I bagni in epoca Regency.

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I bagni in epoca Regency: in spiaggia con Jane Austen!

Nel mezzo dell’estate anche Miss Darcy si concede una piccola vacanza.

i bagni in epoca regencyNon lascia il blog, e nemmeno il suo salotto tanto accogliente, ma ne approfitta per un viaggio nel tempo che la porterà sulle belle spiagge inglesi per scoprire gli usi e le abitudini nell’epoca della Reggenza per quanto concerne i bagni in mare, specie delle signore.

A quanto pare, per una volta è in epoca Regency che inizia una moda, quella dei bagni in mare: fino a metà Settecento, infatti, nuotare e fare bagni non era affatto diffuso.

Poi, grazie alle teorie del dott. Russell di Brighton (guarda caso un posto di mare!!!), convinto dei benefici dei bagni in mare, e soprattutto grazie ai gusti del Reggente, che ne divenne un sostenitore, il ton e l’alta borghesia cominciarono a vedere in questa attività un vero toccasana. E così le località di mare divennero turistiche.

Jane Austen fu una delle fan dei bagni in mare e ne scrisse alla sorella… ma ci lasciò anche preziose informazioni nei suoi libri. In Persuasione, in occasione della gita a Lyme dei protagonisti, leggiamo:

Erano arrivati in un periodo troppo avanzato dell’anno per i divertimenti e la varietà  che poteva offrire Lyme come posto di villeggiatura; i locali pubblici erano chiusi, i villeggiati quasi tutti partiti, lasciando a malapena qualche famiglia di non residenti, e, dato che non c’era molto da ammirare negli edifici in sé, l’attrazione principale della cittadina era la strada principale che quasi si immerge nell’acqua, la passeggiata del Cobb, che fiancheggia la piccola e bella baia, animata durante la stagione da carrozze da bagno e villeggianti[…] Volume primo, capitolo 11

Ma che cos’erano queste carrozze da bagno? e le donne sapevano nuotare? Come facevano?

i bagni in epoca regency

Fonte:
http://kathleenbaldwin.com/ladies-swim-regency-era/

I bagni in epoca Regency: le donne e il mare.

I primi costumi da bagno che conosciamo sono di epoca vittoriana: con quale abbigliamento le donne prendevano i bagni in mare in epoca Regency?

Dalle stampe d’epoca, le soluzioni sono due: in presenza di occhi indiscreti, le signore entravano in acqua con abiti, sottovesti e camiciole, certo poco pratiche per nuotare. Quindi, adatti ad acque basse e sicure. Andava anche di moda un bel mantellone, che copriva dal collo ai piedi. Pratico per il nuoto a farfalla in versione crisalide!!!!

Ma molte donne, a quanto sembra, sapevano nuotare e mettevano in pratica questa conoscenza, allontanandosi abbastanza da altri bagnanti per potersi mettere in déshabillé, come mostrano altre stampe del periodo.

i bagni in epoca regency

I bagni in epoca Regency: le carrozze da bagno.

Le località balneari, poi vista la moda, di dotarono di particolari mezzi anfibi, le carrozze da bagno di cui parla la Austen in Persuasione, con le quali le signore potevano allontanarsi dalla riva, nel comfort e nella privacy di una specie di cabina mobile, che permetteva loro di tuffarsi in acqua direttamente dalla carrozza, sulla quale poi potevano risalire, asciugarsi e rivestirsi agevolmente, aiutate da apposite assistenti (ovviamente donne).

Ci spiega Giuseppe Ierolli, nella sua traduzione di Persuasione del 2013, in una nota:

Le “bathing machines” erano utilizzate, oltre che per svestirsi e rivestirsi, anche per permettere un accesso quasi “privato” al mare. Tobias Smollett, nel suo Humphry Clinker, pubblicato nel 1771 (vol. 2, pp. 134-5), le descrive così: “Immaginatevi una piccola e confortevole stanzetta di legno, poggiata su ruote, con una porta a ciascuna estremità, e due piccole finestre ai lati con sotto un sedile.

