La tavola Regency

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A cena con Darcy: la tavola Regency

tavola Regency

La tavola Regency

La tavola Regency: Il punto di vista sociale

La tavola Regency, i metodi di cottura

La tavola Regency: gli alimenti e la conservazione

La tavola Regency, food & recipes

La tavola Regency: piatti e posate

La tavola Regency: le bevande

La tavola Regency: i pasti

La tavola Regency: il tea time

 

tavola RegencyLa Tavola Regency

La tavola Regency è una delle curiosità che interessano gli appassionati di romanzi rosa storico ambientati in questo periodo.

In molti romanzi, soprattutto quelli in cui vengono narrate le vicende quotidiane dei personaggi, capita di seguirli attorno alla tavola, per ascoltare i loro discorsi o vedere gli sviluppi di situazioni durante cene formali, incontri conviviali, o anche in momenti domestici.

I romanzi Regency e le opere di Jane Austen non fanno differenza, anzi, capita di incontrare accenni al cibo che incuriosiscono i lettori moderni.

Com’erano i pasti? Come venivano cucinati? Quali alimenti venivano serviti nelle diverse occasioni? Quali piatti erano preferiti?

Nei romanzi Regency, come abbiamo visto, spesso le storie si dipanano attorno ai momenti importanti dell’alta società inglese. Troviamo un susseguirsi di balli, incontri, cene, momenti conviviali durante i quali i protagonisti stringono legami, incontrano amici, alleati e rivali, fanno nuove conoscenze. Questi impegni sociali erano, quasi sempre legati alla tavola: vi erano sempre, in diverse forme, rinfreschi o cene più o meno formali.

La tavola nel periodo Regency è così importante che ci sono arrivate molte ricette direttamente da libri di cucina scritti nel periodo, divenuti all’epoca veri best seller: la più importante autrice di ricette fu Hanna Glasse, che pubblicò nel 1765 il libro The Art of Cookery, Made Plain and Easy, che arrivò a ben nove edizioni.  Altri cuochi che ci hanno lasciato interessanti ricette furono John Farley, Martha Bradley, Duncan Mc Donald.

Se volete cucinare con successo per il vostro Mr. Darcy, siete fortunate: le loro ricette sono state raccolte, rivisitate in chiave moderna da Kirstin Olsen, nel suo Cooking with Jane Austen ha raccolto tutti i piatti più importanti della tavola Regency. Il lato negativo è che il libro è in inglese, è un po’ costoso e ormai fuori catalogo… ma per diecimila sterline l’anno, un piccolo investimento si può fare.

Ma… cominciamo con ordine.

 

tavola regencyLa tavola Regency: il punto di vista sociale

La vita per i poveri e per l’alta società inglese era molto diversa. Soprattutto i pasti erano, per quantità e qualità, differenti. Erano diversi gli orari, gli alimenti e i modi di cucinare: chi poteva permetterselo, possedeva case, manieri, ville o castelli, nei quali esistevano locali ampi e attrezzati dedicati alla preparazione dei pasti, dispense ampie nelle quali stoccare le derrate alimentari e eventuali ghiacciaie e cantine dove conservare i cibi più deperibili.

I più poveri avevano una cucina dotata di focolare che costituiva anche il centro della vita domestica, il locale dove si preparavano i pasti era lo stesso dove si svolgeva la giornata di chi rimava a casa ed era lo stesso dove i pasti si consumavano: riscaldare le stanze era costoso e la cucina era il locale più confortevole dove, anche allestire i pasti.

Le classi sociali elevate disponevano, appena possibile, di domestici che si dedicavano alla cucina: cuochi e sguatteri avevano parecchio lavoro, specie in occasione di cene formali e di ricevimenti. Non avendo problemi di spesa, potevano riscaldare adeguatamente anche una sala da pranzo, adibita solo al consumo dei pasti.

 

Buittle_Tower_Kitchen._-_geograph.org.uk_-_951197La tavola Regency, i metodi di cottura

Il periodo Regency è, anche dal punto di vista culinario, un tempo di trasformazioni. All’inizio secolo le preparazioni per la tavola Regency sono ancora a fuoco vivo, sulla fiamma dei focolari e con suppellettili tradizionali in terracotta, argilla e argento. L’arrostitura e o spiedo sono i metodi principali di cottura della carne.

