Erika Zerbini e Giulia La Face: il tè del venerdì

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Erika Zerbini e Giulia La Face, mamme e autrici.

teaaQuesto venerdì è un po’ speciale. Parleremo di libri, e vi presenteremo in anteprima un’opera che uscirà nelle prossime settimane, ma quest’oggi il salotto sarà dedicato a due amiche che collaborano come me al blog multiautore Cultura al femminile, dedicandosi in particolare alle tematiche legate alla maternità e alla vita coi figli.

Sono mamme social, multitasking, piene di entusiasmo, che hanno accettato la sfida dei tempi e si sono messe in gioco, condividendo le loro esperienze non solo nei social, ma soprattutto nei libri di cui parleremo oggi insieme.

Erika Zerbini, che ha pubblicato alcuni libri dedicati alla sua vita da mamma e al lutto perinatale, è blogger di successo (www.professionemamma.net); Giulia La Face, si occupa di terapia riabilitativa e Social Mum è la sua prima pubblicazione, nella quale ha raccolto una serie di racconti sulle tematiche dell’adolescenza che hanno appassionato il web nella pagina Social Mum.

Questa sarà un’intervista doppia, la prima di questo blog, perciò… che cosa combineremo?

Ciao Erika e ciao Giulia (vi metto in ordine alfabetico), benvenute su questo pazzo blog. La prima domanda è sempre dedicata a conoscere meglio i miei ospiti, perciò eccola qui: che cosa vi ha portate a condividere le vostre esperienze sulla maternità? Quali sono le tematiche a cui vi dedicate maggiormente e perché?

professione mamma erika zerbini Erika: Buongiorno a voi ragazze e a tutti i lettori! Se mi avessero detto che avrei aperto un blog e avrei dedicato parte della mia giornata a trasferire pensieri in parole, per poi pubblicarli in rete, accessibili a chiunque, senza filtri, avrei pensato che stessero immaginando il futuro di qualcun altro, non certo il mio! Poi è capitato che la mia maternità si interrompesse. Due volte, una di seguito all’altra e sembrava che questo dramma esistesse solo per la rete. Non ho trovato alcun luogo di riferimento in cui confrontarmi su questa esperienza, se non la rete. Tuttavia in rete usciva solo un modo di relazionarsi e affrontare il lutto: le mamme speciali… non mi sono mai sentita speciale e da subito ho rifiutato l’idea di avere figli speciali perché morti e altri appena normali, visto che vivi. Non ho potuto fare a meno di raccontare un’alternativa: a partire dalla mia esperienza ho narrato la realtà di una famiglia mutilata, eppure normale. Una famiglia che ha pianto e che non ha smesso di ridere. Il tema che prediligo dunque è il lutto perinatale. Un argomento ancora molto taciuto al di là della rete e ignorato socialmente. Tuttavia, di tanto in tanto, ho piacere di raccontare qualche spaccato di vita quotidiana: sono mamma di tre figli (13, 7 e 3 anni) e qualche volta mi sembra di vivere in un circo!

social mum giulia la face

Giulia: Ho iniziato a raccontare le vicende adolescenziali di mia figlia e di conseguenza, mie, inizialmente come pura necessità di condivisione con le persone che mi conoscono, per riflettere su quello che mi stava accadendo. Essendo legata a molti dei miei amici da esperienze condivise comuni, università, attività politiche, sociali, mi piaceva l’idea di coinvolgerli, attraverso l’adolescenza di mia figlia, in un nuovo capitolo di vita che in qualche modo dava possibilità di fare riflessioni sul mondo attuale. Vista la reazione vivace e interessata ho creato quasi subito una Pagina, Social Mum, dove ho iniziato a scrivere tutte le settimane.

Mi dedico a tematiche a sfondo sociale, psicologico, educativo. In particolare attualmente affronto il fenomeno adolescenza, sia narrandola per come si manifesta sia cercando di darne lettura, proponendo spunti di riflessione, approcci e soluzioni, per quanto le soluzioni siano sempre temporanee con gli adolescenti.

