Fantasmi e letteratura

Fantasmi e letteratura

Storie di fantasmi, un filone letterario ai confini della realtà.

Le storie di fantasmi attraversano il mondo e la storia.

Nascono spontaneamente, in moltissime culture, e vanno di pari passo con il culto dei morti, la prima forma di religiosità naturale di ogni essere umano.

Non è vero ma ci credo… sarà vero ma non ne voglio sentir parlare.

Questi due atteggiamenti discriminano l’interesse per questo tipo di racconti o di narrazioni.

D’altra parte la domanda esistenziale che sta alla base di queste storie accompagna l’uomo dall’alba dei tempi: che cosa accade dopo la morte? Che cosa rimane quando la vita che conosco finisce?

fantasma fantasmi

Il fantasma (chiamato anche spettro o larva dal latino larua) è un’entità delle leggende e del folclore.

Ci si riferisce ad esso come ad una presenza incorporea, spesso caratterizzata da alcuni elementi (avvolta in un sudario oppure senza testa, contornata da una certa luminescenza o che produce un rumore di catene). Del pari anche le circostanze delle apparizioni sono caratterizzate da elementi ricorrenti quali l’ora notturna, i luoghi lugubri e isolati, ecc.

Il vocabolo fantasma, dal greco antico phantasma a sua volta da phantazo (passivo e medio phantazomai : “io appaio”), aveva il significato di apparizione (intesa come manifestazione soprannaturale) e solo con il tempo il suo significato si è ristretto ad indicare l’apparizione di un defunto.

Il fantasma è una figura ricorrente nella tradizione popolaree letteraria, praticamente di tutte le civiltà. Nella tradizione orientale e in quella greca e romana l’apparizione dei fantasmi non è associata al sentimento della paura.

Nell’antica Grecia troviamo infatti alcuni miti che riguardano i fantasmi, fra i quali citiamo quello di Orfeo ed Euridice, nel quale l’amore tenta di vincere la morte e quello di Polissena, che viene sacrificata sulla tomba di Achille su insistente richiesta del suo spettro.

Il fantasma è un tipico personaggio della letteratura fantastica e dell’orrore. Un esempio celebre si trova nell’Amleto di William Shakespeare. Nei racconti horror i fantasmi infestano di frequente vecchi castelli o antiche magioni. Nei racconti per bambini, il fantasma può assumere un ruolo positivo.

 Ma nella realtà quotidiana, quante volte il mondo dei sogni diventa un tramite fra vivi e defunti?

Quanta gente rivede in sogno i propri cari perduti?

Questi, certo, non sono fantasmi, ma l’oscurità e le ore notturne sono quasi sempre la via privilegiata per superare il velo che separa vivi e morti.

In questo post non voglio discutere se sia vero o meno ciò che raccontano queste storie, né affrontarle dal punto di vista spirituale, ma fare una breve carrellata degli elementi che le caratterizzano.

Spiritismo e spiritualismo

La caccia ai fantasmi nel senso moderno del termine, quella che portò alla nascita del genere letterario, ha origini piuttosto recenti.

Prima dell’800, infatti, i fantasmi rimangono relegati al mondo delle leggende e del mito, ma non sono protagonisti di un vero filone letterario.

Nell’epoca del romanticismo, però, le cose cambiano. Le correnti filosofiche creano due contrapposti fronti: da una parte il materialismo, dall’altra lo spiritualismo si affrontano in una battaglia che attraversa l’Europa. Sono entrambe conseguenze dell’Illuminismo, che ha posto l’accento sull’uomo e ha cambiato radicalmente la cultura e il modo di pensare.

 Lo spiritualismo  nacque e si sviluppò nel XIX secolo in Francia e in Italia, diretto polemicamente contro il positivismo, lo scientismo e il materialismo: a queste dottrine esso contrapponeva una rinascita della metafisica intesa nel senso cristiano agostiniano.

Il termine si trova usato per la prima volta da Victor Cousin, uno dei principali autori dell’introduzione in Francia dello Spiritualismo.

Cousin in età giovanile subì l’influsso di Locke e Condillac; in seguito abbracciò la corrente filosofica dell’idealismo sotto l’influenza di Maine de Biran e Schelling elaborando la sua dottrina in opposizione al sensismo e come una sintesi delle idee di Immanuel KantCartesio e degli idealisti scozzesi.

Spesso, però, il termine spiritualismo viene utilizzato anche per definire lo spiritismo, che in questo stesso periodo si stava diffondendo, in particolare nei ceti sociali più elevati e fra gli uomini di cultura.

Lo spiritismo è una dottrina filosofica apparsa nel 1857 in Francia, codificata da Allan Kardec.

Nelle sue ricerche egli osservò una serie di fenomeni e formulò l’ipotesi che tali fenomeni potessero essere attribuiti solamente a intelligenze incorporee (spiriti).

Le comunicazioni spiritiche avverrebbero “grazie all’intervento di un medium”, ossia una persona con particolari doti che fungerebbe da mediatore fra spiriti e viventi, durante la cosiddetta seduta spiritica.

La sua ipotesi di comunicazione con gli spiriti fu inoltre oggetto di studio da parte di alcuni istituti privati di ricerca parapsicologica che hanno studiato tali fenomeni e che ne continuano le ricerche tuttora in vari paesi del mondo.