È in epoca Regency che arrivano le prime pentole in rame e, verso la fine, anche punti cottura simili alle cucine, con forni in ghisa e superfici arroventate, che permettono la cottura e il riscaldamento degli alimenti, nonché la preparazione di alimenti raffinati come salse a caldo.

La bollitura era un metodo di cottura diffuso, ma, se dobbiamo dar retta a Mr. Woodehouse, curiosamente uno dei personaggi di Jane Austen più attenti al cibo e più prodigo di informazioni per i lettori moderni, non sempre facile da eseguire.

In questo periodo si diffonde l’uso di un particolare sacco per la preparazione dei famosi pudding, budini dolci e salati.

Nelle case più povere tutto invece veniva cucinato in una stessa pentola contemporaneamente, separando le verdure attraverso sacchetti di mussola.

Analoghe cotture, d’altra parte, erano presenti in tutte le società rurali europee: anche in Italia il calderone, posto nel camino, conteneva un miscuglio non ben definito di ingredienti, che venivano rabboccati di volta in volta con ciò che era a disposizione.

 

download (2)La tavola Regency: gli alimenti e la conservazione

Secondo le statistiche, in questo periodo in Inghilterra cominciarono a essere meno diffuse le malattie dovute a gravi carenze alimentari. L’agricoltura, grazie a nuove tecniche agrarie, produceva maggiori quantità di derrate, determinando una crescente diffusione dei cibi e un abbattimento dei costi degli alimenti, almeno di quelli basilari per la sopravvivenza.

Dalle Americhe dalla loro scoperta, sono arrivati patate e pomodori, ma solo dal XVII sec. hanno cominciato a essere coltivati a scopo alimentare.

Il vero problema riguarda la conservazione degli alimenti: in città ottenere carne e verdure fresche non è così scontato; solo alle tavole dei ricchi, che si possono rifornire nelle loro tenute di carne (in particolare della cacciagione) è possibile trovare alimenti in stato di conservazione buono.

L’approvvigionamento di verdure fresche è peculiarità delle stagioni calde: sono rare infatti le serre riscaldate e sono appannaggio di pochi (ricordiamo l’orgoglio del Colonnello Tilney nel presentare alla giovane Catherine le sue serre), perciò in epoca Regency l’accompagnamento di carne e verdure è più frequente in campagna, mentre in città è decisamente più raro.

Legumi secchi, farine, alimenti essiccati in generale hanno una notevole diffusione: troveremo sulla tavola Regency piselli e fagioli in tutto l’anno.

Dalla metà del Settecento entrano in uso conserve alimentari come marmellate e composte, mentre l’utilizzo dello zucchero e del sale per conservare alimenti (in particolare la carne) sono ampiamente diffusi. Anche affumicatura, marinatura e invasatura (con zucchero, sale o grasso) sono molto diffuse.

Anche per il pesce salatura e affumicatura sono molto diffusi.

Sia per la conservazione sia per il miglioramento del gusto, ampio spazio hanno spezie come noce moscata, cardamomo, peperoncino, pepe anche se destinati alla tavola dei più abbienti: la provenienza è principalmente quella delle colonie, in particolare dalla Giamaica (chissà che i Bertram non importassero proprio il pepe!).

 

Jáhlová_kašeLa tavola Regency, food & recipes

La tavola Regency dei ricchi presenta molta carne, in particolare di manzo, montone, maiale e pollame, cucinata a fuoco vivo e accompagnata da verdure secondo disponibilità) e da patate.

Alle cene non mancano arrosti e preparazioni di carne a fuoco vivo, ma sono presenti anche piatti più elaborati, come salmì, spezzatini e stufati, in cui abbondano spezie e burro: talvolta per impreziosire i piatti, talvolta per la necessità di mascherare carne non fresca, talvolta per recuperare tagli meno nobili.

Sempre in Emma della Austen troviamo parecchi riferimenti ai tipi di carne e alle preparazioni di esse: citiamo l’oca arrosto di Mrs. Goddard e il quarto di maiale mandato alle Bates in parte consumato subito e in parte “cotto in padella col sale” per la conservazione.

Presenti sulla tavola Regency anche prosciutto e pancetta.

La cacciagione (cervo, lepre, fagiani, pernici…) erano appannaggio delle mense signorili.

Altri tipi di carne erano quella ovina e pollame, consumati principalmente arrostiti.