Entrambe siete molto attive in rete, in particolare nei social. Quali sono i legami fra ciò che scrivete e il web? Quanto conta la rete nel vostro quotidiano?

 

incintaErika: mi definisco ‘la mamma del monte’… vivo in una piccola frazione di 6 abitanti (5 siamo noi!) nell’entroterra ligure, intorno a me solo monti e poche case lontane. La rete è diventata il mio legame col mondo. Conta molto in termini di relazioni umane, non solo rispetto a ciò che scrivo e che mi interessa. In rete ho incontrato persone meravigliose. Penso che senza di essa difficilmente avrei avuto questa opportunità, perciò la rete per me conta molto: apro la finestra e vedo il mondo che mi piace, poi apro la rete e incontro le persone che preferisco. Cosa potrei desiderare di più?

woman-1222804__340Giulia: Oggi inutile nasconderlo, i social hanno un ruolo fondamentale nella trasmissione e condivisione di contenuti. Anzi “fare rete” significa creare universi, connettendo risorse, realtà, persone. Che interconnettono saperi e interessi. Riflessioni ma anche creano azioni. Ciò che scrivo, in primis i miei racconti di vita reale con una adolescente in casa, come pure articoli sulla adolescenza, trovano un pubblico recettivo e variegato che si muove sul web. Si sono creati gruppi di persone che ad esempio mi / si scrivono, in merito ai propri figli e a tematiche affini. Sono nate anche delle amicizie. La rete è la mia quotidianità, nel senso che la utilizzo per veicolare contenuti di vita reale, effettiva, fatti che accadono nel mondo delle cose e delle persone. Conta moltissimo per avere feed back quasi immediati, per creare scambi, riflessioni.

Pensavate di sfuggire, ma no: si parla di figli: come vivono i vostri ragazzi il fatto di avere delle madri autrici, e in particolare di opere che li riguardano? E come vivono il vostro “essere social”?

baby-84626_640Erika: ne sono divertiti. La settenne a volte mi imita: ha già scritto un sacco di libri salvati con nome su word! La grande ogni tanto legge qualcosa e si diverte o si commuove: credo che trovare lei e la sua famiglia, raccontati negli aspetti dolci, ma anche faticosi, la costringa ad ammettere che non sia sempre facile, ma uniti ce la possiamo fare, come già ce l’abbiamo fatta. Il più piccolo è cresciuto fra le braccia di una mamma con una mano sulla tastiera: credo che la viva come una mia naturale appendice!

mamma mammeGiulia: Mia figlia ha 15 anni: il primo account Facebook lo ha fatto con me, per mantenere rapporti con ginnaste russe con cui si allenava, quando ancora faceva la ginnasta. Quindi l’utilizzo dei Social è stato condiviso sin da subito insieme. Per questo non le appare affatto strano che io navighi nel suo universo, sebbene, come è giusto che sia, non è contenta di sapere che io mi apra con estrema facilità account su Istagram o Ask, che sono i Social di riferimento della sua generazione.  Quando ho iniziato a scrivere, prima di pubblicare le leggevo i miei post, perché non sapevo fin dove le avrebbe fatto piacere o le fosse indifferente, e dove avrei potuto essere invadente. Ha sempre riso molto delle sue avventure rilette in chiave “Social Mum” e il fatto che una casa editrice mi abbia contattato per farne un libro le ha fatto piacere. Certo, quando si arrabbia la prima cosa che denigra è proprio il mio operato di “scrittrice”: “…tu e quello schifo di libro!”.

