Le fiabe nell’Ottocento – Parte prima

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Le fiabe nell’Ottocento – Parte Prima

Il recupero delle fiabe nell’Ottocento. La riscoperta della fiaba popolare in epoca romantica e la nascita della cultura fiabesca europea.

le fiabe nell'Ottocento

Parlare di fiabe in una manciata di articoli per il web significa sapere che l’argomento sarà solo accennato. In questo spazio perciò non troverete un trattato, un saggio o un testo dotto che spieghi come sono nate e come si sono sviluppate le fiabe nella tradizione europea: lascio volentieri ai più esperti queste dissertazioni.

Come sempre, da semplice amante e lettrice, uso le pagine del mio blog per condividere con voi lettori le mie piccole, e per me preziose, scoperte personali, le mie considerazioni.

Il viaggio in cui oggi voglio accompagnarvi è come sempre duplice, nel tempo e nello spazio, e questa volta anche attraverso i miti, le leggende e le tradizioni che hanno portato a noi oggi le fiabe che ancora raccontiamo ai bambini e che amiamo, ogni tanto, ricordare anche noi adulti.

le fiabe nell'Ottocento

John Bauer, 1915
Una principessa fa compagnia a un gruppo di troll: fiaba nordica.

Le fiabe che conosciamo oggi

Quando affrontavo l’argomento fiabe nelle scuole elementari, la prima indicazione d’obbligo era sempre questa. Le fiabe che raccontiamo oggi, che la maggior parte dei bambini conosce, hanno subito negli ultimi cinquant’anni un filtro notevole: ci è passato Walt Disney, tagliando, modificando, alterando le storie originali.

Oggi anche la pedagogia condanna l’utilizzo delle fiabe così come la tradizione ce le ha consegnate. Certi aspetti violenti, truculenti, spaventosi, ci sembrano “troppo forti” per essere consegnati ai bambini senza una limatura.

fiabe ottocentesche

Hansel e Gretel, illustrazione di Arhur Racham. La fiaba ha aspetti piuttosto truculenti.

I veri finali di molte fiabe, però, recentemente hanno destato nuovo interesse per vari motivi. Intanto ci sono state interessanti scoperte in archivi e in possibili ambientazioni che hanno permesso di vedere la realtà storica dietro la finzione narrativa, e secondo per una nuova riscoperta del simbolo e del segno per una nuova comunicazione più consapevole.

Senza entrare nei particolari, magari ne parleremo in altri articoli, ricordiamo che Cenerentola non finiva con un felici e contenti pieno di bontà e perdono, ma con sanguinose vendette; La sirenetta moriva, ma il lieto fine era assicurato dagli spiriti che la prendono con loro e assicurano alla sua anima l’eternità; la bella addormentata era una storia di violenze sessuali, orchesse antropofaghe e punizioni esemplari…

fiabe andersen

La sirenetta (illustrazione di Stratton): alla fine il principe sposa una principessa, la sirenetta resta senza voce, poi muore. Allegria!

In generale possiamo dire che le fiabe in passato avevano spesso contenuti che oggi consideriamo non politically correct e del tutto diseducativi.

A volte addirittura inadeguati a certe fasce d’età.

Le modifiche nei contenuti e nei finali sono perciò più che lecite, ma a discapito di una comprensione del “fiabesco”.

Insomma, le fiabe non sono cose da bambini…

le fiabe nell'Ottocento

L’angelo di Andersen (illustrazione di Walker): storia di un bimbo che muore. Lacrime dalla prima riga.

Le fiabe nell’Ottocento: perché?

In Possession, Antonia Byatt lega la sua protagonista femminile a un “ambizioso progetto fiabesco”. Christabel LaMotte, poetessa che scrive di fate, di amore, di morte – insomma una penna del tutto calata nei motivi romantici e nelle tematiche di moda nella seconda metà dell’Ottocento – si occupa anche di fiabe. La Motte è autrice del poema Melusina, incentrato su una figura mitologica femminile carica di significati.

le fiabe nell'Ottocento

La locandina del film tratto dal romanzo Possession. (mymovies)

La poetessa di cui stiamo parlando non è realmente esistita, ma la Byatt molto sapientemente riunisce in lei molte delle caratteristiche della letteratura e delle tendenze culturali del periodo.

Dall’altra parte, non dimentichiamo il protagonista maschile: Ash, poeta (inventato) laureato presso la regina Vittoria, noto per il maschilismo, per una sorta di manicheismo poetico. Insomma, in due poeti la Byatt raccoglie una sorta di istantanea della cultura vittoriana.

In rilievo come un leit motiv che accompagna la storia, appunto questo progetto fiabesco, spesso citato nel carteggio fra i due. La fiaba, quindi, viene posta in evidenza come un elemento di tendenza culturale.

le fiabe nell'Ottocento

Illustrazione da una raccolta di fiabe inglesi. Nell’Ottocento si parte al recupero della tradizione culturale popolare fiabesca.

La fiaba francese.

Se alla corte del re Sole la fiaba francese trova espressione nei due massimi esponenti del genere, La Fontaine e Perrault, nel resto dell’Europa la riscoperta della fiaba avviene in pieno romanticismo, circa un secolo più tardi.

Si potrebbe pensare che la stabilità del regno francese e la necessità di intrattenimento nella corte abbia dato il primo impulso al genere in Francia. Nelle fiabe dei due, infatti, molti sono gli echi delle fiabe popolari, che ritroviamo intatti in alcuni casi, modificati e adattati in altri, nelle tradizioni di altre nazioni.

le fiabe nell'Ottocento

Illustrazione di Clarke per Charles Perrault: in Francia le fiabe diventano di moda durante il regno di Luigi XV.

