Il Natale di Jane Austen – le festività natalizie raccontate da Jane

Il Natale di Jane Austen

le festività natalizie raccontate da Jane

Il Natale di Jane Austen – Oggi è il compleanno di Jane Austen, nata il 16 dicembre 1775 a Steventon, nell’Hampshire, in Inghilterra. Ricostruiamo con le sue lettere e i suoi romanzi lo spirito natalizio del periodo, per rivivere con lei questi giorni che precedono le feste… nell’epoca Regency.

Abbiamo raccontato il Natale Regency già in questo articolo, oggi seguiremo proprio i Natali di Jane.

Gli stralci delle lettere e i brani seguenti sono traduzioni di Giuseppe Ierolli per Jasit, i link in calce all’articolo.

Jane Austen by James Andrews

Quando nacque Jane Austen…

Steventon: 17 dicembre 1775.
Cara Cognata,
Senza dubbio stavi aspettando da qualche tempo notizie dall’Hampshire, e forse ti sei un po’ meravigliata che alla nostra età fossimo diventati così incapaci di contare, ma è stato così, perché Cassy si aspettava di partorire un mese fa: comunque ieri sera il momento è arrivato, e senza molti preamboli, tutto si è concluso felicemente. Ora abbiamo un’altra bambina, per il momento un giocattolo per la sorella Cassy e in futuro una compagna. Si chiamerà Jenny, e mi sembra somigli a Henry, così come Cassy somiglia a Neddy.

La famiglia Austen era già piuttosto numerosa all’epoca della nascita di Jane: era infatti la penultima di ben otto figli. Non era una passeggiata per le donne avere figli e Mrs. Austen fu piuttosto fortunata a riuscire a portare a termine sana e salva tutte queste gravidanze; avere molti figli era, all’epoca, piuttosto normale (sempre che le madri sopravvivessero al parto o alle complicazioni) anche perché non c’era ancora una conoscenza precisa sul funzionamento del corpo femminile.

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Leggi anche: Il Christmas Pudding, tradizioni, curiosità e ricette

Furono diverse, in seguito, le conoscenti e persino le parenti di Jane che rimasero vittime del parto, anche due delle sue cognate e secondo alcuni questo potrebbe essere uno dei motivi che la portarono a scegliere il nubilato, ma non c’è nulla di certo in proposito.

Credo di non averti mai detto che Mrs Coulthard e Anne, un tempodi Manydown, sono morte entrambe, ed entrambe di parto. (1798 – 11)

Quello che possiamo immaginare è che in Natale del 1775 fu assai complicato per il reverendo Austen, perché nei giorni successivi al parto, possibilmente tutti i quaranta del puerperio, la neo mamma doveva restare a riposo. C’era una nidiata di altri sette bimbi da accudire, pranzi e cene da preparare, la nuova bimba da coccolare… il Natale di quell’anno fu davvero memorabile!

da Jane austen Word

I Natali della giovane Jane Austen

Legatissima alla sorella Cassandra, nata il 9 gennaio 1773, quindi molto vicina d’età, probabilmente Jane ha trascorso gli anni dell’infanzia e della prima giovinezza condividendo con lei giochi e segreti. Sarà la principale destinataria della corrispondenza di Jane ogni volta che per diversi motivi si troveranno in luoghi diversi e sarà lei a decidere il destino di tutte le carte della sorella, dopo la sua morte: molte delle lettere di Jane furono per sua decisione date alle fiamme.

Quelle che ci restano raccontano di una vita famigliare molto vivace, di una giovinezza vissuta fra impegni domestici ma non priva di divertimenti, soprattutto balli: Jane Austen ama danzare e coglie con gioia ogni occasione per farlo. Le feste natalizie spesso offrono questo tipo di svago e le sorelle Austen fra loro discorrono spesso di tali eventi, degli abiti che avrebbero indossato, degli accessori e persino di qualche piccola astuzia per riutilizzare indumenti passati di moda.

(Il cappellino) lo metterò giovedì, ma spero che non ti offenderai con me per aver seguito solo in parte i tuoi consigli su come abbellirlo – mi azzarderò a lasciarci intorno il nastrino argentato, girato due volte senza nessun fiocco, e invece della piuma militare nera ce ne metterò una color Papavero, che trovo più elegante; – e inoltre il color Papavero sarà di gran moda questo inverno. – Dopo il Ballo, lo farò probabilmente tutto nero. (1798 – 14)

