboscomadre.com/2017/11/27/il-pettirosso-araldo-della-neve-e-di-nuova-vita/

http://www.lefiguredeilibri.com/2010/01/20/la-vera-morte-di-cock-robin-la-simbologia-del-pettirosso/

https://digilander.libero.it/leo24dgl/tradizioni_pettirosso.htm

 

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Antonia Romagnoli

Antonia Romagnoli è autrice di romanzi rosa storici, fantasy e opere per l'infanzia. Fra le sue opere: "La dama in grigio", regency romance, la "Saga delle Terre", trilogia fantasy.

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Antonia Romagnoli

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