L’abbigliamento maschile in epoca Vittoriana

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L’abbigliamento maschile in epoca Vittoriana: la classe non è acqua!

L’abbigliamento maschile in epoca Vittoriana cambia le linee rispetto a quello dell’epoca Regency, di cui abbiamo parlato in questi due articoli: L’abbigliamento  maschile; Gli accessori.

abbigliamento vittoriano L’abbigliamento maschile in epoca Vittoriana

Passata l’influenza di Lord Brummell, il dandismo non tramonta del tutto, ma cambia stili e modelli.

A partire dagli anni 40 del 1800, gli uomini indossano lunghi cappotti aderenti, oppure gilet e giacche.

Le giacche sono a singolo o a doppio petto, si portano con il fazzoletto (cravatta) o con il collo rivoltato. Per le occasioni più formali, è d’uso un completo da giorno come il frac, indossato con pantaloni leggeri, mentre per la sera è preferito un completo di colore scuro con una giacca a coda e dei pantaloni. Vediamoli in particolare.

abbigliamento vittoriano L’abbigliamento maschile in epoca Vittoriana

Il mutandone… da pinterest

Il mutandone!!!

Ebbene sì, mie care signore: finalmente anche i gentiluomini cominciano a portare la biancheria. Mentre le dame indossano settanta strati di camiciole sottovesti sottogonne mutandona e arnesi vari, il vero uomo vittoriano indossa una specie di tuta aderente, abbottonata (logico…) sul davanti. Intorno agli anni ’70 per la gioia dei fantini nascono conchiglie per proteggere i gioielli dai traumi della sella.

In un primo periodo la biancheria viene cucita rigorosamente in casa (che vergogna!!!) ma a fine secolo arrivano i primi prodotti industriali. Bisognerà aspettare il 1911, però, perché arrivi la prima pubblicità, estremamente discreta, di questi prodotti…

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Camicia vittoriana, ancora aperta a metà. Si notano le linee più semplici rispetto alle precedenti. Da Pinterest.

La camicia

La camicia, sempre bianca, in lino o cotone, resta un capo fondamentale. La forma si modifica leggermente nel corso dell’epoca: il colletto, riducendosi progressivamente l’altessa del nodo della cravatta, si abbassa.

L’abbottonatura, che a inizio secolo arriva sempre e solo a metà del petto, arriva fino in fondo in alcuni modelli, portando la camicia a essere completamente aperta sul davanti.

Le linee sono morbide, il davanti è spesso operato, sotto agli abiti da sera sono preferite camicie “alate”. Fanno la loro comparsa i gemelli per chiudere i polsini.

da Pinterest L’abbigliamento maschile in epoca Vittoriana

da Pinterest

Anche la lunghezza diminuisce progressivamente.

In epoca edwardiana si affermeranno poi i colletti come li conosciamo oggi, girati verso il basso, ma di dimensioni ridotte: compaiono, raramente, già in periodo vittoriano.

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Abbigliamento formale vittoriano

La giacca vittoriana

Il frac, con le sue code, è l’erede diretto della marsina Regency. Piuttosto aderente, è il protagonista del primo periodo vittoriano.

In questo periodo si assiste a un forte mutamento sociale, a causa del quale si ha una forte evoluzione anche del concetto di mascolinità e, in modo altrettanto diretto, della moda maschile.

In epoca Regency il divario fra classi elevate e medie era quasi insormontabile: l’epoca vittoriana, nella quale si ha l’ascesa dell’imprenditoria, la moda per i ricchi prevede un progressivo aumento della praticità, allontanandosi dalle linee attillate del dandy Regency.

L’abbigliamento maschile in epoca Vittoriana

La marsina, però, resta a lungo la giacca da sera per eccellenza!

Negli anni ’30 cappotti e giacche segnano il punto vita con aderenze (sotto si porta volendo un corsetto da uomo per snellire la figura), le falde della giacca restano ampie e mostrano panciotti preziosi, cravatte dai nodi elaborati e camicie col collo alto: in tutto, la moda è ancora quella Regency.

Già dagli anni ’40 le giacche si ammorbidiscono, i nodi delle cravatte si fanno meno complicati.

Intorno agli anni ’50 compaiono giacche lunghe, sempre meno svasate, col collo sempre meno vistoso.

Questo tipo di giacca, che nel decennio successivo tende anche ad accorciarsi, viene portata con i primi bottoni allacciati, gli altri aperti.

Il Norfolk e la giacca in tweed di lana abbinata a dei calzoni erano utilizzati per l’attività all’aria aperta come il la caccia o il tiro al piattello.