Rinnovo la mia Gioia per il tuo ballo ad Ashford, e per la tua cena con il Principe. – Riesco perfettamente a comprendere il disagio e la perplessità di Mrs Cage. – È preda di tutte quelle sensazioni sciocche e incomprensibili che la fanno sentire fuori posto in un ricevimento del genere. – Comunque le voglio bene a dispetto di tutte le sue sciocchezze. Ti prego di porgere gli omaggi dell’altra Miss Austen a Edward Bridges quando lo vedi. Insisto affinché perseveri nel tuo proposito di comprare un Vestito nuovo; sono sicura che ne hai bisogno, e dato che in settimana avrai le 5 ghinee dovute, sono certa che puoi benissimo permettertelo, e se pensi di no, ti offrirò io la Fodera. (1798 – 15)

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Durante il periodo natalizio la grande famiglia Austen ha parecchio da fare: i fratelli si sposano, mettono su famiglia e nel periodo di Natale si concentrano incontri e visite. Anche le scuole, dove vengono di solito spediti i giovinetti e le ragazzine, hanno un periodo di sospensione delle lezioni e le case si affollano con le rimpatriate e le visite degli amici. Di questi numerosi incontri Jane racconta alla sorella, a volte indulgendo in qualche arguto commento sui presenti.

Io ho ricevuto una nota molto cortese da Mrs Martin con la richiesta di Abbonarmi alla sua Biblioteca che apre il 14 gennaio, e di conseguenza le ho dato il mio nome, o meglio il Tuo. (…) – Come incentivo all’abbonamento Mrs Martin ci dice che la sua Collezione non consiste solo di Romanzi, ma di ogni genere di Letteratura, ecc. ecc. – Avrebbe potuto risparmiarsi questa ostentazione con la nostra famiglia, dove ci sono grandi lettori di Romanzi che non si vergognano di esserlo; – ma suppongo che fosse necessaria per l’auto-compiacimento di metà dei suoi Abbonati.

Credit: Wellcome Library, London. Wellcome Images
images@wellcome.ac.uk
http://wellcomeimages.org
Photographic reproduction by Swaine.
1896 Published: Christmas 1896
Copyrighted work available under Creative Commons Attribution only licence CC BY 4.0 http://creativecommons.org/licenses/by/4.0/

Il Natale di Jane Austen – sotto al vischio

Nonostante abbia trascorso tutta la sua vita senza sposarsi, non si può dire che Jane Austen fosse una donna fredda: forse la sua ironia poteva spiazzare amici e conoscenti, ma questo non scoraggiò certo i pretendenti. Proprio in occasione delle feste Natalizie del 1795 Jane incontra per la prima volta Tom LeFroy, nipote di una sua amica e ospite di quest’ultima per le festività. Dalle lettere ricaviamo che Jane e Tom provarono in quei giorni, fra un ballo e l’altro, una reciproca simpatia, che li condusse, secondo la stessa Jane a un comportamento fin troppo sfrontato.

Mi fai tanti di quei rimproveri nella bella e lunga lettera che ho ricevuto in questo momento, che ho quasi paura di dirti come ci siamo comportati io e il mio amico irlandese. Immaginati le cose più dissolute e scandalose nel modo di ballare e di sederci vicini. (1796 – 1)

Con grande rammarico di tutte le fans e lettrici di Jane, tuttavia, non solo non ci sono arrivate ulteriori notizie (o almeno qualcosa di più piccante!), ma la lettera stessa prosegue in modo avvilente:

Tuttavia, potrò espormi solo un’altra volta, perché lui lascerà il paese subito dopo il prossimo venerdì; il giorno in cui, dopotutto, ci sarà un ballo ad Ashe. Un giovanotto piacevole, attraente e con modi davvero signorili, te l’assicuro. Ma sul fatto di esserci mai incontrati, salvo che negli ultimi tre balli, non posso dire molto; perché ad Ashe è talmente preso in giro a causa mia, che si vergogna di venire a Steventon, ed è scappato quando qualche giorno fa abbiamo fatto visita a Mrs Lefroy.

Questa è la storia d’amore su cui hanno ricamato anche nel film Becoming Jane, ma se volete divertirvi seguendo “quello che avrebbe potuto essere”, dovete leggere Mia cara Jane, in cui Amalia Frontali immagina il carteggio di Ton a Jane distrutto da Cassandra.

