Abbigliamento Regency: Le cattive lo fanno meglio!

Abbigliamento Regency: Le cattive lo fanno meglio!

abbigliamento regency nei film jane austen

Le locandine di alcuni film dedicati ai romanzi di Jane Austen

Abbigliamento Regency: un saggio per parlarne non basterebbe.

Come già ho anticipato in altre occasioni, sono alle prese con il mio Austen Tour: una rilettura ragionata e attenta di tutti i romanzi della Austen, accompagnato da varie ricerche su argomenti connessi al periodo e alle opere stesse.

Nel mio girovagare, sono approdata a un interessante (e illuminante) articolo di Trystan L. Basso dedicato ai costumi di scena utilizzati nei film. Lo trovate qui, e vi consiglio di leggerlo.

Sostanzialmente, l’autore, costumista e appassionato di costumi d’epoca, arriva alla conclusione che finora nessuno aveva mai osato trarre: le cattive lo fanno meglio. Che cosa? Ma vestirsi, è ovvio!

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Mary e Henry Crawford, Masfield Park, prodotto dalla BBC nel 2007

Ovvio, forse, ma non troppo: perché diciamolo, le eroine austeniane di solito sono anche modelli di moralità, per cui possiamo tranquillamente asserire che le loro controparti, le antagoniste, o le figure femminili negative, sono di solito giovani (e meno giovani) donne dalla morale dubbia e dai comportamenti che prima o poi si manifestano come riprovevoli.

Sostanzialmente le cattive sono donne che si compromettono o che approvano e sostengono chi si compromette. Aggiungiamo a queste cattive, per completezza, le avide-gelide e le puzza-sotto-al-naso: tutte, invariabilmente, però, sono donne eleganti!

Abbigliamento regency Mrs. Fanny Dashwood, Ragione e sentimento, 1995

Mrs. Fanny Dashwood, Ragione e sentimento, 1995

Secondo Elder Goth, nel suo magnifico articolo, mentre le protagoniste austeniane nei film sono condannate a un abbigliamento virginale, quando va bene sui toni pastello, o peggio ancora bianco, alle cattive sono riservate invece stoffe e linee veramente à la mode.

Incuriosita, ho provato ad applicare nel mio Austen Tour queste regole da lui evidenziate e il risultato è stato… esilarante.

Abbigliamento Regency: le cattive lo fanno meglio

Andiamo con ordine e vediamo un po’ com’era la moda – veramente – nell’epoca di ambientazione dei romanzi di Jane Austen. Com’era l’abbigliamento Regency?

Intanto bacchettiamo senza possibilità di dubbio il film del 1940, nel quale non troviamo affatto l’abbigliamento Regency, ma al massimo Vittoriano, un vero obbrobrio per le Janeities. Non esistono crinoline per le Bennet: le porteranno fra molti anni, le indosseranno le loro figlie, ma non certo loro, da signorine!

Orgoglio e pregiudizio, 1940.

Orgoglio e pregiudizio, 1940.

Le versioni cinematografiche successive sono tutte molto più rispettose dello stile dei primi dell’Ottocento, e infatti vediamo abiti più semplici e di foggia molto diversa, spesso dal candore abbagliante.

Per capire un po’ il perché di tanto bianco (che davvero spopolava nel periodo), dobbiamo tornare alle lezioni di Storia dell’Arte: ricordate il neoclassicismo? Quel periodo in cui erano tornate di moda le rovine classiche e si pensava – sbagliando – che in epoca classica tutto fosse bianco e algido. E così, la moda neoclassica prese il bianco come colore predominante. Bianche le false rovine che andavano di moda nei parchi dei vip, bianche le case, le ville, i manieri che richiamavano come linee l’architettura classica.

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Costruzione neoclassica inglese, in stile Regency.

Questo stile aveva spopolato a partire dal 1700, in contrapposizione al barocco e al rococò, e in epoca austeniana era ancora molto vivo, al top del suo sviluppo.

Nell’abbigliamento, poi, era la Francia imperiale a dare le regole: le donne in epoca Regency vestivano in stile impero.

Mettendo insieme le due cose, in effetti, scopriamo che il risultato nell’abbigliamento Regency è una schiera di fanciulle con abiti chiari come lenzuoli e un po’ informi. Insomma, insaccate.