La sua opera fu successivamente proseguita da Leon Denis, Sir Arthur Conan DoyleErnesto BozzanoChico XavierDivaldo Pereira FrancoRaul Teixeira e altri.

Lo Spiritismo tuttora ha decine di milioni di seguaci in molti paesi del mondo, inclusa Francia, Spagna, Stati Uniti, Giappone, Germania, Inghilterra, Argentina, Portogallo e soprattutto Brasile, dove ha la diffusione maggiore che in ogni altro Stato.

Glamis castle

Galmis Castle, uno dei castelli più inestati del mondo

 

Fantasmi e letteratura: dalla tradizione orale alla narrativa

Fantasmi, spettri, strane presenze, fenomeni inspiegabili e singolari coincidenze: elementi indispensabili delle ghost stories.

L’epoca vittoriana, come già detto nelle puntate precedenti, è stata fondamentale per la diffusione del filone letterario dedicato ai fantasmi, che ha avuto il suo culmine in M. R. James, l’autore che con le sue opere ha delineato questo tipo di narrativa.

Le storie di fantasmi, fin dalle loro origini, hanno trovato la loro forza della tradizione orale. In che modo la narrativa ha sfruttato le tecniche di narrazione orale nelle storie di fantasmi?

Nel racconto “Gli Occhi” di Edith Warton, autrice di cui parleremo successivamente, troviamo questa situazione, che costituisce l’incipit della storia:

Eravamo dell’umore giusto per parlare di fantasmi, quella sera, dopo una cena eccellente del nostro amico Culwin, al termine della quale Fred Murchard ci aveva raccontato… la storia di una strana visita personale.

L’ambiente è sempre quello dell’alta società inglese, l’epoca di poco successiva al periodo vittoriano, ma il clima descritto è quello che ha dato origine alla diffusione della ghost story.

La narrazione di storie davanti al camino è l’origine di diversi filoni letterari (basti pensare alle fiabe), e la storia di fantasmi si presta allo scopo di divertire, appassionare, lasciare negli uditori una certa impressione.

In Inghilterra, la sera sera di Natale era tradizionalmente dedicata alle storie di fantasmi.

In “Giro di vite” di Henry James la storia prende corpo da un racconto davanti al camino:

Il racconto ci aveva tenuti col fiato sospeso attorno al focolare, ma, salvo l’ovvia osservazione che esso era raccapricciante, come dovrebbe in fondo essere ogni strana storia narrata la vigilia di Natale in una vecchia casa, non ricordo che suscitasse alcun commento, sinché qualcuno ebbe a dire che quello era il primo caso a sua conoscenza in cui una prova del genere fosse toccata ad un fanciullo.

Si trattava, ricordo, di un’apparizione in una casa altrettanto vecchia di quella che ci aveva riuniti per l’occasione: una visione spaventosa apparsa ad un bambino che dormiva nella stanza della madre, e che l’aveva destata con il suo terrore; destata non per vincere quell’incubo e farlo teneramente riaddormentare, ma perché ella stessa, prima di esservi riuscita, si trovasse davanti alla medesima visione che lo aveva sconvolto.

Fu questa osservazione a provocare da parte di Douglas – non immediatamente, ma più tardi nella serata – una risposta che ebbe l’interessante conseguenza su cui richiamo la vostra attenzione. Qualcun altro prese a raccontare una storia di scarso interesse, e mi accorsi che Douglas non l’ascoltava. Questo fu per me il segno che anche lui aveva qualcosa da dirci, e che si trattava soltanto di aspettare. In effetti aspettammo due sere; ma quella sera stessa, prima che ci separassimo, egli ci anticipò quel che aveva in mente.

«Convengo pienamente – nei riguardi del fantasma di Griffin o di quel che fosse – che il suo apparire dapprima al bambino (e di un’età così tenera), aggiunge alla vicenda un fascino particolare. Ma, per quanto ne so, non è la prima volta che un fenomeno tanto affascinante coinvolge un bambino. Se la presenza di un bambino dà all’effetto un altro giro di vite, che direste di due bambini?…»

«Diremmo, naturalmente,» esclamò qualcuno, «che darebbero due giri di vite. E anche che vogliamo conoscerne la storia.»

L’efficacia di un racconto, spesso è affidata alla sicura presa dell’esperienza diretta, che viene resa attraverso la narrazione in prima persona come ne “Il Gatto bianco” di Le Fanu:
C’è una storia famosa su un gatto bianco che ci narrano da bambini e che conosciamo tutti molto bene. Quella che intendo raccontare io parla di un gatto bianco molto diverso dall’amabile Principessa Incantata che assumeva questo aspetto quattro mesi all’anno. Il mio gatto bianco è un animale molto più sinistro.

 

H. R. James utilizza diversi escamotages per rendere verosimile il suo racconto, per esempio citando le fonti (sempre vicine alla voce narrante, come un cugino, un amico, uno stimato e colto conoscente) e riportando con quasi pedante precisione date, particolari, luoghi, fino a rendere più simile la storia a una cronaca che a un’opera narrativa.

Alla fine, rimane il dubbio: siamo sicuri che se lo sia inventato?

Il narratore è comunque sempre presente, esattamente come potrebbe accadere in una storia raccontata a voce, arrivando a interloquire, a volte, direttamente col lettore.

