La cuffia in epoca regency

La cuffia in epoca regency

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Persuasione, 1995: Anne indossa una tipica cuffia bonnet.

La cuffia nell’epoca Regency è certo un elemento indispensabile nel guardaroba delle donne, ce lo hanno insegnato film e period drama, mettendoci un po’ di curiosità per questo elemento che oggi ci pare così superato e lontano dal nostro modo di pensare. Cuffie e cappelli sono, in effetti, un elemento costante nei film in costume, in particolare di quelli ambientati in epoca Regency e vittoriana.

Ma perché si portavano? In quali occasioni?

Oggi seguiremo la storia delle cuffie (bonnet) fino a giungere alla fine dell’Ottocento: un prossimo viaggio, invece, ci porterà nel mondo parallelo ma non lontano dei cappellini, per scoprirne la magia.

La cuffia in  epoca Regency: ma prima?

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Orgoglio e pregiudizio, 1995:

Basta guardare un film in costume e salta all’occhio: non c’è donna che, almeno in una scena, non indossi una cuffia o un cappellino. Le curiosità intorno a questo capo d’abbigliamento sono tante, in particolare quelle legate al suo uso in epoca Regency e Vittoriana.

Certo la storia e l’evoluzione dei copricapi femminili sono un tema complesso. A grandi linee, vediamo che cuffie e cappelli attraversano le ere come elementi importanti dell’abbigliamento delle donne (e anche degli uomini!), perdendo solo gradatamente, negli ultimi cinquant’anni il ruolo primario a loro attribuito.

Per capire meglio: quando fanno comparsa le cuffie nella cultura occidentale?

Fino a poco tempo fa, in tutta Europa, l’uso di copricapi era tipico delle donne mature, dentro e fuori casa: il fazzoletto, o il foulard, retaggio dell’antico velo, ha fatto parte del costume popolare anche in Italia, senza andare troppo lontano; anche le cuffie compaiono in molti abbigliamenti tradizionali italiani ed europei e si possono ancora vedere indossati dalle donne anziane, specie in zone rurali, non solo per uscire ma come parte dell’abbigliamento quotidiano.

A quanto pare in epoca romana già le donne facevano uso di cuffie: ne sono state trovate nelle tombe e venivano usate in quella sede per pettinare e tenere in ordine le chiome delle defunte. Si trattava di reticelle, a volte anche fatte di fili d’oro. Anche in Grecia classica si trova fra le acconciature il cecrifalo, una stoffa che veniva annodata sui capelli come ornamento.

A voler andare ancora più indietro, troviamo cuffie da donna persino nell’antico Egitto.

cuffia

Cuffia medievale

Per vedere però lo sviluppo dei copricapi femminili bisogna aspettare il Medioevo, durante il quale cominciano a differenziarsi modelli, fogge, stili. In tutta Europa le chiome femminee vengono coperte e adornate sia di cuffiette che di altri tipi di copricapi. In alcuni casi, anche le teste maschili.

La cuffia medievale ha un nome che richiama il mondo latino: infula. Fatta in lino, a volte imbottito, si legava sotto al mento ed era semplice e senza fronzoli. Era d’uso nl mondo contadino, insieme a veli sempre in tessuti poveri, che venivano drappeggiati sul capo allo scopo di tenere riparati i capelli.

Per le dame, il medioevo è un’epoca di sperimentazione: vediamo in molti affreschi e dipinti sia cuffie, che reticelle impreziosite da gemme, sia nuove e più audaci sistemi per portare il velo.

cappello medievale

Cappello medievale, cono con velo

Se alle donne sposate e alle anziane è consentito il morigerato soggolo (che ancora oggi vediamo nella velatura delle suore), alle nobili signore e signorine, però, è consentito osare. I famosi cappelli a punta delle fate nelle fiabe classiche sono un’eco di quelle acconciature a coni e corna, che sostenevano veli preziosi. Saranno queste strutture a trasformarsi nei cappelli e cappellini delle epoche successive.

COpricapi femminili nel Medioevo

Le cuffie, però, si portavano anche sotto ai cappelli, specie sotto quelli maschili.

Nel 1400 e nel Rinascimento i copricapi femminili continuano a essere poco più di veli, adornati e rielaborati, mentre quelli maschili prendono fogge sobrie. Fra le decorazioni più frequenti troviamo nastri, fili dorati, pizzi, talvolta piume, pietre preziose. I colori spesso sgargianti.

Le stoffe di cuffie e cappelli nell’alta società sono costose sete e lini. I colori sono prerogative dei ricchi: per i poveri le tinte sono di solito più spente: le stoffe vengono usate grezze nella maggior parte dei casi.