Le mamme oggi: a quali esigenze pensate rispondano i vostri libri? Quali sono secondo voi le difficoltà che le madri si trovano più spesso ad affrontare? 

baby-holding-hand-847820__180Erika: credo che l’esigenza delle mamme oggi sia di non sentirsi sole e abbandonate a gestire un istinto che di istintivo non ha più molto, dato che è stato investito di una moltitudine di false aspettative, dettate dall’immagine ideale e irreale della mamma moderna. Nella maternità convergono moltissimi aspetti, non solo la felicità d’essere madri, ma anche l’estrema fatica, l’insicurezza di non potere sapere e prevedere tutto. Oggi la mamma tipo ha connotati precisi e quando non si rispecchiano le aspettative (cosa fin troppo facile, dato che sono aspettative irrealizzabili), si avverte spesso un senso di inadeguatezza pesante che inficia anche sulla relazione coi figli. Ecco, sono certa di non avere formule e non è mia intenzione proporre soluzioni, ciò che tento di fare è, attraverso la mia esperienza di mamma, rivalutare l’umanità della mamma contro l’onnipotenza che ci viene assegnata d’ufficio.  Siamo esseri umani imperfetti e alla costante ricerca e conoscenza di noi stessi: già mi sembra che così possa entrare un po’ d’aria nei polmoni…

laughter-775062__340Giulia:  Scrivere su una Pagina mi ha permesso l’incontro con moltissimi genitori, madri per il quasi cento per cento. La maggioranza  di loro mi scrive, sia in privato che in commenti pubblici ai miei racconti: queste madri  dicono di sentirsi  meno sole, che si sentono comprese, che non si sentono più emarginate nella idea di avere figli strani e di essere le uniche ad affrontare simili difficoltà,  che trovano spunti concreti per agire con i figli quando le soluzioni, nobilissime , dei manuali di psicologia, appaiono lontane dalla concretezza e anche dalle situazioni dure che ci si trova a fronteggiare con un adolescente in casa. Le difficoltà maggiori oggi sono legate a una difficoltà oggettiva di lettura di questa adolescenza: totalmente diversa dalle generazioni precedenti, per ragioni di sviluppo tecnologico, culturale, ecc.  I contenuti che portano, le modalità comunicative, il modo di relazionarsi all’esterno, sono un buco nero in cui noi madri, e i genitori in generale, rischiamo oggi di deflagrare per mancanza di strumenti di lettura e di comprensione. Ma anche pragmatici, per una sopravvivenza nell’immediato della quotidianità.

Parliamo dei vostri progetti editoriali?

maternità gravidanza figliErika: Progetti futuri… Nato vivo, un testo auto pubblicato solo nel formato ebook, ha trovato casa: PM edizioni mi ha chiesto di inserirlo nella sua collana Il grande albero (http://www.pmedizioni.it/collana/il-grande-albero-rami-tesi-verso-il-sociale/). Il testo sarà editato in tutti i formati: cartaceo, ebook e audiolibro. Sarà stampato con un carattere sufficientemente grande da essere letto senza difficoltà anche dalle persone ipovedenti, avrà l’allineamento a sinistra, che consente anche alle persone con difficoltà di letto-scrittura di consultare le pagine agevolmente. Avrà un’introduzione d’eccezione: uscita dalla penna della psicoterapeuta e psicologa perinatale Dott.ssa Arianna Cosmelli, riferimento autorevole in ambito di perinatalità. Infine si concluderà con uno degli interventi che preferisco della psicologa e haptoterapeuta perinatale Dott.ssa Isabella Robbiani: voglio cogliere l’occasione per ringraziarla ancora, per avermi permesso l’inserimento del suo testo, puro ossigeno per chi è reduce dal lutto perinatale. Lo presenterò il 14 maggio al Salone internazionale del libro di Torino e già mi tremano le gambe! Il tema trattato in Nato vivo è ancora il lutto perinatale, gli aspetti legati alla gravidanza successiva l’esperienza di perdita, perché le ripercussioni di un evento come la morte in utero non si esauriscono con l’espulsione del feto o la ricerca di una nuova gravidanza, proseguono, più o meno evidenti, lungo diversi aspetti della genitorialità. Perfino un bambino nato vivo non cancella la morte, né allontana i demoni, solo rassicura su un fatto reale: i figli non sempre muoiono.

social web facebookGiulia: Per il momento il mio progetto editoriale è il libro in uscita, Social Mum, che promuoverò sia in Rete che attraverso presentazioni in spazi fisici e radiofonici. Continuo a scrivere sulla mia Pagina, forse per un volume due!

