Maturità: ma ne siamo sicuri?

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Maturità, i giovani come la frutta.

Aprono i battenti per l’esame di maturità e dopo tante settimane di toto tema arrivano le tracce. Ma chi le scrive ha visto i programmi delle scuole?

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Sono iniziati gli esami di maturità e, come ogni anno, nella sana tradizione, i ragazzi hanno affrontato il primo scritto, il testo di italiano.

Non so voi, ma io, come molti miei amici, ho ancora l’incubo della scuola, nonostante siano passati secoli dall’ultima volta che mi sono seduta a un banco.

Sogno spesso di essere me stessa di adesso, adulta e con la mia vita attuale, improvvisamente catapultata al liceo e in procinto di affrontare un compito in classe, di solito greco o latino.

Nel sogno mi meraviglio, poi entro nel panico perchè, se magari un compito di matematica o di italiano sono ancora in grado di affrontarlo, una versione è del tutto al di fuori delle mie possibilità. A quel punto comincio a ripetere a me stessa “Stai calma, ti sei già laureata, tutto questo è un’illusione, sei in un incubo, hai già finito la scuola”… e riesco a svegliarmi di soprassalto. Poi, ci metto qualche minuto a rientrare in me. “Sono a casa mia, sono sposata, ho de figli… non ci sono fogli protocollo, era solo un sogno…”

Ecco l’impatto della scuola sull’animo umano: non uno strumento per apprendere, ma una fonte d’angoscia, un luogo di prova infernale, il posto dove tu sei il voto che prendi.

Sto trascorrendo la mia vita attuale a convincere i miei figli che la scuola è un mezzo e non un fine, che il voto che prendono non è un giudizio su di loro ma sulla loro preparazione.

Lo diceva mia madre anche a me, ma purtroppo non è arrivata a vedermi al liceo. Ecco, lì sono stata il mio voto, è inutile raccontarsi frottole. All’università anche peggio, sono stata un voto e un numero.

Oggi leggo questo interessante articolo dedicato all’esame di maturità:  http://espresso.repubblica.it/dettaglio/il-ministero-sa-cosa-insegnamo/2209405

che rispecchia quello che ho provato leggendo le tracce dei temi proposti ai maturandi.

Ma dai, scherziamo? I Brics? Ma non erano quelle scatoline che contengono il succo di frutta?

maturità libri studio

Una cosa di cui sono convinta è che, da un lato, i temi non necessariamente debbano ricalcare il programma scolastico, perchè questa prova non è sulla preparazione ma sulla capacità di scrivere un testo. Scrivere è ragionare, è costruire un discorso logico, è saper usare la lingua italiana con proprietà.

Le tracce, tutto sommato, sono sempre costruite in modo preciso, forniscono da sole gli spunti per una riflessione “da persone mature”, perchè essere “maturi” non vuol dire essere enciclopedici, ma essere in grado di sostenere un ragionamento adulto.

Non devo sapere chi è che ha detto la tal frase per esprimere la mia opinione in proposito. Un’opinione io ce l’ho a prescindere, è la punta dell’iceberg di quanto ho studiato, compreso, assimilato e imparato a giudicare: sostenere una tesi o avversarla è qualcosa che posso fare quando ho imparato a usare la testa.

Cioè: se sono una persona matura.

In quest’ottica, qualunque titolo, qualunque traccia dovrebbe essere affrontabile.

Ma va davvero così?

Va così se mi viene chiesta un’opinione (se mi viene chiesto di fare un tema) su qualcosa che conosco, o che ho almeno sentito nominare.

A noi scrittori continuano a dire “scrivi ciò che conosci”: ecco, non scriverò mai un romanzo sui Brics. ma nemmeno sugli interventi al cervello…

Per quanto il mondo cambi e le riforme si susseguano nella scuola, le cose non sono poi cambiate molto, ancora oggi gli esami non sono un sereno confronto fra la persona e la sua preparazione, ma un mezzo per minare l’autostima dell’individuo.

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Leggo che un tema su Foscolo è ormai una cosa trita e ritrita. Peccato che a fare l’esame, ogni anno, siano studenti diversi, nuove generazioni con una storia diversa alle spalle, un mondo in costante evoluzione che fa da contorno e da substrato alla loro formazione.

Se dunque Foscolo è così trito, perchè studiarlo? Perchè non passare solo ai contemporanei, visto che poi saranno loro a scrivere le tracce dei temi?

Se riconosciamo universalmente che i classici hanno qualcosa da dire anche oggi, anche a noi, perchè fare il gioco del tema con effetti speciali? Non potrebbe essere vero (e magari interessante) confrontare il modo di leggere i classici di questi nuovi maturandi e il modo in cui li hanno letti e vissuti i loro predecessori? Ma quando si parla di tema di letteratura, e qui ho volato troppo alto io, sembra che al candidato non si chieda di pensare, ma si esporre. Ecco perchè la gente non ama i libri, sempre più avulsi dalla realtà personale, quando invece dovrebbero essere lo spunto per crescere, per riflettere, per aprire la mente.

I maturandi di ieri e di oggi sono ragazzi che stanno per entrare nel mondo degli adulti, un mondo sempre più recalcitrante ad accoglierli.

Lo abbiamo visto, lo abbiamo vissuto: i nostri genitori, la generazione che è venuta dopo la guerra, all’età dei maturandi di oggi era già adulta. Chi poteva permettersi di studiare lo faceva con cognizione, volontà, determinazione. Chi non poteva, o non era in condizione di farlo, lavorava.

La mia generazione, i quarantenni bamboccioni, ha studiato ed è rimasta parcheggiata all’università, in attesa del lavoro azzurro che, alla fine del tunnel, non esisteva.

La maturità è stata un passaggio, pesante, ma necessario, per arrivare ad avere ancora qualche anno di bonus gioventù.

I ragazzi di oggi che prospettive hanno? Quante possibilità avranno a diciotto, diciannove anni, di essere considerati adulti?

maturità

Mi dispiace, ragazzi, ma non vi sarà permesso crescere: vi sarà data l’illusione, vi sarà millantato un mondo nuovo che voi potrete creare (lo si dice sempre ai giovani: siete il futuro, avete in mano la vita…) ma non avrete nulla, ci siamo già in coda noi che stiamo aspettando che i vecchi mollino l’osso. Ragazzi, vi dicono che avete in mano il futuro perchè il futuro non arriva mai: esiste il presente, e quello è ancora in mano ai vostri nonni. Il vostro presente è quello dell’Isola che non c’è.
Al termine di questi esami avrete avuto il primo, vero contatto con la realtà della vita, ossia che dall’essere valutati e soppesati non si scappa mai, e che questa valutazione non avrà nulla a che fare con la vostra preparazione. Sarete sempre nudi, non illudetevi che lo studio vi dia davvero i mezzi per sentirvi tranquilli.

Questi temi, in fin dei conti, sono perfetti. Rispecchiano appieno quello che verrà chiesto a questa generazione.

E che cosa verrà chiesto?

Non lo so, perchè non è sicuramente nel programma.

 

About Antonia Romagnoli

Antonia Romagnoli è autrice di romanzi rosa storici, fantasy e opere per l'infanzia. Fra le sue opere: "La dama in grigio", regency romance, la "Saga delle Terre", trilogia fantasy.

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