Dante Gabriel Rossetti e Dante Alighieri – destini incrociati

Dante Gabriel Rossetti e Dante Alighieri – destini incrociati

Una lettura delle opere di Rossetti dedicate a Dante Alighieri

Dante Gabriele Rossetti fu un pittore fondamentale per l’arte inglese, fondatore insieme a William Hunt, Ford Madox Brown e John Everett Millais del movimento dei Preraffaelliti. Il suo nome già sembrava evocare il suo destino e il forte legame che avrebbe legato Dante Gabriel Rossetti e Dante Alighieri. Due destini incrociati grazie all’arte e alla letteratura.

Dante Gabriel Rossetti nacque dell’esule italiano Gabriele Rossetti e da Frances Polidori (sorella del medico e scrittore John Polidori, amico di George Byron), e fu battezzato con il nome Gabriel Charles Dante. Solo in un secondo momento il pittore sceglierà di modificare il proprio nome di battesimo eliminando il secondo nome e invertendo gli altri due per diventare Dante Gabriel Rossetti, non solo un nome d’arte ma una vera e propria dichiarata appartenenza.

Dante Gabriel era il secondo di quattro fratelli: Maria Francesca, Christina, che diventerà a sua volta una poetessa oggi molto nota, e William Micheal. Insieme a loro ebbe la sua prima formazione e gli studi.

Gli studi e le letture di Dante Gabriel Rossetti

In casa non mancarono certamente interessi culturali e letterari, coltivati sia dalla madre che dal padre. Ancora in tenera età divenne un appassionato lettore, in particolare apprezzava le opere di William Blake, Walter Scott, Edgar Allan Poe, Samuel Taylor Coleridge e Lord Byron. Sotto la guida della madre, si interessò principalmente alla letteratura inglese e francese, mentre all’inizio manifestò uno scarso interesse per le proprie origini e per la cultura italiana.

Solo intorno ai 16 anni, grazie al padre, ebbe modo di conoscere le opere di Dante Alighieri, che lo spinsero ad approfondire la propria conoscenza dell’italiano e che in breve lo resero grande cultore della letteratura italiana, in particolare di quella medievale, del dolce Stil novo e soprattutto dell’opera dantesca.

In questi anni di formazione la sua attitudine per la poesia e soprattutto per la pittura si manifestarono intensamente: Dante Gabriel Rossetti era un vorace lettore, una mente vivace e immaginifica, ma soprattutto era una persona dotata di un grande carisma, una naturale magnetismo che incantava e affascinava chiunque incontrasse.

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Dante Gabriel Rossetti e i preraffaelliti

Nel 1848 Dante Gabriel Rossetti insieme ad altri artisti stanchi del monopolio culturale della Royal Academy, diede vita alla confraternita dei Preraffaelliti, un gruppo che doveva essere sia un sodalizio artistico sia una vera e propria fratellanza tra i membri.

Dante Gabriel Rossetti forse, fra tutti gli artisti della confraternita, era quello meno dotato dal punto di vista artistico, ma certamente costituiva il cuore pulsante del movimento, che ruotava intorno alla sua persona, alle sue idee e ai suoi ideali artistici.

Negli anni della maturità artistica Dante Gabriel Rossetti torna molte volte sulle tematiche dantesche, ma al contrario di altri più affascinati dalla divina commedia e dagli aspetti fantastici o religiosi dell’opera dantesca, Dante Gabriel e la confraternita dei Preraffaelliti si concentrano sull’amor cortese e ne fanno oggetto di molte opere.

Leggi anche: Chi sono i preraffaelliti?

Per Dante Gabriel, però, non si tratta solo di tornare alle origini della pittura e alla sua più pura espressione, e non si tratta soltanto di riprendere tematiche collegate al medioevo e alla sua letteratura: per Dante si tratta di vedere il proprio destino costantemente intrecciato a quello del poeta e di ricercare attraverso la pittura di ricreare questo legame.

Non a caso, tutte le donne raffigurate da Dante Gabriel Rossetti si assomigliano, come se egli stesse cercando di dipingere un’unica donna, la donna perfetta la donna angelo, la sua Beatrice.

La letteratura ci insegna che Dante Alighieri in tutta la sua vita avesse cantato Beatrice raffigurandola come la donna angelo, il cui amore e la cui vicinanza avevano un valore santifico e, passando da un semplice amore terreno ha un amore più puro – purificato dalla stessa morte della donna amata – il poeta arriva a cantare non più la passione per una donna, ma l’amore stesso. Una trascendenza che colpisce particolarmente Dante Gabriel Rossetti, il quale si ritrova spesso schiavo delle proprie passioni.

Dante Gabriel, infatti, pur mantenendo per tanti anni un rapporto stabile con Lizzie Siddal, non riesce a rimanere fedele, tradendo la tutte le modelle che egli si trova.

Lizzie Siddal e Beatrice

Per Dante Gabriel Rossetti Lizzie Siddal rappresenta la sua Beatrice, colei che nella sua vita deve avere un valore santifico, ma che egli, a causa della propria debolezza, non riesce ad amare così.

Il rapporto fra Lizzie Siddal e Dante Gabriel Rossetti non ha nulla né di santifico né di idilliaco: i due si conoscono quando la giovane Lizzie in una sartoria e Dante Gabriel per averla come modella, affascinato dai capelli rossi di lei. Otterrà il suo obiettivo e tra i due nascerà quasi subito una forte attrazione, che sfocerà in una lunga e tormentata convivenza, durante la quale Lizzie spererà invano di essere sposata mentre Dante Gabriel farà di tutto per sfuggire a questo definitivo legame.

