Il capodanno in epoca vittoriana

Il capodanno in epoca vittoriana

Il capodanno in epoca vittoriana

Il capodanno in epoca vittoriana era un giorno di festa quanto il Natale.

Mentre in epoche precedenti si trattava di una festività sentita soprattutto in Scozia, con il regno della regina Vittoria l’Inghilterra impara a celebrare l’arrivo del nuovo anno, facendo nascere nuove tradizioni che ancora oggi vediamo riflesse nei nostri veglioni.

La festa scozzese, Hogmanay, prevede tutta una serie di riti propiziatori per l’anno nuovo, e a quanto pare l’idea piaceva molto alla sovrana inglese, come molte altre tradizioni scozzesi: fu dunque Vittoria a importare la festa in Inghilterra.

Il capodanno in epoca vittoriana

Hogmanay era la data in cui in Scozia si scambiavano i doni e, nelle famiglie più abbienti, si provvedevano doni ed elargizioni alla servitù: le famiglie vittoriane, perciò, talvolta attendevano a scambiarsi i doni fino a capodanno.

Hogmanay, il Capodanno, si colloca al centro dei famosi dodici giorni di Natale, i giorni di festa che iniziano appunto la Vigilia e si concludono con l’Epifania. Una data dunque carica di significati e di magia.

Il capodanno in epoca vittoriana

Image taken from “Album of Christmas, New Year and other Greeting Cards” Early and Fine Printing Collection item number 719847 AQ741.68

Il veglione di capodanno in epoca vittoriana

Il periodo vittoriano è epoca di suggestioni soprannaturali, e capodanno si presta moltissimo per piccole superstizioni e giochini propiziatori.

Il famoso detto “quel che fai il primo dell’anno lo farai per tutto l’anno” nasce proprio in questo periodo: si pensava infatti che il primo dell’anno potesse essere uno specchio della fortuna o della sfortuna dell’anno neonato.

The golden wheel dream-book and fortune-teller è un libro pubblicato nel 1862. Fra le raccomandazioni, quella di trascorrere l’ultima notte dell’anno in modo tranquillo, evitando grandi e rumorose feste, cene e veglioni. L’ideale, sarebbe stare in famiglia o con amici intimi e prevedere il futuro in compagnia.

Il capodanno in epoca vittoriana

L’ultima notte dell’anno si presta particolarmente alla magia.

Il libro poi propone varie magie, per scoprire il nome del futuro marito, per avere una predizione sul nuovo anno. Candele, gusci di noce, acqua… con semplici oggetti la magia è assicurata.

La notte di capodanno, prima di mezzanotte, si vuotava la cenere dal camino, segno che il nuovo anno avrebbe portato qualcosa di nuovo.

Il capodanno in epoca vittoriana

Il capodanno in epoca vittoriana

È dalla mezzanotte però che i vittoriani cominciano a fare sul serio.

First Foot, il primo piede che varca la soglia dopo mezzanotte, era una tradizione mutuata dalla Scozia: la prima persona che varcava la soglia doveva portare piccoli doni, dolci e frutta (un dolce tradizionale era la torta nera), carbone, sale e whiskey. Meglio se questa persona aveva i capelli scuri ed era di sesso maschile, perché portava fortuna. Un biondo non era gradito e poteva capitare che venisse lasciato fuori fino all’arrivo di un ospite maschio e moro.

In epoca vittoriana diventa di gran moda fare visite a capodanno: restare in casa poteva portare sfortuna perché… quel che fai il primo dell’anno lo fai per tutto l’anno. Se stai in casa sei malato!

Erano gli uomini a fare le visite. Donne e bambini fino a dieci anni restavano a casa a ricevere (altrimenti, che andavi a fare se non trovavi nessuno????).

Le case in periodo vittoriano, dunque, erano aperte per tutti per tutta la giornata: bastava mandare avanti un biglietto da visita per essere ricevuti.

Era l’occasione d’oro per i giovanotti e le signorine per socializzare… in previsione di un matrimonio, visto che le case si affollavano rendendo possibile anche una certa privacy dovuta alla confusione.

I più ricchi offrivano magnifici rinfreschi agli ospiti, e chi passava non disdegnava una piccola (o grande) bevuta.

Verso gli anni ’80 dell’Ottocento questa tradizione è degenerata, diventando per i giovani uomini quasi una gara a chi faceva più visite, a discapito dell’approfondimento delle amicizie femminili, e per le ragazze una gara a chi collezionava più biglietti da visita.

La morale vittoriana gelò sul nascere questo cattivo costume e nel giro di poco tempo le visite di capodanno si ridimensionarono.

Il capodanno in epoca vittoriana

Tradizioni di capodanno in epoca vittoriana

I giovanotti uscivano sempre con qualche moneta in tasca: il denaro non sarebbe mancato durante l’anno.

Sempre in questo giorno era bene non lavorare: la casa veniva pulita tutta nei giorni precedenti. Quando si usciva si doveva evitare di portare con sé fiaccole o lanterne: portare il fuoco fuori casa era di cattivo augurio.

Bisognava evitare il bucato il giorno di capodanno.

Non era bene indossare un nuovo capo di abbigliamento il giorno di Capodanno, portava sfortuna! Il suono di una campana o di una campanella invece era di buon augurio, così come… gettare una torta contro la porta per garantire un anno senza fame.

Auld Lang Syne

È noto come il valzer delle candele.

Si cantava la notte di capodanno per dar l’addio al vecchio anno e al passato. Tuttora diffusissima nei paesi di lingua inglese, viene cantata ancora nella notte di capodanno e in occasione di congedi, separazioni e addii (per esempio dai compagni di classe alla fine di un corso di studi, o dai commilitoni al termine del servizio militare, o dai colleghi di lavoro in occasione del pensionamento, o ancora per salutare gli amici conosciuti in vacanza al momento del rientro).

Il testo della canzone è un invito a ricordare con gratitudine i vecchi amici e il tempo lieto passato insieme a loro.

Il capodanno in epoca vittoriana

Le cartoline di buon augurio

Non mancavano in epoca vittoriana belle e raffinate cartoline beneaugurali da spedire in occasione del capodanno.

I soggetti erano vari, da orologi indicanti la mezzanotte, a allegre brigate in atto di fare un brindisi, ma spesso nelle immagini si trovava l’umorismo vittoriano al suo meglio: gnomi e folletti, bimbi graziosi venivano accompagnati da… maiali (probabilmente portavano prosperità!), soldi, buffi animali.

Altri soggetti erano il vecchio anno, che richiama un po’ l’immagine della morte, il nuovo anno neonato… o l’anno nuovo che mette in pentola un bambino.

Humor inglese, che oggi ci pare un po’… incomprensibile!

Clicca sull’immagine per scorrere le slide

https://parayournormal.wordpress.com/2014/12/28/some-new-years-fortune-telling-advice-from-1862/

http://recollections.biz/blog/new-year-celebrations-of-the-victorian-era/

http://racingnelliebly.com/strange_times/new-years-eve-rocked-victorian-era/

https://en.wikipedia.org/wiki/Hogmanay

https://it.wikipedia.org/wiki/Auld_Lang_Syne

http://victorianwannab.blogspot.it/2012/12/a-victorian-new-year.html

Le immagini sono tratte dal web.

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About Antonia Romagnoli

Antonia Romagnoli è autrice di romanzi rosa storici, fantasy e opere per l'infanzia. Fra le sue opere: "La dama in grigio", regency romance, la "Saga delle Terre", trilogia fantasy.

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