Le fiabe popolari nell’Ottocento – non solo Grimm

Le fiabe popolari nell’Ottocento – non solo Grimm

Sogno di una notte di mezza estate nell'epoca vittoriana: la magia senza tempo di Shakespeare nell'arte e nell'immaginario vittoriano

Arthur Rackham

Delle fiabe nell’Ottocento abbiamo già parlato in altre occasioni, sia cercando di analizzarne brevemente il percorso storico sia conoscendo alcuni fra gli illustratori che regalarono ai libri del periodo immagine meravigliose.

Oggi, pensando alle fiabe, non possiamo fare a meno di associarle al nome dei Grimm, gli scrittori e studiosi che raccolsero in importantissimi volumi il patrimonio delle fiabe popolari tedesche tramandate fino a quel momento oralmente.

Arthur Rackham

Artist-Arthur Rackham-1906

Il loro lavoro, come abbiamo visto, non era pensato per ottenere una raccolta di storie per bambini, al contrario, secondo le loro intenzioni, il recupero del patrimonio di narrativa orale popolare doveva servire alla Germania, divisa al suo interno e priva di una vera unità nazionale. Unificare una nazione significava, secondo gli studiosi, trovare radici comuni, uniformare la lingua e codificarla. Non a caso, i Grimm furono anche gli autori del più importante dizionario tedesco.

Dunque non storie per bambini né alle origini, né nella narrazione dei Grimm.

Goblin market

Arthur Rackham

Le fiabe nell’Ottocento – non solo Grimm

Le fiabe, in tutto l’Ottocento, furono oggetto di numerosi studi da parte di molti grandi letterati, non solo tedeschi.

Questo secolo, sotto molti punti di vista figlio ed erede dell’Illuminismo, da un lato eredita il nuovo modo di pensare, quasi definibile scientifico, anche in ambito letterario, dall’altro, proprio come un figlio ribelle, cerca di trovare una sua identità diversificandosi e allontanandosi dai modelli precedenti.

fiabe e realtà storica

Come per l’arte i preraffaelliti cercano modelli antichi, lontani dalle regole accademiche, così il romanticismo guarda a un passato lontano per aprire nuove vie alla letteratura futura.

La ricoperta delle radici popolari, delle fiabe, delle leggende, della mitologia diventa per gli uomini e le donne di cultura una strada da intraprendere non solo per impedire che la ricchezza della cultura popolare vada perduta, ma anche e soprattutto per cercare in essa il punto di partenza per nuovi stili e nuovi generi.

fiabe popolari nell'800

Fiabe popolari Danesi

Hans Cristian Andersen è oggi noto per essere l’autore di numerose fiabe e favole (per la maggior parte tristissime!!!!): L’intrepido soldatino di stagno, la principessa sul pisello, la sirenetta… sono tantissime e note in tutto il mondo.

Ma Andersen, che fu anche poeta, drammaturgo e scrittore, attinse abbondantemente alla narrativa popolare fiabesca del suo Paese nella costruzione dei suoi racconti.

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Fiabe popolari norvegesi

Peter C. Asbjørnsen, Jorgen Moe furono invece i curatori della raccolta delle fiabe popolari norvegesi.

Peter Asbjørnsen (1812-1855), letterato, scrittore, zoologo e studioso di floklore, insieme al vescovo e teologo Jørgen Engebretsen Moe (1813-1882), sono noti come i Grimm di Norvegia: dal 1842 al 1871 pubblicarono le «Norske Folkeeventyr», le fiabe popolari norvegesi, ancora oggi considerate un classico della narrativa. Il lavoro di questi autori fu fondamentale per divulgare e promuovere la cultura e le tradizioni del folklore norvegese.

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Fiabe popolari spagnole

Anche in Spagna si deve a una donna la raccolta della tradizione orale fiabesca: Cecilia Böhl de Faber y Larrea, in arte Fernan Caballero (1796-1877), fu una scrittrice ispano-svizzera nata nel Canton Vaud (Svizzera) da padre console tedesco e madre andalusa, anch’essa scrittrice.

Visse la maggior parte della sua vita tra Amburgo (Germania), Cadice (Andalusia), e Porto Rico. Fu una scrittrice prolifica; pubblicò diversi romanzi e novelle, la cui opera più famosa è «Gaviota», che suscitò un certo scalpore per la sua aderenza con il realismo, risultando in anticipo, quindi, con le tendenze romantiche del suo tempo.

Tra le tante opere pubblicate, è ricordata anche per le sue ricerche sul folklore spagnolo; interesse da cui scaturì l’opera «Cuentos, adivinanzas y refranes populares» (ricompilate poi nel 1921), raccolta di fiabe tradizionali spagnole da lei stessa rielaborate in chiave didattica e moralista. A differenza di altri autori, la Caballero si rivolge a un pubblico di bambini e le sue rielaborazioni sono adatte a lettori di tutte le età.

