Il matrimonio vittoriano, la tradizione e le regole

Il matrimonio vittoriano

Il matrimonio vittoriano non è dissimile, come cerimonia e regole, ai matrimoni di classe e formali che si celebrano ancor oggi.

Abbiamo letto di come si svolgeva la cerimonia in epoca Regency in questo articolo: molte delle regole sono in realtà le stesse, ma l’epoca vittoriana, si può dire, esaspera le formalità e rende tutto molto più codificato.

matrimonio vittoriano

Il matrimonio della principessa Mary, 1893

L’abbigliamento nel matrimonio vittoriano.

Abbiamo già parlato in maniera approfondita della sposa, che ha meritato un capitolo tutto suo. Ma lo sposo? Le damigelle? Gli invitati?

Lo sposo vittoriano

Lo sposo, che in epoca Regency poteva vestire anche di nero, in periodo vittoriano deve evitare cappotto o giacca neri; sono preferiti un cappotto blu, color gelso o bordeaux, pantaloni grigio chiaro o bianco satinato, abbinati a un gilet in seta bianca e a una cravatta elegante. Anche lo sposo, come la sposa, porta guanti bianchi (in ogni caso, possibilmente non colorati), soprattutto dopo il 1885.

Fino al 1850 sono ancora indossate le redingote (spesso blu), ma stanno passando di moda: torneranno verso fine secolo per un ultimo guizzo di fiamma.

L’abbigliamento maschile in epoca Regency

Una redingote

Si portano cappotti da giorno e giacche da mattina; dopo il ’65 le giacche prevedono un foro nel bavero per portare il fiore all’occhiello, che diventa d’obbligo.

Se proprio lo sposo sceglie la redingote, la porta scura, con pantaloni grigi, cravatta di colore medio e guanti color lavanda.

Lo sposo della frontiera americana, invece, molto più alla mano, indossava un fiore sul risvolto del suo vestito migliore, utilizzando uno di quelli presenti nel bouquet della sposa. D’altra parte, anche la sposa non era formale e portava l’abito “della domenica”.

La moda maschile muta rapidamente, verso la fine del secolo, e i guanti da bianchi diventano obbligatoriamente neri chiusi da bottoncini colorati. Nel 1899, la redingote torna in grande stile, con un gilet a doppio petto, di colore chiaro, cravatta scura, pantaloni a righe in cachemire grigio, stivali di vernice e guanti di velluto beige pallido.

Per tutta l’epoca vittoriana, lo sposo non può non avere un cappello a cilindro.

matrimonio vittoriano

da avictorian.com

 

 

Se il matrimonio avviene di sera (solo con licenza speciale in epoca Regency, il matrimonio pomeridiano e serale viene consentito dalla legge inglese in epoca vittoriana), lo sposo indossa un frac, con guanti bianchi e panciotto bianco. Il padre della sposa vestito indossa abiti in linea a quelli dello sposo in base all’ora del giorno del matrimonio.

Susanna Yves, sul suo blog, riporta alcune informazioni tratte da  “Il Galateo del corteggiamento e del matrimonio: con una guida completa alle forme di un matrimonio”, pubblicato nel 1852, che specifica molti particolari interessanti  sullo svolgimento delle cerimonie e sulle tradizioni legate alle nozze.

Damigelle e testimoni

Nel matrimonio vittoriano si conferma la tradizione, già iniziata in periodo reggenza, di avere damigelle d’onore. Anche paggetti e piccole damigelle compaiono nei matrimoni più importanti, per reggere lo strascico o gettare fiori, o ancora per portare le fedi (esattamente come oggi!).

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Leonard (Linky) Jensen I (1887-1979) at the wedding of Daisy Jensen (1892-1986) and Francis (Frank) Joseph Woods (1891-1972) in 1918 in Chicago, Cook County, Illinois.

L’abbigliamento di questi personaggi importanti e in vista è semplice ed elegante. Alle damigelle, al contrario di oggi, a metà Ottocento è consigliato il bianco, ma verso fine secolo si diffonde la moda di usare per loro colori diversi per riguardo alla sposa. Le damigelle possono indossare veli corti, o più semplicemente acconciarsi con fiori e piccoli gioielli.

Dalla metà Ottocento i fiori d’arancio diventano i fiori della sposa.

l'abito da sposa nell'Ottocento

The wedding breakfast, 1862: qui la sposa indossa un abito viola.
Immagine dal web.

