La sposa o non la sposa? Le dichiarazioni d’amore Regency & Victorian

La sposa o non la sposa? Le dichiarazioni d’amore Regency & Victorian

Le dichiarazioni d’amore nell’arte vittoriana ci raccontano dell’amore contemporaneo e dell’amore passato: molti artisti si sono cimentati nell’immortalare questo momento così importante nella vita delle persone e ciascuno ha voluto mettere in evidenza aspetti diversi. Eccovi il manuale per il perfetto gentiluomo che vuole dichiararsi, con esempi pratici e illustrazioni d’epoca.

Le dichiarazioni d’amore nell’800

Abbiamo già parlato del corteggiamento in alcuni articoli, nei quali abbiamo seguito il percorso delle signore dalle prime schermaglie fino alle nozze. La dichiarazione poteva essere considerato il momento più importante e più gratificante per una donna.

I ceti più elevati, nei quali si poteva trarre vantaggio da una buona istruzione per corteggiare e dichiararsi in modo eclatante, erano anche quelli in cui più di rado i matrimoni erano basati sull’amore. Le nozze erano poco più di un contratto che serviva alle parti per migliorare le proprie aspettative: accrescere beni di famiglia, ottenere un titolo, proseguire un casato mantenendo prestigio o ancora meglio, aumentandolo.

 Rudolph Alfred Hoeger dichiarazioni d'amore

Rudolph Alfred Hoeger. “Dai che questo va dritto di diamante. Sai che invidia la Carmelina?”

Mancava l’amore? A volte sì. Altre, arrivava col tempo. Altre ancora, ed erano i casi più fortunati, era sincero fin dall’inizio.

Lui si sedette per qualche istante, e poi si rialzò e si mise a camminare per la stanza. Elizabeth era sorpresa, ma non disse una parola. Dopo un silenzio di qualche minuto lui le si avvicinò con evidente agitazione, e cominciò così, “Invano ho lottato. Non è servito. I miei sentimenti non possono essere repressi. Dovete permettermi di dirvi con quanto ardore vi ammiro e vi amo.”

Lo stupore di Elizabeth era inesprimibile.

Lo fissò, arrossì, dubitò e rimase in silenzio. Fu considerato un incoraggiamento sufficiente, e seguì immediatamente l’ammissione di tutto ciò che lui provava, e aveva a lungo provato, per lei. Parlava bene, ma c’erano da descrivere sentimenti che andavano oltre quelli del cuore, e sull’amore non fu più eloquente di quanto lo fu sull’orgoglio. La consapevolezza dell’inferiorità di lei… il degradarsi che ciò comportava… gli ostacoli familiari che la ragionevolezza aveva sempre opposto ai sentimenti, furono dispiegati con una intensità che sembrava dovuta all’importanza di ciò che stava offendendo, ma che era molto improbabile potesse servire alla sua causa. (Orgoglio e Pregiudizio, trad. Giuseppe Ierolli, Volume secondo, capitolo 11)

La dichiarazione di Mr. Darcy, primo tentativo.

In Jane Austen l’amore accompagna sempre i legami principali dei romanzi:

nessuna delle sue eroine si sposa per mero interesse, al contrario di altre damigelle e gentiluomini che incontriamo nelle sue pagine. Anche in Orgoglio e Pregiudizio, per esempio, non è certo l’amore che spinge Charlotte ad accettare Mr. Collins, ma un calcolo molto logico, come lei stessa spiega a una meravigliata Elizabeth:

“È passato così poco tempo da quando Mr. Collins voleva sposare te. Ma quando avrai avuto il tempo di rifletterci un po’ su, spero che capirai quello che ho fatto.

Non sono romantica, lo sai. Non lo sono mai stata.

Voglio solo una casa confortevole, e considerando il carattere, le relazioni sociali e la posizione di Mr. Collins, sono convinta che le possibilità di essere felice con lui siano favorevoli quanto quelle della maggior parte delle persone che iniziano la loro vita matrimoniale.” (Orgoglio e Pregiudizio, trad. Giuseppe Ierolli, Volume primo, capitolo 22).

