Essere donna

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Essere donna, forse occorre un corso

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Essere donna comincia a non sembrarmi più un concetto chiaro come una volta.

Questa mattina, vincendo le nausee che ormai mi perseguitano giorno e notte, sono andata in libreria per acquistare i libri delle vacanze dei miei pargoli.

Qui apro una parentesi: in questa fase della vita devo respirare con mezza narice, perchè come un licantropo sento odori e scie a chilometri di distanza.

Nel piano sotterraneo della libreria, potevo distinguere chiaramente la polvere dei libri, le ascelle dei commessi, quelle degli altri clienti, la colla, la carta, persino l’odore degli scaffali più alti.

In questi casi una donna, una persona, anzi, deve distrarsi per non vomitare sui piedi dei vicini.

Per distrarmi, mentre la giovinetta davanti a me prenotava libri in tutte le lingue del mondo, ho cominciato a far passare i titoli sugli scaffali più vicini.

In quella zona sono esposti vari best sellers, non si sa mai che qualcuno oltre a studiare decida di leggere un libro.

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Ed ecco, il titolo illuminazione: La maternità può aspettare. Sottotitolo: perchè si può essere donna senza essere madre.

Appunto.

Avrei voluto aprire un dibattito con quel bel libro, come se fosse una persona, già, perchè fino ad ora la mia impressione è sempre stata, ed è tuttora, che essere madre sia la cosa meno femminile che mi è capitato di fare.

Insomma, vedo in giro tante belle ragazze pancia piatta, deliziose signore abbronzate, anziane eleganti… poi vedo qualche invidiabile giovane mamma dall’aspetto umano anche se spinge un passeggino, ma è molto più facile che la persona-donna con passeggino o carrozzina abbia la faccia disfatta, il fisico ben nascosto dietro veli morbidi, l’aria di chi è appena uscito da una galera dopo aver remato per mesi.

Impressione mia, ma essere madre e essere donna, così come il mondo vuole, è incompatibile.

Per esempio, non mi sento realizzata come donna mentre sto a faccia in giù sul water. E nemmeno quando vedo le smagliature moltiplicarsi sulla mia pancia.

Non mi sento più donna perchè stiro per quattro, e fra un po’ per cinque, perchè mi tocca correre a far la spesa quando mancano le merendine salvavita o raccolgo strati di marmellata dal pavimento del salotto.

MI sento frustrata, ecco cosa mi sento.

E vorrei assomigliare a ben altri modelli femminili.

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Non sono nemmeno capace di fare la mamma che profuma di biscotto, quella brava casalinga che ne trova sempre una per intrattenere figli e amichetti.

Ci sono milioni di modi di essere donna, e la mamma non è sicuramente il modo più invidiabile. E nemmeno quello più ricercato, oggi come oggi.

Il solo pensiero che una persona si possa sentire realizzata nella maternità è folle.

Il libro, in realtà, cerca di spiegare perchè così tante donne oggi temono la maternità.

Io non sono psicoterapeuta, ma so una cosa: in una società dove appena appena riesci ad accettarti per come sei, e faticosamente impari a sbatterti dei modelli sempre più perfetti e irraggiungibili, diventa quasi impossibile pensare alla maternità in modo sereno.

E’ come ricominciare daccapo a un livello ancora più difficile.

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Poco dopo aver visto questo libro, mi è caduto l’occhio su un altro scaffale: altro libro, altra idea. Per essere donna bisogna avere le palle, recita la copertina.

E lì, nausea a parte, ho deciso di sottoscrivere.

Avete idea del male che fa partorire? Dicono che si dimentica. Balle.

Me lo ricordo benissimo, di tutti e due i parti.

Il ciclo mensile non è una passeggiata, non per tutte. E una visita ginecologica non è divertente. Non è andare dal dentista, è peggio.

Quando sei donna devi imparare a raccogliere il vomito altrui, prima o poi ti capita. Lavare le mutande lo fa anche un uomo, ma quando in casa figlio cane gatto o genitore anziano se la fanno addosso… be’, bisogna essere donne.

Non so essere donna come vorrei.

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Vorrei essere più truccata, più elegante, più simpatica, più tante cose.

Ma cavolo, quante cose bisogna essere per essere donna davvero? Insomma non basta avere le tette, come si potrebbe credere.

La maternità diventa un guaio in più, in un mondo in cui non puoi smettere di essere perfetta negli altri ambiti e ti viene richiesto solo un milione di capacità in più.

Poi si finisce a sclerare nei forum mamma, a confrontare il colore del rigurgito dei neonati e si scopre che il fondo è ancora più basso del previsto.

Allora chi ce lo fa fare?

L’orologio biologico, dicono.

Palle.

Il mistero della vita, di cui noi donne, tutte, siamo depositarie, è qualcosa che va al di là di ogni altra cosa.

Essere madri per realizzarsi come donne è una stupidaggine, però è vero che nella maternità si realizza il mistero dell’essere donna.

E non è una questione di concepire e portare alla luce bambini, questo è il meno.

La maternità è anche quella di chi trova la forza di accompagnare un anziano nell’ultimo percorso della vita, la capacità di stare vicino a chi soffre, quel dono splendido  che è  l’entrare in sintonia con un altro essere umano, imparando a sobbarcarsi insieme a lui ai suoi pesi.

Chi ha avuto figli lo sa: senti piangere un bambino e subito ti scatta l’antenna. Ecco, essere madre è questo. Non è saper crescere i figli tuoi, ma entrare in sintonia con l’umanità intera, perchè sei donna e hai il dono di farlo.

Ci sono così tante donne che sarebbero madri meravigliose, più di me che ho avuto figli e che, forse, non ne avranno mai.

Donne che non possono, donne che hanno paura, donne sole, donne che hanno problemi. Donne che possono essere madri in mille modi, in mille storie, per mille figli.

La maternità non può aspettare, no, perchè fa parte di noi, perchè non è un test di gravidanza a decretarla.

 

About Antonia Romagnoli

Antonia Romagnoli è autrice di romanzi rosa storici, fantasy e opere per l'infanzia. Fra le sue opere: "La dama in grigio", regency romance, la "Saga delle Terre", trilogia fantasy.

Un commento

  1. verissimo,io come sai ho fatto 4 figli in 6 anni….e a volte mi dico,ma sono pazza?adesso mi ritrovo con 4 splendidi ma faticosissimi monellini,con almeno 12kg in piu ancora da smaltire,ma sotto sotto sono felice.

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