Fonte: http://www.regrom.com/tag/regency-england-foods/

Fonte: http://www.regrom.com

Anche il pesce è molto presente, in particolare troviamo aringhe, tonno e salmone alle tavole dei ricchi, ma anche dei poveri, specie nelle località sulle coste.

Ci sono ricette dedicate alle ostriche, perciò anche i molluschi venivano apprezzati.

La pesca di fiume porta anche in tavola carpe, di cui possiamo trovare qui una ricetta: https://www.janeausten.co.uk/category/regency-recipes-for-home/main-dishes/

Dalle colonie arrivano ricette speziate per rendere esotiche le tavole Regency più nobili.

I formaggi fanno parte della tavola abitualmente: ricordiamo il Cheddar, tipico formaggio inglese ancora molto apprezzato.

La cucina Regency è, in generale, molto ricca e grassa, abbonda di burro, uova e grassi animali, nonché di zucchero (proveniente dalle colonie).

A far da maestro nell’apprezzamento della tavola raffinata è certamente il Reggente in persona, un vero esperto nel circondarsi dei piaceri della vita. Per seguire le orme di George, tutta la nobiltà si adeguò nel ricercare sempre il meglio per i propri pasti, e in particolare, ai ricevimenti, la parola d’ordine era “Stupire”.

Alle cene non mancavano salse e intingoli vari, sia a base di uova che di panna, che accompagnavano carni e vegetali.

Anche i dolci sono una parte importante della tavola Regency: il cioccolato da qualche decennio si è diffuso fra le classi elevate, ma a far da padroni sono gli onnipresenti zucchero e burro. La cioccolata calda, amara e preparata con acqua, faceva parte delle bevande destinate alla colazione.

I dolci della tavola Regency sono molto vari, numerosi e tutti estremamente invitanti. Creme, torte, budini, biscotti, preparazioni al cucchiaio di vario genere… c’era proprio da sbizzarrirsi. La frutta faceva parte di molte preparazioni, sia usata fresca, quando la stagione ne concedeva in abbondanza, sia sotto forma di conserve (marmellate e composte). Limoni, mele, ma anche uvaspina, fragole… anche ananas e pompelmi, importati e chic.

Le mele erano fra gli ingredienti più presenti, grazie alla possibilità di essere conservate fresche a lungo.

Le torte erano apprezzate: l’usanza di servirle ai matrimoni era già consolidata (anche se Mr. Woodehuse non ne era entusiasta!), e esistono ricette tipiche per le varie feste come Natale Pasqua. Il Pudding natalizio era ovviamente immancabile.

Biscotti di vario tipo accompagnavano il tè.

In Emma, la simpaticissima Mrs. Elton si lamenta e si stupisce per l’assenza del gelato a una cena: tenendo conto della difficoltà di offrire alimenti refrigerati in piena estate, ci rendiamo conto di quanto, in certi ambienti, si facessero salti mortali per portare in tavola l’impossibile. Sorbetti e gelati dai gusti più strani erano molto amati per rinfrescare le serate estive, ma destinati solo a pochi eletti.

Non dimentichiamo la funzione fondamentale del , che vedremo essere bevanda utilizzata nelle più svariate occasioni, accompagnata da stuzzichini sia dolci che salati: biscotti, sandwiches dolci e salati, ma anche torte e bon bons. Il gusto inglese in questo periodo è influenzato dalla Francia Imperiale, che si è imposta in tutta Europa come modello di raffinatezza: i cibi francesi, coi loro nomi esotici arrivano sulla tavola Regency più signorile.

Ma il cibo per i nobili, soprattutto nelle occasioni più formali, è anche arte: le presentazioni più fantasiose ed estrose di piatti dolci e salati diventano la gioia dei commensali e l’orgoglio dei cuochi.

regency-dinner-partyI nobili, nel periodo che andava dalla fine dell’estate all’inizio dell’inverno, si recavano spesso nelle dimore di campagna, nelle quali si dedicavano a uno sport molto amato: la caccia. Frutto delle loro spedizioni erano le selvaggine che arricchivano la tavola Regency, durante i soggiorni rurali.

Ogni pasto aveva, ovviamente, portate diverse e differenti erano i pasti consumati in famiglia e quelli formali.

Sempre Mr. Woodehouse, ci parla in più occasioni di una pappa d’avena (oltretutto diluita!) che considera un toccasana in molte occasioni, in particolare prima di dormire, probabilmente al posto dell’ultimo tè che veniva consumato la sera tardi.