Dichiararsi nell’Ottocento seguiva un iter ben preciso, soprattutto in epoca vittoriana.

“Te l’ho già detto che sono un buon partito?”

Prima di dichiararsi

Il corteggiamento lo abbiamo affrontato con dovizia di particolari in questo articolo. Le occasioni per abboccamenti in privato erano ridotti all’osso e spesso si identificava una possibile moglie o un possibile marito con qualche chiacchiera generica in presenza di terze persone, eventi pubblici, balli, cene, passeggiate.

Il linguaggio del ventaglio, dei guanti, di tutti gli oggetti a disposizione delle signorine aiutavano molto, anche perché, fino a che una coppia non era ufficialmente fidanzata, non era consentito scambio epistolare. Le eccezioni ci sono, e meno male!

Le dichiarazioni d'amore nell’arte vittoriana

Occorre un linguaggio segreto per dire Ma vaff…?

Non sotto valutiamo mai il potere di una lettera ben scritta: lo sa bene il capitano Wentworth di Persuasione che ci regala una delle più belle lettere d’amore di sempre:

“Non posso più ascoltare tacendo. Devo parlarvi con i mezzi che ho a disposizione. Voi mi trafiggete l’anima.

Io sono tra l’agonia e la speranza. Non ditemi che è troppo tardi, che questo prezioso sentimento è svanito per sempre.

Vi offro di nuovo il mio cuore, vi appartiene ancor più di quando otto anni e mezzo fa voi quasi me lo spezzaste. Non dite per carità che l’uomo dimentica più della donna, che il suo amore è più rapido a morire. Non ho mai amato nessuna all’infuori di voi.

Posso essere stato ingiusto, forse debole e offeso, ma incostante mai. Solo voi mi avete condotto a Bath.

Penso e faccio progetti solo per voi. Non ve ne siete accorta? Possibile che non indoviniate i miei desideri? Non avrei atteso neanche questi dieci giorni se avessi conosciuto i vostri sentimenti.

Devo andare senza conoscere il mio destino ma tornerò qui o vi seguirò non appena possibile. Una parola, uno sguardo saranno sufficienti a farmi entrare in casa di vostro padre questa sera o mai più”.

Lettera del Capitano Wentworth

Dunque questa lettera non è buttata a caso: precede di pochissimo la richiesta ufficiale della mano di lei.
Le dichiarazioni d'amore nell’arte vittoriana

Nina Hardy . lettera d’amore

Perché la dichiarazione d’amore vera e propria, quella con proposta, è strettamente legata al consenso paterno o del tutore della giovane.

Se questo non arriva, no nozze, no fidanzamento. Al massimo, si salta in carrozza e via a Gretna Green, per un matrimonio al volo (se la famiglia non ripesca prima i fuggitivi).

The Love Letter di George Sheridan Knowles. Ricorda il momento in cui Emma e Harriet leggono insieme la lettera di Mr. Martin. Una “bella lettera” per ammissione di Emma, che verrà rifiutata sempre via posta.

Come chiedere la mano a una ragazza

Dalla tradizione sappiamo che le signorine amano che il pretendente si inginocchi, ma in caso di terreno accidentato o fangoso anche solo prendere la mano della fanciulla risulta essere abbastanza esplicativo.

Una giovinetta Regency, tuttavia, può essere piuttosto confusa riguardo i rapporti fra uomini e donne per quasi totale inesperienza sul tema. Può venire utile, in questo caso prendere l’argomento alla lontana, magari con una buona introduzione all’argomento. Mr. Collins in questo è un maestro. Fin troppo…

Mr. Collins, ilustratione di Thompson.

“Credetemi, mia cara Miss Elizabeth, la vostra modestia è ben lungi dal rendervi un cattivo servizio, si aggiunge piuttosto alle vostre altre perfezioni.

