La mamma non è un avverbio, neanche quando è incinta

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Mamma, ho perso la grammatica…

Recidiva, eccomi ancora a girovagare in rete a caccia di informazioni sulla maternità.

In dieci anni di cose ne sono cambiate… a partire dalla moda premaman, ma una non cambia mai: il mondo degli strafalcioni.

Ormai è cosa universalmente nota che le ecografie si chiamano morfologiche e non c’è forum in cui questo termine, piuttosto aulico per i miei gusti, non venga usato con familiarità incredibile. Io mi limito a chiamare ancora ecografia questo esame che ti permette di vedere in TV il contenuto della pancia, e continuo a pensare che sia sufficiente a capire di cosa sto parlando.

Diversamente però il mondo reagisce quando si tratta del plurale più femminile del mondo: e se la gravidanza riguarda più di una donna?

Bene, una è incinta. Ma due? O tre?

baby-22079_640Ebbene, qui cade un pesante imbarazzo, perchè c’è quella cinta che lascia parecchi dubbi sul da farsi.

Una donna è in cinta, due condividono la stessa condizione, perciò la sentenza è presto fatta: le donne sono in-cinta, si suppone a causa dello stesso modello.

Il dubbio è lecito, perchè la parola richiama a un mondo muliebre in cui le pancette prominenti vengono avvolte da strane cinte, oppure le donne sono gravide perché sono andate in giro troppo succinte. Ma se prima erano succinte, non possono anche essere “incinte”?

Ecco, mi chiedo io, perchè le donne improvvisamente diventano avverbiali e al plurale sono “Incinta”?

La domanda è arrivata persino all’Accademia della Crusca: Qui trattano lo spinoso argmento.

Ma il web è pieno di gente che si pone l’annosa domanda: come fa al plurale la donna incinta?

incinta
Bene, essendo aggettivo fa esattamente come tutti gli altri, piglia la E al posto della A. Se ad aspettare un figlio è un uomo,piglia la O.

Insomma, le cinture, con la gravidanza, non c’entrano proprio.

Vero è che esistono, come illustrato qui a fianco, capi di biancheria molto sexy che si chiamano “guaine”, fatte per sostenere la panza in crescita, ma non sono mai state associate grammaticalmente alla condizione della donna in attesa. Per esempio, nessuno capirebbe il senso di una frase tipo “le donne inguainate partoriranno”. E sarebbe lo stesso se scrivessi “le donne in-guaina partoriranno”.

Avete letto inguaiate, vero? Ah, le meraviglie della mente umana…

Nessuno, poi, si è mai posto il problema per altri sinonimi, tanto che persino un bambino alle elementari scrive pensierini con “il cielo gravido di pioggia”.

Chissà perchè “incinta” pone tanti problemi. Una sorta di tabù? Un termine troppo crudo per essere declinato? Una manovra dei fabbricanti di cinture?

Sta di fatto che questo plurale è raro, usato con parsimonia, a volte quasi con imbarazzo.

La cosa buffa è che girando nel web ho trovato lunghe discussioni persino sul modello di mutanda da adottare in gravidanza, nei quali le utenti si confrontavano a colpi di tanga e culotte; dopo qualche click a siti dedicati ai premaman ora mi compaiono ovunque pubblicità di reggiseni per l’allattamento.

Tutto insomma è meno imbarazzante di questo aggettivo dal plurale ballerino.

About Antonia Romagnoli

Antonia Romagnoli è autrice di romanzi rosa storici, fantasy e opere per l'infanzia. Fra le sue opere: "La dama in grigio", regency romance, la "Saga delle Terre", trilogia fantasy.

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