“Il lettore non si sbaglia se avrà intuito che la signorina Mary e il signor Spearman si fidanzarono di lì a poco, nel mese di giugno(…) Ritengo probabile che abbia trascritto questo episodio con la massima fedeltà, su preghiera della signorina Mary.” (La residenza di Withminster)

L’impianto narrativo è lo stesso su cui si basano, ancora oggi, le leggende metropolitane, fatti che di solito accadono “a un cugino di un amico” “a una ragazza che abitava da queste parti”… le fonti, vere o presunte, sono fondamentali per dare spessore a una storia di fantasmi.

Anche Edgard Allan Poe basa spesso i suoi racconti sulla narrazione in prima persona: in generale, la letteratura dedicata al soprannaturale fa sua questa regola delle storie di fantasmi. 

fantasmi e natale

dal web

I fantasmi e il romanticismo

 Nell’epoca romantica, dunque, si accentua l’interesse per il mistero, per il soprannaturale.

Il coronamento di questo nuovo interesse è il romanzo gotico.

Il romanzo gotico è un genere narrativo sviluppatosi dalla seconda metà del Settecento e caratterizzato dall’unione di elementi romantici e dell’orrore.

shelley fantasma fantasmi

Mary Shelley

L’espressione “letteratura gotica”, riferita alla tendenza culturale sviluppatasi dalla metà del XVIII secolo, è entrata nell’uso comune a partire soprattutto dai paesi anglosassoni e individua solitamente storie ambientate nel Medioevo in castelli diroccati, sotterranei e altri ambienti cupi e tenebrosi. 

L’iniziatore della letteratura gotica moderna è considerato Horace Walpole con il suo romanzo breve Il castello di Otranto del 1764. In particolare, la letteratura inglese del XVIII e XIX secolo fu alimentata da due temi ricorrenti: il romanzo gotico, definito anche “romanzo spaventoso” per i personaggi e l’ambientazione angosciante (inaugurato dal già citato Castello di Otranto di Horace Walpole) e il romanzo storico di Walter Scott.

Fra gli esponenti di questo genere citiamo: Clara Reeve,  Ann Radcliffe,  Bram StokerWilliam BeckfordMatthew Lewis,  Mary Shelley,  John William Polidori,  Charles Robert Maturin,  Edgar Allan PoeArthur Conan Doyle.

E’ sulla scia del romanzo gotico che nasce il filone dedicato alle storie di fantasmi, nel quale si cimentano numerosi e importanti autori.

Racconti di fantasmi: caratteristiche di un genere

 Prima ancora di legarsi alla letteratura gotica e successivamente divenire parte integrante dell’horror e del noir, il racconto di fantasmi ha le caratteristiche di una relazione su fatti realmente accaduti, anche quando ciò che vi viene descritto è di pura invenzione.

Al suo nascere, il racconto sui fantasmi non ha come obiettivo lo spaventare il lettore, ma piuttosto quello di innestargli il dubbio sull’esistenza di fenomeni che sfuggono ad altre spiegazioni, introdurlo nell’ottica che non tutto ciò che esiste è visibile.

In particolare, nella letteratura inglese la narrazione delle storie di fantasmi assume caratteristiche singolari: i racconti vengono impostati come vere e proprie cronache, spesso accompagnate da stralci di lettere e documenti. Anche quando narrati in prima persona (espediente usato per rendere ancora più verosimile la storia) è spesso il punto di vista di uno scettico che, suo malgrado, si trova coinvolto in fatti che non può spiegare.

È dopo la metà dell’Ottocento che il genere raggiunge il suo pieno apice, grazie alla diffusione dello spiritismo che diviene uno degli argomenti preferiti nei salotti e accomuna, per una volta, sia uomini che donne: non a caso nel genere gotico la presenza di autori e autrici si equivale, cosa mai accaduta in altre epoche e in altri generi.

Il romanzo gotico e la Ghost story, insomma, sembrano avere per lo meno il potere di abbattere l’antico muro di maschilismo nella letteratura.

Dobbiamo quindi arrivare alla metà dell’Ottocento per trovare racconti sui fantasmi a livello letterario. In particolare è nel mondo anglosassone che questo filone si sviluppa felicemente.

A facilitare il compito agli autori è certamente il patrimonio cospicuo di leggende e di tradizioni, oltre al gran numero di castelli e magioni antiche che forniscono un’ottima ambientazione per le storie.

Ma i castelli, in fin dei conti, non mancano neppure il altri Paesi europei: perchè allora non si sono sviluppate le ghost stories anche altrove?

castelli e fantasmi

Il Castello di Montebello: vi abita il famoso fantasma di Azzurrina
Fonte: www.castellodimontebello.com

Non è forse a Otranto che è ambientato il più famoso romanzo gotico?

A quanto pare, nel resto dell’Europa c’era altro da fare. Altri argomenti, altri filoni hanno prevalso e non hanno permesso lo sviluppo delle storie di fantasmi, il cui interesse si è sviluppato successivamente.

D’altra parte, la letteratura inglese ha sempre avuto caratteristiche proprie, nonostante i contatti con quella francese. Un’isola è sempre un’isola e anche in ambito letterario questo è un fattore non trascurabile.

In Italia, per esempio, il romanticismo è stato il periodo in cui è fiorito il romanzo storico. Tuttavia, l’influenza del romanzo gotico arriva anche a toccare lo stile e le scelte letterarie italiane, come nel caso degli intrighi della Monaca di Monza e delle opere di Francesco Domenico Guerrazzi, che all’impegno politico affianca il gusto per il particolare “noir”.