Sareste risultata meno amabile ai miei occhi se non ci fosse stata questa piccola ritrosia; ma permettetemi di assicurarvi di come io abbia il permesso della vostra stimata madre per questo colloquio. Non potete certo avere dubbi sullo scopo del mio discorso, anche se la vostra delicatezza vi porta a dissimulare; le mie attenzioni sono state troppo evidenti per essere fraintese.

Quasi subito, una volta entrato in questa casa, ho scelto voi come la compagna della mia vita futura.

Ma prima di lasciarmi trasportare dai miei sentimenti in proposito, forse sarà opportuno che esponga le ragioni che ho per sposarmi, e, inoltre, quelle che mi hanno portato nell’Hertfordshire con l’intento di trovare una moglie, come appunto ho fatto.” (Orgoglio e Pregiudizio, trad. Giuseppe Ierolli, Volume primo, capitolo 19)

Ma per potersi inginocchiare comodamente, con la certezza di avere il tempo utile per una buona introduzione, il tempo materiale per un di lei cenno, il proseguimento del discorso con l’espressione dei più ardenti sentimenti, i più nobili intenti e i più puri affetti, occorre aver già svolto la prima parte del lavoro, ossia il consenso paterno, altrimenti col cavolo che la ragazza viene lasciata sola abbastanza a lungo.

L’alternativa, a cui tutte le scrittrici rosa sono estremamente grate e affezionate, è la passeggiata.

Ma tu guarda che caso incontrarci qui!
Courtship by Samuel Edward Waller

La passeggiata

A passeggio, nei giardini di casa, nei boschi, per i sentieri e per le strade, nei giardini o ovunque si poss mettere un piede di fronte all’altro in compagnia, è il modo più semplice per dichiararsi a una donna.

Espediente usato da Darcy quando finalmente gli va bene, camminando uomo e donna sono meno scandalosi che fermi. Specie se si fa finta di accompagnare qualcun altro. O se qualcuno fa finta di accompagnare la coppia.

La passeggiata offre numerosi vantaggi a entrambi.

“Bella giornata, vero?”
“Nzomma…”
“Mi vuoi sposare?”
“Nzomma…”
Courting by Géza Udvary

Vantaggi per lui.

Se l’espressione di sentimenti, ardori, affetti ecc. è un po’ tentennante, si può dare la colpa al terreno accidentato o all’attenzione distratta dai passanti che non devono sentire. Insomma, la dichiarazione fa un po’ schifo, ma quanto è premuroso, lui!!

Lei non è obbligata a guardarci in faccia, cosa che renderebbe tutto ancor più confuso.

È uno dei pochi momenti in cui il contatto fisico è ammesso: non troppo, eh, ma sostenere una dama offrendo il braccio è consentito. Amico, approfittane!

“Bel gattino che hai”
“Veramente è un cane”
“Che stai a di’ cor ventaglio?”
“Sto a chatta’ col tipo, non me secca’!”

Vantaggi per lei.

Possiamo mascherare il nostro nervosismo camminando ed, eventualmente incespicando. Attenzione: lui stringerà la presa. Se il vostro obiettivo è rifiutarlo NON incespicate.

Non siete costrette a guardalo in faccia. Che sia sì o che sia no, non scoppierete a ridere.

Se la dichiarazione non è gradita, potete sperare in un’amica, in un negozio in cui dovete entrare, in qualunque scusa possibile per cambiare discorso. “Toh, qualcuno affoga nella fontana”. A casa questo è più difficile.

La passeggiata offre anche un sacco di pertugi, angoli, muretti, panchine, cespugli… che possono fornire un adeguato scenario per la dichiarazione. Entrambi i piccioncini, confido, sapranno sfruttare a loro piacimento tali appigli.