Nel 1880 si afferma, come completo da giorno, il Tight o Tait, che deve il suo nome alla forma aderente rispetto alle giacche più informali di moda verso fine secolo.

L’abbigliamento maschile in epoca Vittoriana

Si tratta dell’abito da uomo formale per eccellenza: obbligatorio per entrare ad Ascot, indicato per i matrimoni vip solo se la sposa è in bianco e con strascico e velo lungo.

La forma ricorda quella del frac: lungo dietro, con il taglio per cavalcare, si accorcia progressivamente sul davanti. È chiuso da un solo bottone.

Si porta con camicia, panciotto e cravatta, possibilmente plastron o ascot.

A partire dal 1890 è stato introdotto anche il blazer, indossato per lo sport come, ad esempio la vela, ed altre attività occasionali.
L’abbigliamento maschile in epoca Vittoriana

smoking

Negli anni ’60 fa la sua comparsa lo smoking.

Negli abiti da sera, il periodo vittoriano vede l’affermarsi di stili che si discostano completamente dai precedenti. Lo smoking deve il suo nome dall’uso: è nato come una giacca da camera che i gentiluomini potevano usare nella sala da fumo per salvare i vestiti dall’odore di fumo.

Compare per la prima volta intorno al 1860 e la sua vera innovazione è la mancanza delle due code, dovuta al fatto che la giacca è fatta per stare in casa e non per cavalcare.

Secondo “Storia: tarda epoca vittoriana” il primo smoking fu ordinato dal principe di Galles (poi Edoardo VII del Regno Unito ) dai sarti Henry Poole & Co. Fu poi adattato per l’uso informale a Sandringham, la tenuta di campagna del Principe. Dunque, un informale abito da sera.

Lo smoking si è poi diffuso, utilizzato in molte occasioni più o meno informali, ma sempre indicato dopo le diciotto.

I colori sono quelli da sera (doveva sostituire la marsina da sera) quindi blu e nero.

La particolarità che contraddistingue questa giacca è il risvolto del collo in raso.

Il fatto che nascesse come abito informale non significa che non fosse comunque elegante: non mancava di essere accompagnato da tutti gli accessori necessari, cravatta, panciotto e orologio da taschino…

L’abbigliamento maschile in epoca Vittoriana

O. Wilde, Dandy!

La cravatta

Il gentiluomo vittoriano porta la cravatta. Abbandonati i nodi astrusi inventati da Brummell, si passa a fiocchi e allacciature meno elaborate. Le cravatte e i fazzoletti da collo si portano in un primo momento principalmente annodati in un elegante fiocco.

Il modello principale che si afferma in questo periodo ha un sottile collarino e sul davanti ampia stoffa: è la cravatta Ascot o, alla francese, plastron: nata come accessorio informale, nelle caccie e per gli avvenimenti sportivi, diventerà un binomio perfetto insieme al  tight.

I nodi in questo periodo tendono a essere piatti e semplici, spesso impreziositi da fermacravatte o spille discrete.

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da Pinterest

Gilet

Il gilet vittoriano non ha grandi differenze da quello Regency: a mono o doppio petto, piuttosto aderente.

I risvolti tendono a essere sempre più ridotti e la scollatura ampia.

I materiali continuano a essere preziose sete, broccati, lana e lino, mentre i colori si fanno sobri, spesso scuri.

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Pantaloni

I Pantaloni a partire dal 1850 si allargano un po’ alla caviglia, ma prevale una forma tubolare.

L’apertura del pants è sul davanti: compare nel 1850 la cerniera zip e trova qui subito una bella collocazione. È un capo più informale e adatto ad essere indossato da giorno, in campagna, come abbigliamento sportivo.

Nel 1857 arriva un modello chiamato “all’americana”, da portare senza bretelle ma con la cintura: questo modello determina la dismissione del panciotto nelle occasioni informali a partire dal 1890, soprattutto in America, e l’uso delle cinture con pantaloni. La lunghezza del pantalone variava dalla caviglia a oltre il collo del piede, ma dal 1860 la cinghia sotto il piede diventa rara.

Sempre dopo la metà del secolo i pantaloni alla zuava, usati per abiti gli da giorno, sono tagliati larghi sui fianchi e si assottigliano alle caviglie; questo modello, di scarso successo al suo nascere, avrà più successo dopo il 1890.