Si tratta di uno dei famosi pudding, in questo caso privato della consistenza tipica del budino per diventare quasi una bevanda.

Non mancavano, alla tavola Regency, brodi e zuppe, sia vegetali che elaborati come la Zuppa bianca citata in Orgoglio e Pregiudizio: si trattava di una zuppa con brodo, carne di pollo e altri ingredienti. Veniva utilizzata come cibo corroborante, accompagnato da vino Negus, una bevanda composta da vino caldo, zucchero e acqua). Le zuppe, sia vegetali che di carne, aprivano le cene, anche formali.

La tavola Regency: piatti e posate

Pensando alla tavola Regency non può non venirci in mente un tripudio di porcellane, di decori floreali, di argenteria e delicati suppellettili.

Le tavole dei ricchi erano in effetti così: la porcellana era ubiquitaria. È nel 1800 che, proprio in Inghilterra, viene messa a punto una innovativa tecnica di produzione, la Bone China, che divenne la base della produzione britannica. A tut’oggi, le porcellane inglesi ottocentesche sono considerate fra le più pregiate.

Alle porcellane, si affiancava una preziosa argenteria: posate, ma anche piatti di portata, zuccheriere, teiere e lattiere, centrotavola e alzate.

Per i poveri, anche la tavola era molto meno appagante per gli occhi, perché prevalevano terrecotte, legno e latta.

download (1)La tavola Regency: le bevande

Alla tavola Regency non mancano di certo gli alcolici, anzi, in quest’epoca il consumo di vini e liquori non è certo moderato, soprattutto in un Paese che ha storicamente avviata una produzione di liquori di altissima qualità.

Per il vino, si sa, il Regno Unito non è noto come produttore, ma a soccorrere la tavola Regency arrivano le importazioni da Italia, Francia e Spagna, che forniscono ottimi e raffinati vini (a chi se li può permettere!).

Ad accompagnare carni e portate varie arrivano dunque bianchi e rossi d’importazione, di certo non manca lo champagne… anche se la guerra contro la Francia, per un po’, metterà in difficoltà i più tradizionalisti gourmands. Ci penserà il contrabbando a rifornire chi non può farne a meno.

Particolarmente apprezzati sono i “vini fortificati” ossia quelli liquorosi, come il Porto e il Madeira, citati spesso nell’accompagnare il dopocena dei signori (ma non delle donne, a quanto pare, a cui era concesso lo sherry).

Le birre erano invece destinate alle classi meno abbienti, anche se i signori, in alcuni casi, non le disprezzavano, sebbene esse non venissero prese in considerazione, sulla tavola Regency, nelle occasioni formali. Citata dalla Austen è la birra d’abete:

Take 7 Pounds of good spruce & boil it well till the bark peels off, then take the spruce out & put three Gallons of Molasses to the Liquor & and boil it again, scum it well as it boils, then take it out the kettle & put it into a cooler, boil the remained of the water sufficient for a Barrel of thirty Gallons, if the kettle is not large enough to boil it together, when milkwarm in the Cooler put a pint of Yest into it and mix well. Then put it into a Barrel and let it work for two or three days, keep filling it up as it works out. When done working, bung it up with a Tent Peg in the Barrel to give it vent every now and then. It may be used in up to two or three days after. If wanted to be bottled it should stand a fortnight in the Cask. It will keep a great while.
From the Journal of General Jeffrey Amherst (1717-1797), Governor-General of British North America

Sempre fra i poveri, fra i super alcolici era diffuso il gin, che nel secolo precedente era addirittura stato regolamentato a causa dell’eccessivo consumo.

Dalle colonie arrivava anche rum, mentre dalla Francia, di contrabbando durante le guerre napoleoniche, arrivava il Brandy.

Durante i ricevimenti da Almack’s le bevande alcoliche erano bandite: per rinfrescare gli accaldati partecipanti erano servite bevande come acqua, limonate, orzata, ratafià: quest’ultima era una bevanda a base di mandorle, che aveva molti estimatori in questo periodo. Se volete preparare qualche bibita da bere dopo un piccolo ballo domestico, trovate più giù il link a un ricettario.

Alle Pump Room di Bath era servita, come vediamo in Northanger Abbey, una strana limonata rosa, forse colorata con frutti rossi.

tavola regency, pasti regencyLa tavola Regency: i pasti.