Un bel biglietto

San Valentino è un momento ottimo per le dichiarazioni o per le avanscoperte: i bigliettini sono una tradizione di lunga data. Intagliati o dipinti a mano fino all’epoca vittoriana, successivamente diventarono un vero e proprio mercato.

San Valentino nell’età vittoriana

Dichiarazioni d’amore vitoriane

Se Jane Austen tende a sfumare le dichiarazioni d’amore, ritenendole forse troppo intime per essere raccontate nei romanzi, in epoca vittoriana ci si dichaira con furore, con vigore e senza peli sulla lingua.

“Non voglio, non posso sposare la signorina Ingram. Voi…. voi, strana…. voi, creatura immateriale!… Vi amo come la mia carne. Voi…. povera e oscura, brutta e piccina come siete, vi supplico di accettarmi per marito.

 — Come! Io? — esclamai, incominciando ad accorgermi della serietà della proposta, specialmente dall’impertinenza con cui era fatta. — Io, che non ho amici nel mondo, altri che voi, se pur siete mio amico, che non ho uno scellino, se non quelli che mi avete dati?

— Voi, Jane, bisogna che siate mia, interamente mia. Volete appartenermi? Dite subito di sì.

— Signor Rochester, lasciate che vi guardi in faccia; voltatevi verso la luna.

— Perché?

 — Perché voglio leggervi in viso; voltatevi!

— Non vi leggerete meglio che su una pagina sgualcita e macchiata. Leggete, però fate presto, perché soffro. Il volto di lui era agitato e gonfio, con i lineamenti contratti e uno strano splendore negli occhi.

— Oh, Jane! — esclamò, — voi mi torturate. Con quello sguardo, ora scrutatore, ora sincero e generoso, mi torturate.

 — Come mai? Se siete sincero, se la vostra offerta è vera, i miei sentimenti per voi debbono essere di gratitudine e di devozione…. e non possono torturarvi.

— Gratitudine! — esclamò; ed aggiunse violentemente: — Jane, accettatemi subito, chiamatemi per nome, ditemi: Edoardo, Edoardo, vi voglio sposare.

— Dite sul serio? m’amate veramente e desiderate proprio che sia vostra moglie? — Sì, davvero, e se un giuramento è necessario ve lo giuro!

 — Allora, signore, vi sposerò.

(Jane Eyre, parte seconda, cap. III)

Mi ricordano sempre Meg e Mr. Brook.

Ricordiamo comunque ai gentiluomini che possono altresì utilizzare il linguaggio dei fiori, ma che la vostra amata li potrà accettare solo dopo ufficiale fidanzamento. A quel punto… “confermatelo coi fiori”.

Se poi avete bisogno di qualche suggerimento per aggirare i divieti paterni, c’è la possibilità di emulare un giovanotto piuttosto intraprendente che ha sapientemente celato la propria dichiarazione d’amore in una lettera apparentemente esprimente giudizi negativi. Leggete una riga sì e un no, e scoprirete che l’amore supera ogni ostacolo!

Buon san Valentino a tutti!

L’importante è che il padre sia il primo a saperlo. O che almeno ne sia convinto.

https://meegasexpress.wordpress.com/2013/01/26/non-posso-piu-ascoltare-tacendo/

http://ebookgratis.biz/ebooks-gratis/Austen/Ragione%20e%20sentimento%20-%20Jane%20Austen.pdf

http://www.jausten.it/orgoglioepregiudizio.pdf

https://www.liberliber.it/mediateca/libri/b/bronte/jane_eyre/pdf/bronte_jane_eyre.pdf

https://www.brainpickings.org/2014/09/01/victorian-cryptographic-love-letter/

Immagini da pinterest, wikipedia, Mimirogers.com.

About Antonia Romagnoli

Antonia Romagnoli è autrice di romanzi rosa storici, fantasy e opere per l'infanzia. Fra le sue opere: "La dama in grigio", regency romance, la "Saga delle Terre", trilogia fantasy.

I commenti sono chiusi