Tra il 1865 e il 1890 le variazioni nel taglio dei pantaloni sono lievi; nel 1870 sono di uguale larghezza al ginocchio e della caviglia; nel 1881 sono più stretti al ginocchio e morbidi alla caviglia e intorno al 1884 i pantaloni eelskin masher diventano molto attillati, probabilmente preferiti stretti dai mashers ( il soprannome dati ai   dandy fra il 1880 -90).

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L’invenzione della pressa per pantaloni nel 1890 ha facilitato la moda della piega nella parte anteriore e posteriore dei pantaloni lungo la gamba; il risvolto alla caviglia e le tasche posteriori, a volte chiamata “caddies”, fanno la loro comparsa in questo periodo.

Durante gli anni ’60 diventano di moda i pantaloni scozzesi e a quadri, spesso indossati con cappotti scuri; i tessuti a righe si fondo grigio trovano crescente favore accompagnati da cappotti formali per l’abbigliamento da giorno, mentre la flanella bianca viene utilizzata per il cricket e il canottaggio.

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Moda ecclesiastica

Gli ecclesiastici e valletti delle famiglie ricche vanno avanti a portare le brache più a lungo, anche se quelle al ginocchio tendono a scomparire lasciando posto a quelle più lunghe.

Le brache rimangono in uso anche per alcune attività come andare a cavallo (ancora oggi ne troviamo traccia nell’abbigliamento da equitazione). Pantaloni attillati continuano a essere indossati con le giacche di taglio militare, insieme ai pantaloni alla zuava, che vengono inseriti nelle divise insieme a calze e ghette per la praticità.

Questo tipo di abbigliamento diviene anche quello tipico dello sport per tutta l’epoca vittoriana, con un taglio che potrebbe essere importato dai giocatori di baseball americani. (L’autore ha gentilmente condiviso con i lettori del Victorian Web questo passaggio dalla seconda edizione della sua “moda in costume”, 1200-2000 (2000), pubblicato da A & C Black ‘Publishers’ Ltd., che conserva il copyright. I lettori che desiderano ottenere il libro possono inviare un’e-mail al seguente indirizzo: sales@acblack.com: qui riporto una traduzione dal sito Victorian Web, come indicto nelle fonti; al testo originale sono state apportate alcune integrazioni da altre fonti (N.d. A.).

L’abbigliamento maschile in epoca Vittoriana

Da notare: Cilindro, cappotto, giacca lunga. Bastone da passeggio. E basette chic… o choc!

Cappelli

Il cappello del gentiluomo è ancora il cilindro, alto e raffinato, con l’ala non troppo ampia. Le stoffe sono le stesse del periodo Regency.

Fa la sua comparsa in questo periodo la bombetta, destinata alle classi inferiori: è il cappello degli affaristi, dei lavoratori, degli uomini che lavorano, che si contrappongono ancora ai veri gentiluomini, i quali portano invece il cilindro.

Citiamo Fabio Larcher e il suo fantasy vittoriano: Wylo Helig, elfo che si aggira per le strade di Londra, mescolandosi a varie classi sociali, sceglie per sé la bombetta, segno distintivo del tipo di frequentazione che preferisce.

Addio a bicorni e tricorni, che ormai sono roba da nonni.

In tarda epoca vittoriana anche gli uomini cominciano a fare uso di pagliette sportive, ma solo come accessori estivi e sportivi.

ulsterovercoat_jan1903 L’abbigliamento maschile in epoca Vittoriana

Scarpe e stivali

Inutile dire che in campagna e come calzatura da giorno lo stivale non tramonta, ma in città la scarpa, con un leggero tacco, nera e lucida, è alla moda.

Lo stivale alto è principalmente l’hessian, ma gli uomini portano anche stivaletti più bassi.

Stringati, o più spesso con file di bottini, gli stivaletti arrivano alla caviglia e si portano in alcuni casi con le soprascarpe, un accessorio tipico dell’epoca.

Le scarpe hanno una firma più affilata e tacchi più alti rispetto ai modelli Regency.

564px-frock_coat_april_1904 L’abbigliamento maschile in epoca Vittoriana

Cappotti

Cappotto e giacca sono quasi intercambiabili: mentre il mantello si porta sopra la giacca, i cappotti rimangono per il primo periodo vittoriano aderenti.

Fra i cappotti lunghi, si contano l’Ulster, la classica redingote e il Chesterfield. Anche per i cappotti sono prediletti i colori scuri, anche se da giorno si può schiarire. Il cappotto per eccellenza è la redingote, adatta alla sella in quanto disegnata con lo spacco dietro. Svasata, aderente, è un capo che con linee leggermente diverse viene portato anche dalle donne.