Da quando le parrucche si sono diffuse, grazie alle mode francesi che dettano legge, anche le forme dei cappelli sono mutate. Le cuffie restano appannaggio delle popolane e del mondo contadino, mentre le nobildonne, su acconciature elaborate e impreziosite da ornamenti, posano copricapi più piccoli, dalla funzione puramente decorativa, che talvolta sostengono ricche velature, oppure grandi cuffie che possano proteggere le elaborate acconciature.

Anne Stafford, madre di Anna Bolena, con velo

Anne Stafford, madre di Anna Bolena, con velo

Ed eccoci arrivati: la cuffia nell’epoca Regency arriva qui.

La cuffia in epoca Regency

Moda Regency

Moda Regency: una elegante cuffia in stoffa e paglia, da pomeriggio.

La cuffia, in Inghilterra, ha mantenuto una certa popolarità anche nelle fasce medio-alte e non solo in quelle popolari, forse perché la parrucca è rimasta più appannaggio maschile che femminile. Le donne in pubblico e all’aperto raramente si mostrano prive di copricapi: cappelli e cuffiette sono necessari nel guardaroba. In città, nelle occasioni mondane, il copricapo femminile tuttavia può essere evitato, se rischia di rovinare le acconciature delle signore, nelle quali non di rado campeggiano piume e decorazioni che non possono essere compresse sotto alla stoffa.

Una cuffia in stoffa, indossata dalla serva o dalla ostessa: la donna che lavorava portava una cuffia semplice e senza nastri sotto al mento.

Una cuffia in stoffa, indossata dalla serva o dalla ostessa: la donna che lavorava portava una cuffia semplice e senza nastri sotto al mento.

Le cuffiette fanno parte, in epoca Regency, dei vestiti che si possono indossare in casa: le troviamo sulla testa delle signore sposate, delle signorine più attempate, in generale delle donne che devono fare faccende. I cappellini, più o meno vezzosi, sono invece indicati per uscire, così come alcuni modelli di cuffiette: le cuffie per stare in casa sono modelli pratici, che raccolgono i capelli al loro interno. Quelle adatte per uscire sono più simili ai cappellini, dotate di nastri per poterle legare sotto al mento per evitare che il vento le porti via.

cuffia in epoca regency

Le cuffie Bonnet per uscire erano sovente in stoffa, con la falda in paglia. I modelli estivi potevano essere in sola paglia.

Uno dei modelli più in voga in epoca Regency è quello ispirato al mondo rurale, da “pastorella”: arriva dalle mode francesi settecentesche (tanto per cambiare) e può avere dimensioni enormi, per coprire parrucche o raccogliere masse di capelli.

Le signore dispongono di cuffiette da giorno e da sera, ma in epoca Regency le gran dame portano con onore anche il turbante, moda importata dalle colonie.
Nel film del 2007 Becoming Jane La protagonista indossa un bonnet in stoffa e paglia.

Nel film del 2007 Becoming Jane La protagonista indossa un bonnet in stoffa e paglia.

La cuffia (bonnet), diventa una via di mezzo fra cuffia e cappellino: può avere una falda o essere tutta in paglia. Nei primi dell’Ottocento la falda è molto ampia, a coprire e ombreggiare il viso, ma diventa col passare degli anni sempre più piccola, fino a svanire del tutto in epoca vittoriana, quando l’uso del parasole si diffonderà maggiormente e le cuffie perdono la funzione di riparare dal sole. Si aggiungeranno, invece le velette, recupero in chiave “moderna” del velo. Non più per coprire, ma per dare mistero. Ma questo lo vedremo parlando di cappellini.

Una particolare derivazione della cuffia è il sunbonnet: si tratta della classica cuffia che abbiamo visto nei film ambientati nel west, in sola stoffa e con ampia falda per riparare dal sole.

Si tratta di un copricapo povero, molto diffuso nelle campagne e nelle classi meno abbienti.

Cuffia in epoca Regency: perché portarla?

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Mansfield Park, 1999: due cuffie da indossare in casa, stoffe e pizzi indicano l’eleganza e il rango delle signore.

Una delle principali funzioni delle cuffie, fin dal loro apparire, è pratica: le cuffie raccolgono e proteggono i capelli. Prima dell’avvento di shampoo e phon, la vita delle donne coi lunghi capelli non era facile. Asciugare le chiome al focolare davvero scomodo, lavarli… pericoloso, specie in inverno.

