Il Natale Regency – in viaggio con Miss Darcy

Il Natale Regency, un viaggio fra usi e costumi del passato

Il Natale Regency è un po’ diverso dal più noto e suggestivo Natale Vittoriano, che ha una magia tutta sua. Molte delle tradizioni nate in questo periodo arrivano ancora oggi nelle nostre case, ma soprattutto… nelle case inglesi.

Gli aspetti di questa festività sono tanti, le curiosità altrettante.

Abbiamo già viaggiato nel tempo per scoprire le origini dell’albero di Natale, oggi il nostro viaggio ci porterà ai giorni prima di Natale e alla preparazione di questa festa cominciando dall’epoca Ragency.

Da janeaustenword.com

I giorni prima del Natale

Fino alla metà dell’Ottocento, viaggiare in inverno, specie col clima rigido inglese, non era molto agevole: lunghi spostamenti in carrozza, con la neve, la pioggia, il gelo, non erano esattamente piacevoli. L’arrivo del treno rende più facile gli spostamenti e le riunioni famigliari.

Fino all’epoca vittoriana, in effetti, la festività natalizia era relativamente sentita. A Londra, dopo Natale, cominciava la piccola stagione: i giorni precedenti venivano spesso trascorsi nelle tenute di campagna con parenti e amici che venivano ospitati anche per diverse settimane.

In epoca vittoriana, però, grazie al treno, non solo le famiglie nobili si riuniscono per grandi feste di Natale, ma anche quelle dei ceti borghesi medi e alti.

Le vigilie di Natale sono giorni movimentati, di arrivi e partenze, ma soprattutto… di cucina.

Questo vale, come sempre, per chi se lo può permettere: per i poveri non ci sono giorni di festa, anzi il periodo natalizio è un momento favorevole per racimolare qualche soldo in più, andando a servizio nelle grandi case dove fervono i preparativi.

natale regency

dal web

Vigilia e Natale sono, per molti inglesi, giorni lavorativi come tanti altri. Solo dopo la metà dell’Ottocento la festività si diffonderà maggiormente, ma resterà appannaggio di chi può permettersi di saltare qualche giorno di lavoro.

Le vacanze natalizie per gli studenti erano però garantite.

Di viaggi natalizi leggiamo anche in Jane Austen, per esempio quando Elizabeth scrive agli zii del fidanzamento con Darcy, la lettera include già l’invito a trascorrere il Natale a Pemberley.

Forse l’hanno già detto altri, ma nessuno così a ragione. Sono persino più felice di Jane; lei sorride soltanto, io rido. Mr. Darcy vi manda tutto l’affetto che gli avanza da quello riservato a me. A Natale dovete venire tutti a Pemberley.

Vostra, ecc.

(Orgoglio e Pregiudizio,  vol. III cap. 18, trad Giuseppe Ierolli)

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pinterest

Il Natale Regency.

Come potesse essere un Natale in epoca Regency lo scopriamo leggendo Jane Austen.

Vi lascio la sua descrizione, in Persuasione. Siamo a casa Musgrove, una numerosa famiglia di campagna di classe medio-alta. Qui il testo nella traduzione di Giuseppe Ierolli.

Mrs. Musgrove era circondata dappresso dai piccoli Harville, che lei proteggeva diligentemente dalla tirannia dei due bambini del cottage, arrivati espressamente per divertirli.

Da una parte c’era un tavolo, occupato da alcune ragazze che chiacchieravano mentre tagliavano seta e carta dorata, e dall’altro c’erano dei treppiedi con sopra dei vassoi, piegati dal peso di carne di maiale e pasticci freddi, dove ragazzi scatenati facevano baldoria; il tutto completato da un ruggente fuoco natalizio, che sembrava deciso a farsi sentire, nonostante tutto il chiasso degli altri.

Naturalmente, durante quella visita arrivarono anche Charles e Mary, e Mr. Musgrove si premurò di rendere omaggio a Lady Russell, e di sederle vicino per dieci minuti, parlando a voce molto alta, ma, a causa del clamore dei bambini che aveva sulle ginocchia, generalmente invano. Era un bel quadretto familiare.

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Pinterest: illustrazione di Brock per Persuasione

Scrive più avanti Mary, la sorella di Anne:

Abbiamo avuto un Natale molto scialbo; Mr. e Mrs. Musgrove non hanno dato nemmeno un pranzo per tutte le feste. Non considero nemmeno gli Hayter.

Le vacanze, comunque, sono finalmente finite; credo che nessun bambino ne abbia mai avute di così lunghe.

Anche in Emma festeggiamo il Natale, con la gioiosa visita di John e Isabella, che tornano a Highbury con la prole per qualche giorno, e con la festa di Natale, della sera della vigilia, a casa dei Weston: il pranzo, infatti, si svolge nel pomeriggio, più simile a una nostra cena della Vigilia che a un pranzo natalizio.

dal web: un natale Regency. Si vedono le decorazioni coi sempreverdi.

