Scrivere è magia?

Condividi con

scrivere trama scrittura scrittoriÈ ancora notte. In questo lungo, freddo gennaio a volte ho l’impressione che il sole non sorga mai, anche nelle migliori e più luminose giornate. A volte sono così presa da ciò che devo fare, che arrivo a sera senza essermi neppure guardata allo specchio, senza aver alzato gli occhi al cielo per incontrare una nuvola o un raggio di sole.

Sempre a testa china, sempre con l’ansia di non fare bene, di non seguire bene, di perdere qualche cosa di fondamentale.

Da un anno a questa parte le ore piccole le trascorro a cullare il piccolino, vuoi per un motivo o per l’altro. Prima perché era un neonato, poi per i denti, e poi la crisi dell’ottavo mese, poi i raffreddori… non c’è stata una sola notte in cui non mi sia dovuta svegliare almeno tre o quattro volte, quando andava bene. Di certo non mi veniva voglia di alzarmi a scrivere.

Che cosa è cambiato questa mattina?

Questa mattina la scrittura preme richiedendo attenzione, come il computer quando vuole fare un aggiornamento e non ti molla finché non gli dai retta.

Nelle puntate precedenti, otto anni di lavoro sono volati nel cess… si sono volatilizzati, per motivi diversi, in una manciata di mesi.

Prima la saga, poi le opere per bambini. La prima è fuori catalogo perché ho deciso di chiudere con l’editore, le seconde sono morte insieme a Domino Edizioni che si è portata via, con la sua chiusura, anche l’ultimo sprazzo di sogni donchisciotteschi che mi erano rimasti in ambito letterario. Diciamo che, il giorno in cui Domino ha chiuso, è stato per me come quello in cui Wendy torna a casa dall’Isola che non c’è: il passaggio dall’infanzia alla vita adulta.

C’erano progetti, ideali, idee. Tutti sogni che non si realizzeranno.

Sono tornata a navigare nel mondo reale dell’editoria, quella in crisi nera, quella dove gli editori piccoli chiudono, o sono oberati di manoscritti, o sono indisponili a valutare nuovo materiale. Quelli grandi sono un Olimpo inarrivabile per le mie ali troppo corte.

Questo il riassunto delle puntate precedenti.

scrittura scrittore scrivere

In via ancora non ufficiale, visto che non ho ancora firmato il contratto, c’è un abboccamento con un buon editore di ebook per la pubblicazione della saga. La decisione di rinunciare al cartaceo è venuta dopo una lunga riflessione. Una saga come la mia, già edita, con volumi di mole notevole, non avrebbe speranze di essere ripubblicata in carta. Le seicento pagine non sono commerciali, non lo erano neppure da inedite, figuriamoci adesso.

Le Terre, dunque, avranno una nuova vita digitale. Attualmente, in attesa di sapere se ci saranno revisioni da fare sui tre libri già pubblicati, sto cercando di terminare l’episodio mancante, il prequel che da troppo tempo aspettava il finale.

Ed eccomi qui, alle prime luci dell’alba, alla tastiera.

Come tanti anni fa?

No.

Mi sono accorta con immenso dolore di come la magia sia scomparsa. Me ne sono accorta ieri, quando le mie splendide amiche di passeggino hanno avuto l’idea di scrivere della nostra esperienza.

La nostra storia è bellissima, una di quelle che vale davvero la pena di condividere, una storia che fa bene, che dà speranza, che ha molto da insegnare, in un mondo dove le donne si trovano del tutto sole e impreparate al cambiamento della maternità.

Tutte tematiche a cui tengo tanto, specie perché, soffrendo per la mia nuvola nera, so quanto la loro presenza sia stata fondamentale per non affondare. Una storia che ha potenzialità e valore, insomma.

E qui ho capito che qualcosa in me è cambiato.

Mentre leggevo in chat le loro idee e percepivo il loro entusiasmo crescente, mi sono profondamente intristita.

Io ero quella che smorzava gli ardori. Ero quella che, con un pragmatismo automatico, scandiva l’organizzazione.

Io sono quella che non vede più la magia del teatro ma solo l’illusione scenica.

Leggevo i loro commenti, le proposte, i voli di fantasia pre e post pubblicazione e stavo male, pensando “come glielo dico? Come posso dire alle mie amiche che questa magia non esiste, che andrebbe già di lusso a trovare qualcuno che non chieda soldi per pubblicare, che probabilmente finiremo col naufragare nei soliti, noti e stranoti meccanismi dell’editoria italiana?”

Mentre pensavo a questo, mi sono dovuta chiedere anche altro. Dove sono io? Quando mi sono persa? Quando ho smarrito il loro entusiasmo, la loro voglia di sognare inseguendo la sottile traccia dell’inchiostro?

Perchè amo ancora scrivere. Non posso farne a meno, sarebbe come vivere in apnea. Vivo ogni attimo pensando a come lo scriverei e se non è amore questo…

Ma la magia non c’è più.

Non c’è più il sogno di incontrare un editore azzurro che creda in me, che sia convinto del mio valore. Che mi accompagni come fanno nei film.

So di avere tanto da dire ma so anche che non frega proprio a nessuno. So che il mondo è pieno di gente che, a torto o a ragione, pensa di poter sfondare come scrittore e sgomita per farlo e io di sgomitare non sono capace.

Ma scrivere no, non è facile come sembra e mettere insieme centinaia di pagine con una storia, oppure solo due paginette per un racconto che lasci il segno non è facile come sembra.

E la magia non c’è più, e il sogno si è sbiadito con il passare del tempo, perduto con la giovinezza che se ne è andata, lasciandomi la sensazione di non avere vissuto che un’illusione.

 

About Antonia Romagnoli

Antonia Romagnoli è autrice di romanzi rosa storici, fantasy e opere per l'infanzia. Fra le sue opere: "La dama in grigio", regency romance, la "Saga delle Terre", trilogia fantasy.

I commenti sono chiusi