Mirco Tondi e L’ultimo potere: il tè del venerdì.

Mirco Tondi e “L’ultimo potere”: il tè del venerdì

il tè del venerdìOggi la nostra chiacchierata settimanale avrà delle tematiche… fantastiche, perché ospite  de il tè del venerdì è Mirco Tondi, autore di opere fantasy e grande conoscitore del genere.

Con lui parleremo in particolare della sua ultima fatica, il fantasy apocalittico/distopico L’Ultimo Potere.

 

Ciao Mirco, benvenuto all’appuntamento con il tè del venerdì!

Per cominciare, vorrei che ci raccontassi da dove nasce la tua passione per il fantasy.

Ciao Antonia e grazie per lo spazio accordatomi (e anche per il grande conoscitore del genere: fa piacere, ma sono più le cose che non so che quelle che so e non solo sul fantasy)!

La passione per il fantasy (la lettura; di scrittura se ne parlerà molto più avanti, né da piccolo, né da adolescente avevo intenzione di scrivere) è cominciata alle elementari (in realtà si può dire che è iniziata anche prima, dato che per addormentarmi mia madre mi leggeva La Storia Infinita di Michael Ende), quando, andando alla biblioteca comunale, trovai I draghi del crepuscolo d’autunno e I draghi della notte d’inverno di Margaret Weis e Tracy Hickman: i disegni in copertina (soprattutto quello di Sturm, cavaliere di Solamnia) mi colpirono e così la lettura dei primi capitoli (la taverna dell’Ultima Casa ha un’atmosfera indimenticabile).

L'ultimo potere mirco tondi

L’ultimo potere

Il cavaliere, gli eroi (già allora mi piaceva la mitologia e la cultura dell’antica Grecia), l’avventura, sono elementi che ho spesso ricercato nelle letture (il fantasy non era la mia sola lettura di narrativa da piccolo: c’erano le opere di London, Dumas, Kipling, Stevenson, Verne, Salgari, Twain, Malory). Crescendo ho ampliato la varietà delle letture (saggistica, psicologia) e anche il fantasy che leggevo si è fatto più vario passando da R.A. Salvatore, Brooks, Donaldson, Tolkien ad autori come Gay Gavriel Kay (consiglio sempre la lettura della trilogia su Fionavar), Abercrombie, Sanderson, Erikson e aggiungerei Murakami, benché quest’autore sia più per il fantastico che per il fantasy.

Costruire un fantasy complesso come L’ultimo potere è un’impresa piuttosto difficile: come è nata l’idea di questa storia? Come mai la scelta di uno scenario così drammatico?

La prima opera che ho scritto, Strade Nascoste, era un fantasy epico, ambientato in un mondo diverso dal nostro. Stavo lavorando sul suo seguito diversi anni fa, quando cominciò a prendere forma l’idea di usare il fantastico come mezzo di denuncia sociale: un’idea così insistente che ho dovuto mettere da parte il lavoro che stavo facendo sul mondo di Asklivion. Più che di fantasy si trattava di paranormale calato nella realtà quotidiana e usato come denuncia sul mondo del lavoro e dell’economia; l’opera aveva del potenziale, ma non era ancora matura (solo terminata la scrittura di L’Ultimo Potere e L’Ultimo Demone, ho capito che cosa andava messo a posto e l’ho riscritta, tenendo quanto di buono aveva in origine). Matura invece era l’idea che dietro ai culti e alle religioni ci fossero entità che non hanno nulla di salvifico per l’umanità: attorno a essa si è sviluppato L’Ultimo Potere, che vuole mostrare il degrado cui sta andando incontro l’umanità a causa dei vizi e della perdita di valori. Uno scenario drammatico perché vuole essere specchio della realtà umana, mostrare i suoi lati oscuri come ha fatto Dante Alighieri con l’inarrivabile Divina Commedia e il suo viaggio all’Inferno, e Go Nagai con Devilman.

Prima i personaggi, la trama o l’ambientazione? In che modo crei i “mondi” dei tuoi romanzi? E di questo in particolare?