Il Natale di Jane Austen – la tavola

Nelle lettere, Jane Austen non manca di informarci che le grandi tavolate che vedevano riuniti amici e parenti avevano spesso come piatto principale il tacchino:

Ci stiamo giusto accingendo a compiere un altro Dovere Natalizio, e dopo il mangiare Tacchino, un dovere molto piacevole, distribuire il denaro di Edward per i Poveri; e la Somma che ci passa per le mani quest’anno è considerevole, dato che Mrs Knight ha lasciato 20 sterline alla Parrocchia. (1812 – 77)

Ma il tacchino arrivava dalle Americhe o era già noto in Europa prima della scoperta del Nuovo continente?  A quanto pare, il gallinaceo era già noto agli antichi romani e ai greci, ma scomparve improvvisamente dalle cronache, per ricomparire in pompa magna nel Cinquecento, appunto sbarcando insieme agli esploratori. Di fatto, in America è entrato a far parte di molti menù tradizionali, ma dal 500 in poi è arrivato alle tavole dei re e delle corti europee, diventando col tempo diffuso anche nelle case meno abbienti. In Inghilterra, lo troviamo presente nelle feste natalizie, contendendosi il menù con l’oca. Non che uno o l’altro abbia in effetti voglia di vincere la gara…

Il Natale di Jane Austen nei romanzi.

Chiudiamo questo omaggio al Natale di Jane Austen entrando con lei nelle pagine dei suoi libri, nei quali possiamo scoprire tante curiosità sul Natale in  epoca Regency. I festeggiamenti natalizi sono presenti o citati in tutte le sue opere, ma in particolare sono Emma e Persuasione a raccontarci di più delle tradizioni natalizie del periodo. In tutti i romanzi possiamo intuire il via vai nelle case abbienti, nelle quali venivano ospitati parenti e amici provenienti da lontano (i viaggi erano disagevoli e impegnativi, si trattava di trasferte della durata di vari giorni, se non settimane). il ritorno dei ragazzi dalle scuole, per non parlare del lavoro che richiedeva l’organizzazione dei balli e delle varie cene.

In Orgoglio e Pregiudizio la più bella citazione del Natale l’abbiamo proprio nel finale, nell’esultante lettera di Elizabeth, ora Mrs Darcy, che così scrive agli zii, considerati da lei e dal marito i più cari fra i parenti:

Mr. Darcy
vi manda tutto l’affetto che gli avanza da quello riservato a me.
A Natale dovete venire tutti a Pemberley.

Nella dimora di Sir John e di lady Middleton, a Natale si fa festa grande: si danza tutta la notte, come racconta con non calanche lo stesso Sir John:

“Ricordo che l’ultimo Natale, ai quattro salti fatti da noi, (mr. Willoughby) ha ballato dalle otto di sera fino alle quattro del mattino senza sedersi nemmeno una volta.”
“Davvero?” esclamò Marianne con gli occhi che le brillavano, “e con eleganza, con spirito?”
“Sì; e alle otto era di nuovo in piedi per andare a caccia.” (Volume primo, capitolo 9)

I tristi Natali

Nella tristissima casa di Sir Bertram, Mansfield Park, le feste di Natale non sono un granché. Tom, parlando del fatto se sia o meno gradito al padre assente il loro intento di mettere in scena una commedia e quindi di recitare:

“Di sicuro ci ha incoraggiati a farlo, da ragazzi. Quante volte abbiamo pianto sul cadavere di Giulio Cesare, e quanti essere e non essere, proprio in questa stanza, per farlo divertire! E sicuramente il mio nome è Norval tutte le sere della mia vita durante le vacanze di Natale.”

Insomma, altro che feste e balli: si studiava pure nelle vacanze. Un vero colpo di scena è infatti la decisione del burbero sir Bertam di dare un ballo, probabilmente nel periodo natalizio, non per le figlie ma in onore dei due nipoti, Fanny e William, entrambi suoi ospiti (sappiamo che Fanny è in pratica stata adottata, ma privata di solito di ogni gratificazione). Agli occhi della meschina Mrs Norris questo è quasi un affronto verso le fanciulle Betram, sue favorite.

Se la cara Julia fosse a casa, o la carissima Mrs. Rushworth a Sotherton, per fornire un motivo, un’occasione per una cosa del genere, avreste avuto la tentazione di concedere ai giovani un ballo a Mansfield. Ho capito che l’avreste fatto. Se loro fossero a casa a onorare il ballo, avreste certamente dato un ballo a Natale. Ringrazia tuo zio, William, ringrazia tuo zio.”
“Le mie figlie”, replicò Sir Thomas, intervenendo con tono grave, “hanno i loro piaceri a Brighton, e spero che ne siano felicissime; ma il ballo che penso di dare a Mansfield sarà per i cugini. Se fossimo tutti insieme, la nostra soddisfazione sarebbe senza dubbio più completa, ma l’assenza di qualcuno non impedisce lo svago degli altri.” (Volume secondo, capitolo 8 (26))

I giovani, come abbiamo visto, tornavano alla casa paterna per le feste, ma spesso venivano anche invitati da amici per trascorrere le festività: è in questa occasione che Mr. Morland, il fratello maggiore di Catherine, incontra la giovane di cui si innamora, la bella e frivola Isabella Thorpe, sorella d’un compagno di studi. L’amore è ricambiato a prima vista…

“Il primo giorno che Morland è venuto da noi lo scorso Natale, fin dal primo momento che lo vidi, il mio cuore fu irrevocabilmente perduto. Mi ricordo che indossavo il vestito giallo, e avevo le trecce tirate su; e quando entrai in salotto, e John me lo presentò, pensai di non aver mai visto nessuno così bello in vita mia.”