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Le Bennet di bianco vestite

Nei film, in effetti, questo si riflette molto bene: le sorelle Bennet, le sorelle Dashwood, ma anche le Bertram sono fantasmini con una testa sopra. Possiamo trovare tessuti preziosi, ricami e particolari, ma la sostanza è una semplicità di linee abbinata a tinte chiarissime.

Rare concessioni vengono fatte alle stoffe con fantasie floreali (sfondo: bianco) o righine discrete.

ragione e sentimento

Pastello e fantasie chiare per le sorelle Dashwood di Ragione e Sentimento del 1995.

Bisogna dire, a discolpa dei costumisti, che in effetti, esaminando stampe e ritratti dell’epoca, erano poche le fanciulle ritratte a indossare abiti sgargianti.

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Un ritratto di epoca regency.

Diamo la colpa in parte al neoclassicismo, ma i fattori a influire su questo dominio del bianco sono moltissimi. A definire lo stile dell’abito, in effetti c’erano vari fattori:

età della dama

stato sociale

stato civile

destinazione d’uso

Abbigliamento Regency: vestirsi in base all’età.

Le donne giovani, debuttanti per lo più, vestivano colori chiari.

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Emma, 1996: Mrs. Elton e Mrs. Weston

Le tinte più vivaci erano di solito appannaggio di donne più mature: nei romanzi della Austen nessuna protagonista supera i trent’anni, sono tutte in cerca di marito e quindi a loro sono concesse solo le tinte da debuttante. A seconda dell’anno, poi predominava uno o l’altro colore. Qui troverete un esauriente articolo sull’argomento.

In Ragione e Sentimento del 1995, la signora Dashwood giovane, Fanny l’antipatica, è sempre piuttosto colorata e stravagante. I capelli acconciati a tirabaci, fra piume e cuffiette vistose, fa sfoggio di sete e di colori diversi. Nei panni di altre signore, come le varie madri (Mrs. Dashwood, ma anche lady Bertram, e tutte le donne più anziane, vedove comprese) troviamo un bel campionario di colori.

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Dopo il matrimonio, eleganti, brutte e cattive.

Ricordiamo che, a differenza dell’epoca vittoriana, in cui il nero è quasi onnipresente nell’abbigliamento femminile dopo il matrimonio, nell’abbigliamento Regency troviamo ancora grande diffusione di colore, anche per la durata più ridotta del lutto.

I colori sono presto identificati: rossi, gialli, varie tonalità di rosa e di blu, verde… a seconda dell’anno e dell’occasione.

Abbigliamento Regency: vestirsi in base allo stato sociale.

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Fanny Price, Mansfield Park del 1999: abiti scuri per distinzione di classe.

La dolce Fanny Price nel film del 1995 spesso indossa abiti scuri, semplici, dall’aria robusta. E anche nel serial della BBC. Le Dashwood sembrano insaccate in tele piuttosto grezze, se non in rare occasioni. E in Orgoglio e Pregiudizio 2005… diciamolo, che Lizzie non è un modello di eleganza. E anche lei opta spesso per tele scure, quando non va ai balli: scuro e robusto vanno bene per il quotidiano se devi lavorare.

Vestirsi bene è appannaggio di classi sociali elevate.

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Manspield Park 2007: Le Bertram in abiti chiari, Fanny scuri.

Le cattive lo fanno meglio: spesso nei romanzi della Austen un certo benessere economico si accompagna a tratti del carattere non perfetti. Pensiamo alla moglie di sir John in Ragione e Sentimento, a Lady De Beurgh in Orgoglio e Pregiudizio, ma anche, e mi duole dirlo, alla magnifica Emma: bella, ricca, elegante. Ma ancora tutta da educare alla vita. Aggiungiamo Elizabeth Elliot, o lady Russell di Persuasione, terminiamo con Mary Crawford di Masfield Park. Vi manca un libro? È Northanger Abbey, e qui i cattivi sono due uomini, gli eleganti militari della famiglia Tilney.

Emma, specie quando ha il volto della Paltrow, è l’immagine della donna ben vestita.

Delle sorelle di Bigley tutto si può dire, tranne che non siano eleganti, no?

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La bellissima Emma, elegante e imperfetta nella sua perfezione.

E in fondo, Emma stessa ce lo insegna, se non sai cosa dire di qualcuno (quindi, se moralmente ci crea obiezioni) diciamo che è elegante…

E nessuna ci pare più elegante di Mary Crawford, una delle poche nubili che troviamo nei film a indossare strani abiti neri, pizzi e trasparenze osè. Mah, qualcosa vorrà dire, no?

