Flirtare in epoca vittoriana

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Come flirtare in epoca vittoriana

flitrare in epoca vittoriana

da pinterest

Come flirtare in epoca vittoriana, sotto agli occhi vigili di arcigne madri, zie e chaperon? Come far capire all’amato un certo interesse senza sbilanciarsi e trovarsi impegnata in tre secondi?

Le signorine vittoriane ne sapevano una più del diavolo. E dovevano saperla anche i giovanotti, perché non si scappava: bisogna leggere fra le righe e interpretare ogni gesto nel modo corretto, se si voleva arrivare al cuore della donna desiderata.

Le regole erano molto rigide, non diverse da quelle dell’epoca Regency.

Mai un uomo e una donna potevano restare soli in una stanza; i colloqui avvenivano sempre sotto agli occhi o sotto la sorveglianza più o meno vigile di madri, zie e chaperon.

Come fare allora ad aggirare tutta questa cura per la reputazione e far sapere qualcosa di utile ai giovanotti, del tipo “cerco un marito”?

Flirtare in epoca vittoriana: col manuale è meglio!

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Il manuale c’era. Ed era peggio di un codice segreto. Da Pinterest

Civettare, in epoca Regency e vittoriana, era una vera e propria arte: fra linguaggio non verbale, regole da seguire per non essere ritenute impudenti o, peggio, compromettersi, c’era da scrivere dei libri. E in effetti, alcuni ne esistono: se ne trovano diversi conservati nelle biblioteche di tutto il mondo, veri e propri manuali d’uso della seduzione. Fra i più famosi quelli di Daniel R. Shafer, Secrets of life unveiled, or Book of fate (1877), e The Mystery of Love, Courtship and Marriage Explained di Henry J Wehman, (1890) che codificano come usare fazzoletti, ventagli, cappellini e ombrellini per comunicare intenzioni e interesse ai corteggiatori di turno. Venivano usati persino i francobolli, posizionati in modi convenzionali e… le aperture delle finestre. Attenti, signori, a non equivocare!

C’era tuttavia, anche un manuale per signorine che fra i consigli riportava anche quello di no impegnarsi in età troppo giovane: non prima dei venticinque anni, certamente mai prima dei ventuno. Una bella rivoluzione, se si pensa che la generazione precedente, quella di Jane Austen, aspirava al matrimonio prima possibile: dai sedici in su era sempre il benvenuto per le signorine. E dopo i ventisei, ventisette anni i giochi erano chiusi.

Tutto il difficile stava nell’aggirare le regole che impedivano alle coppie di fare reciproca conoscenza in libertà.

Flirtare in epoca vittoriana, roba da romanzo!

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Mai da soli! da Pinterest.

Come in epoca Regency, infatti, c’erano molti veti per le signorine rispettabili e per i giovanotti scapoli.

Gli incontri dovevano essere pubblici, mai in solitudine.

Gli chaperon che accompagnavano le signorine erano solitamente parenti (madri, zie…) oppure amici più anziani e sposati. La presenza di un accompagnatore era garanzia di rispettabilità dell’incontro, anche quando l’accompagnatore girava la testa e lasciava alla coppia un po’ di intimità.

Mai in carrozza da soli, o in casa da soli.

C’erano regole ferree anche per essere presentati, e non solo alle debuttanti: per esempio, un giovanotto doveva attendere una presentazione ufficiale per parlare con una signorina. Ai balli, le coppie potevano parlare per il tempo necessario a raggiungere la pista, danzare e ritornare. O poco di più.

Una persona di rango inferiore non poteva presentarsi da sola a una di rango superiore (questo vigeva anche in epoca Regency, pensate a Mr. Collins che mette in imbarazzo tutti presentandosi da solo a Darcy); la presentazione poteva avvenire solo tramite un conoscente comune e solo dopo aver ricevuto il permesso della persona di rango superiore: quest’ultima poteva decidere di non conservare la conoscenza e quindi di non salutare successivamente quella inferiore.

Se un uomo conosceva una donna al ballo, non poteva prendersi la libertà di salutarla per strada: doveva essere presentato di nuovo e solo su indicazione della signora.

Regole anche per i contatti fisici: un uomo e una donna potevano solo toccarsi la mano, niente di più.

