5 curiosità sul lutto vittoriano

5 curiosità sul lutto vittoriano

5 curiosità sul lutto vittoriano: un argomento che in effetti è così vasto da lasciare spazio a mille aneddoti e curiosità.

Oggi vi racconto 5 curiosità su come veniva affrontato il lutto nell’epoca vittoriana, da aggiungere alle Foto post mortem, che abbiamo ampiamente trattato qui e ai gioielli da lutto, che troverete in questo articolo.

le foto post mortem

Il piedistallo serviva a tenere in posa le salme. Si nota in molte foto, anche insospettabili.

1 Manuali d’etichetta

I più importanti manuali di etichetta vittoriani, The Queen e Cassell riportano capitoli speciali dedicati al lutto, rigidamente regolamentato. Se moriva un cugino, infatti, l’abbigliamento era diverso rispetto a quello da indossare per la morte di un coniuge.

Ogni fase del lutto era regolamentata, dal momento del decesso al funerale, dai giorni successivi al tempo necessario per uscire dalle varie fasi di lutto.

In questi manuali erano presenti indicazioni sui comportamenti, sulle cose da fare e da evitare, ma anche le regole dell’abbigliamento per uomini e donne, nonché indicazioni su come conveniva svolgere visite e funerali.

5 curiosità sul lutto vittoriano

fonte: AbeBooks

2 Il fantasma nello specchio

In epoca vittoriana era usanza coprire gli specchi di casa come segno di lutto non appena veniva dichiarata la morte di una persona.

Questa era solo una delle abitudini che vigevano nelle case ottocentesche inglesi, inizialmente nate da alcune superstizioni e poi entrate in vigore come segni del dolore della famiglia.

Lo specchio era infatti considerato capace di catturare l’anima: se lo spirito che aveva appena abbandonato il corpo vagava per la casa, poteva rischiare di rimanerne intrappolato.

Un panno nero davanti alla superficie riflettente serviva egregiamente a impedire che il defunto rimanesse più del dovuto nei paraggi.

Questa stessa consuetudine non appartiene solo alla cultura vittoriana e si ritrova ancora in molte campagne, anche italiane.

5 curiosità sul lutto vittoriano

Dipinto di Waterhouse

3 L’anima vola

Sempre per favorire la dipartita dell’anima dal corpo e per facilitarle il raggiungimento della nuova dimora, quando qualcuno spirava le finestre della casa venivano tutte aperte, in qualunque stagione. Probabilmente questa usanza permette anche di cambiare aria, magari per la prima volta dopo giorni o mesi, alle stanze dove aveva soggiornato l’infermo. Vista la scarsa igiene del periodo e la diffusa credenza che lavarsi non facesse bene, i malati non emanavano profumi celestiali e inoltre, la diffusa credenza che cambiare l’aria facesse male, specie a chi era già infermo, dobbiamo pensare che le dimore dove erano state curate malattie mortali o anziani in fin di vita fossero invase da cattivi odori. Le stesse salme, poi, non erano destinate a migliorare le fragranze domestiche, specie d’estate. Una finestra aperta aiutava tanto, soprattutto chi vegliava il defunto.

lutto nell'epoca vittoriana

4 Ferma l’orologio

Un segno di lutto prevedeva che al momento del decesso, nella stanza del morto venissero fermati gli orologi. Era come dire che il tempo si era fermato con la perdita della persona cara.

Se la stanza non veniva mai più riutilizzata (nelle famiglie che potevano permetterselo accadeva di sovente) tutto veniva lasciato com’era e dopo il funerale la camera veniva chiusa, con orologio fermo e tutto lasciato al suo posto. Ecco perché nei film si ha gioco facile… aprendo “quella porta” si trova di tutto!

In un racconto di fantasmi, la defunta tornava nella sua stanza, abbastanza seccata che le sorelle l’avessero data in affitto. La stanza era stata lasciata comunque nelle sue condizioni originarie, vestiti compresi.

5 curiosità sul lutto vittoriano

da pexels

5 la bara con l’allarme

Avete mai sentito parlare della leggendaria Bloody Mary? No, non la regina d’Inghilterra, ma la protagonista di una legenda metropolitana americana, secondo la quale il fantasma di una giovane donna risponde all’appello se invocato attraverso un semplice rito. Il fantasma sarebbe quello di una giovanetta, figlia di un medico, che ammalatasi di difterite, fu dichiarata morta dal suo stesso padre per errore. La madre, tuttavia, poco convinta, fece mettere una catenella nella bara, collegata a una piccola campana esterna. Se Mary si fosse svegliata nella tomba, avrebbero potuto tirarla fuori… ma una mattina, alzandosi, la donna trovò la campanella divelta dalla sua sede: Mary si era svegliata nella bara, ma nessuno l’aveva sentita. Quando finalmente la donna riuscì a disseppellire la figlia, la trovò morta, con lo sguardo pieno di terrore e le unghie strappate per i tentativi d’uscire dalla tomba.