Raynham Hall

Fantasmi e letteratura: il mistero protagonista

La storie di fantasmi mantengono, anche ai giorni nostri, intatto il loro fascino.

Basta fare un giro in rete per trovarne di ogni genere e di ogni tipo.

Esistono siti dedicati alla raccolta di leggende, altri ai racconti di esperienze in prima persona, persino youtube è carico di video in cui vengono “immortalati” spettri e episodi spaventosi. Ci sono trasmissioni (dal dubbio carattere scientifico) che tentano di ogni tanto di mettere una parola definitiva sull’esistenza dei fantasmi.

Bastano poche ricerche per scoprire l’immenso patrimonio di storie che hanno come protagonisti fantasmi, anche qui in Italia, dove si possono tracciare vere e proprie mappe del mistero, fra castelli, musei, antiche biblioteche, residenze nobiliari e luoghi di interesse storico.

In letteratura non tutte queste storie hanno trovato posto, ma sicuramente alcuni luoghi hanno ispirato più di un autore. Come il castello di Glamis,  in Scozia, uno dei luoghi più infestati del Regno Unito.

Nonostante l’immensa quantità di materiale bibliografico sui fantasmi, il filone narrativo non ha mai raggiunto l’indipendenza dal genere horror-noir, pur attraversando la storia con caratteristiche proprie. Non sempre Horror.

 

fantasmi

Anche se si cerca con il termine generico “ghost story“, la descrizione che si trova risulta piuttosto deludente.

Generalmente, la storia di fantasmi sembra trovare la sua dimensione nel racconto breve, anche se esistono romanzi che si basano su di esse. Cito, per ora, “Giro di vite” di Henry James, uno dei maggiori autori di narrativa sui fantasmi.

Sembra, tuttavia, che il primo a occuparsi del filone in modo sistematico sia stato proprio Le Fanu e che l‘epoca vittoriana sia stata quella in cui le storie di fantasmi hanno avuto la maggior fioritura.

glamis

Il castello di Glamis

Fantasmi e letteratura fra Otto e Novecento: i fantasmi e l’umorismo

La narrativa dedicata ai fantasmi ebbe la sua massima espressione nel periodo fra Otto e Novecento, diventando un fenomeno internazionale.

In linea generale, mentre da un lato si delineano le caratteristiche della narrativa horror, dall’altro la ghost story varca i confini della narrativa del terrore e diventa lo spunto per un altro genere in ascesa nello stesso periodo: l’umorismo.

Il racconto di fantasmi mantiene, nelle opere umoristiche, inalterate le sue caratteristiche principali, ma l’argomento viene trattato con la classica, sottile vena ironica tipica dell’humour inglese, segno che il genere ghost story è giunto all’apice.

Sono due le opere umoristiche principali che raccontano di fantasmi: Il Fantasma di Canterville, del 1887, scritto da Oscar Wilde, e Storie di fantasmi per il dopocena, una raccolta di Jerome K. Jerome, autore reso celebre dal romanzo Tre uomini in barca.

  Storie di fantasmi, gli autori.

 Fra i primi a scrivere di fantasmi è dunque un autore irlandese (altra isola, stesso discorso):Joseph Sheridan Le Fanu.

La produzione di Le Fanu è particolarmente vasta e molti dei suoi scritti sono ancora inediti in Italia. L’importanza di Le Fanu nella narrativa fantastica è stata dalla creazioni di almeno tre sotto filoni letterali.

Crea il genere degli investigatori dell’occulto. Le cinque storie della sua antologia In a Glass Darkly hanno infatti come filo conduttore il Dottor Hesselius, che affronta vari casi al limite del paranormalecon spirito analitico, individuandone le eventuali implicazioni soprannaturali. A continuare questo filone letterario, ricordiamo i personaggi di Carnacki (creato da William Hope Hodgson), “l’Antiquario” (Montague Rhodes James), John Silence (Algernon Blackwood) e Gideon Fell di John Dickson Carr.

Ispirato dal folklore della sua terra natale, l’Irlanda, Le Fanu è autore di una saga che potrebbe essere denominata “Sopravvivenza degli dei antichi” (gnomi, fate, mostri leggendari, unicorni tra i tanti).

ffantasma carmilla vampira

Carmilla la vampira

Gran parte di queste storie sono presentate come resoconti dell’ecclesiastico Padre Purcell: un espediente narrativo che dà un velo documentaristico a questa sua produzione. Il gallese Arthur Machen si ispirò a queste opere di Le Fanu, per le sue storie tra paganesimo e Cristianesimo.

Le Fanu è tra i primi a riportare il mito del vampiro nel suo luogo d’origine con il racconto Carmilla. La vampira protagonista dell’opera è un personaggio complesso, una creatura saffica e morbosa che racchiude in sé tratti di una lunga tradizione di vampiri letterari, dalla Christabel di Samuel Taylor Coleridge (1801 -1816) a Il Vampiro di John William Polidori (1819), e anticipa il Dracula di Stoker.

Joseph S. Le Fanu

le fanu fantasma fantasmi

Le Fanu

Le Fanu nacque il 28 Agosto 1814 a Dublino ma visse i primi anni della sia vita a Chapelizod (vicino a Dublino) e ad Abington (Limerick), dove entrò in contatto con la tradizione favolistica e fantastica della cultura contadina irlandese. 