Le decorazioni nel Natale Regency

L’albero di Natale, come abbiamo visto qui, non era ancora abitudine nelle case inglesi, mentre il ceppo natalizio, quello che arde nel camino (il ruggente fuoco natalizio) è tradizione ben radicata: è il ceppo di Yule, che abbiamo visto in questo articolo.

Nel 1825 – 26, ma già siamo fuori dall’epoca Regency, compaiono descrizioni delle decorazioni natalizie in alcune poesie riportate da Jo Beverly nel suo sito, di cui riporto la più breve:

“Bring me a garland of holly,

Rosemary, ivy, and bays;

Gravity’s nothing but folly,

Till after the Christmas Day.

Portatemi una ghirlanda di agrifoglio,

rosmarino, edera, e alloro,

nulla di serio, ma la follia,

fino a dopo il giorno di Natale.

 
     

 

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Dal web: bacio sotto al vischio

Il vischio, anche in base ad alcune illustrazioni dell’epoca, era quindi diffuso come decorazione delle case. La tradizione risale agli antichi riti celtici, alle simbologie che legavano il periodo del solstizio invernale ad alcune piante, fra cui il vichio, l’agrifoglio e i sempreverdi.

Le decorazioni, come l’addobbo dell’albero di Natale qualche decennio dopo, erano di preferenza allestite nelle case alla vigilia.

Erano per lo più rami di sempreverdi, agrifoglio, abete e venivano appoggiate senza un preciso ordine dove più piaceva. Solo in epoca vittoriana anche queste cose verranno regolamentate.
Oltre al verde, probabilmente la casa veniva decorata in base alla fantasia di signore e signorine, come le Musgrove che ritagliano carta dorata e seta.

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dal web

Auguri!

I biglietti d’auguri, abbiamo visto qui, verranno inventati in epoca vittoriana.

Il Natale Regency è ancora epoca di lettere, affidate alle diligenze con le notizie sulla famiglia e gli auguri.

Fra vicini, però, era consuetudine scambiarsi visite, come abbiamo visto in Persuasione: Lady Russell si reca dai Musgrove, per poi giurare a se stessa di non fare più visite natalizie alla rumorosa famiglia.

Lo scambio di regali ancora non è diffuso: sarà l’epoca vittoriana a introdurlo, dapprima sotto forma di dolci e frutta, da prendere dall’albero di Natale, poi di piccoli oggetti utili, infine con la realizzazione di desideri (sempre si parla di chi poteva permettersi il superfluo!). Ne parleremo per il Natale Vittoriano.

Essendo però l’occasione in cui molte famiglie si riunivano, i regali spesso arrivavano, anche se non necessariamente da aprire il giorno di natale.

Leggiamo in Orgoglio e Pregiudizio (sempre nella traduzione magnifica di Ierolli):

Il fratello e la moglie, che venivano come al solito a passare il Natale a Longbourn. Mr. Gardiner era un uomo assennato e distinto, di gran lunga superiore alla sorella tanto per indole quanto per educazione. (…) Un legame particolare c’era specialmente con le due (figlie) maggiori, che erano state spesso sue ospiti a Londra. La prima parte degli impegni di Mrs. Gardiner, una volta arrivata, fu di distribuire i regali e descrivere le ultime novità della moda.

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Pinterest: un pudding servito a Natale

Il pranzo di Natale Regency

Nei giorni di Natale, che duravano da Natale all’Epifania, le famiglie cercavano di mettere in tavola cibi più succulenti possibile, specie nel giorno del 25 dicembre.

In Scozia, invece, è Capodanno a essere la vera festa.

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Il pranzo della Vigilia dai Weston dal fim Emma. Si notano la tavola, ma anche le decorazioni sempreverdi.

Natale e la Vigilia sono festeggiati in base alle consuetudini delle varie famiglie. Se i Weston invitano gli amici per il pranzo della Vigilia, spesso è il pranzo di Natale a essere quello principale.

Gli alimenti sono gli stessi che troviamo, poi, in epoca vittoriana: come abbiamo visto, le carni costituiscono le portate più importanti: maiale soprattutto (anche dalle nostre parti il maiale si macella per l’inverno); ma anche oca, pollame vario… anche tacchini, che in questi anni si stanno diffondendo diventando fra i piatti più amati nei giorni natalizi.

Per le verdure, che accompagnavano la cena, la scelta era fra quelle di stagione, cavoli, cavoletti, patate, e abbinamenti con nocciole e castagne.

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dal web

I dolci, sempre amatissimi in epoca Regency, a Natale non possono certo mancare sulle tavole.

Una menzione speciale deve avere il pudding, un budino che per gli inglesi è ancora sinonimo di Natale.

Per la ricetta, vi rimando ad altre pagine, e spero di trovare tempo per raccontarvi nel dettaglio la sua lunga e onorata storia.

Qui riporto solo che la sua preparazione richiede diversi giorni, ed è parte integrante dei preparativi natalizi.

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dal web

Il budino, poi, ha valenza beneaugurale: vi venivano inserite monetine o addirittura un anello. Chi li ritrovava (e sopravviveva al serio pericolo di soffocamento!!!) aveva davanti un anno fortunato… o addirittura un matrimonio.

