La magica terra di Slupp: ma perché mai?

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La copertina

Oggi venite con me nella magica terra di Slupp, dove magia e scrittura si fondono per diventare follia.

La magica terra di Slupp, la storia.

La terra di Slupp è minacciata da un perfido soggetto, un mago cattivo che ha trasformato il re in un cappello, la regina in zocc… in donna di facili costumi e ha deciso di conquistare il regno. La sua arma? Una spada magica e antichissima, da secoli usata come schiaccianoci, il cui potere è rendere reali i personaggi dei libri.

Contro di lui viene inviato un manipolo di apprendisti maghi, guidati da una fata molto alternativa e dall’alter ego dell’autrice. A complicare le cose, la naturale incapacità dei giovani eroi e il fatto che sono pure scrittori: a uscire dai libri sono anche i loro personaggi.

Non sarà facile salvare Slupp, ma… in quale fantasy le cose vanno per il verso giusto?

la magica terra di slupp

La magica terra di Slupp. Quando?

C’era una volta il Caffè.

Il Caffè era un gruppo di scrittori, lettori e disegnatori che si erano incontrati in un forum e avevano creato una mailing list. Era una sorta di sodalizio letterario e culturale, era una bella amicizia, era tante cose.

Per me, che soffrivo d’insonnia e di attacchi di ansia, era un’ancora di salvezza non indifferente. Le mail giravano a partire dalla mattina molto presto: la prima la scrivevo io quando mi svegliavo prima dell’alba, poi ognuno aggiungeva le sue parole in un racconto corale di speranze, di delusioni, di attese e di consigli.

La magica terra di Slupp. Perché.

Non so bene perché, ma un giorno presi tutti questi amici di penna, li trasformai in personaggi e li infilai in un racconto fantasy. C’erano loro, c’ero io, c’erano le nostre storie edite e inedite. Nacque Slupp, un racconto buffo per esorcizzare le piccole grandi delusioni della vita da esordiente.

Il nome “Slupp” aveva un suo perché: avevo avuto un serio problema con il titolo del mio romanzo, c’era stata una storiaccia di omonimia. Per questo romanzetto cercai un nome che nessun essere umano dotato di raziocinio avrebbe mai usato. Funzionò, a tutt’oggi nessuno ha mai scritto Terre di Slupp oltre a me.

Il romanzo era nato così per caso che non presi nemmeno in considerazione di cercare editore. Lo pubblicai con Lulu, un libretto che si poteva comprare solo online se si sapeva dove cercarlo, era una vera impresa reperirlo. Anni luce dai self di oggi.

Anche questo era molto fantasy.

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La magica terra di Slupp e poi?

Qualcuno di quegli autori ha sfondato. Altri, come me, sono rimasti nell’ombra. Qualcuno ha trovato altri sogni da sognare, cosa che comincio a considerare seriamente anch’io.

Quel gruppo formidabile si è sciolto, portandosi via l’entusiasmo per il sogno, la giovinezza della scrittura.

Pubblicai anch’io altro, la vita andò avanti  e per un bel po’ a Slupp non pensai più.

La magica terra di Slupp Boh.

Un giorno arrivò pure un editore. Aveva visto il mio libretto, gli era piaciuto e lo voleva pubblicare. Tolsi l’opera da Lulu e via, nuova avventura, nuovo entusiasmo.

Peccato che l’editore in questione sia sparito dopo pochi mesi, inadempiente.

E così, ecco Slupp tornare in mano mia. I segni del destino erano chiari dovevo farlo sparire dalla circolazione, ma no, non ce l’ho fatta. L’ho rieditato e ripubblicato.

Alle pagine si sono aggiunte le immagini donatemi da uno degli amici di allora, diventato amico di sempre, Elvio Bissolati, che ha voluto anche comporre una colonna sonora al libro. Così, Slupp ha anche una colonna sonora, sì… e uno sponsor: Le Croccolose, unghie di drago al cioccolato, alimento preferito dei protagonisti.

la magica terra di slupp

La magica Terra di Slupp, eccola qua.

Gli apprendisti

 

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Questo romanzo è offerto da

Le Croccolose

Unghie di drago al cioccolato.

Provale col latte o da sole, croccanti e scrocchianti.

Sono buone e fanno bene!

 

Ora cominciamo.