In campagna e per le classi meno abbienti, la colazione era affare di poco conto: si mangiava presto, prima di cominciare a lavorare. I contadini si nutrivano abbondantemente per sopportare le fatiche dei campi.

L’alta società, specie durante la Stagione, cominciava la giornata tardi dopo aver fatto le ore piccole a cene, balli e concerti. Essendo le attività maschili e femminili molto diverse, solitamente gli uomini si alzavano prima e consumavano una colazione (breakfast) abbastanza frugale, prima di dedicarsi alle varie attività.

Gli uomini più solerti, prima della sospirata colazione, si dedicavano già a una prima parte del lavoro.

Il pasto, di solito consumato intorno alle dieci in città o prima in campagna, consisteva in tè o caffè, plum cake o pound cake, panini caldi e freddi, pappa d’avena, burro e pane tostato. I muffin erano arrivati alla tavola della nobiltà inglese dalla fine del 1700.

Era abbastanza leggero: solo in epoca vittoriana verrà arricchito e diverrà un pasto più completo, ma già in epoca Regency sulla tavola della colazione si potevano trovare uova e pesce.

Le donne potevano permettersi qualche ora di sonno in più, obbligatoria per le debuttanti che non potevano certo apparire invecchiate precocemente, e consumavano un primo pasto, una via di mezzo fra colazione e pranzo, chiamato Luncheon o Nuncheon, durante la mattinata in orario variabile, e consisteva più o meno negli stessi alimenti. Questo pasto poteva essere condiviso con gli ospiti ed era il momento di spezzare il digiuno dopo la notte. Il Luncheon poteva prevedere, oltre a tutti i piatti presenti nella colazione, uova e pesce, in particolare aringhe affumicate e salmone, ma anche carne e zuppe.

Spesso, prima di consumare questo pasto, anche le signore si dedicavano a varie attività, che potevano andare dallo shopping, alla corrispondenza, a qualche passeggiata. Gli uomini, invece, verso mezzogiorno consumavano uno spuntino fuori, poco più di un boccale di birra e qualche boccone, spesso al club (famoso quello di White, a Londra) o in qualche taverna o ristorante.

Hammond-Emma22_(recadrée)Il concetto di mattinata, d’altra parte, in questo periodo era abbastanza vago: comprendeva tutto il tempo fra la notte e il pasto principale, che era poi la cena. Il Luncheon serviva ad affrontare in forze queste lunghe “mattinate” e arrivare alla sera pieni di energia. Era un pasto prettamente femminile e, anche se gli uomini erano a casa, preferivano non partecipare, optando per il consumo di vino o birra, o magari approfittare del momento di pausa per recarsi al club.

Il “tè delle cinque” non esisteva, ma veniva servito agli ospiti tè durante le visite, che si svolgevano dopo il Luncheon, accompagnato da biscotti, sanwiches e altri spuntini.

Il pasto principale era, dunque, la cena (dinner).

Nella vita quotidiana la cena veniva servita molto presto, rispetto ai nostri orari: poteva cominciare alle 15. La cosa non deve stupire: nelle case meno abbienti, l’illuminazione nelle ore notturne era un lusso e i pasti venivano consumati prima del tramonto (e in inverno la luce cala presto).

In 1798 Jane Austen writes of half past three being the customary dinner hour at Steventon, but by 1808 they are dining at five o’clock in Southampton. There are many mentions of the timing of dinner in the novels, but none is so explicit as in the fragment The Watsons. Tom Musgrave knows perfectly well that the unpretentious Watson family dine at three, and times his visit to embarrass them, arriving just as their servant is bringing in the tray of cutlery. Tom compounds his rudeness by boasting that he dines at eight: the latest dinner hour of any character. At Mansfield Parsonage they dine at half past four and at Northanger Abbey at five. The effect of London fashion can be seen in the difference between the half past four dinner at Longbourn and that at half past six at Netherfield. – Jane Austen in Context, Janet Todd, p. 264

la tavola regencyNelle occasioni formali le cene erano davvero impegnative: cominciavano verso le diciotto, quando ci si riuniva per chiacchierare nei salotti, o anche per ballare; si raggiungevano le sale da pranzo verso le venti, dove si svolgeva il pasto vero e proprio. Numerose portate, tenevano occupati i partecipanti per varie ore.

Le tavole, imbandite con grande arte, erano spesso decorate con fiori e argenterie, ma di solito erano le stesse portate, allestite con simmetrie e ardite impalcature, a formare vere e proprie decorazioni.