5 curiosità sul lutto vittoriano

The Premature Burial di Antoine Wiertz

Se questa storia vi ha fatto venire i brividi, pensate quanto potessero aver terrorizzato i poveri vittoriani le storie di Edgar Allan Poe, che di sepolti vivi ci parla in almeno due racconti.

Per non contare il fatto che, proprio in epoca vittoriana, ma anche precedente, le epidemie come la difterite di Mary veramente portavano a casi di sepoltura precoce dei cadaveri, un po’ per fretta, un po’ per paura e un po’ per la mancanza di strumentazioni capaci di determinare i casi di morte apparente.

C’era chi desiderava uscire…e chi si desiderava NON uscisse.

E così, ecco le bare con l’allarme: di svariati modelli, con diversi meccanismi. Furono soprattutto due medici a dare fondo all’immaginazione con brevetti a prova di… morte:

Il dottor Adolf Gutsmuth fu sepolto più volte vivo per dimostrare una bara di sicurezza del di sua invenzione e nel 1822 rimase sotto terra per diverse ore. Mangiò anche un pasto di zuppa, bratwurst, marzapane, crauti, spatzle, birra e dessert, rifornitigli attraverso il tubo di alimentazione della bara. Come immaginerete, si trattava di un medico tedesco.

Dr Johann Taberger, Der Scheintod, Hanover 1829.

Il modello più simile a quello della leggenda di Mary è quello del 1829, quando il dottor Johann Gottfried Taberger disegnò un sistema che usava una campana per avvisare la guardia notturna del cimitero. Le corde per azionare il meccanismo dovevano essere legate alle mani del cadavere, ala sua testa e ai suoi piedi. Un alloggiamento intorno alla campana sopra il suolo impediva che suonasse accidentalmente. Al modello furono poi fatte ulteriori migliorie, che impedivano all’acqua piovana di entrare giù dal tubo delle corde. Fu aggiunta anche una rete per impedire agli insetti di entrare nella bara. Se la campana avesse suonato, il guardiano avrebbe inserito un secondo tubo e pompare l’aria nella bara con un soffietto per consentire all’occupante di sopravvivere fino a estrazione avvenuta.

M. R. James

Illustrazione di ghost story

Bonus cimiteriale

I cimiteri fino all’epoca vittoriana e spesso anche dopo, erano luoghi malsani e terribilmente maleodoranti.

Non c’erano bare di zinco, sigillate, ma feretri di legno o di piombo quando si trattava di morti per epidemie.

Spesso le sepolture avvenivano nelle chiese o appena fuori da esse, per cui c’è da immaginare, soprattutto d’estate, che cosa avvenisse sotto terra.

Aggiungiamo il particolare sugli spazi ridotti di questi terreni: in casi di epidemie non era raro che i corpi si seppellissero a strati, aumentando la concentrazione di sepolture nello stesso spazio.

I cadaveri, in uno degli stadi della decomposizione, inoltre, tendono a emettere gas (anche col rischio di esplodere): i fuochi fatui che aleggiavano dei cimiteri erano dovuti a queste emissioni.

lutto vittoriano

fonte: the guardian.
Un cimitero in una stampa d’epoca

Negli anni Venti dell’Ottocento, tuttavia, le cose cambiarono quando l’avvocato George Frederick Carden decise di creare un cimitero commerciale molto simile a quello di Parigi, il Pere Lachaise: era pensato come un delizioso parco che facesse funzione di cimitero. E così fu nel 1831, quando furono acquistati cinquantacinque ettari di terreno nel verde di Kensal Green di Londra: l’inizio del primo grande cimitero londinese.

A proposito del lutto vittoriano… 

I gioielli da lutto vittoriani

Le foto post-mortem vittoriane

http://listverse.com/2013/02/07/10-fascinating-death-facts-from-the-victorian-era/

https://www.mnn.com/lifestyle/arts-culture/stories/7-most-morbid-victorian-mourning-traditions

https://en.wikipedia.org/wiki/Safety_coffin

 

 

 

About Antonia Romagnoli

Antonia Romagnoli è autrice di romanzi rosa storici, fantasy e opere per l'infanzia. Fra le sue opere: "La dama in grigio", regency romance, la "Saga delle Terre", trilogia fantasy.

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