L'ultimo potere, Strade nascoste di mirco tondi

Strade Nascoste, il primo romanzo di Mirco Tondi

Parto per prima cosa dall’idea su cui si basa la storia: il resto si sviluppa strada facendo. La realizzazione di una scaletta è utile, perché serve a creare l’itinerario da seguire, sapendo il punto di partenza e quello di arrivo, altrimenti senza questa conoscenza si corre il rischio di finire in un vicolo cieco, avendo fatto tanta strada per niente. In L’Ultimo Potere, dopo l’idea descritta nella risposta precedente, i punti su cui è ruotato tutto sono stati il personaggio Guerriero (ispirato all’omonimo archetipo) e l’ambientazione post-apocalittica ispirata a quella creata da George Miller con i suoi film, specialmente in Interceptor, Il guerriero della strada.

Come pensi si stia evolvendo lo scenario del fantasy in Italia? Tu hai scelto l’autopubblicazione. Pensi che sia il futuro per il genere?

Più che evolvere, sta involvendo. Negli anni scorsi c’è stato un boom di pubblicazioni di libri di questo genere grazie al successo dei film di Peter Jackson su Il Signore degli Anelli e dei romanzi di Paolini e Rowling (mettiamoci pure anche quelli di Meyer, benché non siano fantasy). L’editoria italiana ha sfruttato il momento sfornando decine di volumi senza però avere né preparazione, né organizzazione, né conoscenza del genere; se a questo si aggiunge che la maggior parte delle persone in Italia legge poco e si ha una scarsa base culturale, non sorprende che per il fantasy il mercato si sia bruciato e che ora editori e lettori lo evitano come la peste.

La scelta dell’autopubblicazione l’ho presa dopo anni di continui silenzi o risposte negativa da parte dell’editoria tradizionale: a restare ad aspettare un riscontro positivo da parte delle ce, c’era di fare la fine dei due che aspettano Godot. Un’attesa inutile, dato che con le tematiche che tratto difficilmente troverei spazi in un’editoria che ricerca testi leggeri, che non facciano pensare e siano semplice intrattenimento, puntando quasi esclusivamente su testi che hanno come centro sesso e tematiche adolescenziali. L’autopubblicazione è una possibilità, un avere con gli store online diverse vetrine per far conoscere il proprio lavoro. Non so se sia il futuro per il fantasy o per qualsiasi altro genere: ci sono possibilità, determinate da tanti fattori (fortuna, passaparola, proporre il libro giusto al momento giusto), ma anche tante difficoltà, tra le quali quella di emergere in un mare di pubblicazioni e di vincere la diffidenza dei lettori nei riguardi degli autori self. Autopubblicarsi è relativamente facile: basta sapere come realizzare un ebook, rivolgersi a chi lo mette in vendita on line (StreetLib o Amazon per esempio) e fare un po’ di pubblicità. Il difficile viene con il riuscire a farsi leggere: che garanzie ha il lettore di avere di fronte un lavoro valido, curato sotto tutti gli aspetti (trama, stile, contenuti)? Specie in Italia, tantissimi scrivono, improvvisandosi scrittori e dando al pubblico prodotti non all’altezza; dopo essere stato scottato da diverse esperienze negative, il pubblico è diffidente verso chi si autopubblica e non gli si può dare tutti i torti. La difficoltà nell’essere scrittore self sta nel conquistare la sua fiducia, cosa per niente facile nella giungla che è il mondo dell’editoria, soprattutto quando si ha a che fare con pubblicità ingannevoli o con false recensioni che sono state comprate per dare giudizi positivi sull’opera. Senza contare che il pubblico è fortemente influenzabile dalla maggioranza e quindi le migliori possibilità di vendita rimangono sempre in mano a chi ha più mezzi a disposizione; sono pochi i lettori che ricercano qualcosa che si discosta dal prodotto medio e vanno a vedere se in mezzo alla fitta selva delle pubblicazioni esistenti c’è qualcosa di valido e diverso.

 Quali sono i progetti per il futuro?