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A cambiare la situazione è la salute precaria di Lizzie Siddal, la quale affetta da una patologia, che oggi si pensa essere di origine psicosomatica, riesce a ottenere la promessa matrimoniale solo quando Gabriel, contrito e disperato, crede che per lei non ci sia più niente da fare. Lizzie si riprende, ma solo per poco: schiava dell’oppio che allevia le sue sofferenze, aggiungerà la perdita di un figlio alle altre sofferenze. Da questo lutto Lizzie Siddal non si riprende mai e nel 1862 viene trovata in fin di vita nella casa coniugale.

Si è trattata di una dose mortale di laudano e il decesso viene fatto passare come morte accidentale, ma Lizzie ha lasciato una lettera, fatta sparire da Dante, nella quale viene manifestato il suo intento di suicidio.

Dante Gabriel è inconsolabile per la morte della moglie, anche per i sensi di colpa che lo tormentano e per lei scrive versi meravigliosi, la ritrae post mortem come aveva fatto tante volte quando era viva e dall’immagine di lei defunta, ricava il suo più grande capolavoro, beata Beatrix.

Qui Lizzie Siddal viene dipinta nei panni di Beatrice Portinari, in un’estatica posizione ad occhi chiusi, avvolta dalla massa di capelli rossi che tanto Dante aveva amato in vita. Fra le mani abbandonate di Beatrice una colomba rossa deposita un papavero bianco: in questo papavero viene indicato il motivo della morte di Lizzie Siddal e collega la Beatrice di Dante Alighieri a quella di Dante Gabriel Rossetti, unisce in una sola immagine le due Muse.

Questo è uno dei ritratti che Dante Gabriel rende più fedele al volto dell’amata Lizzie. In quest’immagine ritrae lei e non una donna ideale: Beatrice e Lizzie, ora che la morte ha purificato l’amore, possono coincidere.

Leggi anche: Preraffaelliti; la cronologia e la storia

Rossetti non trovò mai pace dopo la morte di Lizzie, tanto che ricorse anche allo spiritismo pur di ritrovarla accanto a sé. Tuttavia, arrivò a disseppellirla per recuperare l’unica copia delle poesie che aveva sepolto insieme a lei. Consumato dal cloralio, Rossetti morirà nel 1882, dopo anni di solitudine e di tormento che lo allontanarono anche dagli amici di un tempo.

Il saluto di Beatrice.

Dante Gabriel dedica alcuni dipinti al saluto di Beatrice, un capitolo della vita Nova di Dante Alighieri in cui il vate narra del suo secondo incontro con Beatrice, nove anni dopo il primo, momento che segna la sua vita spirituale e poetica. Beatrice cammina con due donne più anziane, vestita di bianco e gli porge un gentile saluto. Questo per lui l’inizio di un momento vissuto tra sogno e visione nel quale il poeta rivede la giovane donna quasi trasfigurata, dandogli l’impressione di dirgli una frase in latino: vide cor tuum.

Guarda il tuo cuore.

Da questa visione nasce un sonetto dedicato all’amore.

In modo simile anche per Dante Gabriel Rossetti il primo incontro con Lizzie Siddal costituisce una svolta alla sua arte successiva per lui Lizzie è la donna angelica, musa sublime, e non per caso negli anni del loro legame i due si scambieranno carteggi che manifesteranno come nei tempi di separazione il loro legame fosse più saldo che durante la convivenza. La ricerca della donna ideale di Dante Gabriel riscontrava costantemente con la realtà di una donna fatta di carne e sangue, di sentimenti e desideri, di paure e di passione. Lo stesso Dante Gabriele Rossetti viveva costantemente in bilico tra la sua passionalità tutta umana e il suo anelito verso un’arte che superasse se stessa e trascendesse la semplice immagine.

Paolo e Francesca

Nel famoso trittico dedicato a Paolo e Francesca, Rossetti rappresenta i tre momenti fondamentali della storia drammatica dei giovani amanti descritti nella divina commedia nel quinto canto. L’opera datata 1855 rappresenta Dante Virgilio al centro di tre scene, in addolorata contemplazione degli spiriti di Paolo e Francesca che si abbracciano nella tempesta del girone dei lussuriosi.

Nella prima immagine a sinistra, quella che apre il trittico, si vede il momento in cui due giovani vengono travolti dalla passione.

Non a caso Dante Gabriel Rossetti è attratto da questo momento particolare nella divina commedia, uno dei pochi in cui Dante Alighieri sembra quasi giustificare il peccato commesso dai condannati. Paolo e Francesca sono gli unici a poter scontare la loro pena con la consolazione di essere insieme dopo la morte di trascorrere abbracciati l’eternità.

È interessante considerare come, in questa indulgenza di Dante Alighieri verso la coppia di amanti, Dante Gabriel Rossetti sembra voler leggere una sorta di simpatia del vate nei propri confronti: lui, debole nella carne, può suscitare la pietà del poeta come Paolo e Francesca hanno fatto durante il loro incontro.

http://itnaro.altervista.org/wp/wp-content/uploads/2015/01/v1_u4_dante_vitanova.pdf

Antonia Romagnoli

Antonia Romagnoli è autrice di romanzi rosa storici, fantasy e opere per l'infanzia. Fra le sue opere: "La dama in grigio", regency romance, la "Saga delle Terre", trilogia fantasy.

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Antonia Romagnoli

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