La magica Terra di Slupp era nota per gli ottimi vini e per il clima mite delle sue coste sabbiose. Possedeva un numero sufficiente di alte montagne innevate, di cittadine e suggestivi villaggi che erano piccoli capolavori di arte turistica. Insomma, un posto perfetto dove trascorrere le vacanze.

Meno nota di tutte le attrattive naturali e artistiche era, invece, la scuola di magia che aveva sede nella capitale, Falconia. In essa erano raccolti, da ogni landa sluppiana, tutti i giovani e promettenti Eletti dal Dono® che ivi apprendevano l’arte della plasmatura degli elementi.

La scuola era frequentata, ai tempi della nostra storia, da una dozzina di apprendisti maghi, ciascuno dei quali si era contraddistinto per attitudini e capacità diverse, ed era stato selezionato dai Cercatori Reali che in incognito, girando per la regione, avevano il compito di reperire potenziali Eletti per mantenere viva la tradizione della magia.

Morlok era un addestratore di draghi e aveva la capacità di comunicare con essi; Kya faceva profezie; Edluc poteva cambiare forma e trasformarsi in terra e in vento, Fradan aveva il potere di comandare i rettili, Marlab e Fabien, fratelli di sangue e d’armi, sapevano creare immagini e renderle reali. Poi c’erano Fedy e Clah, che interpretavano le stelle, Fator e Janì che con la penna creavano incanti, Sherit che conosceva l’arte delle pozioni, e infine Elbys, che era Maestro di numeri e della misteriosa lingua bradléy.

Tutti conducevano una vita ritirata tra le mura della scuola, persino tra di loro si incontravano di rado: erano i loro insegnanti ad addestrarli personalmente e, di solito per comunicare, i giovani usavano un contatto mentale imparato nei primi tempi dell’istruzione, una magia chiamata Netrint.

La domanda che ci sorge spontanea è: cosa ci importa di tutti costoro? Ricorderemo mai i loro nomi e le loro arti?

La risposta, mio caro lettore, è no. Per quanto ti abbia facilitato, utilizzando i nomi abbreviati e non il casato per intero, di questi apprendisti poco ci importa, perché la storia che vi sto per raccontare riguarda una spada che, ovviamente, nessuno di loro possiede.

La spada protagonista della storia si chiama Albin Taran Bilah Comah Geran Katalbabes, forgiata dai nani, dagli orchi, dagli elfi, dalle fate e dai giganti della cooperativa Fabbri Riuniti, all’alba dei tempi. I suoi poteri erano immensi quanto immenso era il suo nome, di cui ti ho riportato solo una parte per non confonderti troppo, ed era stata creata senza scopo alcuno, solo per dare lustro alla cooperativa.

Esattamente quali fossero i poteri della spada nessuno lo sapeva: poteva tagliare, questo era sicuro, e qualcuno (sempre all’alba dei tempi), aveva provato a usare l’elsa per rompere il guscio delle noci. Ma il resto era mistero e leggenda.

All’inizio della nostra storia, nella Terra di Slupp comparve un cattivo soggetto che voleva a tutti i costi la spada, sperando di trovare in essa utilità maggiore che quella di schiaccianoci, e per averla decise di essere disposto a fare stragi, incendiare villaggi e trasformare il re in un cappello.

Chi fosse questo cattivo soggetto era un enigma per tutti, anche perché di lui nessuno si occupò finché non ebbe trasformato il re in un berretto: alle stragi e agli incendi la popolazione era abituata, ma a un sovrano di stoffa no, e così, dopo aver compreso che il re non era più in grado di concedere udienza, qualcuno molto saggio e barbuto si rivolse alla scuola di magia per domandar soccorso e soluzioni.

Kya una mattina si svegliò in preda a una terribile ansia e richiamò l’attenzione di tutti gli apprendisti, correndo nella sala da pranzo urlando.

Gli altri stavano facendo colazione con le Croccolose, un piatto tipico della Terra di Slupp: unghie di drago ricoperte di cioccolato, da mangiare col latte e una spruzzatina di caffè.

Kya entrò affannata, rompendo il silenzio sgranocchiante del gruppetto.

 

 

About Antonia Romagnoli

Antonia Romagnoli è autrice di romanzi rosa storici, fantasy e opere per l'infanzia. Fra le sue opere: "La dama in grigio", regency romance, la "Saga delle Terre", trilogia fantasy.

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