Che belle le fiabe! E se fosse tutto vero?

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Che belle le fiabe! E se fosse tutto vero?

Seconda tappa nel mondo delle fiabe, per portarvi a scoprire alcuni dei segreti nascosti dietro le fiabe più famose.

La genesi delle fiabe, si sa, è molto antica: in esse si trovano mescolanze di leggende, miti, narrazioni didascaliche e persino fatti di cronaca.

fiabe e realtà storica

Lo specchio parlante esiste: ora è conservato in un museo.

La fiaba popolare andava di bocca in bocca, di villaggio in villaggio, di generazione in generazione, crescendo, perdendo elementi ma soprattutto adattandosi al pubblico e al tempo.

Così, per esempio, una Cappuccetto Rosso serviva a spiegare ai bambini il pericolo dei boschi, una Cenerentola a trasmettere il valore della bontà e la sicurezza della punizione per la cattiveria… alcune storie volevano creare terrore, magari per tenere buoni i piccoli, altre trasmettere alle ragazze il messaggio di quanto fosse importante un buon matrimonio. Un mondo piccolo, fatto di piccole cose, nel quale l’inspiegabile e l’inspiegato sconfinavano nella magia e dove il male poteva essere sconfitto con la buona volontà.

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La nobiltà nelle fiabe

Il popolo guardava a re e regine, principesse e principi, nobili e cavalieri e li vedeva come parte di un mondo lontano. Fra le mura di quei castelli non vi erano altre preoccupazioni che non fossero matrimoniali, o dovute ai rapporti interpersonali. Nelle fiabe italiane, ogni tanto, si andava alla guerra con lo stesso spirito con cui si organizzavano i banchetti: la fiaba di Fantaghirò in questo senso è molto indicativa.

Oggi molti studiosi, che ancora si occupano dell’immenso patrimonio fiabesco, stanno indagando anche in un senso che fino a pochi anni fa non si sospettava neppure, ossia la realtà che si cela sotto molte delle fiabe.

le fiabe nell'Ottocento

Un’antica fiaba francese

Le manovre politiche della nobiltà locale, le trame e gli intrighi: materiale sempre appassionante per le storie del popolo.

Perché la cronaca forniva ottimi spunti per nuove narrazioni, poteva originare storie di grande interesse. Scavando nelle cronache, si scopre così che dietro alle fiabe più impensate si nascondono inquietanti realtà.

La vera storia di Biancaneve.

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Biancaneve è una delle prima fiabe su cui si è indagato per scoprirne le realtà storiche originarie.

Sono principalmente due le teorie sulla vera Biancaneve: la prima fu esposta dallo storico  

Eckhard Sander, nel libro “Biancaneve: è una fiaba?” (1994), che identificò il personaggio in Margaretha von Waldek, contessa tedesca nata nel 1533 da Filippo IV e dalla sua prima moglie. A 16 anni Margaretha fu esiliata a Bruxelles, dove si innamorò del futuro Filippo II di Spagna: a 21 anni morì avvelenata, forse dalla stessa matrigna che si opponeva alle nozze.

Molti particolari della fiaba sono riconducibili a luoghi e persone reali: i sette colli attraversati da Biancaneve, i boschi, ma soprattutto i nani e le miniere. Nella zona di origine della fiaba, infatti, sono presenti numerose miniere di rame bambini e nani a causa delle ridotte dimensioni dei cunicoli. La mela avvelenata sarebbe invece riconducibile a un evento avvenuto in Germania, dove un anziano commerciante venne arrestato per aver dato delle mele avvelenate ad alcuni bambini che avevano tentato di rubare le sue merci.

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La seconda teoria ci arriva da studiosi bavaresi, che identificano Biancaneve in Maria Sophia von Erthal, la figlia di un proprietario terriero e principe della Baviera, vissuta nel 1700. La seconda moglie del padre, la contessa di Reichenstein, cacciò la figliastra da casa e la lasciò senza mezzi. Maria Sophia visse alcuni anni nei boschi vicini, ospitata dai minatori, finché non morì di vaiolo.