Simbolo di fertilità, sono legati a un’antica leggenda. Vista l’attenzione al linguaggio dei fiori, ben presto diventa uso farne coroncine per le damigelle, inserirli nel bouquet o, in mancanza dei fiori, spruzzarne l’essenza fra i capelli della sposa.

Per i bimbi e le bimbe del corteo nuziale sono indicati in periodo vittoriano abiti eleganti: scuri e con colli importanti quelli per i maschietti, bianchi per le bimbe. La lunghezza della gonna dipende dall’età.

I testimoni dello sposo, come il padre della sposa, si vestono in base alla linea scelta dallo sposo: redingote, frac, giacca o cappotto in tutto simili a quelli di lui.

Gli invitati al matrimonio vittoriano

La madre della sposa più fine vestiva… di nero, almeno a fine secolo: mai crespo, però, perché era la stoffa del lutto. Se la madre della sposa era vedova, optava perciò per altri colori del lutto e per stoffe alternative.

Come in epoca Regency, il lutto non fermava i preparativi: solo il periodo di lutto stretto era tabù.

Per tutti gli altri invitati non c’erano obblighi particolari, a patto di rispettare il tono della cerimonia e l’orario dell’evento: non erano consigliati abiti da sera, ma da mezza sera.

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Nei matrimoni in chiesa d’obbligo il cappello per le signore, ma non il bonnet in quelli serali. Per gli uomini, capello sì, ma non durante la cerimonia: in chiesa si toglie.

Nei matrimoni a casa, invece, c’è più libertà, ma il tono viene deciso dagli sposi e dalle loro famiglie e comunicato per tempo agli invitati, in modo che possano adeguarsi.

La cerimonia

Il matrimonio vittoriano è in tutto simile a quella Regency, in quanto il libro delle preghiere comuni è ancora lo stesso.

Ci sono movimenti di pensiero che si discostano dalle linee della tradizione, ma questi “religiosi alternativi” non sono riconosciuti, perciò i matrimoni ufficiali vengono celebrati sempre da pastori della chiesa anglicana. Sono accettati anche nozze con persone di altre fedi, ma occorrono dispense particolari.

Gran parte delle tradizioni arrivate oggi cominciano in epoca vittoriana: la firma del matrimonio civile avveniva in separata sede; la chiesa veniva addobbata con fiori e sempreverdi. I fiori in periodo vittoriano erano molto importanti: il significato dei fiori viene utilizzato come un codice di comunicazione e anche nelle nozze sono fondamentali, tanto che in alcuni periodo anche le damigelle li portano appuntati ai vestiti.

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C’erano anche alcune tradizioni che si sono perdute: la sposa soleva arrivare in chiesa o a piedi o su carrozza trainata da un cavallo grigio.

Il corteo nunziale prende forma in questo periodo: le damigelle attendono la sposa all’ingresso della chiesa, accogliendo gli ospiti. Lo sposo e il testimone attendono all’interno.

La sposa, una volta giunta, viene preceduta nella navata dalle damigelle, accompagnata dal padre o da un autorevole membro della famiglia e seguita dai paggetti che reggono lo strascico: tutto come nei film… anche moderni!

Le campane suonavano non solo per annunciare le nozze, ma anche in segno beneaugurale per la coppia, così come il tappeto di fiori che attendeva talvolta gli sposi aveva un significato propiziatorio.

Se l’anello cascava, era di buon augurio, così come uscire dalla chiesa senza guardare in faccia nessuno.

Chi partecipava alle nozze durante un lutto entrava in chiesa quasi di nascosto per non turbare la gioia del momento.

Per ulteriori particolari sulle cerimonie vi rimando alle fonti, molto esaustive, sull’argomento.

Dopo le nozze…

Il lancio di riso o petali ovviamente nel matrimonio vittoriano diventa d’obbligo o quasi, mentre in epoca Regency avveniva saltuariamente.

Fra i primi a uscire di chiesa erano i genitori della sposa; gli sposi uscivano dopo aver firmato i documenti necessari alla convalida delle nozze; il testimone dello sposo era invece l’ultimo a uscire perché doveva pagare e ringraziare il pastore.

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I matrimoni VIP prevedevano che gli sposi lasciassero la chiesa su un tiro a quattro, condotto da cavalli bianchi.