Nel 1832 entrò al Trinity College. Tre anni dopo pubblicò il suo primo racconto, The Ghost and the Bonesetter, sulla rivista Dublin University Magazine.

Molti altri racconti appariranno sulla stessa rivista fino al 1839, quando ottenne la laurea in giurisprudenza.

Le Fanu non si dedicò mai all’avvocatura, scegliendo invece la strada del giornalismo diventando anche editore e proprietario di giornali.

Nel 1844 il matrimonio con Susan Bennet, figlia di un avvocato di Dublino, che morì pochi anni dopo, nel 1858. La perdita della moglie segnò profondamente lo scrittore, che da quel momento visse in isolamento, dedicandosi esclusivamente alla scrittura ( da qui il soprannome di “principe invisibile”) fino alla morte, avvenuta per collasso cardiaco il 7 Febbraio 1873 a soli 59 anni.

La sua creazione più  famosa ( e alter ego letterario ) è il medico tedesco Martin Hesselius.

Bibliografia

Romanzi

  • The Cock and the Anchor – 1845
  • The Fortunes of Colonel Torlogh O’ Brien – 1847
  • The House By the Churchyard – 1863 (La casa vicino al cimitero)
  • Wylder’s Hand – 1864
  • Uncle Silas – 1864 (Zio Silas)
  • Guy Develler -1865
  • All in the Dark – 1866
  • The Tenant of Malory – 1867
  • A lost name – 1868

Racconti

  • Ghost Stories and Tales of Mistery – 1851
  • Chronicles of Golden Friars – 1871
  • In a Glass Darkly – 1872
  • Carmilla – 1872 (contenuta in ” In a Glass Darkly “)

Charlotte Riddell

Sempre in Irlanda, un’autrice meno nota si dedicò alle storie sui fantasmi: Charlotte Riddell.

Charlotte Eliza Lawson Cowan nacque a Carrickfergus , Contea di Antrim , in Irlanda del Nord il 30 settembre 1832. Era la figlia più giovane di James Cowan, di Carrickfergus, Sheriffo Superiore della contea di Antrim e Ellen Kilshaw di Liverpool, in Inghilterra.

Nell’inverno del 1855, quattro anni dopo la morte del padre, lei e sua madre si trasferirono a Londra e lì, solo un anno dopo, Charlotte perse anche la madre.

Nel 1857 si sposò con Joseph Hadley Riddell, un ingegnere civile, originario di Staffordshire, ma residente a Londra. Col marito si trasferì a St John’s Lodge tra Harringay e West Green nel 1860.

Rimasta vedova nel 1880, Charlotte ha vissuto una vita solitaria fino alla sua morte per cancro in Ashford, Kent, in Inghilterra, il 24 settembre 1906. 

Bibliografia:

 Romanzi

  • La casa dei fantasmi a Latchford (aka acqua Fata ) (1872)
  • La casa disabitata (1875)
  • Il fiume Haunted (1877)
  • La scomparsa di Geremia Redworth (1878)
  • La monaca Curse (1888)
  • Maxwell Drewitt (1879)
  • L’Earls Promessa (1873)

Antologie

  • La Moglie di Frank Sinclair e altre storie (1874)
  • Storie strane (1882)
  • Favole (1887)
  • Principessa Sole e altre storie (1889)
  • Handsome Phil: And Other Stories (1899)
  • The Collected Ghost Stories of Mrs J H Riddell (1977)

Racconti brevi

  • Banshee’s Warning (1867)
  • A Strange Christmas Game (1868)
  • Forewarned, Forearmed (1874)
  • Hertford O’Donnell’s Warning (1874)
  • Nut Bush Farm (1882)
  • The Old House in Vauxhall Walk (1882)
  • Old Mrs Jones (1882)
  • The Open Door (1882)
  • Sandy the Tinker (1882)
  • Walnut-Tree House (1882)
  • The Last of Squire Ennismore (1888)
  • A Terrible Vengeance (1889)
  • Why Dr Cray Left Southam (1889)
  • Conn Kilrea (1899)
  • The Rusty Sword (1893)
  • Diarmid Chittock’s Story (1899)
  • Handsome Phil (1899)

M. R. James

Montague Rhodes James è probabilmente il maggior autore di storie di fantasmi dell’epoca vittoriana.

Montague Rhodes James, figlio di un curato inglese, nacque a Goodnestone Parsonage nel 1862. James fin dall’infanzia sviluppò una forte passione per le antichità, in particolare per il mondo medievale e per i libri antichi.

m r james fantasma fantasmi

M. R. James

Successivamente iniziò i corsi ad Eton per poi iscriversi al King’s College di Cambridge; qui divenne assistente di archeologia classica al museo Fitzwilliam.

Sempre nel King’s College il James guadagnò un importante incarico grazie alla sua opera: L’Apocalisse di S. Pietro inerente alla storia del cristianesimo. Intrapreso il cursus honorum nel suo college, M. R. James raggiunse l’apice della sua carriera nel 1905 quando ne divenne rettore.

Morì nel suo paese nel giugno del 1936 all’età di 74 anni.

La maggior parte dei suoi racconti vennero pubblicati in una serie di antologie: Ghost Stories of an Antiquary (1904), More Ghost Stories of an Antiquary (1911), A Thin Ghost and Others (1919), A Warning to the Curious and other Ghost Stories (1925).

Secondo la tradizione britannica, molte di queste storie venivano lette la vigilia di Natale.