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Le teorie sullo specchio parlante sono non meno affascinanti: la contessa di Reichenstein possedeva infatti uno specchio dotato di un meccanismo che poteva riprodurre le voci di chi si specchiava, ora al Museo Spessart.

Nani anche quelli che ospitarono Maria Sophia: i minatori erano sempre piccoli di statura. 

La bara di vetro non era poi una stranezza, visto che reliquie, corpi di santi e di persone oggetto di venerazione venivano posti in teche di vetro.

Hansel e Gretel

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Incredibile ma vero. Anche Hansel e Gretel si basano su una drammatica storia vera. In questo caso, si tratta di una ricostruzione un po’ controversa, perché secondo il CICAP ci troviamo di fronte a una mistificazione letteraria, a colpi di libro e di falsi documenti.

A quanto pare lo studioso prof. Osseg, sulla base di alcune stampe ottocentesche confrontate con le illustrazioni dei Grimm, notò la somiglianza fra la realtà e il disegno. Incuriosito. Concentrò e sue ricerche nella foresta dello Spessart, rappresentata nelle incisioni, trovando una radura che pareva corrispondere alle illustrazioni. Scavando, trovò i resti di una casetta e di quattro forni, nonché di uno scheletro femminile: la strega?

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Altri reperti nei paraggi, che misero il ricercatore sulla strada giusta, furono attrezzi da pasticceria e una ricetta del famoso panpepato.

La storia della casa, poi fu ricollegata a un’antica cronaca, che permise di mettere insieme tutti i pezzi. Una certa Katharina Shraderin fu accusata nel 1647 di stregoneria, per aver confezionato dolci diabolici, in grado di provocare “bestiali concupiscenze”, e di attirare gli uomini nel bosco coprendo il tetto della sua casetta con “pastizeria”, per ucciderli e divorarli.

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Katharina fu torturata, ma non confessò. Assolta da ogni accusa, non andò lontano, perché fu strangolata e poi bruciata nel forno di casa sua da Hans e Greta Melzler. Hans era, come Katherina, un pasticciere, e aveva cercato di estorcere alla vittima una ricetta che ella custodiva gelosamente.

Che sia vera o no, questa ricostruzione è stata ripresa da vari autori e storici.

Barbablu

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La fama di Giles de Rais è giunta fino a noi, ma egli è noto soprattutto per aver ispirato la fiaba horro Barbablu. Giles fu maresciallo di Francia, nella prima metà del 1500, ma una volta lasciata la carriera militare si ritirò nei suoi possedimenti (conquistati con le armi), finché non venne accusato di praticare l’alchimia e la stregoneria, e di aver torturato, stuprato ed ucciso almeno 140 bambini e adolescenti. Fu quindi condannato a morte.

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L’indagine, peraltro, iniziò a causa della sua conquista del castello e per aver preso in ostaggio il canonico Jean Le Ferron, fratello del Duca proprietario del maniero, mentre celebrava la messa: questo atto portò il vescovo di Nantes a aprire le indagini.

Cenerentola

Anche Cenerentola potrebbe avere origini molto antiche ed essere ispirata a una persona reale. La prima versione della fiaba risale a Erodoto, nel 500 a.C., il quale riporta le vicende della giovane Rodopi, schiava tracia vissuta in Egitto all’epoca del faraone Amasis, che divenne una cortigiana molto popolare. La leggenda racconta che Mentre Rodopi era al fiume a fare il bucato con le sue pantofole esposte ad asciugare al sole, improvvisamente Horus, sotto forma di falcone, le rubò uno dei calzari e lo portò al faraone, che colse il segno divino e partì alla ricerca della padrona della calzatura per prenderla in moglie. Arrivato fino al villaggio di Rodopi, scoprì che lei era non solo l’unica che poteva indossarla, ma che possedeva anche l’altra: la schiava, divenuta prostituta, arrivò a essere così regina.fiabe e realtà storica

Probabilmente Rodopi non divenne mai regina, ma sembra appurato che un’etera molto famosa e molto ricca visse in Egitto, facendo generose donazioni al tempio di Alicarnasso.