Tenerli puliti il più possibile era una priorità, perciò trecce, chignon e quant’altro venivano segregati sotto a stoffe atte a proteggerli, specie laddove le donne erano costrette a lavori pesanti, nella polvere, sui campi…

Una cuffia di epoca vittoriana

Una cuffia di epoca vittoriana

Le cuffie nei periodi invernali aiutavano a proteggere dal freddo, in quelli estivi dal sole (nemico giurato dell’incarnato pallido che andava di moda), davano l’idea di ordine e pulizia.

Le cuffie venivano portate di notte sia da uomini che da donne, i famosi berretti da notte: servivano a riparare dal freddo nelle gelide notti invernali, ma anche a tenere riparati i capelli. Le lenzuola e le federe andavano ugualmente riparate, poiché il bucato era un vero evento domestico e più si manteneva pulita la biancheria meglio era.

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Ragione e sentimento, 2008: l’elegante vedova non rinuncia alla cuffia in pizzo nero.

La cultura occidentale, poi, ha sempre visto la copertura del capo femminile come segno di moderazione, di virtù, di pudicizia: prima i veli e poi le cuffie, seguite dai cappellini, hanno portato avanti questo aspetto culturale che è venuto poi a mancare dopo le Guerre.

Coprirsi il capo era quindi normale, consigliato: alle nubili per mostrare morigeratezza, alle sposate come segno di buoni costumi, come a significare che non avevano intenzione di attrarre gli uomini con le loro grazie femminili.

La cuffia in epoca Regency: i modelli

Abbigliamento regency Mrs. Fanny Dashwood, Ragione e sentimento, 1995

Mrs. Fanny Dashwood, Ragione e sentimento, 1995: elegante e vezzosa la cuffia da tenere in casa

Portare la cuffia in casa era consuetudine soprattutto fra le signore, più che fra le ragazze: ma le cuffie per uscire avevano un aspetto diverso.

Le cuffie, in epoca Regency, erano diverse a seconda dell’uso e del momento della giornata.

Cuffie in stoffa (cotone, lino, seta…) abbinata spesso alla paglia per i mesi estivi, erano tipiche da giorno: un nastro permetteva di legarle sotto al mento.

cuffia

Cuffia di epoca vittoriana: veniva portata dalle donne che ritenevano “eccessivi” i cappellini alla moda.

Per le occasioni più eleganti, o per la sera, potevano essere adornate da fiori secchi, in stoffa, o da piume. Il confine fra la cuffia e il cappellino, in questo caso, è sottile.

La cuffia di uso domestico, invece, di solito non si lega con nastri, ma di nastri e pizzi può essere adornata anche in modo abbondante. Sempre in stoffa, si posa sui capelli e raccoglie al suo interno trecce o chignon, lasciando intorno al viso una corona di ricci (naturali o arricciati col ferro).

Orgoglio e Pregiudizio, 2007:Lidia indossa un bonnet

Orgoglio e Pregiudizio, 2007: Lidia indossa un bonnet

 

Anche i cappellini hanno una storia molto affascinante. Esistono persino ferree regole del galateo per il loro uso. Ma scopriremo questo mondo la prossima volta.

E… se volete farvi da voi una bella cuffia Regency…

 

per approfondire

https://it.wikipedia.org/wiki/Parrucca

https://en.wikipedia.org/wiki/Bonnet_(headgear)

https://it.wikipedia.org/wiki/Cappello

http://ilmondodiaura.altervista.org/MEDIOEVO/ABBIGLIAMENTO.htm

https://it.wikipedia.org/wiki/Cuffia_(copricapo)

http://www.treccani.it/enciclopedia/cecrifalo_(Enciclopedia-Italiana)/

http://alezionedibonton.blogspot.it/2012/05/cappello-si-cappello-no.html

http://www.treccani.it/enciclopedia/cuffia_(Enciclopedia-Italiana)/

http://www.victoriana.com/Victorian-Hats/

http://sweetlydreamingofthepast.blogspot.it/2013/07/romantic-era-gowns-la-moda-stile.html

http://vorreiscriverecomejaneausten.blogspot.it/2011/01/piccolo-viaggio-alla-scoperta-della.html

http://vorreiscriverecomejaneausten.blogspot.it/2011/02/breve-storia-illustrata-del-cappellino.html

http://vintagefashionguild.org/fashion-history/the-history-of-womens-hats/

http://www.sapere.it/enciclopedia/berr%C3%A9tto.html

http://georgianagarden.blogspot.it/2012/05/il-sunbonnet.html

About Antonia Romagnoli

Antonia Romagnoli è autrice di romanzi rosa storici, fantasy e opere per l'infanzia. Fra le sue opere: "La dama in grigio", regency romance, la "Saga delle Terre", trilogia fantasy.

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