Da citare anche il racconto lungo The Five Jars (I Cinque Vasi), e il racconto Wailing Well (Il Pozzo del Pianto).

I racconti presentano molti elementi classici di questo tipo di storie: l’ambientazione in un piccolo villaggio di campagna o in un’antica università, un ingenuo studioso come protagonista, la scoperta di un antico manufatto che risveglia la furia dell’ignoto, una minaccia soprannaturale dalla tomba, atmosfere cimiteriali.

Rhodes James perfezionò inoltre alcune tecniche narrative del genere, come quell’assenza di descrizioni dettagliate nei punti cruciali che più tardi Howard Phillips Lovecraft indicherà come il modo migliore di scatenare l’orrore nel lettore.

Generalmente, inoltre, il soprannaturale irrompe in vite descritte nella loro quotidianità, sconvolgendole, caratteristica che tanto impressionò Clark Ashton Smith, che scrisse un saggio in elogio di James.

Tra gli altri autori che furono influenzati da Rhodes James, ci sono John Bellairs, che gli rese più volte omaggio all’autore riprendendo nelle proprie opere alcuni elementi delle sue storie, Stephen King in The Shining, Ramsey Campbell in Ancient Images, Stuart Neild in A Haunted Man, Antony Oldknow, Reggie Oliver in The Sermons of Dr. Hodnet e Alan Noel Latimer Munby il quale in “La mano di alabastro ed altri racconti spettrali” dedicò al James un distico in latino.

Nonostante sia ricordato soprattutto per la sua opera di narratore, il suo contributo di medievista fu enorme: catalogò numerosi manoscritti della biblioteca di Cambridge e di Oxford; tra gli altri saggi, scrisse The Apocalypse in Art e New Testament Apocrypha.

Bibliografia (tutti i racconti)

  • L’album del canonico Alberico (Canon Alberic’s scrapbook)
  • Cuori perduti (Lost hearts)
  • L’acquaforte (The mezzotint)
  • Il frassino (The ash-tree)
  • La stanza numero 13 (Number 13)
  • Il Conte Magnus (Count Magnus)
  • “Fischia, e verrò da te” (“Oh, whistle, and I’ll come to you, my lad”)
  • Il tesoro dell’abate Thomas (The treasure of abbot Thomas)
  • Una storia dei tempi di scuola (A school story)
  • Il roseto (The rose garden)
  • Il Trattato Middoth (The Tractate Middoth)
  • L’incantesimo delle rune (Casting the runes)
  • Gli stalli della Cattedrale di Barchester (The stalls of Barchester Cathedral)
  • Il terreno di Martin (Martin’s close)
  • Il signor Humphreys e la sua eredità (Mr. Humphreys and his inheritance)
  • La residenza di Whitminster (The residence at Whitminster)
  • Il diario del signor Poynter (The diary of mr. Poynter)
  • Un episodio della storia di una cattedrale (An episode of cathedral history)
  • Storia di una scomparsa e di una apparizione (Due dottori (Two doctors)
  • La casa stregata delle bambole (The haunted dolls’ house)
  • Lo strano libro di preghiere (The uncommon prayer-book)
  • I confini del vicino (A neighbour’s landmark)
  • Una vista dalla collina (A view from a hill)
  • Un monito ai curiosi (A warning to the curious)
  • Una serata divertente (An evening’s entertainment)
  • Il Pozzo del Pianto (Wailing Well)
  • C’era un uomo che abitava vicino al cimitero Ratti (Rats)
  • Di notte nel Parco dei Divertimenti (After dark in the Playing Fields)
  • I Cinque Vasi (The Five Jars)
  • L’esperimento (The experiment)
  • La malignità degli oggetti inanimati (The malice of inanimate objects)
  • Un’immagine (A vignette)
  • La Strega di Fenstanton (The Fenstanton Witch)
  • Una notte nella cappella del King’s College (A night in King’s College chapel)
  • John Humphreys (racconto incompiuto)
  • Marcilly-le-Hayer (bozza, racconto incompiuto)
  • La tomba del presidente Lenthall (Speaker Lenthall’s tomb) (bozza)
  • Il Gioco dell’Orso (The Game of Bear) (bozza, racconto incompiuto)
  • Casa Merfield (Merfield House) (bozza, racconto incompiuto)

Edgad Allan Poe e il neogotico

Edgar Allan Poe nacque a Boston, Massachusetts  il 19 gennaio del 1809, secondo di tre figli di una coppia di attori girovaghi, Elizabeth Arnold e David Poe, che morranno entrambi di lì a due anni, nel 1811.

Edgar venne adottato dai coniugi Allan, un ricco mercante e sua moglie Frances, alla quale Edgar si affezionò particolarmente.

poe fantasma fantasmi

Edgard Allan Poe

John Allan, scozzese di origine, portò il piccolo Edgar per cinque anni in Inghilterra, dal 1815 al 1820, dove studiò e si appassionò ai classici.

Nel 1826 Poe si iscrisse all’Università della Virginia, a Charlottesville, da cui dovette ritirarsi due anni più tardi per l’indisciplina, l’abuso di alcool ed il gioco d’azzardo.

Poe, depresso anche per la storia d’amore finita male con Sarah Elmira Royster e in dissidio con John Allan, si rifugiò a Boston, dove pubblicò la sua prima raccolta di poesie: Tamerlane and Other Poems, arruolandosi sempre nello stesso anno (1827) nel I Reggimento d’artiglieria.