Una signorina perbene non si voltava a guardare i giovanotti e non contattava un uomo sposato a casa.

Una volta rispettate tutte queste regole, trovare un fidanzato aveva del miracoloso!

Flirtare in epoca vittoriana: è facile se sai come farlo.

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Alla finestra.
Fonte: http://susannaives.com/

Ai balli, alle passeggiate, al tè quando venivano invitati (appositamente) giovanotti: le occasioni per accalappiare un marito, in effetti però non mancavano, specie durante la famosa Stagione. Che era fatta apposta, si può dire.

Ma le armi in mano alle donne erano poche: la reputazione andava prima di tutto. E così, persino un oggetto innocuo come un paio di guanti poteva essere utilizzato a mo’ di telegrafo per comunicazioni urgenti e utili ai gentiluomini papabili, sia per confermare una simpatia nascente sia per allontanare attenzioni sgradite.

In fondo, quale donna, a un ballo, non aveva con sé i guanti? E chi, uscendo a passeggiare, non aveva l’inseparabile parasole?

Niente di male nemmeno a lasciare una finestra aperta in un certo modo, no?

E così, ecco i sistemi più comuni e pratici per flirtare in epoca vittoriana.

Il ventaglio

I guanti

Il parasole

La finestra

Il cappellino

Le strizzate d’occhi

Il francobollo

E non dimentichiamo l’importanza dei biglietti da visita, che venivano utilizzati persino per mandare poesie d’amore.

download (1)Complicato tenere a mente tutto questo? Sì, e infatti c’era chi sconsigliava caldamente alle signorine di usare questi metodi. Doveva bastare qualche normale chiacchierata, scegliendo il fidanzato fra gli amici approvati dalla famiglia, oppure sposare quello suggerito più o meno velatamente da mamma e papà.

Ma l’amore è l’amore: una gita al parco, uno sguardo, ed è colpo di fulmine. In tutte le epoche!

fonti:

http://www.yankeemagazine.com/article/features/handkerchief-flirtations#_

http://www.geriwalton.com/index.php/2014/02/handkerchiefs-and-flirting-language/

http://askthepast.blogspot.it/2013/07/how-to-flirt-with-handkerchief-1877.html

http://www.rounddancing.net/dance/articles/guest/shafer/HandkerchiefFlirtations.pdf

https://archive.org/details/TheMysteryOfLoveCourtshipAndMarriageExplained

http://susannaives.com/wordpress/2012/12/victorian-window-signaling-hat-flirtations-love-letters-and-more/

http://susannaives.com/wordpress/2012/02/valentines-day-edition-the-language-of-flowers-how-to-write-a-victorian-love-letter-and-parasol-flirtations/

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http://susannaives.com/wordpress/2012/12/a-collection-of-victorian-flirtations/

http://trulyheart.com/handkerchief-flirtations-part-1/

http://www.femalefirst.co.uk/books/the-classic-guide-to-dating-henry-j-wehman-592243.html

http://www.geriwalton.com/index.php/2014/02/gloves-and-flirting-language/

http://susannaives.com/wordpress/2012/06/victorian-lessons-how-to-flirt-with-gloves-the-importance-of-ring-position-and-writing-love-letters-that-get-you-married-or-not/

http://www.pratosfera.com/2013/12/07/il-linguaggio-del-ventaglio-dellepoca-vittoriana/

https://it.wikipedia.org/wiki/Ventaglio

http://www.literary-liaisons.com/article009.html

http://www.donnamacmeans.com/the-secret-language-of-fans/

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http://www.angelpig.net/victorian/fanlanguage.html

https://www.youtube.com/watch?v=KHX1mULtoKw

https://www.youtube.com/watch?v=TYRv147vnP0

http://www.geriwalton.com/index.php/2014/03/parasols-and-flirting-language/

https://searchworks.stanford.edu/view/4437598

http://susannaives.com/wordpress/2012/12/a-collection-of-victorian-flirtations/

About Antonia Romagnoli

Antonia Romagnoli è autrice di romanzi rosa storici, fantasy e opere per l'infanzia. Fra le sue opere: "La dama in grigio", regency romance, la "Saga delle Terre", trilogia fantasy.

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