Le prime versioni del pudding sono antiche, anche se in realtà si trattava di una preparazione a base di carne e frutta, che solo in un secondo momento è divenuta dolce: era più simile a un pasticcio di carne che a un budino.

Altri dolci erano i biscotti speziati, così come speziate erano le bevande calde che accompagnavano i giorni di festa.

Un dolce che veniva consumato (e tuttora fa parte della tradizione natalizia) nei dodici giorni di Natale Regency era la mince pie, una torta ripiena che richiede varie settimane di preparazione.

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dal web

La festa di Natale Regency.

La festa di Natale Regency è quella che troviamo descritta in Jane Austen, in Emma: si cominciava nel pomeriggio, di solito dalle quattro, con l’oscurità già calata, e consisteva in una riunione allegra e festosa. Si mangiava (per i pranzi in epoca Regency vi rimando all’articolo apposito), si stava in compagnia, se possibile si suonava (le signorine ben educate davano sfoggio delle loro doti musicali e canore) e si danzava.

Nelle case più importanti il brindisi si faceva in presenza della servitù, che in questa occasione era chiamata a festeggiare con gli ospiti. Non tutto il pranzo, naturalmente: bisogna aspettare il Piccolo Lord!

natale vittoriano

La festa di Natale de Il Piccolo Lord

Il bacio sotto al vischio era già tradizionale, ed era un’occasione unica, visto che in questo periodo era strettamente regolamentato il contatto fra uomini e donne.

 E forse anche per queste occasioni d’oro… dopo Natale era tempo di matrimoni!

Nel mondo anglosassone la funzione religiosa era per tutti la mattina di Natale, non esisteva la messa di Mezzanotte. E non era, a quanto pare, il centro dei festeggiamenti!

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la dodicesima notte: sul tavolo la torta di questa festività.

La Dodicesima Notte

I festegiamenti terminavano la dodicesima notte dopo Natale, che coincide con l’Epifania. Alla sera, tutte le decorazioni venivano racolte e il verde bruciato nel camino, con gli ultimi resti del ceppo: tenere oltre le decorazioni portava sfortuna.

Ancora oggi, molte persone mantengono questa abitudine: anche da noi l’Epifania tutte le feste si porta via. 

Un precursore delle moderne torte di Natale, in epoca georgiana, era la Twelfth Cake, un dolce grande e ricco che veniva distribuito a tutta la famiglia. Tradizionalmente, conteneva un fagiolo secco e un pisello secco. L’uomo la cui fetta conteneva il fagiolo era eletto re per la notte; la donna che trovava il pisello era regina. In epoca vittoriana questa usanza gradatamente scompare, ma oggi ci restano stampi per i decori di questa torta davvero bella ed elaborata.

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La torta della dodicesima notte, dal web.

Il wassailing

Il wassail (nell’inglese antico was hál, letteralmente ‘alla salute’) è un hot punch a base di birra, miele e spezie nato nel sud dell’Inghilterra durante il Medioevo.

In particolare è una bevanda che veniva preparata per la Dodicesima Notte, ovvero per l’Epifania, ed era originariamente offerta dal nobile feudatario ai sudditi che andavano a fare gli auguri.

La tradizione vuole che questa bibita venisse offerta agli amici in visita, tradizione che in epoca vittoriana sfocerà nel caroling, che vedremo a breve.

Fra le bevande, sulla tavola di Natale non mancavano vini e, a fine pasto, il Porto.

E adesso, torniamo ai Natali presenti, fino al prossimo viaggio ai Natali… vittoriani!

Qui una ricetta, se volete cimentarvi!

 

la Dodicesima notte: i festeggiamenti.

 

http://jobev.com/xmasarticle.html

https://janeaustensworld.wordpress.com/tag/christmas-plum-pudding/

http://bibliotecaromantica.blogspot.it/2008/12/la-festa-di-natale-in-epoca-regency.html

http://www.historic-uk.com/CultureUK/A-Georgian-Christmas/

https://janeaustensworld.wordpress.com/category/regency-christmas-traditions/

https://it.wikipedia.org/wiki/Christmas_pudding

http://bibliotecaromantica.blogspot.it/2008/12/la-festa-di-natale-in-epoca-regency.html

https://en.wikipedia.org/wiki/Wassailing

http://www.angiecafiero.it/2010/12/14/storia-ed-origini-del-christmas-pudding/

https://janeaustensworld.wordpress.com/tag/christmas-plum-pudding/

https://janeaustensworld.wordpress.com/category/regency-christmas-traditions/

http://www.lacuochinasopraffina.com/cosa-cucino/mince-pies-ricetta-tradizionale/8817

http://www.foodsofengland.co.uk/twelfthcake.htm

http://britishfood.about.com/od/christmas/tp/drinksforchristmas.htm

 

About Antonia Romagnoli

Antonia Romagnoli è autrice di romanzi rosa storici, fantasy e opere per l'infanzia. Fra le sue opere: "La dama in grigio", regency romance, la "Saga delle Terre", trilogia fantasy.

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