Il bagnante, una volta entrato attraverso scalini di legno, si chiude dentro e comincia a spogliarsi, mentre il servitore attacca un cavallo alla parte rivolta verso il mare e fa avanzare il tutto fino a che l’acqua non sia al livello del pavimento, poi sposta il cavallo dalla parte opposta. La persona che è dentro, una volta spogliata, apre la porta che dà sul mare, dove è pronto un assistente, e può subito immergersi in acqua. Dopo aver fatto il bagno, risale nella carrozza, attraverso scalini che sono stati appositamente calati, e si riveste comodamente, mentre il tutto è riportato indietro verso la parte asciutta della spiaggia, cosicché non ha altro da fare che aprire la porta, e scendere così come era salito.

Le assistenti che accompagnano in acqua le signore sono del loro stesso sesso e, come le bagnanti, hanno un costume da mare di flanella, o meglio, sono provviste di tutto il necessario per salvare il decoro.” (citato in: Jane Austen, Later Manuscripts, edited by Janet Todd and Linda Bree, Cambridge University Press, 2008, p. 649-50).

I bagni in mare regency

Una signora sta nuotando: con il mantellone sarebbe impossibile! Fonte: http://kathleenbaldwin.com/ladies-swim-regency-era/

I bagni in epoca Regency: quando andare al mare?

Se ci immaginiamo le spiagge assolate piene di dame e gentiluomini, in una calda giornata estiva, dobbiamo spostare il nostro calendario dai primi dell’Ottocento in su: prima, ossia all’inizio di questa salutare moda, il bagno si prendeva in inverno, nelle prime ore del mattino: era curativo e serviva a calmare. D’altra parte, era uno dei principi della medicina di allora: nei periodi freddi si curava col freddo, in quelli caldi col caldo.

Diciamo che le dame ne uscivano temprate o morte!

All’epoca di Persuasione, però la stagione balneare ci viene presentata come finita in autunno, quindi la malsana idea di fare tuffi invernali era già passata.

bagni in mare in epoca vittoriana

Ironia Vittoriana!

I bagni in epoca Regency: non solo mare!

Non solo al mare le donne prendevano bagni: dalle stampe si ricava che le signore approfittavano anche di torrenti, stagni e laghetti per rinfrescarsi nelle giornate estive passate in campagna.

Non si trattava di una questione di igiene: non ci si lavava per essere puliti, ma per avere un po’ di frescura.

La famosa scena del laghetto con Colin Firth che si tuffa dopo un viaggio a cavallo sotto al sole, che nel libro Orgoglio e Pregiudizio peraltro manca, ci fa vedere come anche gli uomini non si spogliassero più di tanto: ricordiamo che la camicia, di per sé era già un indumento intimo, e un uomo senza giacca, solo in camicia e pantaloni, era considerato indecente. Ma per bagnarsi le delicate giacche andavano tolte, se non si voleva rovinarle definitivamente. Quella, dunque, era l’unica concessione.

Alle terme non andava diversamente: i bagni termali si prendevano vestiti.

E se la moda prevedeva ancora la parrucca, si teneva pure quella.

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E il sole?

No, quello non si prendeva. Ma questo lo sappiamo già tutti, per cui il nostro viaggio nel tempo oggi finisce qui, mentre sulla nostra carrozza da bagno ci asciughiamo per tornare a riva.

 

Fonti:

http://kathleenbaldwin.com/ladies-swim-regency-era/

http://www.jausten.it/persuasione.pdf

https://it.wikipedia.org/wiki/Costume_da_bagno

https://janeaustensworld.wordpress.com/tag/regency-sea-bathing/

https://janeaustensworld.wordpress.com/2009/08/10/benjamin-beale-bathing-machines/

http://wordwenches.typepad.com/word_wenches/2011/08/bathing-customs.html

About Antonia Romagnoli

Antonia Romagnoli è autrice di romanzi rosa storici, fantasy e opere per l'infanzia. Fra le sue opere: "La dama in grigio", regency romance, la "Saga delle Terre", trilogia fantasy.

2 commenti

  1. Molto interessante, grazie, Antonia!

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