Le cene formali implicavano che la tavola venisse apparecchiata e sparecchiata completamente per consentire agli ospiti di servirsi di tutte le portate. Le zuppe aprivano la cena e  i dolci venivano portati per ultimi. Non era obbligatorio servirsi di tutto: gli ospiti erano liberi di scegliere fra i vari piatti, mentre i camerieri si occupavano delle apparecchiature, dei vini e delle necessità che si presentavano al tavolo.

Al termine della cena, le dame lasciavano il tavolo per recarsi di nuovo in salotto, dove riprendevano a chiacchiere o si intrattenevano con musica, canti, ricami o giochi, mentre gli uomini si attardavano a tavola bevendo liquori (il famoso Porto) accompagnati dal sigaro.

La serata non era ancora conclusa: quando finalmente gli uomini raggiungevano le signore nel salotto, tutti insieme prendevano un tè e, se non era troppo tardi, si dedicavano insieme a giochi di carte o chiacchiere.

Dopo il tè, comunque, si poteva considerare la serata in fase di chiusura.

In occasione dei balli, la cena formale poteva essere sostituita da un rinfresco (Supper, o cena tardiva) a base di piatti freddi, carne salata, salumi e formaggi, panini e frutta, che veniva servito verso mezzanotte al termine delle attività principali della serata.

Una chicca apprezzata era il sorbetto, come insegna Mrs. Elton in Emma.

Per quanto riguarda i posti a tavola, erano i padroni di casa a decidere, non sempre secondo le regole che il galateo insegna oggi, ma secondo il loro giudizio personale. L’unica regola fissa erano i posti d’onore alla destra dei padroni di casa, che prendevano posto a capotavola: erano destinati agli ospiti di riguardo.

I pasti famigliari venivano consumati, nelle famiglie povere, nel locale che fungeva anche da cucina; i ricchi avevano sale da pranzo. Nei salotti dove si riceveva, venivano offerti invece piccoli spuntini accompagnati dal tè.

 

E ora, se volete divertirvi in cucina, ecco alcune ricette per mettervi a tavola sognando Mr. Darcy:

http://laura.chinet.com/html/recipes.html

https://www.janeausten.co.uk/regency-white-soup/

http://www.telegraph.co.uk/foodanddrink/recipes/10323828/Jane-Austen-recipes-white-soup.html

https://www.janeausten.co.uk/category/regency-recipes-for-home/main-dishes/

victorian regency teaLa tavola Regency: il tea time

Il , abbiamo visto, era ed è immancabile nella quotidianità inglese.

Ma quando nasce questa abitudine? Come e quando si serviva il tè?

In Inghilterra la tradizione del tè è, curiosamente, arrivata dopo il resto dell’Europa.

Nel 1662, re Carlo II sposò l’Infanta portoghese Caterina de Braganza. Egli si trovava in esilio a l’Aia, mentre in Inghilterra governava Cromwell: in Olanda egli divenne un grande estimatore del tè e importò in patria l’abitudine di berlo, consuetudine che ben presto si diffuse e divenne di gran moda, rendendo il tè la bevanda nazionale inglese, anche grazie al fatto che la bollitura rendeva sicura l’acqua.

Il tè in un primo momento fu destinato al consumo serale, dopo la cena, abitudine che rimase invariata.

Solo in un secondo momento il tè venne aggiunto al menù della colazione, che prevedeva in un primo momento solo pane, burro, carne e poco altro.

Insieme al caffè vennero aggiunti anche vari dolci leggeri.

Essendo i pasti della giornata sparsi in orari assai variabili, il tradizionale tè pomeridiano non aveva per tutti una collocazione fissa: il pranzo, il luncheon, poteva cominciare da mezzogiorno alle quindici, la cena dalle diciotto alle venti… perciò l’esigenza di spezzare il digiuno a metà pomeriggio non era necessariamente sentita.

Il tè, tuttavia, divenne la bevanda che accompagnava le chiacchiere nelle visite del pomeriggio, o per meglio dire nella tarda mattinata, visto che, come già ricordato, in quest’epoca si definiva tuttavia pomeriggio il periodo seguente alla cena e non al pranzo.

Il più diffuso tipo di tè era il Darjeeling indiano, mentre le prime tazze, ispirate ai modelli cinesi, non prevedevano manico e piattino.