La fiaba si presta bene all’intrattenimento: nasce per la trasmissione orale, perciò è bella da ascoltare; spesso è abbastanza breve e non annoia gli ascoltatori; si presta a essere usata per trasmettere messaggi, ossia è ottimo veicolo per una morale, così come la favola.

Le fiabe francesi in voga alla corte del re Sole, rispetto alle narrazioni popolari, hanno caratteristiche che le rendono uniche, fra cui lunghezza maggiore e contenuti. Uniche sotto tanti aspetti perché nate per l’intrattenimento dei nobili e non dal basso, come le fiabe che invece nell’Ottocento tornano sotto i riflettori.

le fiabe nell'Ottocento

Un’antica fiaba francese

Le fiabe nell’Ottocento.

Arriviamo dunque all’epoca romantica di nostro interesse, per notare in tutta Europa il fiorire di ricerche per il recupero della tradizione fiabesca popolare.

Se da un lato infatti fioriscono narratori e fiabe, dall’altro la ricerca più cospiqua è costituita senz’altro dal recupero del materiale più antico.

In questo senso, il nostro viaggio deve cominciare, come le fiabe più affascinanti, nel cuore di un bosco: nel mezzo della misteriosa, già per il suo evocativo nome, Foresta Nera…

 

I Grimm

Parlare di fiabe e del loro recupero non si può fare senza passare attraverso i fratelli Grimm.

Jacob Ludwig Carl Grimm (Hanau, 4 gennaio 1785 – Berlino, 20 settembre 1863) e Wilhelm Karl Grimm (Hanau, 24 febbraio 1786 – Berlino, 16 dicembre 1859), meglio noti come i fratelli Grimm, furono due linguisti e filologi tedeschi, sono ricordati come i “padri fondatori” della germanistica.

fiabe dei grimm

I fratelli Grimm

Per comprendere appieno l’operazione letteraria compiuta dai Grimm bisogna affiancare al loro ambizioso progetto fiabesco l’altra grande opera per cui sono noti, il dizionario di tedesco, il Deutsches Wörterbuch, progetto che i due letterati perseguirono per dare unità, uniformità e basi comuni alla lingua tedesca. Questo dizionario, che per la Germania fu probabilmente il più importante lavoro dopo la traduzione della Bibbia da parte di Martin Luteroe consta di ben  33 volumi: ancora oggi è considerato la fonte più autorevole per l’etimologia dei vocaboli tedeschi.

Il recupero della fiaba nell'Ottocento: un lavoro di grande importanza culturale

Il recupero della fiaba nell’Ottocento: un lavoro di grande importanza culturale

L’obiettivo dei fratelli Grimm non era dunque semplicemente scrivere fiabe, ma il loro minuzioso studio aveva un respiro molto più ampio ed era mirato a dare alla nazione tedesca un’unità culturale, una sorta di substrato comune su cui costruire un’identità nazionale.

Fino all’Ottocento, infatti, la Germania era sempre stata divisa, pur sotto un’unica corona, nei domini dei vari principi che avevano impedito la creazione di una vera e propria unità nazionale.

Storia, letteratura, filosofia nel periodo romantico creano una sinergia unica e irripetibile, se si pensa quanto progetti come questo dei Grimm, fatto di studi, di parole… di fiabe, abbia contribuito fortemente a rendere lo stato tedesco ciò che è diventato a partire dall’Ottocento.

Convinzione dei fratelli Grimm era che nella tradizione popolare orale, di cui la fiaba costituiva il corpus maggiore, era da ricercare la vera identità dei popoli. E lì i due scrittori hanno operato, cercando pazientemente fra villaggi e anziani le narrazioni che ancora circolavano.

fiabe dei grimm, le fiabe nell'800

Illustrazione del 1916. L’origine popolare delle fiabe dei Grimm è molto chiara.

Questo recupero, a detta di molti studiosi, è comunque partito troppo tardi e molte narrazioni sono andate perdute.

Quello che i Grimm hanno iniziato con la loro ricerca è raccolto in due volumi: Fiabe (Kinder- und Hausmärchen, 1812-1822) e Saghe germaniche (Deutsche Sagen, 1816-1818).

le fiabe nell'Ottocento

Andersen fu autore di fiabe, ma si basò su una tradizione popolare molto florida, quella danese.

Le fiabe nell’Ottocento e la cultura romantica

Ma l’operazione iniziata dai Grimm ebbe ripercussioni su numerose culture, non solo su quella tedesca. E fu solo una, sebbene quella di maggior portata, delle ricerche e dei recuperi da parte di studiosi, scrittori e letterati, della tradizione fiabesca popolare, del mito e delle leggende nazionali.

Ma di questo parleremo nel prossimo viaggio attraverso le fiabe nell’Ottocento.

 

Le fiabe nell’Ottocento

https://it.wikipedia.org/wiki/Fratelli_Grimm

Immagini wikimedia commons

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3 risposte

  1. Annarita ha detto:

    Buongiorno, interessante il tuo blog! Anche io sono appassionata di letteratura per bambini e ragazzi e mi sto occupando della traduzione delle fiabe e favole raccolte dal folclorista scozzese Andrew Lang e pubblicate in Inghilterra in dodici volumi tra il 1889 e il 1910. Buon proseguimento. Annarita

    • Antonia Romagnoli ha detto:

      Grazie a te, Annarita! Se mi contatti via mail magari ci accordiamo per parlare di questo autore e della tua traduzione, mi sembra molto interessante!

  2. Annarita ha detto:

    Grazie, ti scriverò volentieri! Buone cose.

I commenti sono chiusi.

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