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Fiabe popolari russe

Le Leggende popolari russe furono raccolte da Aleksandr Afanasjev nel 1859.

Il genere della “fiaba” tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento, era in Russia particolarmente popolare, tanto che pose le basi del realismo della letteratura successiva (p.es. in Puškin).

Afanasjev si ispirà alla “scuola mitologica dei Grimm”, e studiò in modo il folclore russo, raccogliendo circa 600 testi, molti dei quali prodotti dalla viva voce del popolo.

L’opera di questo scrittore e studioso fu così importante che divenne il terreno principale di lacoro del famoso Propp, che grazie alle fiabe russe riuscì a codificare il genere e a identificare strutture comuni nella narrativa, originariamente fiabesca, ma non solo…

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La Scuola mitologica

A partire dai Grimm, passando per Afanasjev fino a Propp, il recupero delle fiabe popolari portò all’elaborazione di interessanti teorie: la tesi di fondo di questi e altri studiosi (Friedrich Max Müller, Theodor Benfey, Andrew Lang, Pierre Saintyves, che raccolse le fiabe francesi), riguardava gli aspetti comuni e ricorrenti nelle fiabe di Paesi diversi e appartenenti a culture diverse: secondo questa teoria, doveva essere esistito, in un passato molto remoto, un substrato culturale e narrativo comune tra i popoli di origine indoeuropea ancora presente nel materiale fiabesco: pur adattandosi a culture e tradizioni differenti, nelle fiabe è possibile riscontrare anche una sorta di elemento religioso comune, che si discosta sia dal cristianesimo sia dal paganesimo, avvicinandosi a una forma di panteismo che vede la natura come una forza superiore, magica, incomprensibile all’uomo.

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Le fiabe irlandesi

William Butler Yeats (1865-1939), poeta e drammaturgo irlandese, è stato un poeta, drammaturgo, scrittore e mistico irlandese. Spesso indicato come W. B. Yeats, nacque a Dublino a Dublino nel 1865, primo figlio del pittore John Butler Yeats e di Susan Pollexfen, in ambiente protestante colto e raffinato. Autore di moltissime opere teatrali, contribuì enormemente alla nascita di quel sentimento e di quella cultura nazionale che portarono l’Irlanda a liberarsi della sottomissione all’Inghilterra. Alla nascita del libero Stato irlandese fu nominato senatore. Nel 1923 ricevette il premio Nobel.

Verso la fine dell’800, egli raccolse per la prima volta nelle Fiabe e racconti delle campagne irlandesi (1888) e nelle Fiabe irlandesi (1892) le narrazioni popolari e i racconti dei più grandi scrittori del suo Paese, tra cui Thomas Crofton Crocker, Lady Wilde (madre di Oscar), William Carleton, Douglas Hyde. Grazie agli scritti di questi autori, che seppero ben interpretare e rivendicare la validità di una tradizione narrativa popolare autonoma e vivace, Yeats realizzò una splendida panoramica del folclore irlandese, popolato da spettri, folletti, diavoli, giganti, streghe, druidi. (Da Newton Compton).

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Fiabe popolari inglesi

La tradizione popolare inglese viene raccolta e riportata ai lettori da numerosi autori, anche se nessuno di essi compilò ufficialmente un’antologia di fiabe. Troviamo fate, elfi, folletti, leggende di vario tipo che creano la base per innumerevoli opere e poemi degli autori romantici inglesi (Wordsworth, Coleridge, Yates, Byron, Christina Rossetti…): in particolare, indimenticati e sempre amatissimi, tornano i temi del ciclo arturiano.

Una raccolta di racconti popolari inglesi (e anche indiani) fu scritta da Flora Annie Steel: Flora Annie Steel (2 aprile 1847 – 12 aprile 1929) visse nell’India britannica per 22 anni; nota soprattutto per i libri ambientati in India o comunque collegati ad essa, raccolse in alcuni volumi sia fiabe inglesi, sia della zona del Punjab sia italiane.

Bisognerà attendere però Catherine Briggs, scrittrice ed esperta delle leggende e delle creature fatate inglesi, per una vera raccolta di fiabe popolari.

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John Atkinson Grimshaw - il profumo delle foglie d'autunno

Fonti

https://it.wikipedia.org/wiki/Hans_Christian_Andersen

https://en.wikipedia.org/wiki/Flora_Annie_Steel

http://www.paroledautore.net/fiabe/classiche/

About Antonia Romagnoli

Antonia Romagnoli è autrice di romanzi rosa storici, fantasy e opere per l'infanzia. Fra le sue opere: "La dama in grigio", regency romance, la "Saga delle Terre", trilogia fantasy.

Un commento

  1. Interessante….stiamo sempre vicino a fiabe e mitologia…troppa cronaca..Non ci piace
    …allarghiamo così le nostre menti…..

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