Il pifferaio magico

Altro fatto di cronaca terribile sembra nascondersi dentro la fiaba del pifferaio di Hamelin. In città, infatti, vari monumenti ricordano un triste evento che ricorda da vicino il rapimento dei bimbi a seguito del mancato pagamento del pifferaio che aveva liberato la città dai topi.

Un’antica porta di Hamelin reca l’iscrizione “Eretta nel 1556, 272 anni dopo che il mago portò 130 bimbi fuori della città”; una vetrata datata 1300, andata poi distrutta nel XVII secolo, riproduceva un pifferaio, con abiti da giullare, circondato da bimbi in preghiera. Questa vetrata è stata riprodotta in un acquerello di un viaggiatore del 1592 e in diversi documenti a partire dal 1300.

Le ipotesi più accreditate riguardano la partenza dei bimbi per una crociata, oppure costretti a emigrare verso la Moldavia. Quello che potrebbe essere accaduto loro ha varie interpretazioni: morti in un’inondazione, una frana o un’altra calamità naturale; i piccoli morirono durante la crociata; i bambini, vittime di un’epidemia, furono portati a morire lontani dal centro abitato; i piccoli furono mandati a fondare altri villaggi nella zona e non fecero più ritorno.

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Tutte ipotesi affascinanti per una drammatica realtà, quella dell’infanzia negata ai bimbi protagonisti delle fiabe. E, in questo caso, della loro morte prematura.

Le streghe e l’LSD

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Il mondo delle fiabe è ricchissimo di streghe cattive, uno dei più grandi terrori di adulti e bambini.

A quanto pare, l’isteria collettiva che portò a tante vittime della caccia alle streghe aveva cause molto reali e poco magiche.

L’alimentazione dei Paesi dell’Europa centrale, infatti, era ricca di segale, cereale più resistente al clima rigido del grano. Ma uno dei funghi patogeni che più facilmente intaccano questo cereale, la Claviceps purpurea, produce una tossina, l’acido lisergico, resistente al calore e dalla molecola molto simile all’LSD. Insomma, un potente allucinogeno, che poteva contaminare le derrate alimentari in caso di cattiva conservazione del raccolto. E alcune annate, particolarmente fredde e umide, potrebbero aver condotto al consumo di pane parecchio allucinogeno.

fiabe e realtà storica

Nel 1257, l’eruzione devastante di un vulcano in Indonesia, portò per lungo tempo una nube oscura sui cieli europei. Il denso strato, oscurando la luce del sole, favorì la contaminazione da Claviceps della segale. Furono anni di caccia alle streghe, di visioni demoniache, di processi a maghi e simpatizzanti del demonio.

Abbiamo parlato di fiabe…

La fiaba nell’Ottocento

Perché abbiamo paura delle fiabe?

Alcune fonti

http://www.albanesi.it/dietaitaliana/blu/articoli/69stregh.htm

https://it.wikipedia.org/wiki/Rodopi_(fiaba)

http://win.storiain.net/arret/num132/artic6.asp

https://www.cicap.org/n/articolo.php?id=101195

http://ilvecchiofocolare.blogspot.it/2010/01/la-vera-storia-della-strega-di-hansel-e.html

https://en.wikipedia.org/wiki/Magic_Mirror_(Snow_White)

https://en.wikipedia.org/wiki/Snow_White

https://it.wikipedia.org/wiki/Il_pifferaio_di_Hamelin

http://www.okpedia.it/la-vera-storia-del-pifferaio-magico

About Antonia Romagnoli

Antonia Romagnoli è autrice di romanzi rosa storici, fantasy e opere per l'infanzia. Fra le sue opere: "La dama in grigio", regency romance, la "Saga delle Terre", trilogia fantasy.

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