Abbigliamento Regency: nubili o maritate?

Le cattive sposate, a parte la punizione di portare le cuffiette al posto dei cappellini, hanno maggior libertà nei colori. Possono osare le scollature più profonde, acconciarsi come fruttiere. A noi fanno ridere, ma all’epoca piaceva così.

Nella Austen, i matrimoni sono il cuore della vita femminile, ma attenzione: nessuna coppia sposata è esente da giudizio, buono o cattivo, e nei film questo si ripercuote sullo stile delle signore maritate.

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Azzurro per le debuttanti

A parte Mary Crawford, tutte le nubili tendono al pastello, specie quando sono a caccia di marito. Il bianco è il top, ma anche le tinte pastello vengono utilizzate, perché fanno pendant con l’incarnato pallido di moda all’epoca.

Gli abiti da sposa, però, non necessariamente erano bianchi. Sarà l’epoca vittoriana a decretare il bianco come colore sponsale. Sempre lei, la Regina, a cambiare il mondo.

Nella Austen, è impressionante come a fare da volontarie o involontarie antagoniste siano spesso donne maritate: Lady Russell in Persuasione, Lady Catherine in Orgoglio e Pregiudizio, mrs. Dashwood in Ragione e Sentimento… una volta sistemate, le donne diventano cattive, forse perché si annoiano? Di certo, però, si vestono meglio delle loro vittime.

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Persuasione, 1995: la cattiva lady in colori e piume.

Le cattive lo fanno meglio: l’abbigliamento Regency per ogni occasione.

Se sono ricche, le donne hanno mezzi migliori per essere cattive. Le donne povere hanno altro da fare che tormentare giovinette.

E così, ecco che le cattive vestono meglio per tutte le occasioni: abiti da mattina, da pomeriggio, da sera. Abiti da lavoro sono destinati a Fanny Price e a Anne Elliot, mentre tutti gli altri sono occupati a schiavizzarle indossando sete preziose. Mrs. Norris, però no: ma lei è patita dell’economia, almeno nel romanzo. Nei film, per essere la vedova di un pastore, è insolitamente alla moda.

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A ragione e con sentimento: scuri ma comodi i vestiti delle sorelle Dashwood.

Abitare in campagna e doversi dedicare ad attività domestiche era un ottimo deterrente all’eleganza. Immaginate se Elizabeth avesse rovinato un abito di chiffon per andare a trovare sua sorella ammalata, arrancando fra sentieri fangosi. Semplicemente, sarebbe stato stupido.

Gli abiti da giorno erano un po’ per tutte più semplici e pratici, quelli da sera più preziosi e delicati, adatti ovviamente a occasioni più rare. Le cattive, però, sembrano sempre meno impegnate, di conseguenza anche negli abiti da giorno sfoggiano mise di vera classe.

L’abbigliamento Regency: colori e colori.

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Bella e cattiva, sempre Mary Crawford.

C’erano colori e colori nei vestiti Regency. Le cattive sceglievano quelli à la page, magari dopo una puntatina a Londra o a Bath (vedi la signora Elton in Emma) per capire le nuove tendenze.

Per le donne meno abbienti i colori erano presto scelti: quelli chiari, facili da lavare; quelli scuri solo se resistenti al lavaggio e su stoffe resistenti.

Lavare i vestiti in epoca Regency era una bella impresa: la parola d’ordine, anche per le signore che delegavano alla servitù, era smacchiare. Molte stoffe, come certe sete, erano quasi monouso. Figuriamoci poi se le tinte erano delicate o se ovunque campeggiavano ricami preziosi.

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Neoclassicismo

https://it.wikipedia.org/wiki/Architettura_neoclassica

https://it.wikipedia.org/wiki/Orgoglio_e_pregiudizio_(film_1940)

http://www.leitv.it/chi-veste-la-sposa/consigli/perche-labito-da-sposa-e-bianco/

http://sweetlydreamingofthepast.blogspot.it/2013/07/romantic-era-gowns-la-moda-stile.html

http://it.paperblog.com/con-che-colori-si-dipingeva-il-mondo-durante-la-regency-era-1386180/

http://www.frockflicks.com/snark-week-jane-austens-little-white-dresses-vs-regency-bad-girls/

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About Antonia Romagnoli

Antonia Romagnoli è autrice di romanzi rosa storici, fantasy e opere per l'infanzia. Fra le sue opere: "La dama in grigio", regency romance, la "Saga delle Terre", trilogia fantasy.

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