Si affermano i cappotti corti al ginocchio, che si portavano soprattutto da giorno durante i mesi autunnali e invernali: difficile stabilire, perciò, il confine fra giacca e Morning Coat, dall’alta abbottonatura.

Il soprabito con lunghezza al ginocchio, spesso con risvolto in velluto o con collo di pelliccia, era indossato in inverno.

Nei periodi estivi nasce la sack coats, un cappotto/giacca corto, arrotondato sul davanti: accorciandosi, diventa sempre più simile alla giacca moderna.

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L’abbigliamento maschile in epoca Vittoriana: gli accessori

Il vero Dandy vittoriano non rinuncia a preziosi accessori: bastone da passeggio (che talvolta è sostituito da un ombrello, strettamente legato), orologio da taschino con catena, gemelli ai polsi; portafoglio, soprascarpe e guanti completano l’insieme.

Compare il pinch nez, l’occhiale senza stanghette, che affianca il monocolo.

Non mancano i corredi da fumo (portatabacco, porta sigarette…) e eleganti fiaschette per avere sempre con sé ogni vizio possibile!

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L’abbigliamento maschile in epoca Vittoriana: Curiosità

L’epoca vittoriana vede la nascita dei costumi da bagno; quelli femminili sono più interessanti, quelli maschili lineari e semplici. I primo modelli sono scuri, coprenti. Arrivano al polpaccio e rpresentano manica a tre quarti. Col tempo si accorceranno anche loro e diveranno più colorati, fino a diventare preferibilmenete a righe orizzontali, chissà perché!

La moda dei capelli si scatena in favoriti e basette, abbinati a capelli corti.

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Il baffo, che in epoca Regency era più un vezzo dei militari, appuntito e impomatato, si diffonde e assume varie fogge.

La seconda metà dellOttocento sarà il trionfo dei barbieri, che diverranno quasi scultori. Barbe, basette e baffi andranno per la maggiore, segni distintivi dell’uomo tutto d’un pezzo vittoriano. Un volto completamente rasato non torna in voga fino alla fine del 1880. Per il tormento delle autrici rosa, che l’uomo barbuto, sulla copertina lo aborriscono proprio! Omettiamo il particolare sorridendo, la barba di Mr. Charming sarà il nostro segreto.

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Cupo, serio, accigliato, il nuovo maschio è compassato padre di famiglia o giovane dall’aspetto posato e un po’ grave.

È così che ci arrivano, dalle prime foto, gli uomini di quest’epoca affascinante.

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L’abbigliamento maschile in epoca Vittoriana: le fonti

https://en.wikipedia.org/wiki/Tuxedo

https://it.wikipedia.org/wiki/Smoking

https://it.wikipedia.org/wiki/Frac

https://it.wikipedia.org/wiki/Tight

https://en.wikipedia.org/wiki/Suit_(clothing)

http://www.goticomania.it/eta-vittoriana/moda-vittoriana-fondamentaliaccessori.html

http://angolodiestel.blogspot.it/2011/02/moda-maschile-nell800.html

http://whitechapeljack.com/victorian-era-mens-clothing/

https://en.wikipedia.org/wiki/Victorian_masculinity

https://voxcalantisindeserto.blogspot.it/2013/10/moda-machile-nella-tarda-eta-vittoriana.html

https://it.wikipedia.org/wiki/Tight

https://en.wikipedia.org/wiki/Morning_dress

http://www.waltontaylor.com/sackcoat.html

http://georgianagarden.blogspot.it/2009/11/la-redingote.html

https://en.wikipedia.org/wiki/Stroller_(style)

http://logicmgmt.com/1876/overview/victorian_man/victorian_man.htm

http://historyink.blogspot.it/2012/03/history-of-mens-underwear-brief.html

https://www.gentlemansemporium.com/store/shirts.php

https://voxcalantisindeserto.blogspot.it/2013/10/moda-machile-nella-tarda-eta-vittoriana.html

https://it.pinterest.com/amy_lynn47/victorian-swimwear/

https://it.wikipedia.org/wiki/Cerniera_lampo

http://georgianagarden.blogspot.it/2012/01/la-cravatta-ascot.html

http://clubbeautys.com/it/pages/617270

http://clubbeautys.com/it/pages/617270

http://www.goticomania.it/eta-vittoriana/moda-vittoriana-fondamentaliaccessori.html

http://www.victorianweb.org/art/costume/nunn20.html

About Antonia Romagnoli

Antonia Romagnoli è autrice di romanzi rosa storici, fantasy e opere per l'infanzia. Fra le sue opere: "La dama in grigio", regency romance, la "Saga delle Terre", trilogia fantasy.

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