Ci volle qualche anno perché le porcellane inglesi acquisissero una forma propria: furono dotate del manico per una migliore presa e del piattino per permettere di avere un appoggio durante la consumazione della bevanda nei salotti.

Anche le teiere, che in un primo momento emulavano la forma allungata di quelle orientali, assunsero la classica forma bombata che conosciamo oggi.

Il tè veniva consumato preferibilmente zuccherato e con un goccio di latte: i limoni erano importati da Paesi caldi e non sempre disponibili.

L’infusione avveniva nella teiera, utilizzando le foglie intere e poi filtrate.

Il tè pomeridiano, come lo conosciamo oggi, però, non appartiene alla cultura Regency: a lanciare la moda fu Anna Russell, duchessa di Bedford, nel 1840, in epoca Vittoriana.

Dato il progressivo spostamento dell’orario dei pasti, in particolare il ritardo sempre crescente della cena, la dama, durante un soggiorno presso il castello di Belvoir, prese l’abitudine di consumare un piccolo pasto accompagnato da tè ogni pomeriggio, facendosi portare il tutto nella propria stanza. In un primo tempo col tè la Duchessa chiedeva qualche avanzo del pasto, ma in seguito, quando le sue amiche cominciarono a seguire il suo esempio o a farle compagnia durante queste pause, lo spuntino si arricchì di alimenti rapidi da preparare, come panini, sandwiches, oppure già pronti come biscotti, torte, muffin, dolci secchi.

tea timeLa diffusione di questa sana abitudine fu rapida fra le signore inglesi e ben presto divenne ubiquitaria nei salotti, quando la Duchessa, rientrata a Londra, ne fece un cavallo di battaglia dei suoi ricevimenti pomeridiani. Dapprima fece seguire una passeggiata al tè, poi arrivò a organizzate tè all’aperto nei giardini…

Nacque così la moda della passeggiata pomeridiana ad Hyde Park, che seguiva immancabilmente il piccolo rinfresco o ne faceva addirittura parte, poiché luoghi come Vauxall si attrezzarono per diventare Tea garden: fornivano tutto il necessario per accomodarsi e prendere il tè senza rinunciare a nessuna comodità.

Si distinguono poi, due diverse abitudini: il tè basso, “afternoon” o “low” tea, verso le 16, appannaggio delle classi sociali più elevate. Era, appunto, lo spuntino che è arrivato fino a oggi nella sua tradizione. Per le classi medio basse, per motivi vari, invece, il tè pomeridiano divenne “High tea”: si consumava dopo le 17, accompagnato da un pasto più sostanzioso, finendo col coincidere con la cena. Mentre il low tea si serviva su appositi tavolini da tè, più piccoli, l’high tea si prendeva a tavola, proprio come la cena che sostituiva.

Fonti:

https://www.janeausten.co.uk/tea-time/

https://en.wikipedia.org/wiki/Anna_Russell,_Duchess_of_Bedford

http://www.babingtons.com/PBCPPlayer.asp?ID=1099544

https://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_II_d%27Inghilterra

(il tè)

https://janeaustensworld.wordpress.com/tag/regency-food/

http://cookit.e2bn.org/historycookbook/34-344-georgians-regency-Food-facts.html

http://cookit.e2bn.org/historycookbook/34-344-georgians-regency-Food-facts.html

https://londonse4.wordpress.com/2013/07/21/1408/

https://en.wikipedia.org/wiki/Pudding_cloth

http://www.lesleyannemcleod.com/rw_food.html

https://it.wikipedia.org/wiki/Porcellana

https://prezi.com/g7v27vausvkd/food-and-dining-culture-of-the-regency-era/

https://janeaustensworld.wordpress.com/tag/daily-life-in-the-regency-period/

http://shannondonnelly.com/2013/09/30/the-regency-meal-or-food-glorious-food/

https://regencyredingote.wordpress.com/2009/06/12/mealtimes-of-the-regency-day/

https://www.janeausten.co.uk/regency-dinner-parties-and-etiquette/

https://janeaustensworld.wordpress.com/tag/food-in-the-regency-era/

https://georgianera.wordpress.com/category/recipes-of-georgian-era/

http://www.gpwu.ac.jp/~biddle/THE%20GEORGIAN%20PERIOD.html

http://hub.yourlocaltake.com/hub/britishhistory?w=1280;rh=http%3a%2f%2fwww%2egeorgianindex%2enet%2f;rd=1

https://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_II_d%27Inghilterra

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