Nel 1829, smobilitato il suo reggimento, entrò nell’Accademia militare di West Point, dalla quale venne espulso 8 mesi dopo per insubordinazione. Questo episodio determinò la rottura definitiva con John Allan che lo cancellò dalle sue deposizioni testamentarie.

Poe continuò a scrivere e a pubblicare: nel 1831 a New York diede alle stampe un terzo volume di Poems (aveva pubblicato nel 1829 Al Araaf, Tamerlane and Minor Poems) e vinse un premio nel 1833 a Baltimora con il racconto Manuscript Found in a Bottle.

Nel 1835 divenne vicedirettore del Southern Literary Messenger di Richmond, nel quale pubblicò i racconti Berenice, King Pest, Shadow e altri.

L’anno successivo sposò sua cugina Virginia Clemm, allora quattordicenne.

Nel 1838 pubblicò The Narrative of Arthur Gordon Pym, il suo unico romanzo, e alla fine del 1839 vide la luce la prima raccolta di racconti: Tales of the Grotesque and Arabesque.

In quello stesso periodo, Poe divenne condirettore del Burton’s Gentleman Magazine di Philadelphia, sul quale apparve il più conosciuto dei suoi racconti: The Fall of the House of Usher.

Poe diresse vari giornali dove pubblicò molti dei suoi racconti: The Murders of the Rue Morgue, il racconto che diede avviò al genere della detective story, apparve nel 1841 nel Graham’s Lady and Gentleman’s Magazine, dove rimase fino al 1844.

Trasferitosi a New York e pressato dalle ristrettezze economiche, moltiplicò le collaborazioni con i giornali sui quali pubblicava racconti e, nel 1845, grazie a The Raven, ebbe un momento di celebrità.

In quegli anni cominciarono a sorgere nuovi problemi familiari: la moglie, ammalata di tisi, morì nel 1847, lasciando il poeta in preda alla disperazione.

Negli ultimi due anni di vita Poe continuò a lavorare intensamente: ormai abbandonato il sogno di fondare una propria rivista diresse e collaborò a vari giornali, divulgando la sua attività critica, pubblicò un’ultima raccolta di racconti e compose  i suoi capolavori in versi: Ulalume, Annabel Lee, e The Bells, pubblicati postumi.

Nel 1848 pubblicò Eureka, la cosmologia da lui definita ‘poema in prosa’.

Nel 1849, dopo due anni di pellegrinaggi fra Richmond e New York, cercando inutilmente di consolare la sua malinconia con le amicizie femminili, tra cui Frances Osgood, la poetessa Sarah Helen Whitman e il suo antico amore Elmira Royster, ora vedova, atterrò per l’ultima volta a Baltimora. Qui tracciò i suoi passi funebri: venne ritrovato in stato di incoscienza e delirante. Ricoverato all’ospedale, si spense qualche giorno dopo, il 7 ottobre 1849, per congestione cerebrale. (tratto e adattato da Livia Bidoli)

  I fantasmi di Poe

Edgard Allan Poe non è un autore facilmente classificabile. Indicato come il padre del  racconto poliziesco, della letteratura horror e del giallo psicologico, è considerato uno dei rappresentanti maggiori del racconto gotico.

I suoi fantasmi spesso non sono quelli classici della ghost story, ma prendono corpo dagli incubi personali dei personaggi.

Il suo racconto dedicato ai fantasmi più famoso è La rovina della casa degli Usher, pubblicato nel 1839. Qui troviamo tutti gli elementi già citati in precedenza, ma un obiettivo che va oltre alla tipica storia (inglese) sui fantasmi: terrorizzare il lettore. Con quest’opera, il racconto di fantasmi prende una forma del tutto nuova, quella che aprirà la strada all’horror e al noir.

Oscar Wilde e il fantasma di Canterville

Oscar Wilde nacque a Dublino 16 ottobre 1854 in una famiglia benestante (il padre era un chirurgo, sua madre una poetessa).

Studiò al Magdalen College di Oxford, e divenne noto per le sue abitudini eccentriche e la conversazione arguta. Incontrò John Ruskin e Walter Pater da cui venne influenzato.

Nel 1881 fu pubblicato il suo primo lavoro, Poesie, e nell’anno successivo si recò negli Stati Uniti per una tournée durata un anno circa: lezioni dell’estetismo e Preraffaellismo. Poi si stabilì a Parigi dove concluse il dramma romantico La duchessa di Padova.

Nel 1884 si sposò con Constance Lloyd, dalla quale ebbe due figli.

Divenuto direttore del periodico Mondiale della Donna,  pubblicò alcune poesie (Fantasie decorative), scrisse la raccolta di fiabe illustrate Il principe felice e altri racconti (1888) e una considerevole quantità di critiche: Penna , matite e veleni (1889), La decadenza della Bugia  (1889), Il Critico e l’Artista (1890) e L’anima dell’uomo sotto il socialismo (1890).

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Oscar Wilde

Negli anni successivi diede alle stampe una nuova serie di racconti, Lord Arthur Savile Crime e altre storie, presto seguita da La casa dei melograni. Il suo unico romanzo, Il ritratto di Dorian Gray, venne pubblicato nel 1891.

Dedicatosi alla drammaturgia, raggiunse l’apice del successo con Il ventaglio di Lady Windermere (1892), una commedia sociale elevata influenzata dal teatro della Restaurazione e dalla drammaturgia contemporanea francese.

