I Bridgerton da Julia Quinn a Netflix – l’anacronismo vince e convince

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I Bridgerton da Julia Quinn a Netflix – l’anacronismo vince e convince

“I Bridgerton” è una saga letteraria della bravissima Julia Quinn “regina” del romance storico. Oggi trasposta in serial e proposta da Netflix, sta attirando grande attenzione, elogi e critiche. Che ne pensa Miss Darcy?

Miei cari Amici e Ospiti del mio Salotto,

innanzitutto a voi il mio benvenuto. Fra poco sarà servito il tè, ma rispondo alla vostra domanda molto volentieri e senza indugi, nonostante sia difficoltoso, per me, farlo senza arrossire.

Ho amato incommensurabilmente questa serie, sebbene in alcuni momenti abbia generato in me una comprensibile perplessità.

Dovete sapere che noi fanciulle della Reggenza siamo, proprio come la signorina Bridgerton, piene d’aspettative verso il matrimonio, quanto poco informate sulla realtà dei fatti che ci attende dopo il all’altare. In questo, credetemi, e in altri particolari, ho ritrovato appieno il mio tempo e il mio mondo.

La completa mancanza di gusto delle sorelle Featherington non è affatto così rara come potete pensare. Anche le stoffe più pregiate, se mal abbinate, provocano disastri sociali. Posso comunque confermarvi le buone intenzioni della famiglia sopracitata, assicurandovi che nel 1813 il giallo e il verde erano in voga, anche in tonalità vivaci come lo zafferano, e il rosso sempre amatissimo, in particolare nella tonalità pulce.

Miss Darcy, ma che cosa ne pensate dell’aspetto più piccante di Bridgerton?

Quanto al pepe aggiunto ai legami affettivi, be’… potete crederci o meno, ma nonostante noi fanciulle veniamo educate per non parlarne, dovete essere certi che abbiamo imparato tutte a fare la nostra parte nel proseguimento dei casati, spesso rischiando la vita.

Questo serial non potrebbe mai portare il titolo di Orgoglio e Pregiudizio, impostato com’è sulla cruda realtà dei fatti fra le lenzuola, ma d’altra parte non è stata certo Jane Austen o un’altra dama contemporanea a scrivere la storia, né un’educanda a dirigere il serial.

Le lettrici e i lettori moderni, a quanto pare, cercano fra le pagine e nelle loro trasposizioni assai più, passatemi il termine, tensione amorosa di quanto ai miei tempi non s’osasse narrare, o dire, o mostrare. Le vostre autrici, se non vogliono essere abbandonate a pagina venti e tacciate di scrivere storie noiose, debbono far capitolare le loro eroine al primo sguardo dell’eroe, almeno mostrando a loro insaputa, ma non all’occhio attento del lettore, quanto il loro corpo tradisca reazioni che nemmeno esse sanno intepretare. Julia Quinn non ha paura di parlarne: questo piace. Leggete un Regency vero, sulla scia della cara Jane o di Georgette, e capirete la differenza fra questi ultimi e un romance storico.

Ma voi volete che parli del serial, e delle imperfezioni storiche di codesta serie!

Sì, cara Miss Darcy, un aspetto che balza all’occhio…

Oh, miei cari: iperrealismo puro!

La regina Carlotta afro, il duca, la duchessa e i loro eredi di un bel color caffè, una corte multietnica e libera da pregiudizi.

Questo no, non è storicamente corretto, lo sappiamo. Non esisteva, semplicemente, nessun Lord inglese di colore, tantomeno una regina dalla scura carnagione; nel romanzo e nei successivi non viene fatta menzione a origini diverse da quelle di famiglie tradizionali inglesi.

Politically correct, mi dice la mia amica Antonia.

Iperrealismo, dico io, affascinata dall’arte dei tempi vostri che riesce a rendere la realtà ancor più viva di quanto non sia. E Bridgerton è così, secondo me: iperrealista nel raccontare una società a colori e senza dissidi raziali, pur senza tradire lo spirito dell’epoca per ciò che riguardava le regole sociali.

La serie vi invita a guardare oltre al colore della pelle, a vedere solo un uomo, una donna, una giovane debuttante, a null’altro che al ruolo che interpretano e alla loro storia. Non avete forse accettato per secoli soprani e tenori colore ed età interpretare fanciulle e giovanotti di primo pelo? Fate lo stesso, abituatevi a vedere oltre.

Non ci sarebbe stato, nel mio mondo di primo Ottocento, nessun duca nero, no, ma probabilmente neanche l’accordo segreto fra lui e la bella Dafne… sarebbe stato rischioso e compromettente al punto di costringerli a sposarsi, in ogni caso. E lo avrebbero saputo entrambi, non dubitate. Erano accordi al di fuori di qualsiasi logica, per una debuttante. Ma tant’è, non ci sarebbe storia, senza il patto.

Leggi anche: Le classi sociali ai tempi di Jane Austen

Come ritenete sia descritta, la vostra società, in Bridgerton?

Ebbene, questo tè? Non bolle ancora l’acqua? Se volete da me ancora una piccola sincerità… non potendo imitare la mia amica Emma e definire “elegante” Bridgerton… iperrealista! Iperrealista è il mondo in cui si muovono tutti, tanto per cominciare danzando balli che, credetemi, nessuna dama dell’alta società avrebbe approvato. Nel 1813 il Waltz veniva accettato in Inghilterra, con una certa ritrosia da parte dei più tradizionalisti, ma non si trattava di ballo da sala del genere rappresentato qui. Coppie strette in danze sensuali? Andare altrove, più avanti nel tempo.

Miei cari, volete il vero Regency? Siete sicuri? Ebbene, non lo trovate nei libri che leggete, né nei serial che guardate. Il nostro mondo di donne era ben più monotono di quanto possiate immaginare, gli uomini meno affascinanti, il mercato matrimoniale assai meno ricco di scandali di quanto pensiate. E molto meno divertente.

Lady Whistledown avrebbe avuto assai meno da raccontare di quanto non sembri in questa serie o in letteratura: riempire libri e libri, puntate su puntate, richiede una vita mondana decisamente irrealistica, un numero di nobiluomini in cerca di moglie più nutrito di quanto possa contenerne il Parlamento e un peerage di dimensioni imbarazzanti. Grosvenor Square dovrebbe essere una piazza grande quanto tutto l’Est End per dare alloggio a tutte le famiglie che vengono descritte come “abitanti nella zona”. E tutte, tutte le ragazze, dovrebbero essere duchessine, baronessine, contessine… peccato che questi titoli non esistano, ma siano frutto della scarsa informazione di chi ne scrive. Cercate il mondo Regency? Non lo troverete nei romanzi storici rosa.

Non lasciatevi ingannare, scostate la trave dal vostro occhio nel guardare Bridgerton: non racconta nulla di così terribilmente sbagliato dal punto di vista storico da non poter essere accettato. Quando pecca di anacronismo, lo fa con cognizione di causa, lo fa con grinta, lo fa con spirito di sfida. Vi racconta il Regency che vorreste, l’800 più erotico, fiabesco, romanzato e trash che vi abbia mai sfiorato la mente.

Un 800 mai noioso, mai puzzolente, mai sporco, mai toccato da drammi veri, ma un tempo in cui anche far sesso su una scala pare comodo e privo di asperità.

Provate per credere.

https://www.netflix.com/

 

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Antonia Romagnoli

Antonia Romagnoli è autrice di romanzi rosa storici, fantasy e opere per l'infanzia. Fra le sue opere: "La dama in grigio", regency romance, la "Saga delle Terre", trilogia fantasy.

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Antonia Romagnoli

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