Ci racconta Isabella, nel Volume primo, capitolo 15 di Northanger Abbey… è talmente presa dall’amore per lui che ricorda soprattutto il proprio abbigliamento…

Il Natale di Jane Austen – le pagine più belle

Le pagine più belle e vive di Jane Austen riguardo al Natale sono quelle che troviamo in Emma e in Persuasione: qui ci mostra che sono gli affetti veri, la gioia di ritrovarsi, di stare insieme, la sincertità dei sentimenti e la purezza del cuore a rendere le feste più belle e memorabili. Ad Harfileld, tutto è una girandola di incontri, visite, pomeriggi e mattinate trascorsi in compagnia; in Persuasione è un quadro familiare semplice e delicato a trasportarci nell’atmosfera natalizia. Un Natale così movimentato da far giurare alla composta Lady Russell:

“Spero di ricordarmi, in futuro”, disse Lady Russell non appena furono di nuovo in carrozza, “di non fare visita a Uppercross durante le vacanze di Natale.”
Ciascuno ha i propri gusti in materia di chiasso, così come in altre cose; e i rumori risultano del tutto innocui, o molto fastidiosi, a seconda del tipo più che della quantità. (Volume secondo, capitolo 2 (14))

In questo commento, non possiamo che sorridere, pensando a una Jane Austen ben lieta di avere tutt’intorno i nipoti intenzionati a subissarla di attenzioni!

Le vicende di Emma ruotano in  parte intorno al periodo natalizio. Ogni anno, la sorella di lei e il cognato tornano in campagna per trascorrere le vacanze coi Woodehouse e con Mr. Knightley, fratello maggiore di lui e amico di famiglia. Sul Natale, tuttavia ogni anno incombono gli stessi spettri: malattie, incidenti, problemi di qualunque sorta che possano rendere le giornate meno gradevoli… in questo in particolare, in tanto investono molte speranze e la felicità di tutti è appesa a un filo sottile. Ecco un breve stralcio del Natale in questione:

In generale le loro serate erano meno occupate dagli amici rispetto alle mattinate; ma non si poté evitare l’impegno di un pranzo ufficiale, e fuori casa anche, sebbene fosse Natale. Mr. Weston non avrebbe accettato un rifiuto; dovevano tutti pranzare a Randalls un giorno di quelli; persino Mr. Woodhouse si lasciò convincere a considerarla una cosa possibile, da preferirsi a una divisione del gruppo familiare. (Volume primo, capitolo 13)

Ma ecco per concludere il mio brano preferito, il Natale che vorrei… da Persusione

Mrs. Musgrove era circondata dappresso dai piccoli Harville, che lei proteggeva diligentemente dalla tirannia dei due bambini del cottage, arrivati espressamente per divertirli. Da una parte c’era un tavolo, occupato da alcune ragazze che chiacchieravano mentre tagliavano seta e carta dorata, e dall’altro c’erano dei treppiedi con sopra dei vassoi, piegati dal peso di carne di maiale e pasticci freddi, dove ragazzi scatenati facevano baldoria; il tutto completato da un ruggente fuoco natalizio, che sembrava deciso a farsi sentire, nonostante tutto il chiasso degli altri. Naturalmente, durante quella visita arrivarono anche Charles e Mary, e Mr. Musgrove si premurò di rendere omaggio a Lady Russell, e di sederle vicino per dieci minuti, parlando a voce molto alta, ma, a causa del clamore dei bambini che aveva sulle ginocchia, generalmente invano. Era un bel quadretto familiare. (Volume secondo, capitolo 2 (14))

Buon Compleanno Jane, e grazie per questi Natali!!!

Il Natale di Jane Austen – fonti:

http://www.jausten.it/jalettere.pdf

http://www.jausten.it/abbaziadinorthanger.pdf

http://www.jausten.it/orgoglioepregiudizio.pdf

http://www.jausten.it/mansfieldpark.pdf

http://www.jausten.it/emma.pdf

http://www.jausten.it/persuasione.pdf

Antonia Romagnoli

Antonia Romagnoli è autrice di romanzi rosa storici, fantasy e opere per l'infanzia. Fra le sue opere: "La dama in grigio", regency romance, la "Saga delle Terre", trilogia fantasy.

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Antonia Romagnoli

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