Domanda finale, concentratevi. Come lo prendete il tè?

Erika: Il tè! Il sapore dei pomeriggi invernali, a riscaldarci davanti alla stufa crepitante. Tè tradizionale, non aromatizzato, una spruzzata di limone e poco zucchero…

Grazie Antonia, per la tua magistrale ospitalità!

Giulia: Ah… il tè!!! La mia bevanda di elezione, anche se recentemente ho scoperto il caffè americano… Il tè lo bevo rigorosamente amaro, a volte con una fetta di limone ma raramente. Prediligo tè amarognoli, forti, e molto caldi!

 

Grazie Erika e Giulia per essere state qui con noi!

Professione MAMMA

Cosa significa diventare mamma?

La maternità è un istinto che si impara?

Mamme si nasce o si diventa?

In queste pagine l’autrice racconta la sua esperienza di maternità, spaziando fra i luoghi comuni più noti, le difficoltà e le contraddizioni della nostra modernità, senza tralasciare la gioia e lo stupore legate a questa esperienza. Con ironia, una certa vena critica e qualche ammissione di fondatezza, offre il suo punto di vista. A fronte di molte domande che difficilmente trovano risposte nette ed universali, formula la sua definizione del senso di maternità: i figli offrono mille modi diversi di guardare la stessa vita, basta osservare loro per scoprire mondi di cui non si aveva nemmeno idea.

Essere mamma non significa avere tutte le risposte, ma determina nell’autrice l’occasione di porsi molte domande diverse e riflettere sul mondo e su se stessa. La maternità è una delle più importanti occasioni di crescita personale e di comprensione di sé. E mentre la mamma diventa grande, i suoi figli crescono.

 

erika zerbini professione mammaErika Zerbini, nata a Genova il 28 febbraio 1976, vive nell’entroterra ligure, occupandosi della famiglia a tempo pieno.

Pubblicazioni: Questione di biglie (Eidon Edizioni 2012), Professione MAMMA (Eidon Edizioni 2015), in uscita a maggio Nato vivo (PM edizioni 2016)

Autrice del blog: www.professionemamma.net

Social mum

Il  libro Social Mum  è nato dalla fortunata Pagina omonima di fb, in cui l’autrice racconta l’esperienza di una madre con una figlia adolescente iperconnessa, quasi un vademecum per i genitori di oggi per conoscere ed affrontare la vita con gli adolescenti di questo tempo, che affidano i rapporti sociali, la condivisione di valori  e i valori stessi, le relazioni, ai Social  e alla Rete ,piuttosto che alla vita di cortile o all’esterno, nel mondo reale .Nel raccontare vicende di vita quotidiana, con ironia e con un occhio  al genitore che si trova ad affrontare i suoi stessi problemi,  l’autrice elabora la trasformazione in atto, della figlia e di se stessa, mette in atto strategie, anche  educative, risposte nuove, soluzioni e fughe,  che restituiscono un senso al rapporto, difficile e complesso, ma anche affascinante, con questa generazione di ragazzi e ragazze.

Casa Editrice Graphofeel di Roma, in uscita il 7 maggio.

giulia la face social mumGiulia La Face, romana, trapiantata e laureata a Bologna, si occupa da venti anni di riabilitazione socio educativa e terapie olistiche. Ama scrivere, ascoltare musica, ha viaggiato molto per il mondo.  Ma più di tutto ama stare con le persone, che danno un senso al vivere sulla terra.

La pagina facebook dedicata a Social Mum la trovate qui: https://www.facebook.com/Social-mum-by-Giulia-1640479539567383/?fref=ts

 

About Antonia Romagnoli

Antonia Romagnoli è autrice di romanzi rosa storici, fantasy e opere per l'infanzia. Fra le sue opere: "La dama in grigio", regency romance, la "Saga delle Terre", trilogia fantasy.

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