Mamme a 40 anni?

Mamme quarantenni, una nuova moda

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Mamme a quarant’anni: oggi il Corriere.it decreta che vanno più di moda delle mamme ventenni, per lo meno secondo una tatistica della clinica Mangiagalli.

Trovate i due articoli sull’argomento qui e qui.

Interessanti anche i commenti, a suon di pro e contro l’età avanzata in gravidanza.

La prima cosa che è venuta in mente a me è che al consultorio ho visto pance molto più giovani della mia, ma le differenze erano anche altre: il colore della pelle e il velo sui capelli.

La Mangiagalli è una clinica privata, perciò non mi stupisce che a partorire lì vadano non solo le donne che hanno ricorso alla fecondazione assistita (uno dei punti sottolineati riguardava questo, ossia che le donne in maggioranza portavano avanti gravidanze naturali), ma anche quelle che possono permettersi assistenza privata.

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La realtà che mi circonda, e che credo sia sotto gli occhi di tutti, è che le madri giovani sono spesso straniere, così come quelle di prole superiore a due pargoli. Queste, alla Mangiagalli, non vanno: si appoggiano a strutture pubbliche.

Vero è che le donne italiane, per molti motivi, tendono a rimandare le gravidanze. Prima c’è da studiare, poi da consolidare le posizioni lavorative, poi se ci si sposa e si compra casa ci sono spese a cui far fronte, poi, quando tutto è tranquillo, si pensa ai figli.

Io non ho fatto così: ho avuto la prima a ventisette anni, compromettendo definitivamente le mie possibilità di carriera. Non posso dire se è stata più egoista la mia scelta o quella di chi attende di essere “matura”: le sfumature e le considerazioni sono moltissime.

Quando ho affrontato la prima gravidanza sicuramente avevo più forze, ma ero meno pronta psicologicamente a prendermi cura di una figlia, anche perchè ho fatto appena in tempo a capire di essere sposata e già ho dovuto fare i conti con un cambiamento ancora più radicale, l’attesa e l’arrivo di un bambino.

Un po’ come nelle favole, quando il principe sposa la principessa e un anno dopo la loro felicità viene coronata dall’arrivo di un erede, è capitato anche a noi. Un anno dopo il matrimonio siamo diventati genitori. Inesperti, allo sbaraglio, senza le tate e le balie della famiglia reale. Ed è stato difficile, anche se meraviglioso.

Il secondo è arrivato tre anni dopo, con una maggiore coscienza e maturità, quando sapevamo già che cosa significava.

E adesso? Vivo questa attesa con molti terrori in più, non come la mettono giù rosea negli articoli.

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Non ci credo che tutte le mamme di quarant’anni, specie quelle al primo figlio, sono mature e serene: ci pensano i medici a terrorizzarle a dovere sui rischi che corrono, sia per se stesse che per i bambini.

Non è che sia una passeggiata decide se fare o non fare certi esami, così come accettare le conseguenze dei risultati.

Se hai quarant’anni e desideri davvero un figlio non credo si possa vivere senza pensieri l’eventualità di rinunciare a una maternità perchè un esame mette in forse la salute del futuro bambino. Anche perchè a quarant’anni ti dicono tutti che sei arrivata alla frutta.

Uno dei commenti definiva le quarantenni di mezza età: e se questo fosse davvero l’ultimo treno?

Mamma mia.

A quarant’anni, dice l’articolo, le madri sono più mature e crescono meglio i loro figli.

Forse. E forse no, se poi quel bambino avuto tardi diventa oggetto ossessivo di attenzioni, una specie di perla preziosa che dovrà restare per sempre con mammà.

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Come figlia unica avuta tardi (mia madre aveva meno di quarant’anni, ma era comunque “vecchia” per una primipara anni settanta) posso garantirlo: in generale essere figli unici può comportare qualche campana di vetro; più il figlio è atteso, desiderato, cercato, più questa campana rischia di incombere.

E’ un meccanismo naturale.

In fin dei conti, quando si tratta del primo figlio, non c’è regola che tenga, ci si trova di fronte a un’esperienza nuova e anche se si hanno tutti i manuali del mondo nessuno può insegnarci veramente come essere mamme. Si arriva, quando va bene, a un equilibrio molto elastico fra emotività, energie, esperienze pregresse, storia personale, consigli, motivazioni, intenzioni. Si mescola tutto e si aspetta di vedere che succede.

E’ lo stesso con ogni figlio. Ti aspetti che il secondo infili le dita nelle prese e mentre tu sorvegli quelle lui si mangia il detersivo, cosa che proprio non pensavi.

Ecco, forse un primo figlio a quarant’anni ha altri vantaggi: niente smagliature a trenta, né occhiaia a trentadue per le notti insonni col pargolo. Lo svantaggio è che a quaranta ci si è abituati a un certo corpo e una gravidanza lo modificherà per sempre, ma in fondo tutto si accetta, tutto si supera, se si fanno le cose per amore.

About Antonia Romagnoli

Antonia Romagnoli è autrice di romanzi rosa storici, fantasy e opere per l'infanzia. Fra le sue opere: "La dama in grigio", regency romance, la "Saga delle Terre", trilogia fantasy.

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