Negli anni successivi Wilde proseguì nella stesura di commedie, con Una donna senza importanza (1893), Un marito ideale (1895) e con il suo capolavoro, L’importanza di chiamarsi Ernesto (1895), i cui dialoghi spiritosi e brillanti affascinarono il pubblico di Londra.

Nel 1893 la commedia scritta in francese, Salomeè, per la grande attrice Sarah Bernhardt, non ottenne la licenza per essere messa in scena in Inghilterra.

nel 1895 Il marchese di Queensberry accusò O. Wilde di avere rapporti omosessuali con suo figlio, Lord Alfred Douglas (detto Bosie). Wilde fu arrestato.

Condannato ad una pena di due anni di carcere, nel carcere di Reading scrisse De Profundis, una lunga lettera a Lord Douglas.

Dopo aver lasciato il carcere visse prevalentemente sul continente, dove pubblicò La ballata del carcere di Reading, una poesia ispirata alla sua esperienza carceraria.

Morì in Francia nel 1900, abbandonato da tutti, all’età di 46, sotto il nome di Sebastian Melmoth.

Il fantasma di Canterville

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Il fantasma di Canterville in un illustrazione d’epoca

Il fantasma di Canterville (The Canterville Ghost, 1887) è un celebre racconto umoristico giovanile di Oscar Wilde. Pubblicato per la prima volta sulla rivista The Court and Society Review, il racconto ebbe un enorme successo e alcuni elementi della storia sono entrati nell’immaginario popolare. Ne sono stati realizzati numerosissimi adattamenti per il cinema, la televisione e il teatro. È una parodia delle Storie di fantasmi.

Il racconto narra delle vicissitudini della famiglia Otis, che dall’America si trasferisce nell’antico castello di Canterville, abitato da un fantasma, il quale viene messo a dura prova dai fastidiosi inquilini.

Jerome Klapka Jerome, storie di fantasmi per il dopo cena

Jerome Klapka Jerome nacque il 2 maggio 1859 a Walsall (West Midlands) nel Regno Unito.

In seguito a dissesti finanziari, la famiglia si trasferì nell’east end di Londra, zona degradata e pericolosa: il cambiamento segnerà per sempre il carattere dello scrittore, che poco tempo dopo si ritroverà anche orfano e senza sostentamento.

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Jerome K. Jerome

A quattordici anni abbandonò gli studi e iniziò a lavorare come impiegato presso la compagnia ferroviaria, arrotondando lo stipendio come comparsa in rappresentazioni teatrali. Sempre più interessato dalla letteratura e dal teatro, partecipò a diversi tour con una compagnia.

Tornato a Londra, intraprese differenti professioni, dall’impiegato all’assistente di un professore, dal segretario  al piazzista.

I primi lavori letterari, scritti nel tempo libero, furono accolti tiepidamente dal pubblico.

Jerome Klapka Jerome scrisse nel 1887  ”Su e giù dal palco scenico“, un’autobiografia delle esperienze vissute con le diverse compagnie teatrali, che cominciò ad attrarre l’attenzione dei lettori. Seguì “Pensieri oziosi di una persona oziosa” , primo suo vero successo, immediatamente seguito dal più noto “Tre uomini in barca“. Quest’ultimo lavoro venderà milioni di copie e verrà tradotto in numerose lingue.

In Germania il libro di Jerome Klapka Jerome divenne addirittura testo scolastico. Una delle ambizioni maggiori dello scrittore era quella di riuscire a dirigere una testata giornalistica e nel 1892 divenne editore associato del mensile “The Idler”, rivista illustrata alla cui realizzazione contribuirono altri grandi personaggi, quali Mark Twain e Conan Doyle.

Divenuto famoso, Jerome tenne conferenze in tutto il mondo. Pacifista, si arruolò nella prima guerra mondiale come autista di ambulanze della Croce Rossa. Nel 1919 pubblicò “Tutte le vie conducono al calvario”.

La sua ultima opera è l’autobiografia “La mia vita e i miei tempi“, del 1926.

Ritenuto tra i maggiori scrittori umoristici inglesi, lontano dai modi grossi della farsa, del gioco di parole, dell’allusione oscena, Jerome Klapka Jerome si spense il 14 giugno 1927 a Northampton, a causa di un ictus.

Storie di fantasmi per il dopo cena

La Vigilia di Natale, dopocena, gli uomini si siedono in cerchio attorno al camino a fumare la pipa, sorseggiando bicchieri di punch: non potrebbe esserci momento migliore per raccontare vecchie storie di fantasmi.

D’altronde, se “è risaputo che a Natale tutti ne hanno già abbastanza di dover sopportare una casa piena di parenti vivi, senza bisogno che anche i fantasmi di quelli morti si mettano in testa di farsi una passeggiata” è anche vero che “i fantasmi vanno sempre a passeggio la Vigilia di Natale, e quando i vivi si riuniscono la Vigilia di Natale, finiscono sempre col parlare di fantasmi”.

Ed ecco che prendono, per così dire, vita, sei storie di fantasmi, una per ogni personaggio, fra le più assurde che si possano immaginare.

5 commenti

  1. Bellissimo articolo. Mi hai dato tante info utili!

  2. Pingback:I fantasmi in epoca vittoriana - Il salotto di Miss Darcy

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