Mentre per i più abbienti la giornata di festeggiamenti era solo cominciata, per i poveri le nozze non comportavano particolari feste: una rapida colazione, sperando d’avere qualcosa di buono da mangiare, e poi via al lavoro.

 

Il rinfresco

In epoca Regency il rinfresco era sempre una colazione: gli sposi dovevano sposarsi a digiuno e la cerimonia era solo mattutina.

In epoca vittoriana il rinfresco diventa anche un pranzo, o una cena, a seconda dell’orario delle nozze e delle scelte fatte dagli sposi.

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Il pranzo di nozze, solo per gli invitati e non per i curiosi che si erano infilati in chiesa, per tradizione avveniva a casa di lei, dove veniva allestito uno spazio dove gli sposi accoglievano gli ospiti accogliere gli ospiti; lì insieme ricevevano le congratulazioni e i saluti, lei per prima e lui per secondo, salvo nel caso che la conoscenza fosse solo dello sposo: era quello il momento delle presentazioni. Accanto agli sposi sostavano i genitori e la damigella, pronti ad aiutare la sposa, mentre la servitù scortava poi gli ospiti nella sala.

Il viaggio di nozze

Emma di Jane Austen va in viaggio di nozze: la tradizione di un viaggio, più o meno lungo, per le coppiette, è di antica tradizione.

Chi poteva permetterselo, faceva il famoso gran tour e visitava l’Europa. Chi aveva pretese più modeste trascorreva un periodo in qualche località rinomata: Brighton, Bath, Londra…

Il fidanzamento vittoriano

Da Pinterest

Dopo queste romantiche vacanze la coppia riprendeva il suo posto in società.

E sull’ingresso della sposa nella sua nuova casa chiudiamo il sipario, mentre la servitù si affanna a scaricare i bauli dalla carrozza e i giovani sposi si scambiano uno sguardo carico d’intesa…

E il divorzio?

Ammesso dalla legge ma poco accettato socialmente, il divorzio è comunque possibile per svariati motivi.

La donna divorziata però resta una reietta in società: quand’anche fosse una nobildonna, difficilmente sarà riammessa a corte.

Capitava che i matrimoni fossero combinati o non fossero proprio scelte d’amore. Di solito il tradimento, purché discreto e ben nascosto, era tollerato più di uno scandalo pubblico per divorzio.

Un’altra via era l’annullamento, che poteva avvenire, esattamente come oggi, per tre cause: mancata consumazione, vizio di forma o costrizione.

Un caso famoso fu quello di Effie Gray, che chiese l’annullamento del matrimonio con il notissimo critico d’arte John Ruskin per mancata consumazione delle nozze.

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Nonostante non si trattasse di divorzio, lo scandalo che investì la giovane fu gravissimo e il secondo matrimonio fu socialmente accettato con molta fatica. Solo dopo molti anni Millais (che era sir) riuscì a far ammettere la moglie a corte.

Per saperne di più su questa storia affascinante vi rimando al mio articolo su Effie Gray.

Il matrimonio vittoriano – le fonti

http://www.lahacal.org/wed.html

http://www.lahacal.org/wedding/wedding.html

http://www.literary-liaisons.com/researchrom.html

http://recollections.biz/blog/wedding-traditions-victorian-era/

http://susannaives.com/wordpress/2015/11/victorian-wedding-etiquette-in-1852/

http://classroom.synonym.com/victorian-era-wedding-traditions-7133.html

http://www.literary-liaisons.com/article003.html

http://www.literary-liaisons.com/article004.html

https://raccontidalpassato.wordpress.com/2015/11/06/dillo-con-un-fiore-in-epoca-vittoriana/

http://fiveminutehistory.com/10-facts-about-the-victorian-tradition-of-white-weddings/

https://www.dramafever.com/news/quiz-which-jane-austen-hero-is-your-perfect-love-match/

http://www.pollicegreen.com/fiori-arancio-matrimonio/15183/

http://victoriansolstice.forumfree.it/?t=62112633

https://it.wikipedia.org/wiki/Grand_Tour

http://georgianagarden.blogspot.it/2010/08/la-cerimonia-il-ricevimento-e-la-luna.html

About Antonia Romagnoli

Antonia Romagnoli è autrice di romanzi rosa storici, fantasy e opere per l'infanzia. Fra le sue opere: "La dama in grigio", regency romance, la "Saga delle Terre", trilogia fantasy.

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