Al momento sto facendo l’ultima revisione di L’Ultimo Demone, che tratterrà punti e personaggi lasciati in sospeso in L’Ultimo Potere. Poi toccherà all’ultima revisione sul terzo romanzo di I Tempi della Caduta e al portare avanti la stesura del quarto libro di questo ciclo (e che dovrebbe andare a chiuderlo come da progetto).

Nel frattempo, sto rimanendo in attesa se qualche ce risponde alla proposta di altre due opere, una di saggistica, l’altra una storia per bambini (ma che può anche essere letta dagli adulti) con protagonisti gli animali.

E infine, l’ultima domanda, ormai di rito… come lo prendi il tè?

Quando è possibile con il miele di acacia.

L’Ultimo Potere

Si prenda l’ambientazione postapocalittica (e la pazzia che la imperversa) di Interceptor , Il guerriero della strada di George Miller, la ferocia e la brutalità di Devilman di Go Nagai nel mostrare la realtà umana, la lucida e profonda consapevolezza che nasce dal viaggio all’Inferno nella Divina Commedia di Dante Alighieri nel mostrare la natura dei vizi e del lato oscuro dell’animo umano, si aggiungano le teorie di Cesare Lombroso, il romanzo Orizzonte Perduto di James Hilton e l’idea che dietro ai culti e alle religioni ci siano entità che non hanno nulla di salvifico per l’umanità, e ci si ritroverà dinanzi a L’Ultimo Potere, primo romanzo del ciclo I Tempi della Caduta.

L’Ultimo Potere, la sinossi.

L’umanità è caduta. La civiltà è andata in frantumi. O meglio, quella che si credeva civiltà: quanto realizzato dall’uomo è stato invece il mezzo che ha fatto precipitare il mondo in un abisso di desolazione.

Tra i suoi ruderi, creature figlie di esperimenti scorrazzano impazzite seguendo la legge del più forte. Demoni e Posseduti la fanno da padroni, imponendo il loro giogo spietato su quanti sono caduti sotto il loro dominio.

In uno scenario apocalittico dove ogni equilibrio è perduto, un uomo, un guerriero della strada, viaggia da una città all’altra, covando la speranza di trovare un modo per fuggire all’inferno che è divenuto la Terra. In lui è forte la convinzione che Luna Azzurra sia da qualche parte, in attesa di essere trovata per dare rifugio a chi ha ancora un’anima non corrotta dai vizi. Come è forte la consapevolezza che non è facile sopravvivere a schiere di mutantropi e chimere, tanto meno pianificando d’abbattere l’egemonia demoniaca.

 

Al link seguente è possibile scaricare gratuitamente il racconto L’Ultimo Baluardo, presente in L’Ultimo Potere e che ne fa da prologo:

http://www.lestradedeimondi.com/opere-personali/

L’ultimo potere, la scheda

Titolo: L’Ultimo Potere

Autore: Mirco Tondi

Data di pubblicazione: 25 novembre 2015

Genere: fantasy postapocalittico/distopico

Editore: autopubblicato con Streetlib

Prezzo: 1.99 E

ISBN: 9788892521940

Formato: ebook

Pagine: 486

 

Link all’acquisto: disponibile su tutti gli store. A seguire alcuni link.

Biografia dell’autore

Mirco Tondi, nato a Bologna, classe 1980: ha pubblicato con Delos Books racconti per le antologie 365 Storie d’Amore, Il Magazzino dei Mondi 2, 365 Racconti di Natale, 365 Racconti d’estate e ha collaborato con la rivista on-line Fantasy-Magazine, pubblicando con essa più di una cinquantina di articoli, oltre a un paio per la sua versione cartacea, Effemme.

Strade nascoste, il primo libro di Mirco Tondi è disponibile ai seguenti link:

About Antonia Romagnoli

Antonia Romagnoli è autrice di romanzi rosa storici, fantasy e opere per l'infanzia. Fra le sue opere: "La dama in grigio", regency romance, la "Saga delle Terre", trilogia fantasy.

I commenti sono chiusi